Studiare la storia significa abbandonarsi al caos, ma nello stesso tempo conservare la fede nell’ ordine e nel senno ( H. Hesse)
Abbiamo bisogno di legami, legami forti. In un’ epoca come la nostra, abbiamo bisogno di sentirci amici di qualcosa o di qualcuno. Ma veramente amici, non per etichetta, non per semplice passione e modus vivendi ma per esigenza interiore. Abbiamo anche bisogno di conoscerci a fondo, nel mare di emozioni e sensazioni che la vita ci offre. E abbiamo bisogno anche di saper nuotare in questo mare per non andare a fondo. Che cosa può venirci incontro? Dopo il “nosce te ipsum” di socratica memoria, dobbiamo poi imparare ad esprimere il nostro potenziale attraverso attività, passioni e attraverso un nostro personale credo. Tutto ciò se, ancor meglio, circondati dalla voce della natura che detta le sue leggi insieme ai preziosi insegnamenti. E tutto prenderà la forma prestabilita dal nostro inconscio perché la natura sa fare veramente miracoli. Ascoltare il sibilo del vento, passeggiare nel bosco, fermarsi a guardare le forme di un albero, di un ramo…Alla fine e prima di tutto noi siamo natura, siamo alberi, radici, foglie… E diamo alla nostra vita la forma che vogliamo e le ali con le quali pensiamo di poter volare. C’ è chi vola nel futuro perché il presente può deludere e chi vola nel passato, sulle ali della storia. Come è capitato a Mattia Tegon, una persona acuta e un artista di talento. Un uomo che si è scavato per analizzarsi a fondo fino a scoprire la sua fonte vitale. Oggi è uno scultore ed intagliatore del legno per passione e un disegnatore tecnico per lavoro. Il tecnicismo, l’ appiattimento morale, “il così fan tutti” non gli è mai piaciuto. In un’ infanzia e adolescenza in cui si è sentito imbrigliato soprattutto dalla forma mentis della sua famiglia d’ origine, molto restrittiva, Mattia ha trovato il suo spazio per esprimersi attraverso la realizzazione di pezzi unici scavati nel legno. E ancor prima però si è aggiunto un forte interesse per la rievocazione storica e per la storia in sé. Persona e artista ricettivo, sui generis, lungimirante, versatile, Mattia ci confessa di ascoltare le vibrazioni dell’ambiente circostante. Originario di Venezia, trentacinque anni, oggi vive nella campagna di Mira, dove si è trasferito da Mestre, proprio perché ha sentito il bisogno di vivere in maniera più naturale per trovare la sua dimensione. Ha una compagna, Giada, che lo sostiene e vuole imparare da lui. Oggi Mattia si trova soddisfatto delle sue scelte perché, in effetti, tutto ruota intorno ad una scelta di vita. Ha scelto, difatti, di non accettare gli stereotipi e di sentirsi se stesso fino in fondo, spogliandosi dei panni di quel lavoro automatico che, se non è una passione, può schiacciarti. E quindi, attraverso la sua attività artistica, si è liberato di molti pesi e di altrettanti inutili orpelli, diventando la persona autentica e con maggiore consapevolezza che è oggi. Ma Mattia ha avuto davvero il coraggio di rompere le sue catene, lasciandosi ispirare dalla morfologia di madre natura, vivendo di impulsi e valorizzando ciò che già c’è. In questo modo, Mattia imprime la sua volontà nel legno, notando nel legno figure già preesistenti, in un ramo, in un incavo…E tutto ciò non è capacità di tutti, non tutti riescono a ricavare potenziale artistico dalla materia. Questa è una capacità di chi è riuscito a vivere in stretto contatto con se stesso, ascoltandosi a fondo, comprendendosi, perdonandosi anche per eventuali sbagli commessi, come accade un po’ a tutti. E…poi c’ è sempre la storia che è maestra di vita e che, come la natura, detta i suoi insegnamenti, sempre ed in maniera imperitura. Per Mattia è bastato il solo scoprire alcuni tratti di storia antica e rinascimentale per aprire il suo mondo e la sua bottega, per sentire il profumo della storia attraverso costumi e antichi mestieri. E non è da tutti farne tesoro, rilevandone ricchezza espressiva e dando valore a ciò che fu. L’ artista Mattia Tegon oggi realizza opere di grande suggestione e assemblando soli rami dalla forma particolare, riesce a dare vita a manufatti che evocano epoche preistoriche: da volatili a draghi, il suo è un mondo tutto da scoprire. Mattia ha seguito il suo istinto e il suo sogno sarebbe quello di aprire una classica bottega d’ arte perché non puo’ essere un semplice artigiano colui che avverte quel brivido sulla pelle, colui che realizza opere dal niente, colui che vuole allontanarsi dagli schemi! E sulle ali della storia, respirando lo stesso respiro della natura, Mattia non soltanto vola ma dei suoi voli fa opere d’arte attraverso anche intarsi e pirografie che altro non sono che fotografie dell’ anima.
Raccontati tra passioni, studi, lavoro…
Ho sempre avuto uno stile di vita particolare, in famiglia non sono stato compreso e guidato nelle scelte, vengo da una famiglia negazionista, io invece sono sempre andato controcorrente. Intanto la mia maniera di fare era completamente diversa dalla massa, spiazzavo parenti e insegnanti…Sono una persona sui generis per un’ esigenza emotiva che mi porto dietro. Sono sempre stato me stesso. Fin da piccolo ero portato a livello artistico, i miei genitori erano contrari perché mi dicevano che non ci sarebbe stato uno sbocco lavorativo… Da qui ho fatto scelte sbagliate o non completamente consone alle mie vere inclinazioni. Ho frequentato una scuola professionale di ingegneria meccanica: lavoro come “disegnatore tecnico” ma devo dire che il tecnicismo non mi piace perché non mi fa esprimere completamente. Quindi per sopperire a questa necessità espressiva, ho iniziato a fare l’ intagliatore e lo scultore del legno e devo dire che è stata una soluzione salvifica.
Quando e come nasce la tua passione artigianale per il legno?
Sono un autodidatta e anche se mi avessero insegnato, avrei fatto di testa mia- sorride-. Mi sono approcciato alla rievocazione storica e alla scherma storica e devo dire che da qui mi si è aperto un mondo, iniziando ad esprimermi, dopo aver visto artigiani che realizzavano manufatti nel segno degli antichi mestieri di una volta… E da qui ho iniziato ad intagliare una rosa in un tronco d’ albero e poi ho proseguito…
Che cosa realizzi precisamente?
Sculture, pirografie, intarsi, lampade, scatole…Ho iniziato lavorando per commissione, non mi andava di eseguire sempre le stesse cose…
Quale è il legno prescelto?
Non sono razzista- sorride-, ogni tipo di legno, dall’ abete al faggio, dal cedro all’ ulivo…vado ad estro e mi lascio ispirare dalla consistenza del legno.
Qual è la fase di produzione che più ti affascina?
Mi piace la fase di costruzione mentale che è una fase di trasposizione, vedo già nel pezzo di legno la forma, faccio schizzi a vuoto…
La tua fonte di ispirazione?
La natura, sono appassionato di storia e preistoria, rappresento dinosauri, draghi…
Prossimi progetti?
Vorrei tenere esposizioni delle mie sculture, vorrei vendere prodotti di mia creazione che non siano necessariamente commissionati…Vorrei cooperare con altri artigiani, mi piacerebbe aprire un laboratorio…Ho sempre ammirato l’ epoca rinascimentale con il fermento delle botteghe artigiane…
Come ti definiresti come persona e come artista?
Sono una persona controcorrente, complessa in tutti i sensi… ma coerente, molto testardo, difficilmente cambio idea, sono impetuoso ma anche pacato…
Che cosa provi quando dai vita ai tuoi manufatti?
Equilibrio e …non è poco, sento che ha un senso quello che sto facendo…
Che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti rattrista?
I tempi moderni mi rattristano molto, sono tempi in bianco e nero come nella Guernica di Picasso. Ci sono tutti i mezzi necessari per perdere il contatto con la realtà. Mi fa stare bene avvertire quel senso di libertà…e trascorrere dei bei momenti con i miei simili…
Un tuo motto di vita?
Sì, l’ ho anche tatuato sulla mia pelle… “La vera felicità si ottiene quando cogliamo il modo in cui vogliamo vivere per realizzare il nostro potenziale”.
Per info: cell: 340-9151993; instagram the_mad_viking