Concedetevi una vacanza intorno a un filo d’ erba, concedetevi al silenzio e alla luce, alla muta lussuria di una rosa ( Da Cedi la strada agli alberi di Franco Arminio).
Vivere liberi come sul letto di un fiume, tra gli alberi che filtrano la luce del giorno, vivere attaccati ai tronchi dei ricordi, dell’ amore… Seguire quel percorso, quella strada maestra che ci porterà a creare meraviglie con la testa e con il cuore. Perché ci saremo fidati del nostro istinto, delle nostre passioni, di quei pensieri reconditi che poi voleranno come su ali colorate. Ognuno di noi si porta dietro un vissuto, una storia da raccontare. Ognuno di noi vive anche per dar vita a memorie passate sulla scia di un presente che aspira a farle rivivere e a rappresentarle. Ci sono davvero belle storie da raccontare, storie che sanno di amore, fantasia, passione infinita. Ma una storia si racconta anche andando indietro nel tempo, scavando nell’ infanzia, in quel giardino incantato che è l’ infanzia e che poi produce i suoi frutti in età adulta. Perché è da piccoli, è da ragazzi che bisogna appassionarsi a qualcosa di unico che ci guiderà poi per sempre. Assistere come al miracolo del pane che lievita, a un fiore che sboccia, a una radice che nasce e rinasce sotto le nostre mani. Come è accaduto a Jean Marie Bertola, un artigiano nonché artista del legno: oggi vive a San Giorgio Piacentino con sua moglie Carla Maria e suo figlio Elia. Le Radici del Nure, questo il nome dato alle sue opere, pezzi di legno che poi sono diventati lampade per illuminare case ed ambienti. Sono pezzi che emanano fascino e suggestioni infinite. Sono pezzi che emanano la storia infinita di un amore, amore per le proprie radici, famiglia, amore per il lavoro delle mani. Eric ha origini francesi, suo nonno materno Henri lavorava il legno, sua nonna paterna Desolina lo ha cresciuto dopo la scomparsa della mamma già in tenera età. Erano a Plan du Castellet- Var- e Eric aveva circa otto anni quando, affascinato dalle creazioni di suo nonno, pensò di emularlo forando un pezzo di legno. Ancora oggi porta una cicatrice visibile nella mano, questo a riprova della sua passione per quei pezzi di legno pieni di calore, radici, nervature che lo hanno accompagnato in un’ avventura che gli si aprì davanti agli occhi come una fiaba e che ancora oggi continua. Perché quei pezzi di legno offrivano e ancora oggi offrono largo spazio alla fantasia e all’ immaginazione. Arrivare al cuore del legno oggi per Eric è una missione, un gioco che lo riporta all’ infanzia, un messaggio che viene dalla natura. Si, perché sia suo nonno che lo stesso Eric, hanno letto dei messaggi nelle trame e nei nodi del legno, nello stesso silenzio che emana la natura. Il connubio stabilito nel tempo ha prodotto splendide e caratteristiche creazioni che ha denominato appunto Le Radici Del Nure. Difatti, oggi, vivendo a San Giorgio Piacentino, e introducendosi da anni nell’ ambiente piacentino, ha continuato il suo viaggio nella natura, sempre attento a scoprire posti nuovi. Quei luoghi dell’anima ove l’ acqua di un torrente e gli stessi alberi sembrano parlarti e ridare il senso ad un’ esistenza improntata sulla semplicità delle piccole cose, sulla scia di quelle emozioni intessute sui ricami delle proprie origini. E quindi oggi Eric, fervido spettatore della natura come lo era un tempo, passeggia lungo il greto del torrente Nure recuperando piante che sembrerebbero prive di vita ma che poi si rivelano cimeli, pezzi con un’ anima da imprimere nella stessa forma e bellezza della natura. Perché si tratta sempre di uno scambio emotivo fra l’ambiente nel quale scegliamo di vivere e ciò che riusciremo a prenderne, ascoltando le voci di un lungo cammino che sarà solo nostro. Difatti dai pezzi di legno dalle forme strane e particolari, svettanti verso l’ alto, da questi pezzi di legno Eric ne ha ricavato particolari e preziose lampade. Un artigianato di nicchia il suo, frutto di studio e ricerca nel tempo, come a voler creare quella scia di luce, quel filo conduttore che possa illuminare il passato e il presente di un percorso artistico ed emozionale in continua evoluzione. Sì, perché Eric non ha perso il suo sguardo di ragazzino che compare ancora oggi in quell’ entusiasmo infantile di una volta. E questo che fa di lui non solo un artigiano ma un artista. Lì dove il confine è davvero labile ma lì dove ci si connette sin da subito con i richiami della natura, non possono che nascere capolavori da mani esperte, da un cuore pulito, da una mente carica di meraviglie. Sono queste le persone che ci piacciono perché creano un ponte con le storie passate che sanno di rispetto, onestà di intenti, bellezza. E quella di Eric Jean Marie Bertola è davvero la storia infinita di un amore.
