Sono la mia Musa. Il soggetto che conosco meglio. Il soggetto che voglio migliorare
( Frida Kahlo).
Dove lasciamo e lasceremo le nostre impronte? Si afferra quella carta, quel pezzo di legno o di stoffa così per impulso, per voler appartenere a qualcosa, per sentirsi in un luogo e in uno spazio definito. Si sa, la materia non è niente senza la sostanza ma quando si riesce a darle un’ anima, diventa nostra alleata. Il resto, poi, lo fanno le passioni alternate da silenzio e rumore, dagli stati d’ animo che sono anche quei passaggi interiori obbligatori. Non si vive di solo pane, si ha bisogno di lasciare un’ impronta su questa terra, di lanciare un urlo, di farsi sentire, di realizzare un murales della nostra vita, di prendere un mucchio di pietre e farne un capolavoro. Perché molto dipenderà da noi e da quello che di noi potremmo dire agli altri. Questa è la vera eredità da portarsi dietro, il vero bagaglio a mano: essere utili per sé e per gli altri. Scoprirsi ogni giorno di più tra rotoli di parole, difficoltà, fatiche, discese e risalite. Ma solo se hai qualcosa in mano, riuscirai a registrare meglio il tuo presente e magari il tuo futuro. Solo se si guarda alla vita con passione e con meraviglia mista a stupore, si riuscirà ad essere quella persona che, fra tante, hai scelto di essere. Perché ci si sceglie sempre, ogni mattina, ogni ora, ogni sera. E ognuno di noi ha bisogno del suo rifugio segreto che sia fatto di parole, di sguardi, di atti creativi. Ma tutto questo avviene quando si ha il coraggio di essere se stessi. Intanto creare è un po’ come amare, creare è andare oltre il proprio sguardo per avvistare sentieri diversi che parlino di te e della tua presenza nel mondo. Creare è anche parlare, raccontarsi, dire qualcosa di sé attraverso la materia che si plasma e ricicla sotto le tue mani. Riciclare cose, poi, è come dare una nuova opportunità a ciò che può essere accantonato in un angolo senza vita. Riciclare è creare due volte perché vuol dire prima riprendere e recuperare quell’ oggetto e poi ricrearlo dandogli una nuova vita e connotazione. Questo e altro ancora è stato recepito da Alessandra Spagnolo, una donna di una sensibilità unica, una donna con qualche marcia in più perchè riesce appunto ad andare oltre il proprio sguardo e ad essere fino in fondo se stessa. Alessandra ha cinquantatrè anni, è originaria di Genova dove vive insieme ai figli Giulio di ventisette anni e Lorenzo di ventitrè anni. Figli che sono la sua gioia e la sua ragione di vita insieme all’ impegno che ha messo negli anni per l’ arte del riciclo. Dopo il diploma presso l’ accademia di Belle Arti di Genova, Alessandra si laurea in Beni culturali. A diciassette anni ha seguito un corso di infermiera per poi lavorare come infermiera e pagarsi l’ università. Dal riciclo creativo al restyling di mobili, dalle decorazioni di interni al trompe l’oeil, tutto converge nell’ artigianato puro che ha quel labile confine con l’arte. Orgogliosa del suo premio di imprenditoria creativa, per anni è stata un artista di strada, la Maga Spazzaturina. E già questo è un nome che è tutto un programma che riconduce a trame di favole moderne. Intanto vari e importanti sono stati i riconoscimenti e le collaborazioni in campo artistico, sociale e culturale. Alessandra si racconta a ruota libera con entusiasmo e con quella consapevolezza acquisita giorno per giorno, poi, è come se cambiasse pelle insieme ad un affresco, un mobile, un monile…E sembra davvero unirsi alla materia in modo viscerale, come a voler restare chiusa nel suo laboratorio che è un bozzolo dal quale voler fare uscire una meravigliosa farfalla. E sono tante le idee che si liberano nell’ aria perché è proprio Alessandra che le libera con il suo spirito creativo. E dalla plastica, dalla resina, dalla carta e dal vetro escono i suoi monili ai quali è particolarmente affezionata. Il suo è un lavoro in continuo divenire. Donna coraggiosa, versatile, intensa, Alessandra vive nel recupero non solo delle cose ma anche delle persone. Difatti è stata un’ operatrice presso il carcere Marassi di Genova con varie esperienze maturate poi nel Nord Italia. Tutti passaggi di una carriera in continua ascesa ed evoluzione, tutti momenti professionali che l’ hanno fortificata e l’ hanno resa la donna unica e speciale che oggi è. L’ esperienza del carcere le ha ridato quel risvolto umano, quel senso della vita, quel viaggio attraverso se stessi che ti permette di scoprire quelle risorse in più che non pensavi di avere. E sono proprio le persone lasciate nell’ angolo, ai margini, come le cose buttate lì, senza speranza di un futuro migliore a creare talvolta un varco dentro di te e una strada che porta alla luce. Ed ecco che Alessandra forte delle sue esperienze professionali e umane, ha saputo cogliere l’ essenza in ogni sua azione e progettualità. Gli incontri giusti come quello con Laura Minuti, artista della cartapesta, fanno il resto. Ed ecco che gli anni dell’accademia si intrecciano alle esperienze mentre lo studio sfocia nella ricerca per arrivare a creare e a ricreare bellezza. Per arrivare a conoscere panorami diversi lì dove niente è scontato, lì dove la normalità non ha più ragion d’ essere se non si parla al cuore. Per creare amore, ci vuole forza, pazienza, empatia, tutte qualità che appartengono ad Alessandra per un habitus interiore che si porta dietro nel tempo e che non può che arricchirla. La passione per il riciclo creativo assume connotazioni inusuali perché è sicuramente più difficile creare bellezza dallo scarto, da ciò che non andrebbe più bene. Alessandra si fa promotrice dei suoi stessi processi sperimentali credendoci con tutta se stessa, seguendo la sua linea etica di recupero con tutta l’ energia che proviene dalle idee e che si riflette come i raggi del sole sui vetri della finestra. Una finestra sempre aperta a nuove conoscenze, nuovi viaggi, partenze e arrivi. Alessandra dà l’ idea di una donna libera con la valigia sempre pronta e i radar accesi per salvare, salvaguardare, recuperare. Per consegnare agli altri un futuro migliore. E poi c’è l’ ispirazione, quel guizzo, quel riflesso di luce che trascolora sulle cose come in un quadro di Monet. Ed è questo il divenire, questo movimento che passa dalle mani, dalla materia alla mente e al cuore. Ed è questo movimento che si mescola con la memoria a dare un senso ai nostri giorni, è quell’ impronta di sé che dà calore umano! E Alessandra persa nel suo mondo creativo, è una donna che lascia impronte nel cuore e nella terra, per strada, ovunque.
