Più guardiamo nel profondo della Natura, più ci accorgiamo che è piena di vita e più constatiamo che tutta la vita è un mistero e che noi siamo uniti a ogni vita che esiste nella Natura ( A. Schweitzer)
Siamo artefici della nostra vita, dobbiamo incidere la nostra vita su qualcosa di bello, lasciare un’ impronta che possa parlare di noi, della parte più pura e più bella che abbiamo. Perché poi tutto il resto può sorprenderci come deluderci. E quindi, occorre trovarsi uno spazio personale, un posto dentro di sé dove sentirsi persone speciali, dove decidere di poter andare, dove decidere di andare oltre la normale quotidianità. Perché, per stare bene con se stessi, occorre conoscersi a fondo, percependosi attraverso un atto creativo, un atto d’ amore nei confronti di se stessi. Tutto questo per poter regalare emozioni anche agli altri. E c’è chi appunto va oltre il normale lavoro quotidiano perché ha bisogno di esprimersi di più, di far viaggiare la testa, insieme alle mani e al cuore. E magari si ripensa a quando da ragazzi si stava bene con poco, con giochi semplici e fatti con la propria inventiva e il proprio ingegno. Ed ecco che aspiri a circondarti di una luce nuova e, crescendo, ti accorgi che hai bisogno d’altro non per semplice ambizione ma per una necessità interiore. Come è successo a Vito Salerno, un artigiano, anzi, un artista del legno. Ragazzo attento, laborioso, lungimirante, ha sempre lavorato con suo padre Vittorio nella falegnameria di famiglia e, grazie a suo padre, ha conosciuto questa materia duttile e versatile che è il legno e ne è rimasto rapito. Perché ha scoperto che in esso e con esso avrebbe potuto esprimersi liberamente e avrebbe potuto sentirsi più in contatto con se stesso e gli altri. Fondamentalmente Vito assorbe emozioni dalla natura circostante e dal legno di ogni tipo e provenienza. Ed è come se liberasse i suoi pensieri anche attraverso citazioni e immagini di personaggi famosi. Sì, perché oltre al lavoro di falegnameria, si dedica ai ritratti di persone comuni come di personaggi pubblici: ritratti che sono intarsi di legno con vari colori, dal legno bubinga, un legno africano al padouk, un legno asiatico. Quest’ ultimo è un legno che preferisce particolarmente perché più espressivo, dal colore rosso sangue vivido che, passante per l’ essicazione, arriva al marrone con venature rosse. Proprio i colori e le venature hanno attirato l’ attenzione dando libero campo all’ immaginazione dell’ artista Vito Salerno. Originario di Chiaramonte Gulfi, in provincia di Ragusa, a soli ventinove anni, Vito ama molto anche il legno della sua Sicilia, dall’ ulivo dal colore giallastro con venature scure al carrubo rosato all’ acero, ideale per delineare i tratti del viso poiché un legno più chiaro e delicato. Appassionato di filosofia e psicologia, sono tanti i personaggi che lo ispirano e che ritrae nei suoi quadri intarsiati come caratteristici sono anche i suoi vasi e i tavolini, in uno stile essenziale ma anche massimalista proprio perché ingloba tanti pezzi tutti insieme. E tutto ciò è per Vito come incollare vari pezzi della sua vita, tenerli stretti in un gioco magico di colori nel bisogno interiore di lasciare una traccia di se’ e di conoscersi sempre di più. Perché la materia dà la possibilità di unirsi all’ interiorità solo se capita e amata. E Vito ama tanto i suoi pezzi di legno che ricerca e trova senza sosta, instancabilmente. Come se avesse bisogno di un tocco magico che lo avvolgesse, il tocco del legno, appunto. Perché ci racconta che un pezzo di legno non è mai uguale a se stesso. In natura se ne trovano di diversi come diverse ne sono le caratteristiche e questo accade un po’ come con le persone. Siamo tutti pezzi unici, pezzi che non si possono ripetere. E in questa certezza si muove la determinazione e la vena artistica di Vito che si lascia chiamare “ Il ragazzo del legno”. Ad intendere che le cose della natura e le persone possono convivere quando si avverte un rispetto reciproco, lo stesso respiro, lo stesso tocco e la stessa volontà di trasformazione e di bellezza.
