L’ arte non si può separare dalla vita. E’ l’ esperienza della più grande necessità della quale la vita è capace ( Robert Henri)
Cercare la luce. Guizzi di luce, oltre il tempo, oltre noi stessi. Affinchè il nostro sia un tempo interiore. Perché cercarsi vuol dire anche ascoltarsi e amarsi di più. Lasciarsi proteggere da quella patina che protegge il tempo stesso, addentrarsi in quel bosco che ci vuole incantati, disinteressati, sorridenti. Perché si può fare di tutto: lavorare, amare, cambiare ma si ha bisogno di ascoltare i nostri veri bisogni interiori, ciò che ci fa stare veramente bene con noi stessi. L’ apparenza di solito è ingannevole ma noi dobbiamo chiederci non a caso come vorrebbe che andasse la nostra vita, spingerci oltre, se possibile, oltre il tempo. In un tempo che potrebbe essere poco ordinario ma molto straordinario. Perchè saremo proprio noi a voler entrare in un tempo che possa essere straordinariamente interiore. E poi bisognerebbe viaggiare, conoscere, confrontarsi, sposare nuove idee, sperimentarsi. E arrivare al centro, al nostro centro, alla nostra ideologia e saper pensare con la nostra testa. E tutto ciò può permetterlo l’ arte e qualsiasi forma artistica. Come è accaduto a Rachel Elodie Cassuto, quarantun’ anni, di origine francese, di Marsiglia. Oggi vive a Cremona con suo marito Gianluca, un agente immobiliare. Intanto il percorso lavorativo di Rachel ha subito nel tempo qualche modifica proprio perché si deve arrivare alla vera essenza di sé e non si può sopportare a lungo un lavoro che non veste bene le proprie potenzialità. Difatti Rachel dopo aver studiato economia con un master in management, ha sentito il bisogno di dare una virata alla sua carriera. Dopo aver lavorato a lungo come project manager, per circa quindici anni, sia nel settore dell’ acciaio sia della cosmesi, ha avvertito il bisogno di cambiare, e dare alla sua vita senso artistico e creativo. Sin da piccola, ha sempre disegnato e dipinto ed è così che si è voluta mettere in discussione iniziando a dipingere e a disegnare e, quindi, arrivando al mondo dell’ illustrazione. Poi si sa, da cosa nasce cosa, ed è proprio il mondo dell’ illustrazione che l’ ha aiutata a scoprire un nuovo modus operandi nello stesso mondo del digitale. Come un fiume in piena che ha bisogno del suo argine, il digitale ti permette di dare qualche modifica in più e di perfezionare l’immagine. Ma Rachel ci racconta di essere in primo luogo legata alla scuola del fatto a mano, quindi, in primis, al disegno. In particolare realizza opere disegnandole ma anche dipingendole con pittura acrilica, poi anche soli disegni che perfeziona con i processi digitali. Rachel ha una personalità forte e delicata nello stesso tempo ma sicuramente è una donna che sa ascoltare se stessa e i tempi che viviamo. Questo ritorno alle origini ossia il voler assecondare la sua vena artistica è avvenuto durante il lockdown che è stato un momento di riflessione per tutti. Proprio quando tutto si ferma e il tempo è come sospeso, è qui che pensi alla vita, è qui che ti poni domande ed è qui che nasce o rinasce la tua essenza. Ed è qui che vuoi vestirti di abiti nuovi, avvertendo questa esigenza dentro di te. Perché non si può vivere soltanto in maniera ordinaria e meccanica: la nostra vita ha bisogno di continui stimoli e impulsi nuovi, di continue aspettative sul futuro. Perché il futuro ci aspetta se sappiamo aspettarlo e accoglierlo. Pertanto Rachel, attraverso le sue opere, si impegna tanto culturalmente e socialmente e affronta temi spinosi spaziando dal razzismo al bullismo. Le sue sono immagini che inducono alla riflessione, talvolta realizzate in chiave ironica, con quel quid che fa la differenza, illustrando in particolar modo l’ idea simbolo. Da buona ascoltatrice qual è, ascolta molto la storia dei suoi committenti e realizza le opere ponendo in rilievo quel particolare che rende l’ idea e che lancia quel messaggio dovuto e voluto. Rachel è riservata quanto determinata, ha viaggiato molto, è vissuta negli Stati Uniti come in Ecuador, è una persona profonda, una donna che sa cavalcare i suoi tempi e soprattutto dà la sensazione di non giudicarli ma valorizzarli, raccogliendone il meglio se pur mettendo in rilievo sia aspetti positivi che negativi. E lo sa fare proprio perché va oltre il tempo stesso, lo analizza, lo cura riuscendo soprattutto a delineare il suo compito, la sua mission. Ed è così che si riescono a trarre i frutti buoni, quelli che arrivano non sempre per caso ma per una nostra forma mentis, attraverso idee personali, personalissime.
Raccontati tra passioni, sogni, esperienze di vita e di lavoro…
Da piccola ho sempre disegnato su un quaderno, ho sempre sognato di diventare una giornalista o di frequentare l’ Accademia di Belle Arti… Ma ho studiato economia con un master in management specializzandomi in marketing perché ho sempre pensato che il marketing aprisse un mondo sulla creatività. Ho lavorato per fare la project manager in settori diversi come l’acciaio e la cosmesi, passavo dal brief allo sviluppo del prodotto. Ho sempre continuato a disegnare e dipingere, ho anche scritto in un blog…poi…
Cosa è successo?
A causa del covid mio marito è stato molto male e questo mi ha fatto molto riflettere, è stato un momento di grande prova ed è qui che ho riflettuto un po’ sulla vita e i suoi cambiamenti. Ed è così che ho lasciato il lavoro di prima per dedicarmi a qualcosa che avevo dentro da sempre, mi sono messa in discussione e ho iniziato a dipingere e disegnare, approcciandomi al mondo dell’ illustrazione e dell’ illustrazione digitale. Io sono sempre della vecchia scuola del fatto a mano e tuttavia ho notato che l’ arte digitale sta prendendo piede… Oggi realizzo murales e illustrazioni per riviste e illustrazioni a mo’ di ritratti… quando ho un’ idea scrivo tanto e passo dalla scrittura al disegno, poi passo la bozza del disegno al digitale, lo scannerizzo e continuo a colorarlo.
Perché hai scelto di calarti nel mondo dell’ art digital?
Semplicemente perché il digitale ti permette di cambiare e rifinire il disegno…
Le tue tecniche quindi?
La pittura acrilica o acquerello con pennelli e matite colorate arrivando al digitale.
La tua fonte di ispirazione?
Vado sempre sul politico, sociale e religioso. Attraverso l’ arte riesco sempre a dare opinioni politiche e sociali: ho illustrato un bambino supereroe per parlare di bullismo, poi tratto temi sociali come il razzismo e la mancanza di materie prime per le imprese…
Che cos’ è l’ arte per te?
Un modo per scambiare opinioni, un modo per dialogare tra persone come tra popoli; le persone mi raccontano le loro storie per essere trasmesse nel disegno ed è così che mi avvalgo di un particolare per mettere in risalto l’ idea simbolo. La mia è un’ arte concettuale. Penso che l’ arte non debba basarsi solo sull’ estetica ma debba indurre alla riflessione, non deve essere perfetta bensì deve provocare un’ opinione personale.
Prossimi progetti?
Una mostra a Dosimo e un’ altra a Persichello per fine agosto…poi parteciperò alla fiera di Parma: l’ ArtParmaFair ad inizi ottobre e intanto sto sviluppando un nuovo concetto di pittura. Per inizio novembre sto preparando un corso di “art business” per spiegare agli artisti come proporsi sul mercato e qui esce fuori il mio lato marketing…-sorride-.
I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti rattrista?
Non sopporto la falsità, l’ ingiustizia sociale; il silenzio mi rende serena, ho bisogno di caos creativo e del mio spazio.
Un tuo motto di vita?
On make it happen!
Per info: cell: 379-1103152; Instagram rachelcoltzart; facebook Rachel Coltz Art