Marianna Natalello, i colori nello spazio e nel tempo

Marianna Natalello, i colori nello spazio e nel tempo

Il dolore è il rompersi del guscio che racchiude la vostra intelligenza, così come il nocciolo del frutto deve rompersi perché il suo cuore possa esporsi al sole, così voi dovete conoscere il dolore… ( K. Gibran).

 

La natura ci insegna infinite magie, ci insegna ad amare e a sopravvivere.  Siamo come  alberi che si spogliano in autunno e in primavera si rivestono di gemme preziose, conservando in sé tutta la forza della natura. Quest’ ultima è un sogno che vuole aprire un ponte con l’ uomo, con l’ universo e con l’ amore universale. Perché dove c’ è amore, c’ è la terra, la natura e viceversa. Bisogna sentirsi in armonia con il cielo, con la terra e con la bellezza. Perché solo in questo modo si è salvi davvero.  Si possono percorrere strade, alle volte impervie, ma solo alzando gli occhi al cielo, riusciremo a coglierne le sfumature. E ci accorgeremo che la vita dà infinite possibilità. Cadiamo, ci rialziamo ma sarà sempre la nostra anima, il nostro più intimo sentire ad agire per noi. E ci accorgeremo davvero che dietro l’ angolo c’era l’ immenso ad aspettarci. L’ immenso in tutto, il nostro immenso dolore, la nostra immensa gioia e pazienza, la nostra immensa gioia di vivere. Perché soltanto attraversando sentieri e rapide, riusciremo a conoscerci e a capire da quale parte andare. E avvertiremo luci e colori che verranno a svegliarci. E non le solite luci e colori ma i nostri colori, colori che andranno nello spazio e nel tempo. In quello spazio e tempo che saremo riusciti a conquistare, perché ogni posto al mondo si conquista. Attraversando macerie, deserti, attraversando il dolore che talvolta appare come un’ esigenza, un modo per diventare altro da sé. Per emergere, sopravvivere, vivere. Basta seguire il proprio istinto e ritmo e osservare il ciclo naturale delle cose. Come è capitato alla pittrice Marianna Natalello, una donna che si è sempre ascoltata anche e soprattutto nei periodi bui della sua vita, quando i colori scompaiono e devi andarteli a cercare. Marianna è originaria di Venaria Reale in provincia di Torino ed oggi vive ad Ala di Stura, un paese con il quale ha stretto un forte legame territoriale. Marianna ammette di essere cresciuta attraverso la pittura, di essersi a lungo cercata e trovata, di aver vissuto fra speranze e sogni che non sempre si sono riusciti a realizzare. E si percorrono strade e sentieri diversi e si nasce e si rinasce ogni volta. Difatti Marianna dopo aver lavorato come tecnico informatico per un po’ di tempo, non si sentiva più al posto giusto nel momento giusto. E sentiva anche l’ esigenza di mettersi in comunicazione con se stessa, con la parte più profonda, quella dalla quale sarebbe nato un fiore… Un fiore dal dolore di non essere riuscita a diventare mamma, di non aver avuto quei figli tanto desiderati. E da qui un tuffo nel buio, nel dolore e poi una risalita nella luce a rivedere le stelle. Perché quando si tocca il fondo, non si può che risalire. E il dolore attraverso l’ arte si sublima, si tocca, si vede e si ascolta meglio. Marianna si è fermata ricominciando da se stessa.  E così gli incontri fortunati hanno fatto il resto, come quello con l’ apprezzata e nota pittrice Sara De Siena che l’ ha accompagnata non solo nel viaggio attraverso la pittura ma attraverso se stessa. Soltanto in questo modo è riuscita a conoscere lati della sua personalità che era rimasta in ombra, come appunto ammutolita da un linguaggio non suo. Solo così ha capito quale grande possibilità le stava dando l’arte pittorica. Un’ arte che non soffoca il dolore ma che gli dà la giusta connotazione perché la vita non può tarparci le ali. Sta a noi continuare a volare. E Marianna oggi ha spiegato le sue ali attraverso l’ orizzonte dei suoi sogni. Per dare vita ad un altro pezzo di vita. E quando l’ arte chiama, bisogna seguirla. Oggi Marianna incoraggiata anche da suo marito Luca che l’ ha sempre aiutata nel suo percorso  di vita e di artista, ha riscosso un ottimo successo di pubblico.  Marianna Natalello ha partecipato a vari concorsi, le sue opere sono in giro un po’ in tutta Italia e sono ancora  in video esposizione sia a Budapest che a Parigi. Ciò che piace e cattura della personalità di Marianna  è la sua aura sognante e incantata al pari di quella di una bambina insieme alla sua spiccata sensibilità accompagnata dalla sua incredibile volontà di potere e voler vivere a colori.  Tutto in maniera empatica, vitale, positiva. Le opere di Marianna Natalello sono legate alla natura, al suo mistero, alla sua forza procreatrice… Le donne sono come la terra, come madre terra che attende il suo germoglio. Paesaggi onirici ma anche oggetti che hanno una storia da raccontare sono protagonisti di una tela che non conosce spazio e tempo. Difatti non a caso definisce la sua pittura tridimensionale e sensoriale. Marianna sembra legarsi profondamente al suo vissuto, finanche alle sue cicatrici fino a farle diventare dorate. Oggi  si è capita, compresa, abbracciata in tutti i suoi passaggi e mutevoli stati d’ animo. Perché,  come è accaduto per la nostra pittrice, ci accorgeremo che saranno i colori a salvarci, i colori nello spazio e nel tempo, i colori che saremo riusciti a collocare nella nostra dimensione umana. Sono quei colori che ci aiuteranno a vivere e che riempiranno i nostri cuori di bellezza, candore, meraviglia. D’ altronde, che cos’ è la vita se non una continua ricerca di se stessi e del colore?

