Il mondo non è stato creato una volta, ma tutte le volte che è sopravvenuto un artista originale ( M. Proust)
Tutto sgorga dalla terra, da una terra che ci ama e che ci vuole uniti al cielo. Bisogna essere alberi con le radici che affondano nella terra, con i rami e le chiome che si innalzano al cielo come in un abbraccio, un ringraziamento e un inno alla vita. Bisogna credere prima di sperare e sperare prima di credere. Essere luce tutt’ intorno, luce che cambia e si trasforma per arrivare alla riva, alla meta prescelta. E poi bisogna essere colori, sentirsi colori fino in fondo, fino all’ estremità del cielo. Arrivare ad essere arte per sé e per gli altri. Perché l’ arte avvicina, crea condivisione, attesa, speranza. Speranza di un futuro migliore per le donne che incarnano la terra, la prosperità, l’ unione familiare, la diversità che avvicina. Restare scalze o con i piedi nell’ acqua del mare, restare a guardare un tramonto rosso fuoco ed unirsi alla terra di Sicilia o dell’ Africa. All’ inizio o alla fine, l’ importante è vivere senza confini, sentirsi parte di un tutto, della vita, della forza della vita. E quando si avvertono pulsazioni e vibrazioni, non si possono che celebrare i momenti che la stessa vita ci offre, puntando a ciò che ci sta più a cuore. Ed ecco che l’ istinto prevale sulla razionalità e diventa momento celebrativo e artistico. Questo avviene quando si seguono le proprie orme e si è se stesse fino in fondo, quando si è completamente affini alla natura e ne si ascolta l’ eco che viene da lontano. Noi donne siamo così, scalze per amore di libertà, spettinate perché amiamo confonderci con i sentimenti, soprattutto ci teniamo in contatto e in sintonia con ciò che viene trasmesso dentro e fuori di noi. In nome dell’ autenticità e di ciò che più amiamo. Antonella Leone è un’ artista che ama la vita, ama il colore, ama rendere libero il cuore delle donne, senza distinzione di cultura e di etnia, senza confini. La sua è una pittura a metà tra cielo e terra. Perché le donne sono proprio così, hanno le radici nella terra e lo sguardo rivolto al cielo, all’ infinito. Ciò che trasmette la pittura di Antonella Leone è proprio un senso di libertà che converge nella naturale condizione delle donne, soprattutto africane alle quali si ispira particolarmente. Questo per creare un legame con la terra stessa e con il mondo delle donne. Questo per lasciare intendere che ogni donna nasce dalla terra, senza distinzione, ma che soltanto unendo le proprie forze si potrà essere su quel pianeta che ci vedrà donne solidali, libere e…senza confini. Le donne di Antonella Leone sono donne libere da canoni prestabiliti, donne che guardano al futuro, donne arcobaleno, donne che hanno i capelli come fronde d’ albero. Donne che si uniscono alla potenza e all’ energia della natura. Donne senza volto proprio perché ci si possa identificare in ognuna di loro. Donne forti come sua sorella Rosa alla quale è molto legata e alla quale si è ispirata per le sue opere. E non fa differenza se sia la natura della Sicilia o dell’ Africa, l’ importante è veicolare sensazioni nuove e nuova e rinnovata gioia di vivere. Perché è proprio quella che manca oggi e Antonella fa di tutto per regalare gocce di gioia e serenità attraverso le sue donne, foriere di buoni sentimenti. Che cos’ è l’ arte, poi, se non un volo sui colori, su quei colori che trattengono l’ eterno? Le sue sono donne eterne, materne, esplosive, donne che brillano di luce propria. Perché le donne riescono a far questo e altro ancora. Il mondo ha bisogno di tenerezza, di cura, di dedizione e tutto ciò trapela dalle opere di Antonella Leone. Siciliana d’ origine, di Castelvetrano in provincia di Trapani, oggi vive a San Giorgio Piacentino, in provincia di Piacenza, con suo marito Francesco e suo figlio Giuseppe il quale, pur avendo undici anni, è molto incline all’ arte partecipando anche a delle esposizioni insieme alla mamma. Antonella, intanto, si è integrata nel tessuto sociale del piacentino oramai da anni, portandosi sempre dietro il mare della sua Sicilia che le permette di viaggiare con la mente e con il cuore. Le opere di Antonella Leone, dallo stile volutamente tribale, inducono alla riflessione e hanno tutti i colori dell’arcobaleno, dal rosso acceso all’ arancio all’ indaco. Sono colori che vanno oltre il colore della pelle, a ricordare l’ uguaglianza, la fratellanza fra popoli, l’ integrazione fra etnie diverse e la multiculturalità. La forza artistica delle sue opere è come il magma di un vulcano a riempire le crepe dei pregiudizi e della violenza, affinchè non ci sia disparità ma solo diritto alla vita e perché no?, alla gioia di vivere e di vivere a colori senza confini. In due anni di produzione artistica, Antonella è riuscita a riscuotere un grande successo di pubblico perché la sua arte accomuna, avvicina, crea un legame indissolubile tra ciò che è e ciò che sarà.
Raccontati tra origini e passioni…
La mia passione è sempre stata l’ arte, il disegno, i colori…Disegno da bambina, poi, crescendo, ho lavorato in vari settori ma mi è sempre rimasta la passione artistica, poi è nato mio figlio e mi sono dedicata solo a lui, continuando sempre a dipingere e a disegnare.
Come è nata la tua passione pittorica?
Sono uscita allo scoperto perché circa due anni ho deciso di fa conoscere la mia arte…Ho esordito con una mostra il 5 settembre 2020 a Fiorenzuola D’ Arda, in provincia di Piacenza, una mostra personale di tre settimane, è stata una bellissima esperienza, qui ha esposto delle creazioni anche mio figlio che ha una sua vena artistica…A luglio dello scorso anno ho partecipato ad una collettiva a Cremona, curata dal critico d’ arte Simone Fappanni, poi sempre a Cremona, quest’ anno, a luglio, ho partecipato alla mostra dal titolo La Musa del Sud.
Le tue primissime opere realizzate e la tua tecnica di realizzazione?
Ho esordito con due quadri astratti che non ho ancora mostrato a nessuno…La mia tecnica è acrilico su tela dove vi inserisco pasta modellabile, oppure stucco, sabbia…la mia è una pittura materica a metà tra stile etnico e astrattismo.
La tua fonte di ispirazione?
La Sicilia, l’ Africa, terre simili per certi versi nei colori, per la genuinità, per i profumi speziati, per la solarità. Il mio è uno spirito tribale, mi piace molto a stare a contatto con la natura e con la gente…
Prossimi progetti?
Ci saranno delle mostre alle quali parteciperò tra settembre e ottobre… Faccio parte di un testo di arte contemporanea I Veri Artisti Contemporanei ( volume 2) curato dal critico d’ arte internazionale Pasquale Di Matteo.
Spesso da te ritratte, come vedi le donne?
Tengo molto all’ universo femminile, ritraggo le donne quasi per un’ attenzione in più, per proteggerle. Penso che siano poco protette, si parla poco dei loro diritti, spesso sono donne discriminate. Rappresento donne nere perché amo le donne africane ma le inserisco in un contesto di luci e colori perché mi piace che ogni donna possa vivere con gioia e serenità la propria vita. Ho amicizie con donne di colore, mi piacerebbe che ci fosse una maggiore integrazione tra donne bianche e di colore.
C’ è qualcuno che senti di ringraziare per averti aiutato nel tuo percorso artistico?
Sì, l’ artista Stefano Villaggi che mi ha aiutato ad espormi, il critico d’ arte Simone Fappanni e il critico d’ arte Pasquale Di Matteo.
Che cos’ è per te l’ arte?
Penso che l’ arte sia libertà d’ espressione, quando disegno o dipingo è come se non avessi confini, vado da un continente all’ altro -sorride-.
I tuoi luoghi del cuore?
Selinunte e Castelvetrano…
Come ti definiresti come donna e come artista?
Io sono una donna che ama parlare delle donne, mi sento una donna libera e piena di gioia.
I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti rasserena e che cosa ti rattrista?
La violenza sulle donne mi rattrista, le malattie, il razzismo; mi fanno star bene il mare, la convivialità, la solidarietà.
Un tuo motto di vita?
Vivi e lasci a vivere!
Per info: cell: 320-0588101; pagina facebook Leone; Instagram leone_anto_arte