Luigia Fraschetta, il risultato finale è arte

Luigia Fraschetta, il risultato finale è arte

…Ti meriti un amore che voglia ballare con te, che trovi il paradiso ogni volta che guarda nei tuoi occhi, che non si annoi mai di leggere le tue espressioni… (Frida Kahlo).

 

Le emozioni scivolano sulla pelle come coriandoli di luce ad illuminarla o schegge che fanno male. Ma le emozioni non possono essere fermate, entrano dentro di noi e viaggiano con noi di giorno e di sera. E nel bene e nel male sono attaccate a doppio filo alla nostra vita ma sono proprio le emozioni che ci aiuteranno a scoprirci e a  farci conoscere. Piangere, ridere, essere contenti o scontenti, tutto fa parte di quella tavolozza di colori che ci offre la vita, a noi sta il compito di dipingere i quadri a nostra immagine e somiglianza. Secondo il nostro stile unico. Ci sono volte che le lacrime rigano il  volto perché la vita  presenta il suo conto salato, ci sono volte che il  sorriso si apre al giorno in arrivo come un battito di ciglia. Non ce ne accorgiamo ma stiamo vivendo quelle che si chiamano emozioni. Mentre la vita ci tiene per mano come ci teneva nostra madre da bambine. Ti senti comunque accompagnata  e guidata, nonostante le amarezze, le delusioni, i dolori. Il più delle volte subentra in noi qualcosa di sovrannaturale, qualcosa che va oltre  insieme ad una forza misteriosa. Sarà come stare in una catena o in una collana, dipende dai punti di vista e da quello che accade ad ognuno di noi. In un modo o nell’ altro ci sentiremo unite agli eventi, di cui talvolta siamo protagonisti e talvolta subiamo. Dipende sempre dal nostro sguardo sul mondo, dal nostro sguardo libero. Più riusciremo ad essere liberi e più ci salveremo. E se si riesce a vivere in maniera trasparente come l’ acqua che sgorga dalla sorgente, pulita, semplice, naturale, così saremo e ci sentiremo persone libere e fluttuanti, persone che non hanno bisogno di chiedere niente in cambio perché bastano a loro stesse.  Come basta a se stessa Luigia Fraschetta, una donna intensa, interessante, diretta, schietta. Luigia Fraschetta è originaria di Torre Annunziata in provincia di Napoli, ha quarantotto anni e due figlie che sono la sua ragione di vita. Sono Michela Anna di ventiquattro anni ed Annapia di diciotto. Luigia vive a Lissone in provincia di Monza e Brianza perché venti anni fa seguì il suo ex marito per lavoro. Una vita difficile la sua, caratterizzata anche da eventi dolorosi come la perdita di suo padre a solo un anno e la perdita di sua madre a sedici anni, nel pieno dell’ adolescenza. Senza i suoi genitori, Luigia ammette di aver provato un vuoto enorme, una mancanza che scava dentro e che è difficile da colmare. L’ ultima di nove figli, è dovuta crescere in fretta. E senza genitori, senza sicurezza, si è incamminata nel mondo con la convinzione di non appartenere a nessuno. E da qui è derivata e sgorgata tutta la sua forza delineando una personalità in continua evoluzione. Perché noi donne, si sa, non ci accontentiamo facilmente se non riusciamo poi a  toccare  terra  e a vedere quei bagliori  che possano farci sentire al sicuro, nel posto giusto al momento giusto. Si è tanto cercata e ricercata Luigia fino  a trovarsi in fondo all’anima. In fondo al tunnel che porta alla luce, non ha importanza quanto tempo sarà occorso per arrivarci, l’ importante è che sia una luce vera e che non si spegnerà facilmente. Perché le cose cambiano inevitabilmente e lasciano i segni, le rughe, le cicatrici sulla pelle e nel cuore. Sta a noi andare avanti a testa alta, sta a noi muoverci e proseguire nel cammino  anche cadendo  per poi rialzarci.  