Leonardo Scorza, quella voce che viene da dentro

Leonardo Scorza, quella voce che viene da dentro

Abbiamo bisogno di contadini, di poeti, gente che sa fare  il pane, che ama gli alberi e riconosce il vento…( Da Cedi la strada agli alberi di Franco Arminio)

 

La vita va prima ascoltata e poi va  dipinta, va prima capita e poi fermata in lampi e schegge di pittura o frammenti di materia. Perché la bellezza, attraversando le pieghe del tempo,  non può che liberarsi attraverso  idee e  progetti, non può che librarsi in volo in impronte di cielo e uscire poi fuori allo scoperto.  Come un arcobaleno dopo la  pioggia, come la luce all’ alba e come uno dei più bei tramonti sull’ anima. Tutto ciò seguendo il proprio istinto, la propria vocazione, il proprio intimo sentire. Perché andare oltre non è da tutti, andare oltre l’ ordinario per arrivare allo straordinario. C’ è una lenta e continua elaborazione di idee e pensieri dentro ognuno di noi che  nel tempo esplode nella forma prestabilita. Perché sarà proprio l’ essenza a contraddistinguerci  trovando una sua collocazione, una sua strada. E intanto nel tempo che intercorre tra una cosa e l’ altra, troveremo la luce che oltre ad essere ammirata, ci chiederà di essere ritratta, di essere sguardo per qualcuno o per qualcosa. La vita, dunque, non può essere soltanto vissuta ma scritta, dipinta, cantata, celebrata. Attraverso quella voce che viene da dentro. Pittore, ritrattista, con la passione per le creazioni in legno e quindi scultore di bassorilievi, Leonardo Scorza è un artista versatile, di spessore e lungimiranza. Le sue opere sembrano parlare, i suoi ritratti, da Papa Wojtyla a Madre Teresa di Calcutta agli stessi ritratti di persone comuni, sono di un’ espressività unica e riescono a comunicare emozioni infinite. Perché  l’ artista Leonardo Scorza riesce ad andare oltre il semplice tratto valorizzando persone e personaggi attraverso una sacralità e un coacervo di sentimenti che sembrano rivivere nello stesso sguardo attento dell’autore. Leonardo Scorza ha origini calabresi e vive a Ladispoli in provincia di Roma con sua moglie Roberta che  è un’ attenta osservatrice ed è di supporto a Leonardo con consigli ed incoraggiamenti. Leonardo ha due figlie, Alessandra e Francesca, nate da una precedente relazione.  Intanto lo stesso artista ha ascoltato la voce che viene da dentro: una voce che non voleva imbrigliarlo in schemi e regole se pur scelte ma liberarlo in confini diversi dai soliti. Quella stessa voce che da ragazzo gli suggeriva di seguire suo padre, un appassionato falegname ed ebanista, tant’ è che Leonardo si inebriava al solo profumo dei trucioli di legno…  Oggi firma le sue opere con lo pseudonimo  di “LeoS”;  dalla pittura alle creazioni in legno, il passo è stato breve perché quando si vuole trasmettere bellezza, lo si fa in tutte le sue sfaccettature. E dopo essersi analizzato a fondo, Leonardo, se pur ha lavorato per anni nel campo della grafica pubblicitaria, ha voluto iniziare a prendere i pennelli in mano soffermandosi in particolar modo sulla ritrattistica.  Fino a esordire nel 2015 con “La Pesca Miracolosa”, una grande opera che attualmente si trova presso la chiesa San Pietro dell’ ospedale Fatebenefratelli di Roma. Fino poi a continuare a sentire il profumo del legno, il suo calore, la sua energia, la sua essenza.  Perché la materia toccata dalle mani esperte può tutto, può legare contenuti, messaggi ed essere uno scrigno di sapienza infinita. Come  è accaduto per l’ arte scultorea lignea, una passione che per Leonardo è sgorgata così all’ improvviso seguendo i lavori del gruppo statuario ligneo “San Giovanni di Dio e l’ Arcangelo Raffaele”, opera da lui progettata che si trova sempre nell’ ospedale Fatebenefratelli di Roma. Sia in pittura che in scultura Leonardo ammette di provare quel senso di tensione che è propriamente tensione verso l’alto e poi di distensione nel trovare il tratto giusto, la giusta sfumatura ed espressione nello sguardo e nei lineamenti di un volto. Quello che affascina della pittura come della scultura di Leonardo Scorza è la sua grande carica emozionale nella consapevolezza che il dolore come la gioia  sia un viatico per la bellezza spirituale. Perché soltanto percependo la vita in tutte le sue condizioni e superando sofferenze ed ostacoli, si può avere quella giusta sensibilità ed empatia nell’ illustrare la vita degli altri. L’artista Leonardo Scorza ha voluto ascoltare quella voce che viene da dentro che altro non è che la voce di Dio ma anche la propria. Perché per realizzare alcune opere bisogna essere guidati dall’ alto ma per resistere su questa terra, bisogna  saper cogliere la bellezza dentro di sé. E la bellezza non è che uno stato d’ animo.