Raccontati tra vita, passioni, sogni…

Nelle mie tante vite, sono stata tante persone diverse, si impara e si cresce…E nel crescere sono arrivata fin qua, alla pittura.  Si hanno speranze, sogni…Mi sono vista evolvere. Ho frequentato il liceo scientifico, sognavo di diventare medico ma ho sempre amato disegnare, ero già molto creativa…Poi ho tentato la strada dell’ università ma vicissitudini di vita mi hanno portata ad interrompere. Quindi ho seguito un corso professionale di modellista per poi arrivare a fare il tecnico informatico per circa quattro anni. Ma devo dire che non mi sentivo appagata, non mi piaceva questo lavoro. E così ho aperto un negozio, poi la vita mi ha messo di fronte ad una scelta e da qui è iniziato il mio incontro con la pittura…Devo anche  a mio marito l’avermi supportata nel  tirar fuori le mie potenzialità…

Come e quando sei stata rapita dalla passione per la pittura?

Un incontro felice con la mia amica pittrice Sara De Siena mi ha iniziata alla pittura.  Si è  trattato di  una vera e propria terapia attraverso l’ arte pittorica dove dipingevo il dolore di non essere riuscita ad essere madre…Ho ripreso la via dell’ arte, quindi sono rinata, poi  ho partecipato ad un corso di perfezionamento personale con un coach come Andrea Frausin e mi ha fatto veramente bene. Ed è così che ho provato a far diventare il dolore arte, bellezza, insegnamento, esperienza. La mia è una pittura ad olio poi utilizzo gli acrilici e i gessetti soft pastel per quadri che si sfumano con le dita. Mi sono anche dedicata al body painting e così che sono stata rapita dalla passione per la pittura che ha allargato i miei orizzonti e mi permette di evolvere ogni volta.

Come definiresti il tuo stile pittorico?

Tridimensionale perché esce dalla bidimensionalità e… sensoriale.

La tua fonte di ispirazione?

Le persone, l’espressione delle persone, le emozioni quotidiane, la natura, l’ universo…Ciò che guardo arriva in un quadro finito! Cerco di essere emotivamente equilibrata attraverso la pittura, è un’ esperienza entusiasmante!

Soggetti e temi che ami trattare?

Raffiguro perlopiù soggetti femminili ma anche oggetti come una teiera o una bandiera italiana che mi è stata commissionata per i centocinquant’ anni dell’ insediamento dei carabinieri a Chivasso.

Prossimi progetti?

Sono progetti la cui finalità è aiutare con l’ arte, valorizzando territorio  e passioni. Organizzerò, per settembre,  una estemporanea di pittura e fotografia per valorizzare Ala di Stura ed altri luoghi che meritano un particolare riguardo. Poi,  sono già  in concorso  per il premio Vittorio Sgarbi. Le opere selezionate saranno esposte alla sua personale di Ferrara. Incrociamo le dita!

Come ti definiresti come donna e come artista?

C’ è stato chi mi ha definito “la signora dei colori”: sono una persona positiva, propositiva, empatica, cerco di sorridere anche per attivare in me maggiore energia positiva…Come artista sono emozionale, seguo le mie emozioni.

Il tuo colore preferito?

Il blu è un colore che mi caratterizza e mi infonde serenità.

I tuoi luoghi del cuore?

Ala di Stura  e Murano dove ho tenuto la mia prima mostra nazionale. Anche a Venaria ci sono i miei luoghi del cuore, luoghi legati alla mia infanzia e delle origini familiari. San Marino, poi, è un altro luogo che mi è rimasto nel cuore sin da bambina e  che sogno di rivedere.

Che cosa ti piacerebbe che si dicesse di te, quale impronta vorresti lasciare?

Vorrei che il mio passaggio artistico fosse una scintilla di qualcosa di bello e che  sia servito  a qualcosa!

La vita è…

Una tazza di caffè, forte, amaro, dolce.  Comunque sia, un momento di incontro e consolazione…

Un tuo motto di vita?

Tutto può succedere!

 

 

Per info: cell: 347- 9837957; www.ildonodisabeau.it

 

 

 

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *