Pasquale Guarino, gli occhi grandi delle donne

Pasquale Guarino, gli occhi grandi delle donne

Quando uomini e donne sono capaci di rispettarsi ed accettare le loro differenze, allora l’ amore ha la possibilità di sbocciare (J. Gray)

 

Camminiamo per sentieri, arriviamo alle case, ai recinti, ai muri, cercando di scoprire che cosa c’ è dietro ad ogni parete, in ogni angolo, anche il più dismesso e diroccato. Ci avviciniamo alle rovine come ci si può avvicinare ad un passato che, rimosso o no, è pur sempre il nostro passato. E da qui, solo da chi eravamo, potremo veramente scoprire chi siamo. Solo avendo affondato le dita nella terra, riusciremo anche a toccare il fuoco che, se poi dovesse bruciare, sarà un modo per tenerci saldi alla vita. Ogni esperienza va fatta, il passato è quel ponte che ci congiunge al presente. Ma ciò che attira della vita è vedere i nostri progressi, i nostri piedi nudi che hanno scavalcato cancelli come si faceva da ragazzi, d’ estate, per arrivare magari a salire sopra quell’ albero di ciliegie. Tutto va fatto, tutto va vissuto, nel bene e nel male. Ma soltanto avendo fiducia in sé, soltanto acquistando maggiore consapevolezza nel tempo, si arriverà anche ad essere artisti della propria vita. E quando si vedrà una donna piangere o sorridere, ciò farà la differenza, perché la vera differenza l’ avremo trovata dentro di noi. E sarà lì, in quel preciso momento che tutta la nostra vita avrà un senso, sarà lì che ci sporcheremo le mani di colore perché le avremo affondate dentro di noi, nei meandri della nostra interiorità. E sarà più possibile così arrivare all’arte. Come è successo all’ artista Pasquale Guarino. Il suo percorso artistico sta prendendo sempre più quota partecipando a mostre e concorsi artistici con contatti in Europa, Francia, Belgio, Germania, Olanda come anche in Italia. Nel silenzio che l’ artista ricerca nascono intensi ritratti femminili, perlopiù volti di donne: ciò che attira è il contrasto tra l’ emozione e la femminilità e una pittura graffiata, tra un paesaggio urbano in rovina e la bellezza. Tutto attraversato da croste di colore solcate da spatole  e pennelli. Volti di donne, donne che cercano una via d’ uscita attraverso la loro identità e modo d’ espressione, donne che aspirano a rinnovarsi e che imprimono la loro forza d’ animo ovunque si trovino. Donne che hanno occhi grandi per guardare il mondo, donne che sembrano anche rifugiarsi dietro colpi e stratificazioni di colore prima di uscire dalla scena di una storia che le ha create. Donne nostalgiche alla ricerca di una via di fuga tra la memoria e il presente, donne che aspettano pazienti con la loro calma apparente, irrorate di luce e candore. Talvolta donne ferite e travolte dalla loro stessa grandezza e mistero, donne avvolte dalla loro stessa aura, dai loro stessi colori, donne che chiedono di essere comprese e che reclamano un mondo migliore. Fiere, audaci, intense sono le donne di Pasquale Guarino, un artista che sa decifrare gli stati d’ animo per portarli sulla cresta dell’ onda. In un intreccio tra respiro, silenzio e parole, poi, ci sono gli occhi grandi delle donne che sanno guardare il mondo. Pasquale Guarino vive a Carpi, immerso nella campagna insieme alla sua compagna Anna che lo sostiene incoraggiandolo ad esprimersi e a continuare il suo cammino nell’ arte pittorica. Se pur lavorando in altri settori, Pasquale ha sempre sentito di appartenere al mondo dell’ arte: studi artistici prima  e una predilezione per la street art che, da ragazzo, l’ ha aiutato ad esprimersi. Fino a quando, nel 20015, ha ripreso ciò che aveva lasciato un po’ da parte  e così la sua passione per la pittura ha ripreso il sopravvento fino a non fermarsi più. Oggi è la sua ragione di vita. Dall’ acquerello è passato all’ acrilico che connota le sue opere che, a loro volta si distinguono in due sezioni: Elsewhere e Industrial Junk : ossia lo sfondo è quello rovinoso e diroccato di un ambiente urbano e industriale. Ed è proprio qui, tra ruderi abbandonati e rovine, è proprio qui che nasce la sua ispirazione, nel tempo che passa e rende vissuta ogni cosa. Ciò che affascina dell’artista Guarino è la sua umiltà, quel sentimento puro e semplice che sta proprio ad indicare l’ atto di affondare le mani nella terra, di partire dal poco per arrivare ad essere soprattutto se stessi con una propria idea e un proprio sapere, senza troppi fronzoli e pretese. Perché, di nuovo, servono solo i pensieri.

