Elisabetta Pappalardo, la natura è arte

Elisabetta Pappalardo, la natura è arte

Camminare per me significa entrare nella natura. Ed è per questo che cammino lentamente, non corro quasi mai. La natura per me non è un campo da ginnastica. Io vado per vedere, per sentire, con tutti i miei sensi. Così il mio spirito entra negli alberi, nel prato, nei fiori. Le alte montagne sono per me un sentimento ( R. Messner)

 

Iniziare a credere in qualcosa, iniziare ad inseguire quella foglia che vola nel vento, a sentire l’ erba che ti solletica i piedi, ad annusare l’ aria e a vestirsi di tutti i colori della natura. Ma soprattutto fidarsi della natura, aspettarla, aspettare i suoi cambiamenti come se si volesse assistere ad uno spettacolo, quello della natura che non ha eguali.  Se riuscissimo ad entrare nella pelle delle cose e di ciò che di più bello ci circonda, sicuramente avremmo occhi diversi per guardare la vita. La guarderemmo da un’altra angolazione, con gli occhi dell’ amicizia, dell’ amore, dell’ arte. E poi non c’ è cosa più bella che ascoltare il silenzio, immergersi nelle profondità del silenzio per farne arte, appunto. Quindi, per fare ciò, bisogna anche andare un po’ controcorrente, unirsi a quel torrente da valicare, sbocciare a primavera come un fiore, unirsi alle nervature di una foglia, di un albero, abbracciarlo quell’ albero che sembra venire da lontano, al di là dell’ infinito. E unirsi all’ infinito che è l’ arte  nello spazio interiore che sarà parte di noi, della nostra essenza. Se si riesce a vivere così, così liberamente, così in simbiosi con la natura e le sue meraviglie, poi verrà d’ impulso, verrà spontaneo volerla celebrare attraverso l’ arte stessa. Perché le fiabe esistono se sappiamo raccontarcele. E c’è chi ha davvero una marcia in più, un quid in più, una sensibilità atta poi a concepire mondi fantastici, mondi senza confini. Perché poi la natura è arte. Perché soltanto unendosi al respiro di un foglio e di una foglia, di una matita e di un albero, di un colore, di una parola scritta, riusciremo ad essere infinitamente noi. Come è successo ad Elisabetta Pappalardo, una giovane donna dallo sguardo sognante e anche dalla forte determinazione. Quella di arrivare dall’altra parte della riva. Perché quando sai di avere un foglio bianco tra le amni, non puoi che colorarlo di meraviglie. Ed Elisabetta ha talento da vendere e una sensibilità artistica che la condurrà lontano. Tra quelle foglie dal verde brillante con venature da lei stessa dipinte, tra quel fiore giallo con petali infiniti dove sta per atterrare un’ ape, come nel bosco, tra foglie d’ autunno, uccelli e lumache.  Elisabetta non dipinge soltanto ma dipinge fiabe  attraverso i tratti poetici della sua matita e della sua immaginazione. Questo perché è attenta osservatrice della natura e nel suo abbraccio si perde e si consola.  Il suo è il mondo magico dell’ illustrazione, un mondo che le è saltato addosso e che ancora oggi continua a vestirla di stupore, immaginazione, voglia di raccontare mondi fantastici. Deve la sua eredità artistica a sua mamma Sabrina che è un’ arredatrice di interni e che  sin da piccola le raccontava le fiabe ogni sera prima di addormentarsi. E tutto si tramanda, tutto è nel giostra della nostra esistenza, perché è pur vero che siamo attaccati ad una stella ma è pur vero che siamo artefici del nostro destino. E oggi naturalmente non si vivono tempi buoni per le nuove generazioni, soprattutto per quelle che credono nelle loro passioni e  intraprendono una strada, sono tempi bui dove la luce si accende di tanto in tanto…Elisabetta Pappalardo ha ventisei anni, è originaria di Vittorio Veneto e vive a Sarmede, in provincia di Treviso. I suoi sono studi artistici, ha iniziato poi l’ Accademia di Belle Arti a Venezia, anche se poi non  ne ha ultimato  il percorso proprio perché voleva specializzarsi in illustrazione e quindi si è iscritta alla Comics di Padova iniziando poi a lavorare nell’ ambito scelto. Importanti sono stati gli incontri nel settore, attraverso esperti che l’hanno accompagnata in un rapporto di stima e fiducia reciproca. Ma Elisabetta non ha fatto altro che seguire il suo istinto, un istinto che l’ ha portata a percepire vibrazioni ed emozioni continue. Soprattutto quelle relative alla natura, ai suoi suoni, ai suoi colori, alla sua magia. E così che diventiamo persone magiche anche noi come Elisabetta che continua a voler andare per la sua strada, percorrendola fino in fondo.  Fino a quando riuscirà ad ascoltare quel suono continuo, quell’ armonia, quel senso di serenità che soltanto la natura e l’ arte riescono  a dare.

