La misura dell’ intelligenza è data dalla capacità di cambiare quando è necessario (A. Einstein)
Noi donne siamo così, come il vento che soffia e che cerchiamo di ascoltare, come la foglia che cade e che cerchiamo di raccogliere, come quel tramonto che ci cade dentro per arrivare all’ anima delle cose e della vita. Tuttavia siamo più contente quando ci libriamo nell’ aria come su ali di farfalla, quando riposiamo tra i petali di un fiore, quando andiamo incontro ai nostri desideri, quando siamo perfettamente noi stesse. Siamo più contente quando riusciamo ad essere donne fino in fondo, senza tradirci, comprendendoci e venendoci incontro. Poi le cose cambiano, la luce cambia e anche noi cambiamo insieme alla luce. Ciò che ci rasserena è sentirci vicine all’ infinito, all’ infinito modo di amare, all’ infinito modo di essere. Noi donne siamo così. Vorremmo di più, spazi e cieli immensi perché siamo noi ad essere immense. E ci nutriamo del colore del cielo, del sorriso dei nostri figli, ci nutriamo dei nostri stessi giorni, delle nostre stesse passioni. Questo perché siamo il risultato di ciò che abbiamo vissuto e viviamo per poi sentirci parte di un tutto insieme al nostro angolo di paradiso. Ci esploriamo, impariamo, pensiamo e diamo vita alle nostre idee. Noi donne siamo così, insieme a quella luce che trascolora sulle cose. Perché siamo cambiamento, perché la vita è movimento e cambiamento e siamo così fluttuanti, mutevoli, colorate, dai mille colori…E può anche capitare che ciò che stavamo facendo non può più soddisfarci semplicemente perché non ci rende le persone libere che vorremmo essere. E può capitare così di voler cambiare strada e rotta, di voler pensare di provarci non per il solo gusto di farlo ma perché amiamo così tanto la vita e noi stesse da volerci dare un’ altra possibilità. Amiamo così tanto la vita e noi stesse da volerci sentire al posto giusto nel momento giusto. Per ringraziare di più i giorni, per rinascere, per essere in sintonia con noi stesse e con gli altri. E come qualcuno o qualcosa che ci possa guidare e come una mano misteriosa che ci accompagna, ci lasciamo andare ai nostri sogni, insieme al nostro istinto e intuito, insieme ad un’essenza ritrovata che parla unicamente ed esclusivamente di noi, del nostro vissuto, delle nostre emozioni, dei nostri retaggi culturali. Questo e altro ancora è capitato a Paola Berrini, una donna di origine argentina, di Bahia Blanca, della provincia di Buenos Aires ma con origini anche italiane, marchigiane e varesine da parte di nonni paterni e materni. Paola oggi vive ad Albano Sant’ Alessandro, in provincia di Bergamo con suo marito Mario, ingegnere, e i suoi figli Adriano di dodici anni e Costanza di quindici anni. Paola nel 2001 si è trasferita in Italia, è un’analista amministrativa e la parte commerciale è stata la sua specialità, lavorando in aziende come in tv private. Anche se l’Argentina è stata sempre fonte di creatività e di humus culturale, Paola ha sentito il bisogno di ritrovare le sue origine italiane. E solo da poco ha scoperto le attitudini artistiche di suo nonno Carlos che volò in Argentina proprio per aprire una tipografia ed essere imprenditore di se stesso. E buon sangue non mente. Con il tempo, anche Paola ha sentito il bisogno di avere un’attività propria, una sua officina creativa che potesse essere la quintessenza della sua personalità sempre in continuo divenire. Dopo varie esperienze lavorative, dalla telefonia alla sicurezza sul lavoro, Paola ha voluto darsi un’ altra possibilità, cambiando pelle, cambiando anche un po’ il suo modo di vedere le cose, da una prospettiva che potesse avvicinarsi alla donna che ora vuole diventare. Sempre appassionata ad ogni aspetto creativo, e complice il periodo del lockdown, un periodo nel quale si è sentito il bisogno di arrivare al contatto profondo con noi stessi, ha accarezzato l’idea di occuparsi di relooking di complementi di arredo, in particolare di sedie e poltrone. Affascinata da questo modus operandi, Paola ha partecipato a dei corsi online di una famosa stilista americana e poi è partita verso le sue intuizioni, verso i suoi personali punti di vista che nel tempo le hanno dato ragione. Difatti proprio quando si sente la trasformazione nell’ aria, è proprio lì che tutto ha inizio. Come in un bel sogno che vuoi che non finisca, come quell’ emozione da cui vuoi farti attraversare perché senti che è quella giusta. E staresti anche fino a notte fonda a lavorare, a creare, a pensare mentre la luna ti fa compagnia. Difatti Paola ha continuato a lavorare nel suo garage che oggi ha reso un vero e proprio laboratorio mentre il marito le cantava simpaticamente la famosa canzone che è “La donna è mobile”, da qui anche il marchio Donna e Mobile by Pola Perrini. Ora come ora Paola si occupa di relooking e di dare una nuova vita e una nuova possibilità a complementi d’arredo, in particolare sedie…Perché la sedia, poi, è proprio il suo emblema: sulla sedia si è seduta a riflettere fino a creare quella splendida sedia con il tessuto in gobelin con il volto di Frida. E così, insieme alle sue particolari e caratteristiche sedie, Paola Berrini sembra rinascere ogni volta affinchè le sue idee diventino una diffusa progettualità insieme all’ istinto e alla fantasia che contraddistinguono una personalità come la sua in continuo fermento creativo. Gusto, raffinatezza, inventiva, ricerca dei materiali, cura dei particolari, studio dell’ ambiente in relazione allo specifico complemento d’arredo. Queste le note distintive di un’ attività creativa ed imprenditoriale che sta prendendo lentamente piede con quell’intelligenza e disinvoltura che caratterizza l’ artefice di tutto ciò. Paola Berrini è una donna che viaggia dentro di sé, una donna colta, determinata, libera, attenta alle trasformazioni che la vita le offre, coerente con le sue stesse metamorfosi. E mentre sogna la sua Argentina con gli spazi infiniti di cui si nutriva, fra le trame dei suoi tessuti c’ è lei con i suoi colori; tra juta, gomma piuma, colla e tessuti, c’ è lei con la sua parte più profonda, con quell’ essenza di donna che cambia come cambia la luce.