 

Raccontati tra studi, vita e passioni…

Dopo  gli studi liceali, mi sono iscritto presso l’ Istituto europeo di design, sono arrivato tra i primi del corso e così ho subito lavorato in un’ agenzia pubblicitaria per circa quarant’ anni. Mi sono specializzato in grafica e comunicazione visiva e ho lavorato per tre note aziende importanti ed enti…Ho lavorato per la regione Lazio, per il Ministero della difesa, per musei storici…Adesso mi sto occupando perlopiù di pittura e scultura.

Come nascono queste tue passioni sia in pittura che scultura?

Mi è sempre piaciuto dipingere, nasco come ritrattista, realizzo ritratti su commissione, attraverso le tecniche del disegno, della “sanguigna”, dell’ acquerello semplice e su legno, della pittura ad olio e ad acrilico. Poi l’ esordio è avvenuto con l’ opera  a carattere sacro dal titolo “La Pesca Miracolosa”, un pannello di sette metri e venti rappresentante  appunto la pesca miracolosa di nostro Signore. Invece nel campo della scultura lignea, la passione è iniziata seguendo i lavori del gruppo statuario ligneo “ San Giovanni di Dio e l’Arcangelo Raffaele”. Entrambe le opere si trovano al Fatebenefratelli di Roma, opere alle quali sono molto legato perché hanno segnato le mie tappe sia in campo pittorico che scultoreo. Per quest’ ultimo ambito,  devo dire che sono stato affascinato dal lavoro delle mani di mio padre che era un falegname ed ebanista…Mi piaceva vederlo lavorare tra segatura e trucioli…quindi dopo la sua scomparsa, ho voluto provare a realizzare creazioni con il legno…che è un materiale nobile e trasmette energia, calore, benessere.

I ritratti ai quali resti più affezionato?

Il ritratto di Papa Wojtyla  realizzato  in tre colori con  terre e acrilici.

La tua fonte di ispirazione?

L’ arte sacra, i ritratti della gente comune, la natura, i paesaggi particolari…

Che cosa provi quando realizzi le tue opere?

Un senso di tensione all’ inizio e poi di distensione, un senso di liberazione.

Prossimi progetti?

Avendo avuto dei contatti con italoamericani, ho ideato il progetto dal titolo : “I grandi italiani per una grande America”, questo perché mi piacerebbe realizzare dei ritratti in America… E naturalmente ho intenzione di tenere qualche mostra con le mie opere nella mia regione e oltre.

Una tua opera tra le più apprezzate, oltre ai ritratti?

L’ opera in cui rappresento la natura che si ribella al virus, al covid… Un’ opera che ho iniziato in pieno lockdown …

Come ti definiresti come persona e come artista?

Sono esigente con me stesso, ho bisogno di sperimentare cose nuove.

I  tuoi giochi di bambino?

Realizzavo creazioni con gli avanzi del legno, mia mamma mi ricorda ancora che nel mese di maggio disegnavo sui muri con i boccioli di rosa…

I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti rattrista?

La violenza, la cattiveria gratuita, l’ ipocrisia mi rattristano non poco; d’ altro canto mi rasserenano sentimenti di sincerità, libertà, apertura mentale.

Un tuo motto di vita?

Un albero può vivere per sempre…

 

Per info: cell: 335-8158007 ; pagina facebook Leos Leonardo Scorza.

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *