Niente mi rende così felice come osservare la natura e dipingere quello che vedo ( H. Rousseau)
Siamo in giro, in giro per il mondo, un mondo esterno a noi e un mondo interiore. Sono mondi che dovrebbero andare di pari passo, dovrebbero incrociarsi per stare bene fino in fondo. Dovrebbero amarsi perché all’ inizio e alla fine di tutto dobbiamo amarci noi per primi per capire le cose della vita e come va veramente il mondo. Saremo noi per primi ad acquistare maggiore consapevolezza man mano che l’ età avanza per arrivare a qualcosa, a quel quid, a qualcosa di solo nostro, come quella passione che salva e che possa dare alla nostra vita un tocco di colore in più. Perché la nostra anima ha bisogno di percepire tutte le vibrazioni del mondo ma anche di colorarsi, di salvarsi, di aprirsi e di volare in alto, nel cielo azzurro, librandosi piano come su ali di gabbiano. Perché amare, volare, creare hanno un po’ la stesa finalità, quella di riscoprirsi persone diverse. Come la pioggia che cambia i contorni della natura o come una stagione che cambia per dare il passo all’ altra. Abbiamo bisogno, poi, di tutti i colori per conoscerci, di quelli più accesi e di quelli più scuri. Abbiamo bisogno dell’ alba per conoscere il tramonto e del tramonto per conoscere l’ alba. Abbiamo bisogno di noi, soprattutto noi donne. Abbiamo bisogno di unirci a quel fil rouge, quel filo conduttore che è capace di realizzare in noi meraviglie e… opere che non avremmo mai immaginato di realizzare. E si sa, la vita ti riserva tante scoperte: una donna ha bisogno di essere madre, moglie, lavoratrice ma anche di avere un proprio angolo di pace, di serenità, di creatività. Un modo per ritrovarsi e per vedersi crescere. Perché non si finirà mai di conoscersi veramente, se non attraverso un’ unica e vera passione di vita. Come è successo a Claudia Cabboi, cinquantatrè anni, oggi vive a Roveredo in Piano, in provincia di Pordenone. Sposata con Giorgio che lavora in un’ azienda, ha due figlie, Silvia di ventisette anni e Chiara di ventiquattro anni. Oramai diventate donne, hanno intrapreso la loro strada e Claudia si è trovata tra i ricordi e le passioni di un tempo… Le donne sono magiche e le artiste lo sono ancora di più. E così Claudia si è voluta rimettere in gioco riproponendo a se stessa e agli altri la sua passione pittorica. La sua tecnica è quella della fluid art, una tecnica di pittura acrilica che oggi prende il nome di fluid acrylic pouring. Le sue opere sono colature d’ anima, tra colori scintillanti e di grande effetto, trasmettono un senso di mistero insieme a fascino e serenità. Perché Claudia si lascia guidare dagli stati d’ animo insieme all’ ispirazione per la natura. E quando si fa arte, si assorbe tutto: amore, passione, fantasia, poesia, e tutto ciò che si dà è tutto ciò che si riesce a liberare dentro di noi. Anche noi non potremmo conoscerci del tutto, se non lasciandoci trasportare dal vento della passione, dal magma interiore, da quel respiro vitale che ci lega all’arte stessa. E verrà fuori qualcosa di naturale e spontaneo, un po’ come la forma delle nuvole che si delinea così, all’ improvviso. Alzando lo sguardo al cielo, ci capita di vedere le nuvole dalle forme insolite e che si delineano da sé per un contrasto misterioso. Così è l’ arte e chi la produce: deve sempre stabilire un contatto con sé e con qualcosa di misterioso, di ineffabile, di irrazionalmente profondo. Come nuvole, come radici che affondano nella terra e che poi si liberano nelle fronde degli alberi. Ecco, siamo nuvole, alberi, siamo natura che ci portiamo dietro. Siamo ricordi, siamo il nostro passato che intendiamo liberare nell’ arte. E Claudia Cabboi riesce, attraverso le sue opere, ad indurre alla riflessione in quel mondo colorato, misterioso ed affascinante che ha costruito intorno a sé. In questo modo la vita ha un senso perché le si dà quel tocco magico, quel quid in più che la vita stessa ci richiede, un po’ come avviene, poi, nel mondo dell’ arte stessa.
Raccontati tra passioni, famiglia, lavoro…
Mio padre è di origine sarda, mia madre invece è di origine viennese, i miei si sono conosciuti a Milano e abbiamo sempre vissuto tra l’ Italia e l’Austria. Intanto ho frequentato una scuola di arredatrice a Cremona, poi circa trent’ anni fa, i miei genitori si sono trasferiti a Sirmione e io, già a sedici anni ho conosciuto quello che sarebbe diventato mio marito…Mi sono sposata e mi sono trasferita a Pordenone, poi sono arrivate le figlie… e ho preferito fare la mamma.
Quando nasce la tua passione per la fluid art?
I miei genitori avevano un’ azienda familiare di oggettistica…Mia mamma si era dedicata intanto alla pittura acrilica della fluid art…Ho seguito e ho lavorato insieme ai miei genitori, si realizzavano lampade, quadri, orologi in plexiglass con la tecnica del fluid acrylic pouring, così chiamata oggi. Ed ecco che ho ripreso la mia passione per la pittura e per questo tipo di tecnica che come dice lo stesso nome, consiste nel versare vernice fluida direttamente sulla tela, lavorandola per ottenere effetti perlopiù astratti. Fin da piccola, mi divertivo a dipingere con acquerello, adesso che le mie figlie sono grandi e hanno preso la loro strada, ho tutto il tempo a disposizione per dedicarmi alla mia passione…Comunque sia, mi piacerebbe sperimentare anche altre tecniche inserendo anche altri materiali come sabbia, pietre preziose, metalli, smalti, vetri per arrivare ad una pittura materica sempre più perfezionata.
La tua primissima opera realizzata?
Una piccola opera astratta ad indicare che dal buio possa nascere qualcosa di bello, l’ ho dedicata a mia mamma che non c’ è più…
La tua fonte di ispirazione? I tuoi luoghi del cuore?
L’arte nasce dalla bellezza della nostra anima, nei colori come nel buio…Mi ispira la natura, la serenità che dà la natura, la bellezza della natura…il lago, la nostra casa vicino al lago di Garda. I colori lanciati sulla tela sono sempre dettati da moti dell’ anima, devo ammettere che il risultato arriva a sorpresa, non so che cosa potrebbe venir fuori se non alla fine.
Prossimi progetti?
Il 14 agosto sarò presente con cinque opere a Selvino in provincia Bergamo, nel parco Vulcano.
Come ti definiresti come donna e come artista?
Sono molto paziente per fortuna, cerco sempre il lato positivo, sono combattiva, penso che deve esserci sempre qualcosa di buono in tutto… C’è sempre da migliorarsi in tutto. Nasciamo buoni poi la vita ti trasforma a seconda delle esigenze individuali. L’ anima e l’ amore esistono, torneremo sempre all’ amore.
Altre passioni di vita?
Passeggiare nella natura, viaggiare perché il mondo è bello, il viaggio permette il confronto e apre la mente…
L’ esperienza più formativa della tua vita?
L’ essere diventata madre, in assoluto l’ esperienza più formativa della mia vita!
Che cosa vuol dire per te avere una passione artistica?
Libertà, essere se stessi fino in fondo, salvarsi…
Il tuo profumo e colore preferiti?
Il profumo del frangipane e il colore turchese.
Ricordi d’ infanzia?
La casa in campagna in Austria tra i ciliegi, mi arrampicavo sugli alberi e mangiavo ciliegie. Un’ infanzia immersa nella natura, fra galline, cavalli, cani e gatti…
Un tuo motto di vita?
L’ arte è la bellezza della nostra anima, e nei colori e nei profumi del mondo, anche nel buio più profondo. E quando ne prenderemo consapevolezza, noi saremo il capolavoro.
Per info: cell: 328-5669254; pagina facebook Clacla Cabboi; instagram: claudia.cabboi