 

Raccontati tra lavoro, studi, passioni…

Ho frequentato il liceo artistico a Reggio Emilia, da ragazzo mi sono dedicato alla street art e ai graffiti fino a realizzare opere murarie come decori per case e ville. Oggi lavoro  a turni come metalmeccanico così posso dedicarmi alla pittura. Ed è così che dopo una pausa, nel 2015, ho sentito l’ impulso a ricominciare. Prima ho iniziato a dipingere su tela con acquerelli per arrivare solo agli acrilici.

Come nasce la tua passione per la pittura?

Mi porto dentro questa passione, è stato un impulso a creare e ad esprimermi, un impulso crescente che mi dà tanto in ogni aspetto della vita.

A che cosa si ispira la tua arte pittorica?

Si ispira all’ urbex, un genere fotografico  che mette in primo piano foto con luoghi abbandonati; mi affascina tanto un luogo diroccato e abbandonato dove si possa sentire l’ usura del tempo. Luoghi così suggestivi mi mettono tranquillità e mi caricano di energia positiva tant’ è che ho diviso la mia produzione pittorica in  Elsewhere  e Industrial Junk: lo sfondo è graffiato, caratterizzato da forti pennellate di colore a rappresentare una scena in decadimento ma ciò che poi prevale è il ritratto femminile. Volti di donne dai tratti morbidi  con uno sguardo intenso che mi colpisce. Un mio modo questo per valorizzare la donna,  prima la donna e poi il luogo, affinchè prevalga la bellezza e l’armonia delle forme. Mi hanno ispirato donne comuni, una ragazza russa,  la mia stessa compagna, poi ci sono anche ritratti che sono frutto della mia inventiva e volontà di esplorazione.

Maestri pittori che hanno segnato il tuo cammino?

Pier Toffoletti, decisamente. Mi sono appassionato a questo pittore di Udine, ho visto esposto uno dei suoi quadri, l’ impronta di base è partita da lui, quel graffio sulla tela con spatole  pennelli…

Che cos’ è per te una donna?

Per me la donna ha una fondamentale importanza, è vero, come si dice, che le donne reggono il mondo. Nei loro confronti nutro massima ammirazione e rispetto.

Che cos’ è l’ arte per te?

L’ arte mi trascina dal letto, mi dà l’ input per l’ intera giornata, penso che abbia un potere salvifico e che ti permetta di conoscere aspetti nuovi delle proprie caratteristiche interiori.

L’ opera più riuscita?

Quella che dovrò ancora realizzare.

Il tuo luogo del cuore?

La mia casa in mezzo alla campagna di Carpi.

Aria, acqua, terra e fuoco: qual è il tuo elemento naturale?

Il fuoco, mi sento carico, acceso.

Come ti definiresti come persona e come artista?

Sono una persona chiusa ma anche volitiva, oggi ho acquistato maggiore consapevolezza, non rinuncio ai miei progetti come un tempo…

I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti rattrista?

L’ umiltà è un sentimento che mi fa star bene, la prepotenza mi destabilizza, non la sopporto.

Prossimi progetti?

Continuerò a partecipare a dei concorsi come a fiere, mostre e collettive.

Un tuo motto di vita?

Credere in se stessi, sempre!

 

Per info: 346-3652863; www.pasqualeguarinoart.com

 

 

 

 

 

 

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