Daniele Bello, fino al cuore del legno

Daniele Bello, fino al cuore del legno

Scolpire è arrestare l’ energia per contemplarla, catturare la vitalità per domarla e nutrirsene ( Michel Onfray)

 

La vita scorre come nel letto di un fiume, tra passioni, avventure, gioie e ostacoli. Ma ciò che importa è andare avanti, lasciarsi trasportare seguendo il ritmo delle proprie azioni e contemplazioni. Bisogna andare fino in fondo, fino al tramonto tra gli alberi, fino alla campagna inondata di luce, fino a ieri, fino a oggi. Lavorare, vivere e amare instancabilmente, questo potrebbe essere uno dei segreti, quel quid che ci potrà indurre a proseguire nel nostro percorso di vita. Intanto i giorni possono essere tutti uguali se non si ha una vera passione che potrà portarti a scolpirli. Sì, perché anche la felicità va organizzata e scolpita. Ma per far questo bisogna andare oltre, bisogna arrivare all’ orizzonte che lo sguardo ci pone ieri come oggi. Bisogna esplorarsi e capire che tutto ciò che facciamo può essere fonte di creatività, attraverso il lavoro delle mani che vuole arrivare a qualcosa, che vuole esserci per qualcosa. Oggi bisognerebbe tornare all’ antico, bisognerebbe fare un tuffo nell’ artigianato, nella passione artigianale perché è quella che ti fa tirare fuori la vera essenza, ciò che di buono abbiamo dentro. Ed in questo la natura può davvero aiutarci, può davvero esserci utile, può favorire ogni nostro movimento solo se saremo in grado di ascoltarne il richiamo, il ritmo, il messaggio che vorrà inoltrarci. Perché basta guardare un volo di uccelli per sentirsi liberi, basta guardare la campagna con i suoi sentieri per sentirsi parte di una favola, la nostra. Se si riesce  a vivere così, in contatto con la natura, qualcosa di bello uscirà fuori. Come è capitato a Daniele Bello, un artigiano del legno, un artigiano che va oltre, oltre il semplice operare. Daniele è originario di Quinto Vercellese in provincia di Vercelli dove vive con sua moglie Alice  ed Ester, la sua bambina di sei anni. Inarrestabile è la sua passione per l’ artigianato del legno. Complice anche la terra dove vive e che ama infinitamente, Daniele sembra voler fermare tutta la sua operosità per conservarla meglio al suo sguardo e allo sguardo altrui. Tutta la sua energia va a liberarsi nelle sue opere in legno che scava e ripara, protegge e scolpisce, ma che soprattutto ama. Già da ragazzino ci confessa di essere stato creativo con tutto ciò che vedeva: dalla pietra al legno e pensava sempre di trasformarlo in qualcosa che potesse prendere le ali della fantasia. Daniele sembra calarsi nelle storie dei soggetti che rappresenta, e  spazia dagli animali agli gnomi che sembrano parlare…  Le sue sculture sono vive un po’ perché il legno è una materia viva che si lascia lavorare con cura, dedizione e passione, un po’ perché riesce a salvarlo ridandogli fiato e una nuova vita. Una passione, quindi, quella di Daniele Bello che prende forma sin da bambino, e curioso qual era, si affezionò a delle tartarughe in legno, bozze custodite in una bottega di uno scultore. Aveva circa sei anni e da lì è iniziata la sua favola, il suo sogno ad occhi aperti. Sempre incoraggiato e ispirato da  suo papà Giuseppe, un artigiano e operaio che aprì la sua azienda di falegnameria e verniciatura, facendo da apripista ai suoi figli… Difatti, qui, da quarant’ anni, Daniele e suo fratello Stefano, vi lavorano strenuamente, forti anche degli insegnamenti di una tradizione familiare che si è ben distinta nel tempo. Ma come con tutte le passioni, talvolta si va oltre, oltre il comune lavoro, oltre il comune lavoro artigianale. Ed ecco che ci si ritrova a fare cose che non si sarebbero mai  immaginate… La passione per il legno, per quel legno pregiato come può essere il ciliegio è stato l’ input che ha aperto le porte al lavoro artigianale di Daniele Bello.  Per non veder bruciare il legno di ciliegio, ha voluto provare a ridargli una nuova vita attraverso le sue creazioni che vengono delineate e lavorate con il motosega. Sì, proprio così, sembrerebbe strano ma Daniele è così esperto che per lui il motosega è al pari di uno scalpello. Ed è talmente innamorato dei suoi tronchi e dei suoi pezzi di legno da dargli un’ anima e da farli rivivere sotto i suoi occhi. E di Daniele piace non solo la cura e la dedizione ma l’ entusiasmo e lo stupore che è riuscito a conservare, piace quello sguardo del bambino che era, quel suo voler non tradirsi mai, andando sempre incontro a nuove avventure. Superando così anche difficoltà, anche ostacoli tecnici ma andando fino in fondo, fino al cuore del legno. E tutto ciò, questa abilità nel trasformare le cose. Daniele la attribuisce anche ad una infanzia tranquilla trascorsa da una cascina all’ altra, pedalando in bicicletta o andando a pescare…Questi giochi che ti riempivano di energia  e bellezza proveniente dalla natura hanno scolpito il suo carattere nel tempo. Daniele è una persona serena, immerso com’ è nel suo lavoro e negli affetti familiari. Apprezzato artigiano, ha tanti progetti in cantiere ma tiene tutto in serbo con fiducia, tranquillità e umiltà. Sì, perché per far bene ogni cosa, bisogna  essere umili come la terra che ci ha generato. Daniele professa una vita semplice, fatta di cose semplici e genuine in un vero rapporto umano. Daniele è soprattutto una persona  gentile e la gentilezza oggi è davvero un sentimento da riscoprire  perché è un sentimento puro che ti fa arrivare agli altri, al cuore della gente. Attraverso uno sguardo che va oltre l’ ordinario per arrivare allo straordinario.

