L’amore non bisogna implorarlo e nemmeno esigerlo. L’ amore deve avere la forza di attingere la certezza in se stesso. Allora non sarà trascinato ma trascinerà. ( H. Hesse)
L’ora magica arriva sempre, l’ ora nella quale si iniziano a muovere le mani alla ricerca di qualcosa che possa farti stare bene, l’ ora nella quale riuscirai ad essere profondamente te stessa. Arriverà sempre quel momento che parlerà alla parte più recondita delle nostre emozioni… Ci sono cose poi, c’ è persino la materia che magari da sola non può essere valorizzata ma se è presa tra le mani, può diventare estro, atto creativo, arte, manualità. E tutto ciò avviene poco alla volta, senza nemmeno accorgercene. Perché la creatività è come l’ amore, arriva all’ improvviso e si impadronisce di te ridandoti una luce nuova e uno sguardo sul mondo che appare diverso, più puro e incontaminato. Un po’ come quello dei bambini e per ritrovarsi, è proprio vero, bisogna ritornare bambini. Ma che cosa conta davvero nella vita? La risposta potrebbe essere amare e lasciare una traccia di sé, una traccia che è uguale ad essere se stessi. Una donna, poi, oggi, non riesce soltanto ad avere una famiglia o un lavoro ma deve trovare un angolo dentro di sé, una spiaggia libera dove poter sostare e ascoltare le onde del mare e del vento. Le donne sono così, così magiche, così surreali a volte, perché vogliono andare incontro ai sogni, superando la vita reale. Bisognerebbe vivere un po’ così, lasciandosi andare al bello e a ciò che c’ è di buono al mondo. Bisognerebbe vivere libere e leggiadre come farfalle, bisognerebbe arrivare all’ indomani con l’ entusiasmo di un bambino che non vede l’ ora di incollare le sue figurine nell’album preferito, con la gioia di quel bambino che vuole collezionare le sue macchinine e che vuole esistere per qualcosa che non sia la solita cosa. Bisognerebbe vivere così, un po’ danzando, un po’ nuotando, un po’ rompendo gli schemi. Senza timore ma seguendo solo l’ odore del vento, dei fiori nel vento. E poi può bastare poco per stare bene, possono bastare l’ acqua, le pietre e l’amore. Come è capitato ad Arianna Piergentili che ha trentanove anni, e vive con il suo compagno Roberto con il quale è prossima al matrimonio e sua figlia Maria di cinque anni. Arianna è una donna che ha chiesto quel quid in più a se stessa e che ha percepito che una pietra, un sasso potessero diventare altro tra le sue mani. Ha guardato il mare, l’ acqua, il suo elemento naturale e tutto il resto è apparso in superficie. Arianna vive a Rignano Flaminio, in provincia di Roma ed è originaria di Sant’ Oreste. Una vita e una storia semplice quella di Arianna e colpisce proprio per questo, per quella sua naturalezza e tenerezza, per quel suo voler seguire il proprio istinto. Arianna insegna nuoto da vent’ anni, poi è nata sua figlia e ha smesso per un po’. Ma ancor prima ha maturato esperienza nel campo del volontariato in carcere, esperienza che l’ ha arricchita profondamente. Arianna è una donna garbata, gentile, sensibile, una donna che vuole vedere la luce in ogni cosa, oltre i timori e il buio. Difatti nel periodo del lockdown, un periodo propizio nel quale restando in casa, si è avuta ancor più l’ occasione per interrogarsi, Arianna ha voluto creare qualcosa con le proprie mani. Sempre appassionata di sassi di ogni tipo da trovare nei parchi come al mare insieme alle conchiglie, ha iniziato ad assemblarli per inserirli in quadretti con temi e soggetti specifici insieme a messaggi di vita. Guardando i quadri di Arianna, sembra davvero di assistere a delle scene di vita familiare perchè Arianna mette in piedi e mette insieme i sentimenti come l’ amore e l’amicizia. Sembra volerli celebrare perché non è mai abbastanza parlare di buoni sentimenti in un’ epoca storica come la nostra caratterizzata da incertezze e turbamenti di ogni genere. Ma Arianna è una donna determinata, una donna che sa guardare oltre e si lascia ispirare da qualcosa di naturale come può essere un sasso con forme diverse. Quadri di vita familiare e d’ amore i suoi, passaggi verso la conoscenza di sé e degli altri. Un modo per volare con la fantasia ed atterrare nella vita degli altri, di coloro che vogliono celebrare momenti d’ amore o eventi e cerimonie. Arianna ammette di essere catturata dalla pietra e dai sassi come in un impatto visivo travolgente: ogni sasso sembra parlarle e catturare la sua attenzione perché c’ è quello che ha davvero delle forme particolari e quindi il sogno e la fantasia viaggiano ancora di più. Anche un semplice disegno può prendere il volo e diventare un quadretto di sassi a rappresentare momenti di vita, storie personali come la festa dei nonni, la famiglia che si riunisce, il mondo dell’ infanzia e della scuola. Tutto arricchito anche con rametti, fiori, legnetti e carta. Questo per rappresentare il mondo, l’ amicizia e quel posto chiamato scuola! Ogni forma di sasso ha la sua rappresentazione perché Arianna ha deciso di tuffarsi in questo tipo di creatività ed è come se fosse alla continua ricerca di acqua, il suo elemento naturale, pietre e amore. Difatti Arianna è un’ apprezzata nuotatrice che ha lasciato il segno in qualsiasi struttura sportiva andasse. Ma poi ha voluto vedere la vita in una visione più intima, tenera, giocosa, armoniosa. Sempre attenta e vicina alle richieste individuali o di una famiglia o l’ altra, Arianna riesce a dare un nuovo volto alle cose, come se qualcosa le esplodesse dentro. Troppa tenerezza per non poterla rappresentare, perché tutto ciò che va percepito non può restare un mistero dentro di noi. Perché tutto proviene e passa da un’ esperienza interiore, dall’ assorbire sensazioni ed emozioni. Tutto parte dal voler scegliere un giorno per darsi qualche possibilità in più arricchendo la nostra vita quotidiana di un’ altra vita che è la creatività. Bisogna scegliere un giorno per bere sorsi di luce, per scrivere in un letto di un fiume, per danzare tra gli alberi. Bisogna scegliere un giorno per iniziare ad essere diversi da quello che eravamo. Come Arianna che fa rivivere i sassi, offrendogli una nuova possibilità di vita. Perché davvero, poi, la felicità è nelle piccole cose.
