Beatrice Buonaiuto, come un’ ala di riserva

Beatrice Buonaiuto, come un’ ala di riserva

La donna che aspetta non si guarda dietro, non si guarda davanti. Si guarda dentro  e cresce. La donna che aspetta invoca il vento, le stelle, i mari e culla nei suoi occhi i sogni che fanno girare la terra…( Joumana Haddad)

 

 

E…ascolteremo il fruscio del vento tra gli alberi e  ci inseguiremo come gli aquiloni nei prati. Ci siederemo nell’ erba alta fino a toglierci il respiro e ci faremo domande, una dietro l’ altra. Ma ci accorgeremo anche che le risposte non arriveranno subito.  Ci ritroveremo con le braccia alle ginocchia a fabbricare istanti di infinito solo nostri e ci guarderemo dal lato opposto della strada. Ci saranno giorni di pioggia e giorni di luce, così è la vita. E beata sarà quella persona che rispetterà tempi, modi, dolore e gioia, bello e cattivo tempo. Perché crescendo ci accorgeremo che sarà tutto compreso nel prezzo. E le donne ne sanno qualcosa in più. Non si può parlare poi di una donna senza conoscere i suoi pensieri, i suoi progetti, i suoi sogni. Perché una donna è un universo, è un cielo pieno di stelle, un albero pieno di frutti. Ed è così bello vederla crescere, giorno per giorno! E solo una donna può comprendere quanto sia importante la gentilezza, la bellezza, la tenerezza perché, fondamentalmente, ne è capace. Una donna ha occhi grandi per guardare il mondo, quella forza in più, quel coraggio in più di andare incontro ai propri sogni…E vedere le cose della vita come se non si fossero mai viste prima, questo potrebbe essere il segreto! Vedere le cose della vita, sempre, con occhi nuovi. Con occhi più sgranati del solito per accogliere lo stupore, la bellezza, l’ arte. E qualsiasi cosa come per incanto diventa un piccolo capolavoro grazie allo sguardo creativo delle donne.  Beatrice Buonaiuto è una donna in continua ricerca di sé, in continua evoluzione. Come se ad ogni età avesse indossato il suo abito più bello. Beatrice ha meravigliosi occhi chiari e grandi per guardare il mondo e sembra insita nella sua natura la volontà di  trovare dentro di sé spazi infiniti per poter creare liberamente. Perché Beatrice  è una donna che non  si accontenta facilmente ma aspira alla bellezza. E quando si aspira alla bellezza non ci si può  accontentare dell’ ordinario ma bisogna procedere ed inoltrarsi nello straordinario.  Ed ecco che lo spirito artistico ti eleva e ti conduce in mille posti, in tante strade, contrade, vicoli, prati, boschi… Beatrice vive di tensione e distensione, di caos come di armonia. Di Beatrice affascina la sua voglia di metamorfosi e cambiamento, il fatto di non voler essere mai la stessa pur rimanendo se stessa. Di Beatrice incanta il suo sguardo sognante, attento, curioso, la sua volontà di esplorazione, il suo snodarsi, moltiplicarsi per arrivare a respirare bellezza ed infinito. Piace quel suo sentirsi sempre qui e altrove. Con la testa fra le nuvole, fra cielo e terra. Ed ecco perché Beatrice nel suo marchio BeatMade mette tutta se stessa, tutta quella spontaneità, genuinità ed autenticità che talvolta manca nella vita di tutti i giorni.  Sono tutti accessori moda realizzati a mano. Fasce e turbanti multicolor, foulard, cappelli ma BeatMade è anche lavoro creativo che comprende pezzi unici di maglieria realizzata con filati recuperati, riciclati, vintage. E quindi realizzati con lino, cachemire, lana, filato di bamboo, microfibra, merinos, acrilico. BeatMade è frutto di una lunga ricerca  che si tramanda di padre in figlia. Questo perché Beatrice Buonaiuto è una donna ricettiva, versatile, empatica, talentuosa, lungimirante, intuitiva. Sempre attenta ai trend e al passo con i tempi, sembra catturare con lo sguardo e con la mente ciò che può far bene al cuore delle donne. Ma ciò che attrae della sua personalità è appunto il suo voler meravigliarsi sempre, costantemente. Attratta dalla materia, sua musa ispiratrice e corroborata dalle memorie di famiglia, in pieno lockdown 2020, Beatrice si è interrogata e ha intuito che dal niente può nascere il tutto e che potrà venir fuori quel quid che è rimasto nascosto nel silenzio delle nostre parole e nel nostro più intimo sentire. Come un’ ala di riserva, una roccia che stilla acqua, la creatività non è mai abbastanza. Un mare sconfinato da esplorare, un giorno di sole da vivere, la creatività ci bagna di luce e di quell’ essenza che si riconduce alla parte più vera di noi, quella più giusta e autentica. Ma a Beatrice tutto  questo viene naturale perché è stato l’ istinto creativo a decidere i suoi passi. Perché ha parlato alla ragazza di un tempo che ammirava suo padre nella sua imprenditorialità artigianale, animata poi dallo splendore e dal fermento creativo di una città come Napoli. Oggi Beatrice vive con la sua famiglia a Sutri nella Tuscia viterbese, ne assorbe mood e spettacoli, tra storia, realtà e vita. E quando diventa tutto più difficile, Beatrice ha la sua ala di riserva per volare sempre più in alto. Beatrice è naturalezza, spontaneità, vitalità, creatività fatta persona. Beatrice si porta dietro le memorie di famiglia, la sua terra, le sue origini, il suo retaggio culturale come una corona, un copricapo, un’ ala di riserva.

