Mioara Mia Ciofu, come un giardino incantato

Mioara Mia Ciofu, come un giardino incantato

Coltivo il mio giardino e il mio  giardino mi coltiva ( Robert Breault)

Alle volte basta poco.  Una goccia di pioggia che ci scivola sul viso come una carezza, basta poco per svegliarci. Una goccia di pioggia come una goccia di inchiostro che invade spargendosi tra le pagine della nostra vita. L’ importante è non smettere mai di scrivere come l’ importante è non smettere mai di sognare. E il tempo, questo sconosciuto ma anche questo nostro grande amico, ci accompagna sempre, ci segue, ci guida ma sta poi a noi percorrere i suoi sentieri. Si vive, si corre, si cerca di fare del nostro meglio ma ciò che conta davvero è correre per arrivare alla bellezza.  Bisogna tendere alla bellezza. Quella che si trova dentro e fuori di noi e che aspira all’ incanto, alla meraviglia e a ciò che ci rende uniche. E poi come si fa a vivere senza lasciare una traccia? Una traccia, un’ impronta parla di noi, di quello che vogliamo dare agli altri, parla dei nostri sentimenti affinchè si possa incrociare lo sguardo dell’altro e sentirsi capite, ascoltate, ammirate. Le donne sono così, vogliono che il sentimento venga prima di ogni cosa, ecco perché, a costo di soffrire, aspirano alla bellezza  e alla verità delle cose. E magari si asciugano le lacrime e continuano a sorridere, continuano  a creare. Portandosi dietro il giardino incantato della loro infanzia, portandosi dietro i ricordi, quelli buoni, che si chiudono in uno scrigno e che si aprono all’ occorrenza. E soprattutto le donne hanno bisogno di sentire con tutta la loro forza, la verità, e quando scoprono di appartenervi, sanno fare meraviglie per sé e per gli altri. Vanno da sé, come se guidate da un filo magico che può essere destino o semplicemente condotte dal loro più intimo sentire, da qualcosa che dice loro di continuare ad andare avanti. E di notte  e di giorno continuano a pensare al loro mondo magico, a come poter fare per potervi entrare. Mioara Mia Ciofu ha quarantasette anni, è moldava, di Vaslui. Ha vent’ uno anni  suo figlio Luciano avuto da un precedente matrimonio. Oggi  vive a Barra, in provincia di Napoli e convive con Pietro, un ispettore marittimo. Mioara, per gli amici Mia, è arrivata in Italia pe una voglia di cambiamento e di riscatto, per rinascere e per andare incontro a nuove emozioni. Perché si vive di emozioni, ed è importante provarle per conoscersi anche di più. Vuol dire andare in fondo a se stesse, vuol dire non tradirsi ed essere se stesse, sempre, costantemente. E già quando apre il suo ventaglio di emozioni, Mia  appare una persona autentica, come cambiata da quella ventata di creatività che anima le sue giornate. Mia è arrivata a Ravenna, questa la sua prima tappa dove ha iniziato a lavorare nei ristoranti, negli alberghi e come badante.  Un modo per sentirsi attaccata alla terra ma il cielo è tutt’ altra cosa. Alzare gli occhi al cielo, vuol dire sperare in qualcosa che possa farti battere il cuore, vuol dire sentire di appartenere a qualcos’ altro. Qualcosa che si possa fare anche con le nostre mani e con il nostro cuore, quel qualcosa che non  ha bisogno di nessuno se non di noi stesse. E  Mia ha tanto da dare  a se stessa e agli altri perché sente di voler regalare momenti di gioia, momenti da ricordare attraverso le sue creazioni. E ci riesce benissimo perché Mia si porta dietro il suo giardino incantato, che non è soltanto quel giardino che ha sotto casa ma anche quello dell’ anima. Quello più prezioso dei ricordi, di una vita vissuta nella semplicità e nelle tradizioni di una famiglia che le ha inculcato valori e sentimenti che ti aiutano  a farti strada nella vita. Perché tutti abbiamo bisogno di qualcuno che ci abbracci magari con il cuore.  E Mia è riuscita  a crearsi quel varco verso la bellezza con le sue stesse mani. Oggi si dedica pienamente ai suoi manufatti, dalle composizioni floreali alle ghirlande, dai candelabri alle saponette. Quest’ ultima una sua altra  grande passione derivata anche dalla sua antica predisposizione alla manualità. Tutti manufatti questi che l’ accompagnano di giorno e di notte. Creazioni che hanno seguito varie fasi, varie tappe della sua vita e ciò la lega maggiormente alla propria creatività. Oggi Mia non sa stare troppo tempo senza creare perché vuole sentire dentro di sé il ritmo del suo cuore e quelle emozioni che possano arrivare agli altri. Ad una sposa con il suo bouquet o in una casa con un suo oggetto ad arredare un angolo o l’ altro, ogni cosa purchè si lasci una traccia. Ecco che cosa emoziona e fa andare avanti Mia: il pensiero che c’ è un pezzo di sé, una traccia del suo cammino creativo da qualche parte, una traccia che possa essere un ricordo, un’ appartenenza, un legame. Perché prima e dopo tutto si ha bisogno di continuità, di credere in qualcosa e di non interrompere quel filo magico che ci vuole persone uniche al mondo. Mia è una persona affabile, gentile, sensibile, versatile.  Una donna alla quale piace creare armonia perché -al mondo – dice-  c’ è posto per tutti,  c’ è posto per tutti sotto il sole-. E già questa sua affermazione la dice lunga. Anche  se è rimasta affascinata dalla città di Napoli più che dalla gente, ammette sorridendo, Mia vola con il pensiero alla sua terra e alla sua famiglia. Una famiglia semplice la sua, con quattro figli, lei, due fratelli e una sorella. Una famiglia improntata su quei principi e valori che sembrerebbero scontati ma che poi appartengono al vero fulcro che conduce ai buoni sentimenti come il rispetto e l’ onestà. E sono tanti i ricordi che Mia si porta dietro come un bagaglio a mano che apre all’ occorrenza. Quando intorno poi vede spegnersi la luce, le basta frugare dentro di sé per trovare qualcosa di buono che possa rinfrancarla. E così Mia continua  a creare ma continua anche  a vivere nella semplicità delle sue emozioni. Come  quella di camminare a piedi nudi tra i narcisi selvatici e nell’ erba alta davanti a un lago. Per tuffarci l’anima. E continuare a ricordare quando correva nei campi di grano o andava a pescare al fiume… Tutto questo per arrivare ad essere se stessa fino in fondo, tutto questo per guardarsi allo specchio come in un giardino incantato.

Raccontati tra passioni, lavoro, vita…

Sono arrivata in Italia, precisamente a Ravenna, ho lavorato in un albergo, in un ristorante,   come badante. Sono un perito chimico, in Romania ho lavorato in una fabbrica di olio commestibile. Così ho deciso di cambiare vita e sono arrivata in Italia piangendo, però è prevalsa in me la voglia di cambiamento. Devo dire che mi sono trovata subito bene, sono stata  accolta bene…Intanto in provincia di Napoli dove vivo ho trovato una realtà diversa, essendo già Napoli una grande città,  anche se mi piace molto, mi sono sentita disorientata perché mi scontro con la mentalità delle persone, il degrado, il lassismo, la mancanza di educazione. Non riuscirei a vivere qui per sempre.

Come nasce la tua passione?

A scuola ero brava con i lavori manuali, con la farina e acqua facevo animaletti, fiorellini…Qualche anno fa, mi  sono piaciute molto le saponette profumate, mi sono comprata la base per il sapone…E così ho iniziato a fare delle saponette creative, sciolgo il sapone  a bagnomaria, inserisco l’ olio di lavanda, verso il tutto nelle formine che poi lascio raffreddare…  Poi prima della pandemia, ho iniziato a creare addobbi floreali,  quando ero in  Romania, mi annoiavo e cominciai a creare fiori in fommy, seguendo qualche tutorial e prendendo ispirazione nel web. In Italia ho continuato a  creare fiori e accessori per cerimonie, oltre anche ad arredo casa.

Che cos’ è la creatività per te?

La creatività mi fa star bene, mi mette in moto la mente, è emozione per chi la fa e per chi la riceve. Sapere che la gente ha qualcosa di mio in un angolo, lasciare una traccia di me, un ricordo alla gente, non ha prezzo. Sapere che qualche sposa ha in mano un mio bouquet mi  gratifica e mi dà gioia. La creatività mi fa evadere dalla realtà, così non penso alle cose che mi farebbero intristire…

La tua fonte di ispirazione?

I fiori veri mi ispirano, il mio giardino fiorito, qui raccolgo le piante e mi preparo pomate e tisane. Amo tutto ciò che deriva dalla natura,  mi ispira  poi un quadro, un campo di fiori…

Il tuo fiore preferito?

La rosa perché ha mille sfumature, poi la peonia, l’ ortensia…

Ricordi della tua infanzia e della tua terra?

Da piccola si andava in vacanza in campagna, facevamo le treccine alle pannocchie che erano le nostre bambole, facevamo ghirlande e coroncine di fiori, andavamo a pescare al fiume a mani nude… Cantavamo e raccontavamo storie, giocavamo a nascondino, correvamo nei campi di grano, mangiavamo frutti selvatici, andavamo a prendere i conigli…

Altre passioni di vita?

Il cucito, i merletti, lo shabby chic, amo questo stile, mi sono pitturata i mobili di casa…

Un tuo sogno- progetto?

Aprire un negozio di fiori e decorazioni per la casa.

Come ti definiresti come donna e come creativa?

Sincera, un’ amica leale, so parlare molto e so ascoltare molto, sono una buona consigliera. Mia mamma mi considera una figlia molto buona, tollerante, paziente. Mi piace l’ armonia e superare il male che c’ è e che ti fanno… Come creativa sono uno spirito libero, lavoro con la mia fantasia…

Che cosa ti fa star bene  e che cosa ti intristisce?

La falsità e il menefreghismo mi fanno star male, mi fa star bene l’ armonia, mi fanno star bene  le persone belle, gioiose, sincere.

 

Per info: cell 393-2475450; pagina facebook Saponette e fantasie varie

 

 

 

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