L’ amore non è soltanto un sentimento, è un’ arte. E, come qualsiasi arte, non è sufficiente l’ ispirazione, ci vuole anche molto impegno ( P. Coelho)
Dipende da come si guarda il mondo, con quanta energia e sensibilità lo si guarda. Perché guardare è facile, è andare a fondo alle cose, approfondire, capire che è più complesso. Ma appunto dipende da che cosa si avverte dentro, da che cosa si sente veramente all’ interno di noi. Possiamo stare a guardare un prato a primavera e il puro atto visivo può essere qualcosa di semplice e spontaneo come possiamo anche non accontentarci per un insito bisogno di esprimere ciò che vediamo. Perché, oltre allo sguardo, c’ è il cuore, c’ è il nostro percepire le cose del mondo. Ed è tutto così soggettivo e bello perché noi siamo effettivamente ciò che pensiamo e ciò che creiamo. E c’è appunto chi non si accontenta di stare a vedere un quadro della natura, un paesaggio o semplicemente bambini che giocano e che corrono spensierati in un prato… Questo perché scatta sempre qualcosa, qualcosa in più da voler raccontare, da voler afferrare. Come un’ impronta di bellezza per suggellare la nostra stessa visione della vita e lasciare un segno di noi. Lasciare quella traccia che possa essere utile per sé e per gli altri. Mario Bova è una di quelle persone che vogliono andare oltre e che sentono questa esigenza di calarsi nei panni degli altri e di scandagliare l’ animo umano, le emozioni e tutto ciò che ci circonda. Bario Bova è un artista iperrealista. Una corrente d’ arte sia in pittura che scultura, attraverso la quale, gli artisti si servono di tecniche fotografiche e di una meccanica di riproduzione della realtà per creare quell’ illusione ottica sulla tela come in scultura. Mario Bova, quarantaquattro anni, è originario di Tivoli e vive a Vicovaro in provincia di Roma e ha una compagna, Alessandra, che lo segue e incoraggia nel suo percorso artistico e di vita. Pur essendosi specializzato in scienze infermieristiche ed esercitandone la professione, ha sentito il richiamo dell’arte in quanto esigenza interiore. Già da ragazzino ha percepito questa sua inclinazione per il disegno e per la pittura poi. Dipinge oramai da più di vent’ anni e dopo aver appreso alcune tecniche pittoriche, ha scoperto di essere portato per la tecnica a matita e a pastello. La sua arte diventa fotografia e questo balza subito all’ occhio di colui ammira attentamente le sue opere. L’ artista Mario Bova ama proprio tratteggiare la realtà insieme agli stati d’ animo, in un mix esplosivo di emozioni, linee naturali e spontanee condizioni di vita. Ama in particolar modo ritrarre volti di personaggi celebri ma anche e soprattutto bambini. Forse perché ha un conto in sospeso con la sua infanzia. Difatti ci racconta di essere stato un bambino taciturno e riservato fino a che poi la vita non l’ha portato per mano dandogli la giusta carica e fiducia. Mario Bova è una persona attenta, impegnata, sensibile, responsabile e, attraverso la sua arte, aspira a far prevalere il profilo umano. E questo atteggiamento è degno di stima, in un’ epoca come la nostra nella quale non si ha la giusta comunicazione e dove le cose parlano al posto delle persone. La sua esigenza interiore è cresciuta insieme al suo percorso artistico tanto da tenere mostre a livello internazionale in Austria come a Londra, partecipando anche alla Biennale di Milano, come ad un concorso a Perugia, riscuotendo a tutt’ oggi vari riconoscimenti e apprezzamenti. Mario Bova riesce a cogliere il particolare, non solo il dettaglio fisico ma anche lo stato d’ animo ed è per questo che piace e arriva a tutti. Forse perché nei suoi quadri tende a ritrovare al sua parte fanciullesca e quel bambino che era tanto timido e che oggi ha spiccato il volo. Tende, quindi, a voler vedere attraverso i suoi soggetti, perlopiù volti famosi e non, gli sfasamenti emotivi che tutti abbiamo come anche i momenti di benessere. Ed è questo che fa di lui un artista vicino agli altri ed è questo che in particolar modo si percepisce. D’ altronde l’ arte non è che un ritrovarsi.
Raccontati tra lavoro e passioni…
Ho studiato presso l’ istituto professionale, poi mi sono laureato presso la facoltà di scienze infermieristiche. Dopodichè sono state varie le mie esperienze di lavoro: ho lavorato in una fabbrica di mobili, ho fatto volantinaggio, ho lavorato in un cantiere come in un supermercato. Mi sono sempre adattato a qualsiasi tipo di lavoro perché qualsiasi lavoro è importante… fino a che oggi esercito la professione scelta.
Come nasce la tua passione artistica?
Da ragazzino, verso i sette anni, disegnavo fumetti, li disegnavo a memoria, e ho continuato fino all’ età adolescenziale, avrei dovuto iscrivermi al liceo artistico però va bene così… Da più di vent’ anni dipingo, ho frequentato un corso di arte iperrealista con il maestro Mauro Maugliani, artista e ritrattista dell’ anima, molto conosciuto e apprezzato. Ho imparato la tecnica dei colori ad olio ma ho scoperto che sono più portato a disegnare con la matita e la matita a pastello. Con la matita realizzo ritratti in bianco e nero, invece con il pastello e con le matite a colori Carbothello su carta pastelmat realizzo altri tipi di soggetti, talvolta mischio perfino gessetti a queste particolari matite…
Perché hai scelto proprio questa arte iperrealista?
Mi piace molto riprodurre la realtà, perché mi piace molto incidere sul particolare e sulle espressioni di stati d’animo come sui sentimenti veri.
Che cosa provi quando disegni i tuoi soggetti?
Mi immergo totalmente in ciò che disegno tanto che il tempo non esiste, è un modo per fronteggiare la negatività e la noia, mi aiuta a non pensare troppo, è una terapia e un modo per evadere dalla routine.
I tuoi soggetti preferiti?
I bambini, decisamente, sono la nostra parte più pura e da loro c’ è molto da imparare.
Prossimi progetti?
Mi piacerebbe partecipare a delle mostre nel periodo estivo…
Come ti definiresti come persona e come artista?
Sono sempre stato un ragazzino timido e riservato, ho avuto un periodo di smarrimento intorno ai tredici anni, mi isolavo dal resto del mondo poi un amichetto mi ha portato con lui a giocare a tennis e ho cominciato a sciogliermi e ad acquistare più fiducia in me stesso… ma continuo ad essere una persona riservata, ma anche buona e comprensiva nei confronti del prossimo. Come artista penso di essere un buon riproduttore della realtà e quindi abbastanza preciso!- sorride-.
Quali sono i tuoi luoghi del cuore?
Sono i luoghi che mi fanno ripensare alla mia gioventù, come quando andavo a villeggiare a Giulianova in Abruzzo con la mia famiglia…
I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa stare male e che cosa ti rasserena?
Mi fa stare male l’ indifferenza e mi fanno stare bene i sentimenti di solidarietà e amore.
La tua canzone preferita?
“I migliori anni” di Renato Zero…
Il tuo profumo preferito?
Il profumo del mare e della salsedine.
Un tuo motto di vita?
Prendo a prestito la frase di Jim Morrison: “Non dire mai che i sogni sono inutili perché inutile è la vita di chi non sa sognare”
Per info: cell: 349-1987840