Emanuela Cappellari, quel racconto che viene dal legno

Emanuela Cappellari, quel racconto che viene dal legno

Ora io vedo il segreto per la creazione delle persone migliori. E’ crescere all’ aria aperta e mangiare e dormire con la terra ( W. Whitman)

 

Ascoltarsi tra il rumore della pioggia che scende, tra la luce fioca di un lampione che illumina una strada di campagna…Ascoltarsi sempre e comunque per riaversi ogni volta. Ogni volta che ci si vuole vestire di nuovi abiti, di nuove emozioni perché l’ abito più bello ed importante, poi, è il nostro abito interiore che ci aiuta a metterci in contatto con il nostro io e il nostro intimo sentire. E come la mano che accompagna la parola scritta, così l’ attrezzo giusto accompagna la materia che può prendere forma sotto i nostri occhi e soprattutto attraverso la nostra personale visione della vita e profondità d’ animo. Perché, poi, l’ unicità e il senso del bello non può che nascere da personali esperienze interiori. Quando a tutto questo percorso che sa di istinto, passione, studio, ricerca dei materiali giusti si accompagna uno stile di vita semplice, uno stile in sintonia con la natura,  il cerchio si chiude. E  si riapre ogni volta che ci si sveglia al mattino al canto degli uccelli liberi nell’aria, contemplando i colori dei paesaggi che altro non sono che i nostri paesaggi dell’anima. E tutto prende forma e colore dentro di noi attraverso lo stesso ritmo delle stagioni. E riconosceremo una foglia che viene giù da un albero in autunno e vedendola roteare, ne scopriremo mistero e magia. Questo accade solo quando si va oltre e si squarcia il velo della materia per arrivare alla sostanza delle cose. Questo avviene quando anche tra dubbi e incertezze, si va dritti per la propria strada fiutando la pioggia che sta per arrivare o semplicemente alzando gli occhi al cielo per contemplare la forma delle nuvole. Qualsiasi cosa potrà ispirarci soprattutto quando, poi, siamo a contatto con la natura, qualsiasi cosa potrà esserci d’ aiuto e solleticare la nostra creatività e bellezza interiore. Dal profumo dell’ albero di pino al volo libero della farfalla… E c’è chi veramente ha scelto di andare a vivere nella natura, in campagna, proprio per stabilire un contatto vero con sé, con la propria parte creativa… Parliamo di Emanuela Cappellari, originaria di Ciampino,  ha quarantaquattro anni e ora come ora vive in una casa di campagna nei pressi di Valmontone. Di Emanuela colpisce subito il suo sguardo sul mondo, uno sguardo libero e fiabesco, nella volontà di seguire il suo istinto cercando di non tradirsi mai. Piace la sua coerenza e la sua forza nel voler realizzare i suoi sogni, piccoli e grandi che siano, il suo presentarsi agli altri per come è, senza fronzoli, in maniera essenziale.  E ciò che viene fuori è davvero un bel racconto di vita, di una vita intessuta sui fili di quell’ artigianato del legno che riconduce inevitabilmente ad un mondo antico fatto di valori, emozioni e sentimenti veri. Come vera è Emanuela, una donna in continuo divenire, una donna che si è voluta sposare con la natura per trarre il meglio da se stessa e poter dare emozioni anche agli altri. Perché la prima ad emozionarsi è lei, la prima è lei a sentire il battito del legno attraverso gli alberi che la circondano, la prima è lei a sentirne l’ odore, il mistero, la gratitudine. E trasmette meraviglia e stupore Emanuela già nelle parole e nel raccontarsi, appunto, in quel racconto che viene dal legno, da questo materiale semplice e primordiale che è il legno. Accarezzare la pelle del legno, le sue rughe, la sua parte liscia come la sua parte nodosa, sentire che ha bisogno di essere trasformato e di andare verso una nuova vita, è pura empatia, quella stessa empatia e relazione che Emanuela intesse, attraverso le sue opere, con le persone per far venire fuori ciò che di meglio può trasmettere in termini di emozioni e consigli utili. Solida e fragile nello stesso tempo, Emanuela ha cura dei suoi sogni, in quell’ energia positiva da cui si fa avvolgere ogni volta che crea e dà vita alle sue idee. Emanuela vive nella sua casa di campagna ed è corteggiata dal vento che gira tra gli alberi…E ci piace immaginarla quando esce nel suo giardino a raccogliere anche rametti o quant’ altro facendosi ispirare dalle forme degli alberi, dal faggio all’ abete, dal ciliegio all’ ulivo. Si lascia ispirare dalle forme e quelle più vissute sono quelle che più la intrigano. Perché Emanuela vive di transfert con la natura e con le persone, in un mondo parallelo fatto di emozioni pure. Non saprebbe fare diversamente. Intanto il suo percorso artistico l’ ha portata ad essere un’ artista digitale prima e un’ artigiana poi, ammettendo di aver intrapreso un percorso al contrario. Oggi come oggi sente che il suo spirito creativo è in linea con il discorso artigianale perché ama sporcarsi le mani, utilizzando quanto basta la tecnologia per le bozze, ma poi con le sue mani riesce a realizzare l’ unicità della creazione, attraverso quel racconto che viene dal legno…Sì, perché il legno le parla, lo ascolta e lo sente vivo. Dalle librerie ai tavolini, il suo mondo è tutto qui a regalarle emozioni che poi regala agli altri. Ed è così che poi il confine tra arte e artigianato è labile…è così che la materia si sveglia sotto il nostro sguardo e si lascia plasmare, ed è proprio qui che viene a delinearsi un percorso artistico fatto di sospiri, battiti e consensi dalla natura. E ciò avviene quando ci si unisce al bello e alla meraviglia insieme a quel mistero irrefrenabile di scoprire le cose. Insieme a quella curiosità un po’ fanciullesca che ci avvicina al nostro io, al nostro intimo sentire. Ecco, ciò che piace di Emanuela è il suo guardare il mondo con gli occhi di un bambino, il suo scoprirsi ogni volta una persona nuova in quella mistura di emozioni, in quel suo volersi distaccare dal mondo reale, perché talvolta è più salutare immaginare il mondo per poterlo vivere al meglio. Solo in questo modo riusciremo  a creare meraviglie.

