Ligia Miceli, storie, fili di luce ed emozioni

Ligia Miceli, storie, fili di luce ed emozioni

Ogni volta in cui, crescendo,  avrai voglia di cambiare le cose sbagliate in cose giuste, ricordati che la prima rivoluzione da fare è quella dentro se stessi, la prima è la più importante ( Susanna Tamaro da Va’ dove ti porta il cuore).

 

Camminare, respirare, ammirare il bello fa bene al cuore. Ma anche quando si crea, si vive bene ed è come se si vivessero due vite in una.  E creare non è cosa semplice  perché non consiste soltanto nel maneggiare, incollare, staccare; creare è andare verso se stessi. E non sempre si ha voglia di intraprendere un viaggio straordinario attraverso il nostro sentire, il nostro fabbricare idee, il nostro esserci sempre e comunque. Creare vuol dire cambiare pelle anche se all’ inizio può far male, anche se può sembrare cosa inutile. Creare è andare dove la mente si congiunge con il cuore.  In quel preciso punto in cui la materia sta a guardare l’oggetto per trasformarlo a sua immagine e somiglianza. Ciò che affascina dell’atto creativo è davvero il voler trasformare la materia in oggetto ma soprattutto il guardare in un’ altra direzione che non sia la stessa che conduca nell’ ordinario. La creatività ti conduce a fare e a dire cose straordinarie, va oltre la normalità, va oltre se stessi. Ed è così che ci scopriremo persone nuove atte a nuove sfide, a nuovi giochi della mente e del cuore. Basterà guardarsi allo specchio e scoprirsi persone diverse, come se occorresse trovare vestiti nuovi perché quelli di prima oramai non vanno più. Sì, perché creare è un po’ vestirsi di nuova luce, quella che brilla negli occhi e ti fa vedere le cose del mondo in maniera completamente differente.  E ci sarà quel raggio di sole e di luce che verrà  a trovarti al mattino, quella nuova energia vitale che si impossesserà di te dalla testa ai piedi. E dopo aver assistito ad un passaggio quasi obbligatorio, ci sembrerà di scoprire per poi entrare in quella vita che davvero senti possa appartenerti. Ecco, questo ed altro ancora è capitato a Ligia Miceli, una creativa originale che all’ estetica abbina la sostanza, attraverso i percorsi creativi che sono viaggi interiori.  La creatività, difatti, non può che esprimersi intorno agli stati d’animo considerando il fatto che oggi più che mai abbiamo bisogno di luce, di sentirci vivi, di darci una spinta in più, di continuare a sognare per poi creare.  Sognare quelle luci che possano appartenerci di nuovo e restare con noi per sempre. Intanto ognuno di noi ha la sua leggenda personale alla quale voler dare un senso. Ligia è di origine brasiliana, è arrivata in Italia con la sua famiglia d’ origine e oggi vive a Firenze con la famiglia che si è creata. Riservata, garbata, sensibile ma anche solida, Ligia sembra inseguire la luce come un aquilone in cielo, quella luce che cerca di fermare nelle sue creazioni, pronta a fare ogni volta una magia nuova.  E dal cilindro del mago esce di tutto: tutta la sapienza coltivata negli anni, una sapienza che sa di antico  e che insegue il moderno insieme all’ abilità e cura dei particolari. Difatti Ligia ammette di voler continuare la tradizione dell’ uncinetto dando però alla stessa un pizzico di innovazione. Il restare in bilico tar presente e passato, è proprio questa la sua magia, la sua pozione magica! Non a caso alle sue creazioni ha dato il nome di Maga Uncina, un nome accattivante, un nome che apre il sipario su scenari vecchi  e nuovi ma soprattutto sul mistero della creatività. Un mistero che solo le mani, il respiro, la mente e il cuore possono svelarci. Di Ligia piace il modo diretto di porsi, le note musicali del suo estro creativo, note che vanno e vengono perché in continua evoluzione. Alla ricerca del suo equilibrio come donna e come creativa, Ligia ci racconta la sua storia affascinante come la trama di un film. Dopo un anno di architettura a Rio de Janeiro, sua città d’ origine, arriva a Firenze e se ne innamora perdutamente, laureandosi poi in disegno industriale. Dopo aver lavorato come arredatrice, l’ azienda fallisce e Ligia fa di tutto per tenersi impegnata, dall’ insegnante di lingua portoghese al lavoro nelle scuole come collaboratrice. Poi il lavoro ha cominciato a non esserci e così ha iniziato ad inventarsi qualcosa per non reprimere il suo estro creativo. E tra saudade, sentimenti di nostalgia per il passato, e il disorientamento dettato da un presente incerto, ha rispolverato le sue vecchie passioni come quella per l’ uncinetto insegnatale da sua mamma. Ma mentre la mamma lavorava le classiche coperte all’ uncinetto, Ligia non è riuscita a fare altrettanto e ha voluto rompere gli schemi, forte della sua formazione tecnologica ed estetica. Ed è qui che ha preso piede la sua seconda magia: seguire il suo istinto, rimanendo onesta e leale con se stessa dando comunque vita a qualcosa di diverso che non fosse il solito uncinetto. E così è stato:  Ligia ha voluto reinterpretare la sua stessa inclinazione creativa tra rigore e passione, innovazione e tradizione, mantenendo viva la scia delle sue potenzialità insieme ai suoi passaggi interiori.  Pertanto si racconta  in maniera amena tra l’ accento toscano misto all’ inflessione della lingua brasiliana, con l’ entusiasmo di una bambina che sgrana gli occhi sferruzzando e infilando le perle nel nastro di raso. Per farne meraviglie come anche nell’ intreccio di catenelle realizzate in puro uncinetto con la pazienza di una ricamatrice di emozioni.  Sì, perché ogni bijoux e ogni oggetto che realizza è personalizzato come le sue fantastiche creazioni in amigurumi che sono pupazzi, oggetti o giocattoli realizzati all’ uncinetto. Tutto questo seguendo il gusto  e le esigenze del committente. Raffinatezza e cura dei particolari fanno il resto.  Ligia è innamorata in particolar modo dei bijoux all’ uncinetto che emanano luce, scintillio e trasparenza. Un po’ come è lei, trasparente, chiara, delicata e determinata nello stesso tempo. Perché la bellezza è tenuta sempre stretta da un filo che la compone, perla dopo perla e trama dopo trama. Insieme all’ ispirazione che può dare una città come Firenze che trasuda storia e cultura. E quando ci si nutre di bellezza non possono che nascere meraviglie, quelle che adesso Ligia trattiene nelle sue mani, tra perle e catenelle e quella lavorazione artigianale che rimanda ad emozioni antiche, alla magia dei riflessi di luce dentro e fuori di sé. Ed ecco che la magia di Ligia, quella finale, sta proprio nel voler tenere unite storie, fili di luce ed emozioni.

Raccontati liberamente…

Sono da diciotto anni in Italia, sono arrivata  con la mia famiglia a Firenze da  Rio De Janeiro dove ho frequentato un anno di architettura per poi laurearmi in disegno industriale a Firenze. Ho lavorato come arredatrice,  l’azienda poi è fallita,  e ho insegnato portoghese per poi lavorare nelle scuole come collaboratrice. Poi il lavoro ha cominciato  a non esserci e così due anni fa, ho voluto dare vita alla mia passione di sempre ossia quella per l’uncinetto.

Come nasce la tua passione per l’uncinetto o crochet?

Ho imparato a lavorare all’uncinetto da bambina: mia mamma faceva coperte e quant’ altro. Io volevo fare qualcosa di diverso e devo dire che sono rimasta coerente con me stessa anche per l’ indirizzo universitario scelto a suo tempo. La mia filosofia, difatti, si basa sull’ innovazione tecnologica ed  estetica. Quindi ho continuato a studiare di più e a cercare altro, e a continuare la tradizione dando alla stessa un pizzico di innovazione. Ho voluto rileggere e reinterpretare la tecnica dell’ uncinetto in modo attuale, cercando informazioni attraverso tutorial, riviste, libri e collegamenti internazionali nel web perché precedentemente ero solo a conoscenza delle informazioni base.

Che cosa ti affascina della lavorazione all’ uncinetto e a che cosa ti sei ispirata nel tempo?

Nel web sono riuscita persino a vedere una scienziata che ha riprodotto un modello matematico come anche artisti che fanno sculture all’ uncinetto. E devo dire che ne sono rimasta favorevolmente colpita e affascinata. Attraverso questa tecnica, si sono anche promosse iniziative sociali… Intanto io sono particolarmente innamorata dei gioielli all’ uncinetto di cui mi affascina la trama della lavorazione. I fili bidimensionali  portano a costruire l’oggetto il quale ha una texture morbida e leggera. Tutto ciò ricorda una tradizione artigianale con un intreccio di emozioni… Intanto realizzo oggetti personalizzati ed è bello ed entusiasmante questo perché racconto le storie delle persone che me li commissionano! Realizzo bijoux  come anche la “presentosa”, un gioiello tradizionale femminile abruzzese, come anche amigurumi, pupazzi, accessori per la casa, piante grasse riprodotte all’ uncinetto, pasticcini, tazzine di caffè, palloncini e quant’ altro.

Quali sono i processi di lavorazione?

Realizzo catenelle e perle all’ uncinetto, con ciondolini in aggiunta per completare il mio lavoro e  accessori in acciaio e filigrana di cotone. La lavorazione all’ uncinetto per oggetti piccoli è impegnativa, le catenelle sono tutte in puro uncinetto, poi infilo le perle, sfere di legno che rivesto all’uncinetto, nel nastro di raso che mi permette di regolare la lunghezza. Realizzo oggetti e bijoux che emozionano soprattutto me per poi poter emozionare gli altri!

 

Perché il nome di Maga Uncina?

Mi piace l’ idea di trasformare il materiale in oggetto, un po’  così per magia. La magia di creare emozioni viaggiando nella mia passione…Ecco perché Maga Uncina!

La tua fonte ispiratrice?

Sono un’osservatrice, intanto mi ispira molto la città di Firenze, le strade, l’arte, l’ architettura. Sono cresciuta in uno studio tra ingegneri e architetti, mio padre era ingegnere…

Prossimi progetti?

Sto realizzando video tutorial, oggetti per Natale in filigrana, lavorazioni delicate con filo sottile, e bijoux e ciondoli per augurare  a tutti un Natale pieno di luci…

Come ti definiresti come donna e come creativa?

Istintiva, diretta, sensibile, profonda. Impulsiva come creativa e anche esigente con me stessa, arrivo per gradi all’ oggetto finito…

I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e  rasserena e che cosa ti rattrista?

Mi fanno star bene i sentimenti di fiducia, sincerità, avere la sicurezza di guardare le persone negli occhi…l’amicizia è un valore, in questo momento storico si capisce davvero chi ti è amico. Mi rattristano la falsità e i sentimenti di sfiducia, calcolo, opportunismo.

Un tuo motto di vita?

Tu mettici il cuore sempre e…al resto ci pensa la vita!

 

 

Per info:  email:  magauncina@gmail.com; pagina facebook Maga Uncina

 

 

 

 

3 pensieri riguardo “Ligia Miceli, storie, fili di luce ed emozioni

  1. La conosco da quando é nata, e conosco quest’anima che vuol sempre volare piú lontano, che non smetterá mai di sfidarsi. Brava, brava, brava!!!

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