Gli anni più belli della tua vita?
Gli anni dell’ Accademia nel ’90, anni in cui ho tenuto ferie ed eventi. Poi dal 2012, anni in cui ho vissuto in Giappone…
L’ esperienza più formativa della tua vita?
L’ esperienza come formatore al carcere, non solo a Genova ma anche nel Nord Italia. Non mi aspettavo di fare un’ esperienza umana così coinvolgente, conoscere persone in carcere ti fa vedere la vita da un altro punto di vista, si fa fatica a capire come mai siano arrivate al punto di essere in carcere. In questo modo rivedi i parametri della normalità un po’ ribaltati. Ho lavorato con la sezione di sieropositivi per cui bisognava rompere gli schemi…Ho lavorato per cinque anni presso il carcere della casa circondariale di Marassi di Genova. Un’ esperienza questa che ti fa andare oltre i tuoi limiti, si finisce per instaurare rapporti umani. Anche grazie alle mie lezioni di riciclo creativo attraverso un’ esplorazione dell’aspetto umano: ho lavorato con casi psichiatrici e disabili nelle scuole. Mi piace provarmi, alla fine si è rivelato tutto uno stimolo e un valore importante per la mia vita e la vita degli altri!
Come nasce la tua passione per il riciclo creativo?
Nasce da un incontro ai tempi dell’ accademia, ho conosciuto Laura Minuti, un’ artista della cartapesta. Con lei oggi organizzo corsi nel mio laboratorio. Mi piace creare bellezza dalla bellezza, creare bellezza dallo scarto è più difficile. Occorrono maggiore impegno e ricerca. L’esplorazione nel creativo è naturale, non si finisce mai di esplorare campi nuovi. Mi sento più un’ artista della materia che della pittura. Mantengo ancora questa linea etica del recupero, negli anni ’90 non era così scontato fare riciclo creativo, adesso lo fanno tutti! Il mio sogno è sempre stato quello di avere un laboratorio artigianale tutto mio, sogno che ho realizzato! Ho avuto un premio di imprenditoria creativa… Io penso che il riciclo possa essere una risorsa, questo è il mio credo! Il tema dell’ ambiente più pulito e naturale, poi, è un tema da me molto sentito!
In che modo spazia il tuo riciclo creativo?
Spazio dal recupero del monile al mobile da restaurare, dalla decorazione di interni al trompe l’ oeil, tutto restando sempre nel filone della componente artigiana! Quando si restaura un oggetto, devi pensare al suo futuro, a come verrà usato. Per anni sono stata un’ artista di strada, la Maga Spazzaturina, con una macchina piccola tenevo laboratori di riciclo creativo con i bambini. Da qui sono nate l’esperienza dello shabby e del restyling. Intanto ho una predilezione per i monili perché si riescono a portare dietro, sono realizzati in resina, plastica, carta, vetro.
Prossimi progetti?
Sto lavorando in laboratorio, sto restaurando una poltrona e una cassettiera…e sto preparando anche una nuova linea di monili, sono tutti pezzi unici! Poi mi piacerebbe organizzare mostre di artigianato, nella speranza che riprendano gli eventi che sono la mia vita!
Che cosa ti ispira ed emoziona?
Mi ispira il materiale che è imprevedibile, un scintilla che viene all’ improvviso! Poi mi emoziona parlare con le persone, mi emozionano le memorie delle persone, la lettura perché mi piace immaginare le storie!
Come ti definiresti come donna e come creativa?
Empatica, riesco a stabilire rapporti umani con tutti, perseverante… Quando si è donna e artista, bisogna credere di più in quello che si fa. Come creativa, poi, sono tenace, il vero creativo deve essere per forza tenace! Tutto è frutto di esplorazione, esperienza, curiosità, approfondimento.
Un tuo motto di vita?
Sorridi sempre anche quando sei triste perché non sai quando sarà il momento in cui qualcuno si innamorerà del tuo sguardo!
Per info: cell 340 – 4997675
Grande Donna Alessandra un tornado un vulcano di idee, una persona che ti trasmette la voglia di fare di imparare!! 1ne pensa e 200 ne fa!!
Meraviglioso
Alessandra una donna unica e speciale ♥️