 

Raccontati tra lavoro e passioni…

Ho frequentato il liceo artistico, ho  studiato grafica e grafica televisiva…Ho lavorato nell’ ambito della televisione e degli eventi, ho vissuto molto la città di Roma e poi, però, ho voluto trasferirmi in campagna…a ventiquattro anni ho comprato casa da sola e ho frequentato vari corsi di restauro e solo nel tempo mi sono resa conto di essere un’ artigiana. Quindi ho fatto un percorso al contrario…-sorride-. Ho bisogno di sporcarmi le mani e di dare forma alle cose…

Come nasce la tua passione per l’ artigianato in legno?

Vivere a contatto con la natura mi dà tanta ispirazione…ho un giardino molto grande, ho iniziato a comprare attrezzi e me li sono fatti regalare. Si è trattato di un percorso naturale poi sono arrivati i lavori per commissione. Ho scelto il legno perché sono circondata da alberi, mi piace il calore che dà il legno e l’ idea di portare la natura in casa. Poi durante il lockdown, un periodo nel quale abbiamo avuto l’ opportunità di ascoltarci di più,  urgeva trovare un microcosmo in casa e trasformare le idee in emozioni,   da qui per me è diventata più forte la propensione per il legno e le creazioni in legno. Solitamente esco in giardino, trovo dei rami che mi ispirano…Il legno è un materiale primordiale e mi ispira tanto ma devo dire che mi ispirano anche le storie delle persone…e cerco di consigliare i miei clienti a seconda delle loro esigenze e dell’ ambiente nel quale si trovano.

Che cosa realizzi esattamente?

Realizzo complementi d’ arredo che vanno dalle librerie ai tavolini ai vassoi, sono tutti pezzi unici, non ho mai fatto cose identiche…Mi piace fare una cosa pensando ad una persona per la quale la sto realizzando., ognuno ha il suo modo di vedere il mondo e rappresentarlo. Talvolta realizzo le bozze al pc poi le mani vanno dove vogliono, delineando a modo mio e realizzando le cose. Mi piacerebbe educare le persone a quello che stanno acquistando, all’ unicità del pezzo.

Prossimi progetti?

Mentre prima facevo un po’ di tutto, oggi realizzo  delle cose che mi piacciono un po’ in più,  e quindi meno complementi d’ arredo e più pezzi d’ arte, per esempio, oggi sto realizzando un planisfero: il mio è più un sentire che un lavorare…

Che cosa provi quando crei?

Vivo di sveglie e appunti, diversamente mi perderei, potrei creare all’ infinito, la mia è un’ immersione in un mondo parallelo ma fatto di emozioni pure.

Che cos’ è per te la creatività?

Mi piace regalare momenti di felicità, mi piace vedere gli occhi che brillano e, tutto ciò, la creatività me lo permette.  Creare per me è un’ esigenza, un modo di esprimermi, un modo per essere me stessa.

Quali erano i tuoi giochi di bambina?

Realizzavo costruzioni, disegni, facevo lavoretti con qualsiasi cosa trovassi dentro casa…Intanto ho avuto la fortuna di avere dei genitori che mi hanno accompagnata nel mio percorso creativo, incoraggiandomi e consigliandomi…

Come ti definiresti come donna e come creativa?

Mi definisco una donna dall’ animo tumultuoso però devo dire che ho fatto pace con me stessa, mi sono accettata…Sono sempre stata molto critica nei miei confronti…

I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti rattrista?

Mi fa star bene lo scambio emotivo, quello che mi intristisce è che lo stiamo perdendo a causa dell’ egoismo; mi rattrista la solitudine emotiva.

Un tuo motto di vita?

Se puoi sognarlo, puoi farlo!

 

Per info: 349 – 6665092;  Pagina facebook 9vitecomeigatti

 

 

 

 

 

 

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