Fino ad arrivare in quel luogo che possa appartenerci per sempre e che è la nostra immagine riflessa nello specchio d’ acqua. Ciò che piace e colpisce della personalità di Luigia è la sua onestà intellettuale, il suo non essersi mai tradita bensì studiata e conosciuta a fondo. Perché Luigia è capace di arrivare a notte fonda per capire qualcosa in più di se stessa. Ama molto analizzarsi, scoprirsi, frugarsi, per poi comprendersi e amarsi di più. Consapevole del fatto che se non ci amiamo noi per prima, nessuno potrà farlo al posto nostro. Ed ecco che Luigia ha voluto provare altri orizzonti di vita, passando per quella miriade di emozioni che ti porta inevitabilmente a crescere e maturare. Oggi è un’ operatrice socio sanitaria ma i suoi sono stati studi artistici. Si è diplomata come maestra d’ arte e come disegnatrice di interni per poi iscriversi alla facoltà di Conservazione dei Beni culturali, un percorso di studi che ha amato tanto. Ma la donna, si sa, è sempre un po’ divisa a metà tra i sogni, le speranze, la vita familiare e i progetti di lavoro. Ma c’ è qualcosa che ti prende e ti porta via prima o poi, anche se si devono aspettare i tempi, c’ è qualcosa che si chiama passione e che ti alza da terra e ti dà le ali per volare. E così è successo a Luigia con la sua passione pittorica, una passione che le ha aperto le braccia per piangere e per sorridere. Sì perché nella sua passione riversa tutta se stessa e si amalgama fino a scomparire in essa. Fino a sentirsi colore, luce, speranza. Perché il risultato finale è arte, poesia, vita vera vissuta sulla propria pelle. Ed ecco che le ferite del passato scompaiono perché curate dai colori in quella che è la tavolozza dove immergi l’ anima. E da qui poi che vengono tutte le ispirazioni possibili e immaginabili, perché la vita ti prende e ti porta per mano, sta a noi continuare il cammino per farlo diventare luce o buio. Luigia ha voluto trovare la sua quadratura del cerchio, il suo faro, la sua luce nella pittura. E ci sta riuscendo benissimo dati gli ultimi apprezzamenti sulla sua arte pittorica. Difatti la sua opera dal titolo “ Non sei sola”, in occasione della giornata del 25 novembre dedicata alla violenza sulle donne, ha riscosso  molto successo di pubblico. Intelligente, coraggiosa, vera, Luigia è una donna che ha saputo ascoltare i suoi passaggi dell’ anima. Luigia è vulcano in eruzione e acqua che sa spegnerlo.  Una donna che ascolta la tempesta in arrivo e si chiude tra le sue tele, i suoi colori, tra caldo e freddo, tra vento, pioggia e sole. E sono queste le donne che ci insegnano a vivere…Paesaggi, ritratti e statue drappeggiate sono i soggetti trattati attraverso un modus operandi che si sperimenta nella fluidità dei colori tra un incrocio di classico e moderno. Nella consapevolezza che dalle crepe fuoriesce la luce e che dal dolore che porta alla conoscenza di sé, il risultato finale è arte.