Raccontati tra studi, passioni, progetti…

Ho studiato al liceo artistico, poi mi sono iscritta all’ Accademia di Belle Arti a Venezia, non ho continuato perché volevo specializzarmi in illustrazione e così mi sono iscritta alla Comics a Padova, iniziando poi ad avere un po’ di esperienze in questo campo…

Come nasce la tua passione per l’ illustrazione?

Devo ringraziare mia mamma che mi leggeva le favole da piccola, un libro di favole diverso ogni sera ed è così che ho iniziato a disegnare sin da quando ero piccola e ho sempre vissuto in questo mondo dell’ illustrazione…

La tecnica utilizzata?

La tecnica è la tempera perché la sto studiando da anni e la posso utilizzare in tantissimi modi: mi sta dando risultati e stimoli nuovi perché la utilizzo anche per supporti, su vetro e legno…

La tua fonte di ispirazione?

La natura con tutti i suoi elementi, decisamente. La natura con gli animali, i fili d’ erba, il vento; nella natura ci sono stimoli sia visivi che sonori…Disegno la pioggia, i temporali, un pesce che guizza fuori dall’ acqua… Nella natura trovo una pace che non trovo da nessun’ altra parte, la natura insegna l’ osservazione… Fermarsi a guardare una scia di formiche, poi i grilli che friniscono per me è come entrare davvero in un libro di fiabe. La natura non va solo guardata ma osservata…

La tua stagione preferita?

L’ autunno con i suoi colori caldi ma anche il verde brillante della primavera…

Ricordi legati all’ infanzia?

Il giardino dei miei nonni dove ho trascorso tutta la mia infanzia, andavo a caccia di lumache, raccoglievo i fiori e parlavo con le piante…

Esperienze di lavoro e riconoscimenti?

Ho partecipato a delle mostre in duomo a Vittorio Veneto per conto de La Porta Fucsia-Officina delle Arti, poi sono stata collaboratrice dei miei maestri illustratori Arcadio Lobato e Anna Casaburi e… sono entrata nel gruppo dei noti illustratori Emanuele Luzzati e Stepan Zavrel…

Prossimi progetti?

Sto progettando il mio libro illustrato con lo scrittore per l’infanzia Francisco Panteghini…sarà la mia prima pubblicazione!

Che cos’ è l’ arte per te?

E’ sempre stato il mio modo di esprimermi, un modo per parlare senza parlare…

Come ti definiresti?

Sono una persona romantica, sognatrice ma anche determinata; sto scoprendo di avere un’ energia che non conoscevo, questo grazie alle mie amicizie e al mio lavoro artistico…

Altre passioni di vita?

Amo la lettura, la scrittura, passeggiare in mezzo al bosco per cercare la mia pace interiore…

I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti rattrista e che cosa ti rasserena?

Mi rattrista il mondo dei bambini, oggi i bambini hanno tante paure e sono poco propensi a socializzare con tutta questa tecnologia che avanza…  mi rasserena il poter avere questo dono dell’ arte e di poterlo mostrare al mondo…

Un tuo motto di vita?

Non può piovere per sempre!

Per info: cell: 346-3667398; instagram : elisabetta_pappalardo95

 

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