Raccontati tra passioni, vita, origini…
Mia mamma era di origine francese, mio padre italiano, di San Giorgio Piacentino…Ho lavorato nel settore dell’ edilizia da anni, seguendo mio nonno paterno. Quindi quattro generazioni sono passate nell’ impresa edile. Io devo dire che ero molto appassionato di carpenteria. Ho lavorato nel campo dell’ edilizia fino al 2020, fino a quando sono andato in pensione, per questo mi sono reinventato seguendo una vecchia passione…
Come nasce la tua passione per l’ artigianato del legno?
Nasce da una eredità creativa… Ho vissuto l’ infanzia nel laboratorio di mio nonno Henri che creava opere in legno dalle piante di olivo che acquistava in Grecia come in Tunisia, realizzava mobili, tavoli… Dall’ età di cinque anni fino ai diciassette, trascorrevo l’ estate da mio nonno sulla Costa Azzurra a Plan du Castellet e qui ho iniziato a fare dei lavoretti con mio nonno e mi inebriavo nel sentire il profumo del legno… E quindi intorno ai trent’ anni ho voluto anch’ io provare a realizzare qualcosa, dalle poltrone ai bancali ai divani, tutto con la esclusiva lavorazione del legno. Ed ecco che solo oggi che sono in pensione, posso dedicarmi a tempo pieno a questa attività e passione. Abito vicino al torrente Nure dove recupero pezzi di legno… sono pezzi di legno dalle forme particolari, pietre dalle forme più varie levigate dalla forza dell’acqua…
Tipo di legno scelto?
L’ acero, il castagno, la quercia, il pioppo, il faggio, tutti legni della Val di Nure.
Tecnica di lavorazione?
“Se il legno lo accudisci non muore mai”, dice un proverbio. Utilizzo dalla carta vetrata, l’ antitarlo, l’ impregnante per riparare il legno, poi …un effetto seta per dare il colore effettivo del legno, è tutta manodopera-sorride- poi ho uno strumento particolare per inserire il cavo elettrico.
La tua fonte di ispirazione?
Mi ispiro alla natura, mi ispiro alle stesse radici, mantengo il disegno naturale della radice del legno…
Hai dato persino dei nomi alle lampade…
Si, ad alcune lampade, ho dato dei nomi, tipo “S. Agata” perché avevo trovato la radice nella località di Sant’ Agata, ho denominato una lampada “Medusa” perché somiglia ad una medusa, “La nota” perché è una lampada somigliante a una nota musicale…
Come si definirebbe come persona e come artista?
Non mi ritengo un artista ma una persona che dà vita a pezzi di legno, sono una persona molto semplice ma anche determinata, ci metto l’ anima in quello che faccio…
I tuoi ricordi dell’ infanzia?
La terra di Provenza con profumi particolari, un piazzale pieno di legno d’ olivo, sentivo il profumo d’ olivo insieme al profumo di lavanda…
I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti rattrista e che cosa ti rasserena?
Il fatto che non si intraveda un futuro per i giovani, questo mi rattrista, non c’ è il sapore della vita che c’ era un tempo, i valori umani non esistono più, siamo tutti dei numeri, prima c’ era un rapporto umano, si stava in compagnia, ci si divertiva con poco… La serenità della mia famiglia e l’amicizia mi fanno star bene…
Un tuo motto di vita?
Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma…
Per info: cell: 335-6136568; pagina facebook Le radici del Nure