 

Raccontati tra passioni, studi, lavoro…

 

Nasco a Napoli nel 1978, da una famiglia di commercianti dalle mani abili e dalle spiccate attitudini artistiche ed artigiane. Cresco in una Napoli piena di humus tra colori e profumi. Per motivi familiari mi trasferisco a L’Aquila dove frequento qualche anno di conservatorio, utile a capire che la musica non è decisamente la mia strada. Intraprendo gli studi artistici frequentando l’Istituto Statale d’Arte ad indirizzo Decorazione Pittorica. Non mi sembrava nemmeno di essere a scuola, per quanto quegli studi risultassero così appropriati, ma ero solo all’inizio di un cammino che trovava nel colore e nella materia il proprio filo conduttore. Conseguito il diploma, mi trasferisco a Roma per proseguire gli studi, scegliendo una scuola di illustrazione per potermi dedicare completamente al disegno. Nel frattempo cerco lavoro in ambito creativo e lo trovo quasi subito, prima presso un laboratorio di Decorazione di Interni, e poi una volta acquisite le competenze, nell’ambito della Computer Grafica. Questo lavoro risulta essere tra i più stabili e continuativi, oggi lavoro come grafico televisivo ma  devo dire che sono costantemente richiamata all’uso della materia, sia per attitudine naturale che per formazione. Così inizio a familiarizzare con altre applicazioni come la pittura su stoffa, il lavoro a maglia, la tessitura, mantenendo sempre allenata la propensione al disegno e alla pittura. Lavoro quindi come grafica, spesso come illustratrice freelance, artigiana per hobby, ma manca sempre qualcosa. Il richiamo è verso una gestualità immediata, semplice, sostenibile, che dia risultati concreti nel breve lasso di tempo.  Nel 2019 realizzo la  mia prima mostra personale nell’ambito della manifestazione Formia Contemporanea a cura della Dottoressa Mariagrazia Londrino. Devo dire che è stata una bella esperienza! Questo il mio excursus di studi e lavoro che è ancora in itinere…

 

Che cosa pensi di… te stessa?

 

Non ho voluto mollare il sogno di vivere di ciò che so fare. Non ho voluto sprecare questa attitudine, questo talento. Dal 2008 ho iniziato a veder morire l’ artigianato, ovunque ti giravi a Roma c’erano laboratori artistici, poi è stato tutto spazzato via dalla nuova tecnologia digitale. Io mi sono voluta impegnare di più…Non si può vivere senza la materia, dobbiamo continuare a usare le mani e tornare davvero ad una dimensione umana. L’ intelligenza dell’ uomo è caratterizzata dalla creatività.

 

Illustratrice, grafica, artigiana, pittrice, il tuo progetto BeatMade ha voluto coniugare un po’ tutte le tue propensioni artistiche e creative?

 

Quella che attualmente risulta essere l’attività più conforme alla mia naturale propensione, prende corpo paradossalmente durante il primo lockdown 2020, quando per necessità inizio a cucire mascherine per poi appassionarsi al cucito creativo,  realizzando manufatti unici principalmente rivolti ad un pubblico femminile, manufatti che si ispirano ad un uso spensierato del colore, rivolto ad incorniciare  la personalità originale di ognuna, riprendendo quel  fil rouge lasciato in sospeso da mio padre il quale per primo, in quei rumorosi anni 80 napoletani, aveva cominciato a realizzare accessori per il capo, che poi vendeva nella propria profumeria vicino al Ponte di Chiaia. Si può dire così che l’inizio vero e proprio dell’attività che oggi prende il nome di BeatMade, sia da ricercarsi non nei mesi incerti del 2020 ma in più di trentacinque anni di attività alle spalle. Realizzo copricapo, fasce, turbanti, foulard e poi c’è la maglieria con sciarpe e maglie… Volevo realizzare qualcosa di unico che potesse andare bene a tutti.  E oggi vorrei convertire tutto alla capacità di manipolazione della materia: dall’ illustrazione al dipinto alla fascia, vorrei che arrivasse quel tocco del mio manufatto alla persona. Il discorso manifatturiero è vivo ed emozionante, un canale di comunicazione che non deve mai spegnersi! Bisogna fare di tutto per non lasciarsi spostare dalla direzione che il mondo sembra voler perseguire, abbandonando le competenze manuali a favore di quelle tecnologiche. Penso che questo sia un dovere verso le generazioni passate e future nonchè un servizio da rendere al proprio Paese!

 

I tuoi ricordi più belli?

 

Da che sono bambina, ho le mani in pasta…Sono tanti i ricordi legati al campo dell’ artigianato, un giorno stavo facendo un mercatino con una mia amica, vicino a noi c’ era un bancone di cappelli all’ uncinetto, al solo guardarli mi sembrava di essere tornata una bambina al Luna Park… Ho voluto così imparare  a lavorare all’ uncinetto, questo primo contatto con il filato  mi ha dato una grandissima gioia, ho conosciuto un mezzo che fosse adatto a me e al mio stile di vita. Il gomitolo si può portare facilmente in borsa,  poi sono stata a Londra  dove ho appreso una cultura radicata del lavoro a maglia. Le mercerie sono veri  e propri luoghi di ritrovo. Tuttavia devo dire che  Napoli mi ha dato l’ imprinting iniziale: utilizzo colori molto marcati  e credo che da qui derivi questa propensione alle tinte forti.  Intanto sia da parte di madre che di padre c’è sempre stata questa attitudine alla creatività, ho sempre avuto gomitoli sparsi per casa perché mia madre lavorava ai ferri. Mio padre invece è sempre stato un rappresentante di cosmetici, una sorta di pioniere e così ha voluto provarsi anche in campo artigianale. Quando aveva tempo, creava cerchietti per capelli con stoffe e pietre e poi li vendeva nella sua profumeria. Si è creato questo mondo creativo da solo, sono cresciuta con questi stimoli…

 

La tua fonte ispiratrice?

 

La natura, gli elementi naturali, il floreale, il disegno e la pittura: dipingo quel che vedo dentro, attraverso fantasia e colori,  prediligendo il pattern ed il figurativo.

 

I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e  rasserena e che cosa ti fa star male e incupisce?

 

Mi incupisce la codardia, la deriva ipertecnologioca, sono preoccupata per le future generazioni…mi dà gioia il mare, il sole, le giornate in cui riesci a goderti il territorio, il coraggio, la libertà, la fiducia…

 

Un tuo sogno?

 

Aprire una bottega artigiana…

 

Un tuo motto di vita?

 

Rimanere radicata nella realtà!

 

 

Per info: 347/9167767; pagina facebook BeatMade ; www.beatricebuonaiuto.com

 

 

 

 

 

 

 

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