Raccontati tra lavoro, famiglia, passioni…

Oggi  sono un’ operatrice socio sanitaria, lavoro negli ospedali da dodici anni ma, a suo tempo, ho frequentato l’istituto d’ arte a Torre Annunziata diplomandomi in maestra d’ arte.  Successivamente ho conseguito il diploma in disegnatrice di interni e mi sono iscritta alla facoltà di Beni culturali al Suor Orsola Benincasa di Napoli, poi è arrivata la seconda figlia e non sono riuscita  a laurearmi. Ecco perché poi per esigenze di lavoro, ho scelto di studiare come operatrice socio sanitaria ma la vena artistica mi ha sempre accompagnata…

Come nasce la tua passione per la pittura?

Tutto è riconducibile alla mia storia personale, mio padre è morto che avevo un anno, mio fratello Antonio ha sempre dipinto e quindi sono sempre rimasta affascinata dal suo mondo pittorico… A sedici anni è morta anche mia madre e nel pieno dell’ adolescenza, ho cominciato a non avere più fiducia in me stessa, poi anche il mio matrimonio  finì e ho attraversato davvero un brutto periodo. Solo più tardi ho conosciuto il mio compagno Giuseppe, fu lui a ridarmi fiducia scoprendo le mie capacità pittoriche, mi aiutava anche economicamente comprandomi le tele. Poi, purtroppo, è finita anche con lui, ho sofferto tanto e questa volta le mie figlie mi hanno dato la forza di andare avanti. Oggi sono una donna orgogliosa delle mie figlie e dei miei nipoti… La mia vita non è stata facile ma credo che la vita sia comunque meravigliosa perché  ti dà delle opportunità. E così continuando a dipingere, mi sono iscritta ad una galleria d’ arte online e in questo modo ho iniziato a farmi conoscere. A Natale scorso il primario di ortopedia, il dott Alberto Paronzini insieme ad altri chirurghi ha allestito una mostra fotografica all’ interno della quale ho esposto i miei dipinti.  Poi quest’ anno, il 25 novembre in occasione della giornata dedicata alla violenza sulle donne, attraverso una campagna di sensibilizzazione, in collaborazione con il Pronto soccorso, ho realizzato un’ opera che ha colpito il pubblico di visitatori.

La tua fonte ispiratrice?

Ho iniziato a dipingere i paesaggi perché mi riportano indietro con i ricordi, ed è proprio con i paesaggi che ho cominciato a sperimentare tecniche  e colori. Mi piace poi far emergere i colori dal fondo scuro, forse è una sorta di “caravaggismo”- sorride-. Mi piace  dipingere le statue con drappi colorati, per le donne evidenzio alcuni aspetti della femminilità, dipingo anche donne di colore con lineamenti bellissimi. Sono un vulcano, una persona libera nel rispetto delle regole perché credo che solo rispettando le regole si è più liberi. In questo modo circolano libere emozioni, idee, colori. Generalmente dipingo paesaggi, ritratti, statue, sperimentando sfumature di colore per rappresentare le emozioni. La natura, intanto, mi ispira tanto come anche gli sguardi delle persone. Quando dipingo i miei ritratti, comincio dagli occhi perché da qui prende vita tutto il resto.

Persone che vorresti ringraziare per averti aiutata nel tuo cammino pittorico?

Sì, sicuramente la maestra d’ arte Gothy Lopez, l’ artista internazionale che ha dipinto anche opere per Papa Francesco.

Che cosa ti emoziona particolarmente nella vita?

La generosità, la bontà, la gentilezza, la semplicità, gli anziani, i bambini, gli animali.

Progetti futuri?

I miei progetti futuri sono sempre un po’ legati al mondo della pittura, vorrei sperimentare sempre più la fluidità dei colori che ricorre nella pittura classica dandogli una ventata di freschezza moderna del tipo tridimensionale, mi piace unire qualcosa di moderno al classico. Mi piacerebbe poi organizzare mostre personali…

Che cosa provi quando dipingi?

Mi astraggo, vado in un’ altra dimensione, sparisce la noia e la mediocrità e vivo nel mio mondo emozionale. Impiego molte energie e alla fine di un dipinto,  mi sento svuotata perché l’ anima l’ho data  completamente alla mia pittura…

Quale corrente pittorica ha attratto di più la tua attenzione?

Gli impressionisti perché vanno dall’ occhio alla mano, i macchiaioli perché gettano macchie sulla tela, ma anche i romantici tedeschi e inglesi là dove la natura sovrasta l’ uomo, per non parlare di Van Gogh, i suoi dipinti sembrano muoversi…

Come ti definiresti come donna e come creativa?

Istintiva, testarda, profonda, non mi piace nascondere le emozioni, sono trasparente, sono un libro aperto, non sempre è un bene. Comunque sono fiduciosa nel genere umano, non riesco a provare sentimenti negativi. Come creativa sono curiosa e mi piace sperimentare mondi nuovi…

Un tuo motto?

Dopo la notte c’ è sempre un giorno nuovo!

 

Per info: cell: 324 – 0968167

 

 

2 pensieri riguardo “Luigia Fraschetta, il risultato finale è arte

  1. Complimenti per la bella intervista fatta a Luigia, conoscendola non posso che confermare quanto letto, ma anche di più….sarò di parte chissà….Brava “Gina” (solo x pochi 😉)avanti così è daje tutta. Lorella

  2. Buongiorno Gina, ho letto con attenzione la tua vita….è stato davvero un piacere leggere il tutto….sei una GRANDE DONNA….ti auguro tutto il bene che ti possa regalare e riservare il futuro….PS non ti conosco ancora di persona….ma posso dirti che ho pianto leggendo…..Gianni Faella

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