Raccontati tra passioni, lavoro, famiglia…
Nel 2001 mi sono trasferita in Italia, ho una laura breve in informatica, sono un’ analista amministrativa, il settore commerciale è il mio forte, ho sempre lavorato in aziende come in tv private o provider. Intanto solo da poco ho scoperto che mio nonno Carlos studiò a Bergamo presso l’istituto italiano di Arti grafiche prima di andare in Argentina…lì aprì una tipografia e iniziò la sua vita imprenditoriale. L’ Argentina mi ha tanto influenzato creativamente, poi sono arrivata in Italia, qualcosa mi mancava e ho voluto ritrovare le mie radici italiane. Qui ho iniziato a lavorare nel settore commerciale della telefonia, della sicurezza sul lavoro e nei trasporti… Sono stata un perito tecnico e traduttrice per la lingua spagnola, poi ho avuto due figli…Ho organizzato corsi di formazione per le patenti internazionali per un’ associazione che si occupa di normative sulla sicurezza. E poi ho deciso che la mia strada sarebbe stata un’ altra, ho sempre saputo che avrei voluto fare altro.
Quale tipo di lavoro hai sempre sognato?
Ho sempre sognato un lavoro in proprio come imprenditrice, la mia caratteristica è sempre stata la creatività e l’ avventura…Oggi mi occupo di relooking di mobili: ho sempre avuto voglia di fare le cose con le mani, come cornici, bijoux, ristrutturazione di mobili, dipingevo persino i muri, cambiavo e trasformavo gli ambienti…
Come nasce la tua passione per il relooking?
Il periodo del lockdown a Bergamo è stato davvero un brutto periodo come tutti sanno, quindi dovevo pur inventarmi qualcosa per non pensare alle brutte notizie che arrivavano…Ho iniziato a vedere programmi su youtube, e qui ho conosciuto una stilista americana che faceva restyling di sedie, ho seguito un suo corso online e mi sono fatta apprezzare e conoscere. E così ho iniziato a creare sedie per parenti, alcune le regalavo anche e poi sono iniziati i primi ordini…
La prima sedia realizzata e…che cos’è per te un complemento d’ arredo come la sedia?
La prima sedia realizzata era in tessuto gobelin con il volto dell’artista Frida Kahlo…La sedia ti dà l’ opportunità di fermarti e riflettere, per me è un modo anche per guardarmi dentro con fare introspettivo.
Prossimi progetti?
Mi piacerebbe creare delle sedie con un tessuto dal design etnico del Sud della Patagonia poi vorrei conoscere tutta la lavorazione su cuoio, anche il pellame italiano è meraviglioso…Vorrei approfondire il discorso con l’ armocromia per quanto riguarda l’ abbinamento dei colori, e poi il discorso del design e dell’ interior design.
Che cosa provi a dare vita alle tue creazioni?
Provo un’emozione a livello visivo ed emotivo, mi emoziona vedere il pezzo trasformato perché non soltanto recupero il pezzo ma lo trasformo dandogli una nuova vita. Sono pezzi di arredo con un valore affettivo enorme…Non faccio restauro conservativo ma relooking, studio l’ ambiente e in base allo studio, capisco lo stile e i colori e consiglio il cliente sul tessuto e il colore in relazione allo stile antico o moderno…
Come ti definiresti come donna e come creativa?
Determinata, volitiva, empatica; come creativa non ho regole, sono in continuo fermento creativo, mi piace creare nella libertà assoluta di idee e azioni…
Quale fase della tua attività creativa ti appassiona di più?
Io mi sento forte nella ricerca e nell’ inventiva, nella composizione e nella ricerca dell’ abbinamento giusto fra disegni e colore del tessuto.
Altre passioni di vita?
Il viaggio è la mia spazialità, ho viaggiato molto, sono stata con le balene in Patagonia, è stato un viaggio emozionante, mi piace, poi, andare a cavallo, in bicicletta, ho praticato sub, sci, nuoto.
Che cosa ti ha dato la tua terra argentina in termini emotivi?
In vent’ anni ho portato la mia famiglia qui… della mia terra ho interiorizzato spazi infiniti, il senso dello spazio, della libertà e dell’ inventiva; è tutto molto esteso in Argentina, dalle case alle montagne ai fiumi…Sono cresciuta in un giardino sugli alberi…
Un tuo motto di vita?
Fare una cosa per volta prima di raggiungere la meta! Prima o poi ce la farai!
Per info: 328-0803873; pagina facebook Donna e Mobile by Paola Berrini