Arianna Incisa Di Camerana, guardare dentro una borsa per arrivare al mare

Arianna Incisa Di Camerana, guardare dentro una borsa per arrivare al mare

 

La borsa: un nascondiglio simile all’ inconscio dove la donna ripone oggetti, desideri e  ricordi di ogni tipo ( Fabrizio Caramagna)

 

C’ era un mondo antico una volta, un mondo fatto di semplici sguardi, di parole come carezze, di aliti di vento che ti venivano a cercare. C’ era un mondo antico dove si giocava con pezzi di terra, ci si sporcava e rideva come non mai, un mondo dove ti ritrovavi sempre. In quello spicchio di prato con le margherite e in quel raggio di sole che ti cadeva addosso e ti abbracciava. Perché eravamo noi ad abbracciare la vita, a tenere strette le nostre emozioni come in uno scrigno fra i più belli e preziosi. C’ era un cane che abbaiava in lontananza e già si immaginava la sua storia, si aveva voglia di uscire in strada per essere avvolti dal mistero della natura… E poi c’ era una borsa, una borsa della spesa sul tavolo, una di quelle di paglia, larga e capiente con tante mele rosse che sbucavano a dare allegria. E c’era una nonna che preparava la sua torta e inondava di profumo la casa. Poi c’ era uno zaino con una merenda, un’ altra borsa con penne, taccuino, cipria,  chiavi, poche cose ma utili per una mamma che voleva sentirsi solida e attaccata alla vita. Oggi  ci sono troppi fronzoli e troppe promesse non mantenute.  Le borse talvolta conservano il superfluo. Invece basterebbe un semplice portachiavi e un pezzo di fotografia per riportarci indietro e per fare il punto della situazione. Perché si ha bisogno di contenitori veri come di vere persone che si mettono in discussione e hanno il coraggio di riprendere in mano la loro vita, guardando in una borsa e nell’ infinito mondo che si portano dietro. Si sa, le borse delle donne sono tante, una donna porta dietro  la sua borsa un po’ come una corazza, un rifugio, il suo segreto. Beata è quella donna che non riempie soltanto la sua borsa per portare anche un peso eccessivo ma ci guarda dentro. Perché una borsa ti porta dove vuoi, in meravigliosi prati, in compagnia di amici, al mare, tra i monti. Come un desiderio inespresso che poi prende forma, così appaiono le idee che si vestono di meraviglia e stupore. Arianna Incisa Di Camerana è una donna di cinquantadue anni, ha due figlie, Micol e Serena rispettivamente di trenta e ventiquattro anni e ha un compagno, Stefano, che la incoraggia e sostiene nel realizzare i suoi sogni creativi. Intanto Arianna ha sempre vissuto all’ estero perché suo padre Manfredo, un marchese di origini piemontesi è stato un diplomatico ed ogni quattro anni cambiava paese trasferendo con sé la sua famiglia. Infatti Arianna ha studiato alla scuola francese, l’ unica scuola che si può seguire all’ estero. Ma Arianna non si è sentita mai nomade, anzi si è sempre arricchita attraverso varie esperienze di vita. Poi suo papà si è fermato a Roma dove adesso vive anche Arianna e dove  ha messo le tende. Ma Arianna è sempre stata una donna attiva e curiosa, una che dopo aver maturato una consapevolezza in più, ha voluto fermarsi per guardarsi dentro. Perché bisogna guardare dentro una borsa per arrivare al mare, per arrivare a se stessa, per riaversi. Laureata in psicologia, Arianna non a caso, è una donna attenta alle varie dinamiche familiari e interpersonali, una donna che si studia molto e che cerca di uscire dai suoi stessi meandri. Perché, fondamentalmente  ama la libertà e aspetta di sentire quel brivido, quella scossa che possa scuoterla dal profondo. E complici anche i periodi di lockdown a causa del covid e delle difficoltà di lavoro scaturite,   Arianna  ha tirato fuori la sua passione per l’ uncinetto. Anche quindi a causa della perdita del lavoro come organizzatrice di eventi, ha sentito di dover interrogarsi per capire che cosa “fare da grande”. E anche se non si è mai abbastanza grandi, anzi per guardare meglio in volto le  proprie passioni, serve tutt’ altro, ossia tornare alla nostra parte bambina, quella che sgrana gli occhi sul mondo e si meraviglia delle piccole cose che possono diventare grandi. E così Arianna non si è data per vinta e ha iniziato a creare borse di tutti i tipi in crochet,  creando il marchio lestreghette.handbags, marchio dedicato simpaticamente alle sue figlie. Intanto la nonna Maria le ha insegnato la tecnica dell’ uncinetto e ricorda questo con un velo di nostalgia perché ognuno di noi ha un baule pieno di ricordi, di sentimenti, di valori unici che il nostro cuore filtra a suo piacimento. E bisogna essere adatti ai sogni perché possano realizzarsi, bisogna sentirsi un tutt’ uno con le proprie esigenze interiori e potenzialità per poter continuare ad avere fiducia e non lasciarsi andare. Bensì cavalcare le onde del momento,  ascoltare il fragore del mare e portare con sé la propria borsa piena di voglia di fare, di creatività ed inventiva. Ad Arianna non piace lasciare niente in sospeso, ecco che cosa piace della sua personalità in continuo divenire, e con lo sguardo curioso continua a guardare il mondo, i trend del momento attraverso mood personalissimi e facendo sempre quattro chiacchiere con se stessa. L’ ironia, poi, farcita di curiosità  e voglia di imparare fa il resto. Difatti ammette di aver scelto ogni lavoro non a caso ma per sentirsi al posto giusto nel momento giusto. E oggi, al giro di boa dei cinquant’ anni, non si rimprovera niente, anzi, si attribuisce una capacità di esplorazione tutta nuova, ammettendo di trovarsi bene nel suo caos creativo che la rinnova ogni giorno. Oggi non saprebbe stare senza infilare una catenella o lavorare un cordino dietro l’ altro creando uno stile unico, sbarazzino e romantico nello stesso tempo. Un po’ come è lei Arianna completamente presa da ciò che può condurre alla bellezza e al sogno.  Perché ci sono donne che li abitano davvero i sogni, vi si immergono per avere una marcia in più e una maggiore consapevolezza. Toccando le corde per creare le sue borse, Arianna è come se desse forma alle sue idee nonchè  consistenza alla sua capacità di problem solving: è così che intende la creatività e il vero spirito creativo! Arianna è una donna dinamica, volitiva, intelligente, aperta, empatica e nel suo caos creativo ci sta proprio bene, nuotando in acque tranquille e pulite. Perché il bello della creatività e dell’ essere creativi consiste proprio nel tirar fuori la propria essenza, pura, senza filtri, senza compromessi. La creatività rende liberi di viaggiare  e andare dove si vuole. E Arianna ha preso davvero la sua borsa ricca di contenuti, esperienze e valori per arrivare a conoscersi ogni giorno di più e…  ha voluto davvero guardare dentro un borsa per arrivare al mare.

