La creazione è la rivoluzione più grande e più pura di tutte, e alla fine costringe tutto il resto a seguire i suoi passi ( C. Bukowski)
Ballare sotto la pioggia o sotto il sole non ha importanza. Quando la nostra vita vuole protendere in un senso o nell’ altro, il nostro io comincia a percorrere la sua strada, liscia o accidentata, non è un problema. Ciò che conta veramente è sentire dentro di sé emozioni, spirito di volontà e sensazioni uniche che ci porteranno dall’ altra parte della riva. Esattamente dove avremmo voluto trovarci. Passerà del tempo prima di scoprirci persone nuove e una volta raggiunta la meta, ci sembrerà di sognare. E sarà ancora più bello scoprire che quel sogno l’avremmo voluto, desiderato così tanto fino a fabbricarlo con le nostre mani. E ci troveremo in quella tenda piena di luce all’alba, così vicina al mare che ci sembrerà di esserne un tutt’ uno. Perché saremo state noi a scegliere il nostro posto preferito, quello dell’ anima. Perché non c’è niente che non si possa conservare nel nostro cuore, non c’ è niente che non si possa volere, decidere, amare. Dipende da quale angolazione guardiamo alle cose del mondo, da come il nostro sguardo si muove insieme alla nostra mano. Ed ecco perché non importa se c’è la pioggia o c’ è il sole ma se siamo persone belle dentro. L’ armonia e la bellezza, poi, sono quell’ essenza che come i tralci e l’uva nascono e crescono insieme dentro di noi. A seconda del nostro più intimo sentire e a seconda degli eventi. Perché davvero non sapremo mai che cosa potrà capitarci nella vita ma, certamente, non saranno poche le emozioni che attraverseranno il nostro mare, alle volte calmo, alle volte agitato e minaccioso. Tutto ciò in stretto contatto con la natura, percependo i suoi messaggi di volta in volta. Così ci scopriremo persone nuove, forti, adattabili ma anche poco influenzabili. Perché tutto ciò che ci capita non l’ avremo soltanto subito ma, con il tempo, anche elaborato e quindi anche scelto e voluto da noi stesse. Perché il mare non va solo visto ma anche vissuto. Solo così sapremo da che parte andare, imparando sempre di più ad essere persone libere ed autonome. Come libera e autonoma appare Mathilde Romar, una donna avvolta da un’aura quasi fiabesca, una donna trasparente che riesce ad essere sensazionalmente se stessa. Noi donne, si sa, fatichiamo di più ad trovarci, averci, conoscerci per poi ritrovarci ancora. Ma c’è chi fa tutto ciò con il gusto dell’ avventura e non c’ è spirito migliore per affrontare le sfide della vita. Ecco Mathilde appare come una donna che non si è voluta far scalfire dagli eventi, come una roccia che si lascia levigare dal mare ma non corrodere. Appare quindi entusiasta, determinata, diretta in tutta la volontà di raccontare il suo cammino di donna. Come se per prima volesse fare il punto della situazione. Perché ci si rivede come in un album fotografico, risentendo profumi, calore umano e riascoltando i propri battiti. Mathilde si stupisce di se stessa come una bambina alle prime scoperte ed è questo che piace di lei: il suo essersi lasciata andare per poi riprendersi come un aquilone nel cielo azzurro. Il suo modo di meravigliarsi l’ ha condotta lì dove sarebbe voluta arrivare da tempo ossia ai confini della creatività, oggi tutta da esplorare. Come appunto quella bambina che ritrova la sua bambola in soffitta e se la tiene stretta fra le braccia. Così Mathilde ha ritrovato la sua calma interiore dopo un lungo processo di conoscenza che continua ancora ad emozionarla e coinvolgerla. Mathilde porta dentro di sé un mix di culture diverse ed è anche questo che fa di lei una donna speciale. Papà spagnolo e mamma siciliana, i suoi genitori emigrarono a Berna per lavoro. Ma ciò che si porta dietro Mathilde è la sua memoria dell’ infanzia. Ha vissuto difatti gran parte della sua fanciullezza con i nonni mentre i suoi genitori facevano avanti e indietro tra la Spagna e la Svizzera. Ha vissuto nella meravigliosa natura sulla costa a nord in Galizia, a Canduas, un paesino in Cabana de Bergantinos ( La Coruna) che oggi è sede del suo cuore, dei suoi ricordi e dei suoi sogni. E non può che amare il mare e i segreti che custodisce. Il mare della Spagna come della Sicilia in un abbraccio infinito. Solo oggi, dopo un continuo girovagare tra alcune città italiane, vive ad Arezzo con i suoi figli: Noemi di ventisette anni, Martina di diciannove e Matteo di otto anni. Lavora presso un’ associazione di categoria, conosce bene le lingue e ha un diploma di perito turistico. Ma oggi continua a voler cercarsi per poi ritrovarsi. Magari su una spiaggia della Spagna come della Sicilia ma soprattutto continua a voler esplorare se stessa attraverso il suo istinto creativo. Istinto che ha tenuto celato per tempo ma che poi è esploso nella direzione giusta. Da ragazza le è sempre piaciuto disegnare e acquisiva fiducia ogni volta che cuciva le sue bambole o lavorava all’ uncinetto e ai ferri. La creatività è stata per lei una terapia subito dopo la morte del papà scomparso a soli trentacinque anni, poi la scomparsa della mamma tre anni fa… Si è sentita persa nei ricordi fino a non respirare, soltanto il suo istinto creativo insieme all’amore per i figli l’ hanno sollevata fino ad arrivare…sulle ali dei sogni. Perché, si sa, i sogni aiutano a vivere meglio e se si ha la forza di guardarli in faccia, prima o poi arrivano a posarsi sulla tua spalla come ali di farfalla. Ecco di Mathilde piace il suo spirito di libertà che nasce da una profonda e dettagliata conoscenza di sé. Oggi tutta la sua essenza prende vita nella forma che ha voluto dare alle sue creazioni in una libertà di espressione che la contraddistingue. “Art Factory” è il nome dato ai suoi manufatti, bijoux originalissimi che rappresentano particolari della terra siciliana ma anche immagini di donne famose come Frida Kahlo e Marilyn Monroe e quant’ altro, tutto accompagnato da aforismi e frasi ad effetto. Un’esplosione di colori fa il resto. Mathilde ha scelto la carta giapponese per rappresentare meglio i suoi bijoux come anche la carta crepla, tutto impreziosito da pietre vulcaniche e cristalli. Un mondo da scoprire il suo, dove i sogni possano volare indisturbati fino a posarsi ogni volta nella mente e nel cuore di chi li sogna fortemente. Fino a toccarli.
Raccontati tra lavoro, vita, passioni, emozioni…
Sono nata da un papà spagnolo e da una mamma siciliana. I miei genitori sono arrivati a Berna per lavoro, io sono nata qui. Sono cresciuta con i miei nonni facendo avanti e indietro tra la Spagna e la Svizzera. Ho perso entrambi i genitori, sono arrivata in Italia nell’ ’85, precisamente a Firenze, poi a Perugia… Poi mi sono sposata e trasferita a Volterra e ho avuto la mia prima figlia a ventidue anni. A Firenze mi sono diplomata in perito turistico e dopo ho iniziato a fare qualche lavoretto: dalla baby sitter alla traduttrice all’ hostess congressuale. Poi sono arrivati gli altri due figli a distanza di anni l’ uno dall’ altra ma successivamente mi sono separata da mio marito. Oggi lavoro ad Arezzo in un’ associazione di categoria.
Come nasce il tuo estro creativo?
Mi è sempre piaciuto disegnare, ero brava, poi si è trattato di un momento terapeutico da quando è venuto a mancare mio papà. I lavori manuali mi riescono bene e mi rilassano, cucire, lavorare all’uncinetto mi è sempre piaciuto. Nel tempo le nuove responsabilità mi hanno allontanata dal discorso creativo, solo più tardi ho iniziato a creare anelli in gel. Intanto durante il lockdown è nata la mia voglia di esternare il mio lato creativo e oggi sento di volermi esprimere attraverso la creatività. Mi pento di non aver scelto questa strada ma credo di essere sempre in tempo. Un anno fa ho seguito un corso per manicure e corsi di massaggio proprio perché mi piace il discorso manuale ed è così che ho voluto mettermi alla prova con tecniche e materiali nuovi ed è così che sono nati i miei bijoux. Art Factory è il nome dato alle mie creazioni, non vorrei limitare il discorso solo agli orecchini che sono la mia peculiarità ma anche alle collane, ai bracciali, alle parure. Intendo la creatività come una fabbrica d’arte dove si può creare di tutto…
Materiali e tecniche ?
La carta è la mia materia preferita come la carta giapponese più spessa e resistente ma anche la carta crepla o gomma eva. I bijoux in questo modo sono più duri e resistenti e sono impreziositi da pietre vulcaniche come l’ agata, cristalli e ciondoli in ceramica. Tutto consiste poi nel trovare l’ immagine da voler rappresentare, poi si passa alla carta alla quale si dà la forma giusta, assemblando le pietre e incollando le parti fino a passare poi il lucido che rende i bijoux impermeabili.
La tua fonte ispiratrice?
Mi ispirano i miei stessi stati d’animo, le immagini, i colori, la natura, il mare…
Che cos’ è per te la creatività?
Per me è libertà d’ espressione, è un modo per sentirmi più viva e per scoprire meglio lati di me che vorrei venissero fuori. Alle volte mi sono trovata a stupirmi di me stessa, scoprendo lati positivi. La “calma creativa” ha rafforzato aspetti della mia vita.
Il tuo connubio preferito?
Maternità e creatività.
Altre passioni di vita?
Ballare il latino americano, cucinare in genere e in vasocottura.
Prossimi progetti?
Mi piacerebbe viaggiare: i viaggi mi arricchiscono e ispirano tanto e naturalmente aspiro a perfezionarmi nel mio percorso creativo.
Come ti definiresti come donna e come creativa?
Oggi mi dedico molto tempo, mi piace stare bene con me stessa. Sono intuitiva, diretta, pacifica, mi piace il confronto con gli altri. Mi piace la verità delle cose. Come creativa, ho voluto sempre ricercare, mi faccio così cercare dai colori e dalle forme. Però decido io sempre come e quando.
Che cosa ti hanno insegnato i tuoi genitori?
La sincerità, il rispetto, l’ amore e la lealtà.
I tuoi colori preferiti?
I colori del mare…azzurro, turchese, acquamarina.
Un tuo motto di vita?
La calma è la virtù di chi non è coinvolto!
Per info: cell: 351 8438249; pagina facebook Art Factory; www.artfactory.store
Complimenti Mati, sei grande, lo avevo intuito quando venivi a scuola che eri una creativa. Complimenti ancora, continua così, un grande abbraccio e spero a presto ❤️
Grazie Sincero!! Spero di rivedervi presto anche io..e magari di poter tornare a scuola!