Raccontati tra vita familiare, passioni, lavoro…

Ho studiato come meccanico e poi sono finito a fare il falegname. Ho lavorato e lavoro nell’ azienda di falegnameria e verniciatura di mio padre, un’ azienda a carattere familiare. Da quarant’ anni io e mio fratello Stefano ci lavoriamo fianco a fianco. Devo dire che siamo due caratteri diversi che ci compensiamo… Quando mi manca il mio ritaglio di tempo ossia lavorare artigianalmente, vado in tilt. Di solito dopo il lavoro in falegnameria, mi dedico alle mie sculture in legno come anche nei fine settimana… Mi piace scolpire…ho iniziato con lo scalpello, poi crescendo, ho provato con il motosega. Bisogna imparare ad utilizzare il motosega al contrario- sorride-. Con il motosega si utilizza la punta e quindi bisogna saperla utilizzare, dando poi anche qualche colpo di scalpello…

Come nasce la tua passione per le sculture in legno?

Da bambino andai  con mio padre Giuseppe in una bottega di uno scultore dove vidi bozze di tartarughe che dovevano essere scolpite … Mio padre, ancora adesso vuole vedere e conoscere le mie opere, dandomi consigli utili.

La parte più affascinante del tuo processo creativo?

Scolpire un tronco che sarebbe stato buttato per le biomasse  e riprenderlo per dargli vita. Dalla scelta del tronco ogni processo è affascinante, però l’ idea motrice resta sempre quella di ridare vita al legno.

Che cosa realizzi precisamente?

Soprattutto sculture con figure umane e animali,  intanto casa mia è tutta in legno  e pietra..

Che cos’ è per te l’ artigianato?

Bisogna dare valore all’ opera artigianale perché è la tua essenza che viaggia dentro di te. Per me è tutto così normale perché per tutta la mia vita ho visto fare opere artigianali. Il discorso di continuare  a fare artigianato è importante: si sta perdendo la manualità del lavoro, non bisogna perdere il lavoro delle mani. Secondo me arriveremo al punto che bisognerà tornare indietro  per un cambiamento e un ritorno all’ antico.

I migliori complimenti ricevuti?

Devo dire che si, ho tanti complimenti, soprattutto quando si viene a sapere che le mie sculture vengono realizzate con il motosega…

I tuoi giochi di bambino?

Ero molto creativo un po’ con tutto, con il legno, con la pietra: tutto quello che trovavo lo trasformavo in qualcosa… Devo dire che ho avuto un’ infanzia meravigliosa: si andava in cascina con la bici, si giocava a nascondino, si andava a pescare, si andava nel fienile a giocare con la paglia, facevamo un materasso di foglie e ci buttavamo giù. Il papà di un nostro amico andava  a mungere le mucche e si andava  a prendere il latte…

Prossimi progetti?

Quest’ anno  ho tenuto due mostre, poi sono stato selezionato per il premio Dante Alighieri, un concorso d’ arte internazionale… Intanto da settembre, a Vercelli, ci sarà una biennale alla quale parteciperò, poi andrò in Lussemburgo a dicembre, sono stato selezionato per un premio internazionale.

Come ti definiresti come persona e come creativo?

Sono esigente, autocritico, tranquillo, sincero…

Altre passioni di vita?

Il tiro al piattello con gli amici, la pesca, e girare in mezzo alla natura…

Che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti fa star male e rattrista?

L’ ipocrisia e la cattiveria mi fanno star male, l’ amicizia, l’ amore e la famiglia mi fanno star bene… Sono presidente dell’ oratorio e cerco di ricreare per i giovani  quel clima di unione e rispetto reciproco di quando da ragazzino andavo all’ oratorio…

Che cos’ è per te la vita?

Una bella avventura ma bisogna saper accettare quello che arriva…

Un tuo motto di vita?

La vita è movimento, è prendere il meglio da ciò che si fa!

 

Per info:  cell: 371-1948773; pagina facebook Daniele Bello sculture a motosega

 

 

 

 

 

 

2 pensieri riguardo “Daniele Bello, fino al cuore del legno

  1. Bellissima intervista
    Ho due opere , perché di questo si tratta, di Daniele e sono fantastiche
    Chi mi viene a trovare le ammira , sono opere uniche che solo chi lo fa con amore le da fare
    Tantissimi complimenti Daniele

  2. Una persona fantastica molto creativa e precisa, in tutto quello che fa. SOCIO si lo chiamo così da quando ci siamo conosciuti e abbiamo iniziato a condividere delle passione perché noi ARTIGIANI nella nostra vita dobbiamo imparare molto dal lavoro e dai colleghi. Forza SOCIO che ci sono ancora un sacco di tronche da trasformare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *