Talita Grispo, tra le pieghe della nostra storia

Talita Grispo, tra le pieghe della nostra storia

Viaggiare è come sognare: la differenza è che non tutti, al risveglio, ricordano qualcosa, mentre ognuno conserva calda la memoria della meta da cui è tornato ( E. A. Poe)

 

Viaggiare è un po’ come sperare, viaggiare non è soltanto vedere posti nuovi,  culture diverse e gente unica al mondo ma è anche viaggiare dentro di noi con la nostra fantasia e il nostro cuore. E si sa,  il cuore non può mentire e facilmente si sbaglia. Bisogna solo seguirlo viaggiando per il mondo. Anche  quando non si vede più la strada in lontananza, conviene fermarsi, sentire la propria voce e continuare a credere in se stessi. D’altronde la vita è un passo di danza, una pennellata di colori dove serve, un bacio, un sorriso, una carezza…Perché la vita ti lascia fare davvero giri immensi per ritornare al punto di partenza. Talvolta non riusciamo davvero a decifrare i segni e i segnali che comunque arrivano… Quindi conviene guardarci dentro, aspettare, viaggiare e ballare dentro di noi.  Questo anche per posare uno sguardo positivo e benevolo sulle cose perché la vita è uno specchio e ci sorride se la guardiamo allo stesso modo. Tra tante difficoltà, quando il cammino si fa duro, vien quasi voglia di buttare il nostro castello di carte ma poi ci accorgiamo che dalle nostre mani  e dalla nostra intelligenza si dovrà sempre ripartire. Perché la vita è un viaggio, appunto, e conviene andare, proseguire e continuare ad andare dove il nostro cuore ci porta. Fino a leggere il racconto della nostra vita e…mentre le pagine si aprono poco alla volta, assisteremo ad uno dei più bei miracoli che la nostra leggenda personale abbia potuto generare. Difatti tra le pieghe della nostra storia ci sarà sempre sostanza, contenuto e quel messaggio che ci arriva dal mare come un biglietto dentro una bottiglia. Non sapremo mai che cosa ci aspetta ma avremo sempre occhi  nuovi per guardare al futuro e sapienza per accoglierlo. Perché la vita è con noi e ci conosce anche se ci lascia fare giri immensi per poi tornare nel punto di partenza. Talita Grispo è  davvero una donna che dà  l’ idea di avere sempre in mano la valigia dei sogni. Anche quando è tardi, anche quando è presto, anche quando si ha dalla nostra parte soltanto il tempo e noi dentro il tempo. Talita è originaria di Trapani ma vive a Palermo, una città alla quale è legatissima e della quale sente addosso tutte le sue contraddizioni, frustrazione e amore compreso. E di questo si commuove ogni volta. Perché Palermo non permette ai suoi figli di restare ma è  un po’ come quell’ amore lontano che vorresti sempre avere tra le tue braccia. Intanto il mare, il colore del mare è uno dei suoi colori preferiti, quello che più la ispira e non potrebbe essere diversamente. E non solo, si sente ancora  ispirata profondamente anche dalla storia della sua famiglia alla quale è altrettanto legata. E si scopre come tra le pieghe della storia, la sua, scorre tanto amore e tanta dedizione. Sì, perché sua nonna Sara, in terra argentina, ha conosciuto l’ uomo che poi ha sposato, suo nonno Felice di Trapani pur non sapendo che fosse un suo conterraneo. Ma quando in qualche modo l’amore chiama, devi seguirlo. E così Talita insieme alla sua famiglia è partita per un lungo viaggio proprio in Argentina, come chiamata da quell’ amore per la sua famiglia, come a voler scoprire le sue tracce tra i fermenti stessi della sua famiglia. Come se non bastasse, ha avuto anche il coraggio e la determinazione di vivere da sola per un anno e mezzo in Argentina e precisamente a Santiago  Del Estero, un posto che le è rimasto scolpito nella memoria e nel cuore. Poi Palermo l’ ha richiamata per capire se amasse anche la sua città ma Talita aveva bisogno di lavorare e purtroppo la sua Sicilia non ha mai offerto molti sbocchi lavorativi. Ma Talita ha voluto averla vinta facendo addirittura un corso di croupier e pensare che non ha nessuna attitudine per giochi da tavola e giochi di carta! Ma lavorare è una necessità e bisogna anche adattarsi… E così è arrivata perfino a Londra per fare la croupier ma poi il lockdown scorso l’ ha richiamata  a casa e così ha avuto tanto tempo per pensare a se stessa, alla sua vita, alla sua essenza di donna e quant’altro. Ha vissuto giorni di silenzio dove si è profondamente ascoltata fino a lasciarsi andare, fiduciosa che qualcosa di bello prima o poi sarebbe arrivato e avrebbe bussato alla sua porta. E così è stato, le è bastato sentirsi libera e vedere l’ altra faccia della medaglia per arrivare al mare e sentirne tutta la potenza e quella voce che viene da lontano. Ciò che piace di Talita non è soltanto il nome originale ma anche il fatto che è sempre pronta per un altro viaggio, sempre curiosa e attenta ai cambiamenti. E così le è bastato l’ appoggio di un’ amica, una fiera dove gironzolare tra manufatti, bellezza e creatività per poi buttarsi a capofitto nel suo sogno creativo. Oggi realizza con entusiasmo decorazioni per pareti ed è interessata in particolare al macramè ma anche a tanti altri materiali come il legno, la rafia, le piume, la lana cardata. Tutto ciò che poi può essere utile per intrecciare i suoi nodi perché proprio quel filo di cotone che  si annoda su se stesso ha ridato senso alla sua vita. Difatti scopriamo che il macramè è un merletto creato secondo un’ antica e semplicissima tecnica marinara con filati intrecciati e annodati tra loro senza l’ausilio di aghi e uncini. Ma Talita è proprio brava ad annodare i suoi fili e anche a scioglierli perché attraverso essi è come se sciogliesse anche se stessa. Come se si rivelasse e si mettesse in comunicazione con una parte di sé che le è rimasta sconosciuta per troppo tempo. E adesso vuole recuperare il tempo perduto, vuole mordere i suoi giorni fino a trovarsi tra nodi e filati e fra il suo prezioso macramè.  Volitiva e ricettiva ma anche comunicativa, entusiasta, positiva, Talita è un fiume in piena di entusiasmo  e vitalità. Come se volesse donare agli altri il suo entusiasmo e intrecciarlo ad altre storie. Affinchè si possa cogliere il messaggio che non c’ è cosa più bella che restare semplici e cogliere la propria essenza tra punti toccati e quelli ancora da toccare. Tutto questo anche per non andare via da Palermo, tutto questo per annodarsi alla bellezza e alle meraviglie della sua terra. E intraprendere così altri viaggi per continuare a sperare e ad amare.

Raccontati tra passioni, famiglia, lavoro…

Ho frequentato il liceo socio pedagogico e ho lavorato un po’ come segretaria…Ma quello che più tengo a dire e ciò che più ha dato sostanza ai miei giorni è stata sicuramente la mia storia familiare. Mia nonna Sara  se ne andò in Argentina dopo la guerra, poi ha conosciuto mio nonno Felice che era di Trapani ma entrambi non lo sapevano… Sembra un romanzo la sua vita tant’ è che nel ’95 io e la mia famiglia siamo stati in viaggio in Argentina, siamo rimasti lì tutta l’ estate… Poi nel 2012 mi hanno regalato un viaggio a Santiago Del Estero dove sono rimasta per un anno e mezzo. Sentivo di dover fare questa esperienza, intanto una volta tornata  a Palermo, ho dovuto adattarmi e dal momento che non ci sono troppe opportunità di lavoro, ho frequentato un corso di croupier per poi andare a Londra dove ho trovato lavoro in questo settore. Intanto il lockdown  mi ha richiamata a casa e naturalmente in questa fase di vita mi sono interrogata tanto e per caso e per necessità ,ho iniziato a darmi a dei lavori creativi. Mi è sempre piaciuto comprare cose per arredare casa e quindi ho iniziato a realizzare manufatti come decorazioni a parete.

La cosa più bella che hai fatto finora?

Il mio primo viaggio in Argentina,  mi è rimasta impressa la cultura come i luoghi, ho un ricordo magico, non potrei dire diversamente…

Quando e come ti sei avvicinata al  mondo  della creatività?

Sono uscita un giorno con una mia amica che tra l’altro è una ricamatrice e in una fiera ho visto la lana cardata. Ho iniziato a realizzare una specie di scacciaspiriti con le piume azzurre e la mia amica mi ha invitato a continuare  a creare altri manufatti. E così  ho creato altri oggetti di arredamento anche con materiali diversi come stucco e rafia.  Non seguo un solo filone ma mi faccio guidare dai materiali che mi incuriosiscono. Tra tutte prediligo la tecnica del macramè perché è molto versatile. Utilizzo anche la lana cardata, il legno, le piume, la corda, il fil di ferro ramato e dorato. Faccio vari esperimenti, è come se stessi cercando ancora la mia strada. Definirei il mio stile  tra country e romantico, più precisamente boho chic.

Che cosa realizzi esattamente?

Decorazioni a parete, oggetti da appendere, prevalentemente in macramè che è meno rustico della rafia, lo puoi elaborare perché è più versatile ed è bello da lavorare e poi ci sono nodi da intrecciare…

Materiali e tecniche utilizzate?

Utilizzando i fili di cotone, il risultato lo vedi mentre crei attraverso una tecnica semplicissima: basta studiare i nodi e vedere come sbrogliarli. Un po’ come si fa nella vita- sorride-. La rafia è versatile in maniera diversa, della rafia mi piace il color legno naturale perché dà un tocco naturale alla parete. Solitamente con la rafia realizzo lampadari. Talvolta utilizzo il legno come supporto per il macramè e come aggiunta decorativa per la rafia.

Prossimi progetti?

Mi piacerebbe realizzare delle borse in macramè, portachiavi, e utilizzare la lana cardata per realizzare le mie bambole…

Che cos’ è per te la creatività?

Una valvola di sfogo, con la soddisfazione finale nel vedere che cosa sono riuscita a creare. Anche se mi brucio le mani con la colla a caldo o con la corda quando faccio nodi più stretti, c’è sempre qualcosa dentro di me che mi dice di continuare e di non mollare…

Come ti definiresti come donna e come creativa?

Decisa, comunicativa, sincera, trasparente, semplice… Intanto sono una creativa instancabile, quando mi prefiggo un obiettivo vado avanti, non importa quanto tempo ci vorrà. La curiosità è il trampolino di lancio per la creatività e io sono molto curiosa…

La tua fonte di ispirazione?

Il mare, decisamente.

Che rapporto hai con Palermo e quali sono i luoghi del cuore?

Sono molto legata alla mia città, sto facendo di tutto per non andare via… Il mio luogo del cuore è il molo di Valdesi, una porzione di mare più tranquilla, una delle punte del mare di Mondello. Il molo non è molto frequentato quindi è un luogo che mi rilassa tanto. Mi piace poi costeggiare il mare in città…

Altre passioni di vita?

Disegnare, seguire le serie tv di dramma coreani in Netflix, poi mi piacerebbe ricominciare a leggere…

I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e  rasserena e che cosa ti fa star male e rattrista?

L’ ipocrisia mi rattrista, il giudicare molto gli altri,  invece mi fa star bene la sincerità e l’onestà e l’ accettare se stessi e gli altri per quello che sono…

Un tuo motto?

Non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te!

 

Per info: cell: 348-5325216; pagina facebook “ Le creazioni di Taly”

 

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