Raccontati tra lavoro, vita familiare, passioni…

Ho studiato presso al scuola francese perché è l’ unica scuola che si può seguire all’ estero. Sono stata a Vienna e ho lavorato per l’ istituto per gli stranieri francesi all’estero. Mi sono laureata in psicologia, ho lavorato per una decina d’ anni in un sindacato e poi mi è stata offerta una possibilità di gestire uno spazio polifunzionale dove ho curato eventi pubblici e privati per una decina d’anni. Poi a causa del covid, il settore si è bloccato… Mi sono trovata spiazzata e oltre a dare ripetizioni di francese ed inglese, ho dovuto reinventarmi ed è così che ho tirato fuori la mia vecchia passione per l’ uncinetto o crochet come dir si voglia.

Come nasce la tua passione per il crochet e per le borse?

Ho iniziato per caso, ho visto una borsa di Ermanno Scervino che costava millecinquecento euro  così come le borse  di Fendi e Dolce e Gabbana, borse che costano un po’ troppo e così ho iniziato ad imitarle, certamente non perfettamente uguali.. Avendo tanto tempo  a disposizione,  quindi ho iniziato a creare borse, borselli… Ho iniziato con una produzione di borse e sono stata incoraggiata dalle mie figlie e dalle amiche  le quali hanno iniziato a farmi molta pubblicità e passaparola. Intanto l’ attività vera e propria è iniziata un anno e mezzo fa, sei mesi prima del lockdown. Il mio compagno mi ha aiutato nel darmi consigli  e nel perfezionarmi… questo perché lavora il legno ed il metallo e quindi mi ha aiutato con il logo de le strghette.handgbas. Il nome del marchio è dedicato alle mie figlie che da piccole chiamavo streghette perché erano  molto vivaci. Anche oggi quando finisco una borsa, la vogliono subito testare. Hanno tante  di quelle mie borse… Poi devo dire che essendo borse fatte a mano, ho voluto garantire alle mie clienti una manutenzione  a vita.

Le borse sono come…?

Le case delle persone, sono contenitori, riesci a capire come sono soltanto entrandoci dentro… Le borse per le donne non sono mai abbastanza, contengono l’ anima delle donne. Una borsa è sempre in linea con un aspetto del proprio carattere o del mood del momento.

I materiali utilizzati?

I materiali sono cordini in polipropilene lavorati all’ uncinetto, pelle ed ecopelle…per le fodere, poi, ci sono campioni a seconda del modello, devo dire che questa è la parte più difficile, un processo che deve essere realizzato con cura e  maggiore attenzione.

Che cosa ti sarebbe piaciuto fare da grande?

Mi sarebbe piaciuto continuare ad essere un’ organizzatrice di eventi…

Le tue migliori realizzazioni di vita?

Le mie figlie, sicuramente, poi mi sono sempre dedicata ad attività che mi piacevano e sono sempre riuscita a divertirmi nel lavoro…

Che rapporto hai con le tue figlie?

Siamo amiche, siamo cresciute insieme…ho un bel rapporto di rispetto e solidarietà.

 Che cosa provi quando crei un tuo manufatto?

Provo una sensazione bellissima nell’ assistere a qualcosa che nasce tra le mie mani…

Che cos’ è per te la creatività?

Ho acquisito l’ essenza della creatività come problem  solving: in qualsiasi tipo di attività, bisogna affrontare delle difficoltà. Quindi la creatività è un momento di crescita. Quando invento un modello di borse, sento che è un prolungamento di qualcosa che già fa parte di me.

Un progetto da voler realizzare?

Mi piacerebbe aprire un laboratorio dove poter inserire tutti i miei attrezzi, pensare alla vendita e organizzare dei corsi.

Altre passioni di vita?

Mi piace stare all’ aperto, sentire il contatto con l’aria, sentirmi libera, mi piace viaggiare…

Come ti definiresti come donna e come creativa?

Casinista in tutto e per tutto, mi piace stare nel mio caos creativo.

I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti fa star male e rattrista?

Mi fa star male  l’ approfittarsi dell’ educazione altrui, l’ aggressività e la cattiveria… Mi fa star bene prendermi cura delle persone a cui voglio bene e sapere che trametto loro tranquillità e senso di protezione.

Un tuo motto?

Mai mollare!

 

Per info: cell: 348 – 7453980 ; pagina facebook  lestreghette.handbags

 

 

 

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