Raccontati tra famiglia, vita, passioni, lavoro…
Ho frequentato il liceo linguistico a Roma. La mia è una famiglia di sportivi, da ragazzina ho praticato qualsiasi tipo di sport, crescendo, poi, ho scelto il nuoto. Ho iniziato così un corso per insegnare nuoto, ho fatto tirocinio presso la struttura nella quale lavoro da vent’ anni come insegnante di nuoto. Faccio anche da segretaria sempre presso questa struttura, avendo così due ruoli precisi. Cinque anni fa, poi, è nata mia figlia Maria che oggi ha cinque anni. Ancor prima ho voluto acquisire esperienza di volontariato in carcere, il nostro era un lavoro di ascolto e facevamo anche da tramite con i familiari. Devo dire che si è trattato di un’ esperienza molto arricchente emotivamente.
La cosa più bella che hai fatto finora nella tua vita e l’ esperienza più formativa?
Mia figlia. Mia figlia è stata il coronamento di tutto. A livello lavorativo devo dire che l’ esperienza più formativa è stata quella maturata in altre strutture di nuoto. Ho insegnato a generazioni, è stata ed è una grande soddisfazione perché devo ammettere di aver lasciato un segno…
Come è nata la tua passione per i sassi?
Mi piace molto la manualità. Con il lockdown dello scorso anno, ho voluto provare… Trovo i miei sassi nei parchi come anche a Villa Borghese, sulla strada ferrata, sono sassi tondi, sassi grezzi… Mia figlia raccoglie fiori, sassi, foglie. Dalla forma diversa di sasso, associo la mia creazione perché ogni pietra, ogni sassolino mi ispira qualcosa. Al mare, poi, è il massimo! Trovo sassi e… conchiglie per le gonne delle donne che rappresento. Ho provato, poi, a dipingere qualche sasso per Natale, un fuoriporta con gufetti, ho rappresentato delle piccole case su una scogliera sul mare. Lavoro con i colori a cera però mi piacerebbe passare alla pittura acrilica.
La tua fonte di ispirazione?
Il mare, la famiglia, l’ amore… Ho iniziato per me facendo quadretti per la mia famiglia poi per la festa dei nonni… La famiglia è ciò che mi riesce meglio e riesco a variare con ambientazioni e soggetti. Mi ispira decisamente la natura, raccolgo rametti per rappresentare gli alberi, poi, il mondo dell’ infanzia con palloncini e cuori di legno.
I quadretti più richiesti?
Oltre che per le famiglie, ho lavorato molto con il mondo della scuola, con le maestre. C’ è il quadretto tipico nel quale la maestra indica la lavagna mentre i bambini seguono le lezioni… Poi mi chiedono quadri per rappresentare l’ amicizia e l’ amore.
Che cosa ti dà in termini emotivi la manualità e la creatività?
Una sensazione piacevole, decisamente. Dal sasso parto con l’ immaginazione liberando la mia fantasia. Mi capita di vedere un disegno o una scena e riesco ad elaborarlo con i sassi. Il sasso cattura la mia attenzione dal punto di vista visivo, ci metto sempre tanta passione e quando devo darlo via, provo una certa sensazione di distacco… Disegno sentieri fatti di sassi dove ognuno e ogni cosa porta un messaggio speciale e affettivo, accompagnando un momento importante della vita.
Prossimi progetti?
Intanto dovrò ultimare delle richieste di regali alle maestre per la fine dell’ anno scolastico, poi mi piacerebbe approfondire la tecnica del quilling da inserire sempre nel quadretto con fiori di carta che mi piacciono molto… e mi piacerebbe frequentare un corso di disegno e pittura.
La tua stagione dell’ anno preferita?
La primavera.
Come ti definiresti come donna e come creativa?
Molto sensibile, attenta, abbastanza ottimista, testarda. Come creativa, sono in continua evoluzione e mi piace aprirmi al nuovo, sono curiosa e altrettanto sensibile.
I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e che cosa ti intristisce ?
L’ invidia mi intristisce molto, la positività delle persone e percepire energia positiva mi fa star bene. Come mi fanno star bene l’ amicizia, l’ amore, la famiglia.
Un tuo motto?
L’ importante è sorridere sempre!
Per info: cell: 389 – 4271007; pagina facebook A Piccoli Sassi