Raccontati tra passioni e lavoro…
Ho lasciato gli studi a diciassette anni, ho preferito lavorare dove lavorava mio padre in una falegnameria a Ragusa…Quindi grazie a mio padre, ho conosciuto il legno, ho capito, in seguito, che avrei voluto fare qualcosa di diverso dallo stesso lavoro di falegnameria…E quindi ho iniziato realizzando una scacchiera, accettando nuove sfide sempre in questo campo e costruendo oggetti particolari fino a quando ho aperto il mio laboratorio… In questo modo nasce la mia passione per il legno…
Che cosa realizzi e con quale tipo di legno?
Vasi, tavolini e ritratti intarsiati secondo la tecnica dell’ intarsio: il soggetto è a rilievo rispetto allo sfondo di sei millimetri realizzati in legno massello. I vasi sono caratterizzati da pezzi incastrati tra loro, realizzati con tutte le rimanenze del legno e possono essere guardati da quattro angolazioni diverse. Io utilizzo vari tipi di legno, sono legni che assemblo e tornisco: il padouk, un legno asiatico dal colore rosso violaceo, poi il bubinga, un legno africano inserito da poco nelle specie protette, un legno durissimo e pesantissimo.
La tua specialità?
I ritratti, decisamente. Mi piace molto realizzare ritratti di personaggi famosi, utilizzando anche i legni siciliani come l’ ulivo, un legno giallastro con venature scure, il carrubo, color rosa e l’acero per delineare il viso che è più chiaro e si avvicina al colore della pelle…Mi faccio ispirare dai personaggi famosi e dalle loro citazioni come Nietzsche, Freud, Ligabue, De Andrè…Cerco di dare loro una fisionomia utilizzando pezzi di legno diversi l’ uno dall’ altro…
Un riconoscimento e un apprezzamento recente?
Tramite intermediari di Artmest, l’ ecommerce del lusso artigianale, ho venduto i miei quadri a Bergdorf a New York. Una bella soddisfazione!
Che cosa ti ispira della tua Sicilia?
Il mare, il mare d’ inverno… Io abito in un paese tra le montagne, vicino c’ è un bosco di pini, qui passeggio e medito.
Che cosa provi quando lavori il legno?
Mi sento in compagnia e creando, escono fuori pezzi che non si possono replicare… Unire i pezzi mi fa stare bene, ho bisogno di esprimermi in questo modo. Il legno è un materiale duttile con caratteristiche diverse come possono essere le variazioni di colore e le venature.
Come ti definiresti come persona e come artista?
Sono un perfezionista, sono perseverante, impulsivo sia come persona che nel lavoro. Mi impegno al massimo per raggiungere un obiettivo…
Come definiresti il tuo stile?
Non saprei…forse massimalista proprio perché le mie creazioni sono caratterizzate dall’assemblaggio di vari pezzi con decorazioni accentuate che spiccano nell’ ambiente.
Prossimi progetti?
Mi piacerebbe tenere delle esposizioni nella zona di Marina di Ragusa e una mia mostra personale in estate…
I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti rasserena e che cosa ti rattrista?
Per quello che si sente in giro, tra pandemia e guerra, non c’ è molto da stare sereni; mi fa star male la situazione capitalista del mondo di oggi, la malvagità e la disonestà. Tutto ciò mi preoccupa perché penso che occorre cercare in noi stessi la gioia di vivere e la felicità. Mi fanno stare bene le mie creazioni, i sogni da poter portare avanti, l’ amore per la mia famiglia…
Un tuo motto di vita?
Siamo tutti speciali o eroi, a modo nostro!
Per info: 375-5128399 ;
pagina facebook Il ragazzo del legno; www.ilragazzodellegno.com
Un altro Vittorio Ribaudo…. Il legno come espressione artistica… Bravissimo, magari incontratevi e una mostra insieme.
Vito ing. Cutraro
366370215