La vita abbatte e schiaccia l’ anima e l’ arte ti ricorda che ne hai una ( Stella Adler)
“Compressis labris” diceva Orazio, a significare un rapporto complice con se stesso, una sorta di compagnia silenziosa o una solitudine artistica. Si ha bisogno di stare in compagnia di se stessi, di conoscersi e amarsi fino in fondo, solo così si potranno scoprire parti di noi che non conoscevamo. Perché potremo fare di tutto ma conoscersi interiormente è tutt’ altra cosa, è un impegno costante con noi stessi e con gli altri. Un po’ come scavarsi per trovare l’ acqua nella terra, un po’ come affondare le mani nella stessa terra per trovare i frutti e berne il succo. Perderemo il nostro profilo umano se non rivolgiamo lo sguardo al cielo, alla terra, se non immergiamo i nostri sensi e il nostro spirito nella natura stessa. Soltanto stabilendo una buona connessione con la natura e tutto ciò che ci circonda, possiamo arrivare ad essere persone uniche, persone che si differenziano dalla massa. Un percorso religioso ed emotivo è quello che anima le opere dell’ artista Maria Scornaienchi, calabrese doc, una donna che ama così tanto la sua terra da ritrarla talvolta nella sua arte pittorica. Abbiamo bisogno d’ altro, di arrivare alla terra, a quella cultura rurale e contadina dove c’ era amore vicendevole, partecipazione, aiuto reciproca, cura e attenzione. Un tempo si viveva diversamente, si era più a contatto con la natura e le persone, si viveva una condizione umana semplice e sincera, fatta di piccole cose che poi si rivelano grandi. Maria ha sessantadue anni, è originaria di Cosenza e vive a Donnici, una frazione di Cosenza, luogo rinnovato per i suoi vigneti. Ha conseguito tre lauree, in lettere moderne, lingue e scienze religiose. Oggi insegna religione a Rogliano in provincia di Cosenza. Una scelta meditata nel tempo perché ha sempre voluto stabilire un rapporto con i ragazzi, un rapporto umano fatto di complicità e sincerità, al di là della didattica e degli impegni scolastici. La materia religiosa offre questa possibilità e Maria è soddisfatta del suo percorso di docente oltre che del suo percorso artistico. Intanto l’ arte l’ ha sempre accompagnata nella sua vita, è stata quell’ amica e confidente alla quale si è sempre rivolta. Un iter il suo che parte dal liceo artistico dove ha avuto modo di imparare tecniche e di allenare lo sguardo. Dopo un lungo periodo di allontanamento, la sua passione è esplosa tutta durante la pandemia. Difatti Maria ha avvertito il bisogno di esprimere la sofferenza e l’ angoscia del momento attraverso l’ opera rappresentante La Via Crucis che si trova attualmente presso il convento di S. Antonio di Pietrafitta. Maria Scornaienchi è una donna versatile e lungimirante, un’ artista autodidatta che segue semplicemente le regole dell’ anima, in sintonia con la natura e la sua terra di appartenenza. Maria tende alla conoscenza dell’ animo umano, non a caso definisce la sua arte realismo emotivo. Il suo è uno stile astratto e figurativo. La sua pittura tende anche a sottolineare il particolare e imprime interiormente ciò che più la colpisce dell’ ambiente circostante. Profumi, suoni, colori, percezioni, emozioni, vorrebbe rilasciare tutto ciò che fa parte della sua terra nella sua tela. E sente continuo il bisogno di celebrarla perché la ama in tutta la sua bellezza e in tutte le sfumature e contraddizioni. Ma quando si ama, si ama incondizionatamente. E tutto ciò trapela nelle sue opere. Opere che sono frutto della sua cultura e conoscenza, opere che seguono soltanto le regole dell’ anima. E per far ciò, bisogna avere un buon rapporto con se stessi come Maria Scornaienchi ha inteso fare nel tempo. Le opere di Maria Scornaienchi sanno di natura, di paesaggi della sua terra, a tratti nostalgici ma con quella luce finale che va cercata…con quel girasole che si apre alla vita, con quello scoiattolo che dorme sonni tranquilli nel ventre di madre terra, con quel riccio che si specchia nell’ acqua di un fiume o con quel cervo dall’aria sognante. Perché è proprio il suo sguardo puro e sognante a catturare la bellezza della natura. E poi la sua fonte di spiritualità è tale e tanta che si avverte in opere particolari come ne La via Crucis, un momento nel quale il divino si mescola all’ umano e che Maria Scornaienchi ha saputo rappresentare magistralmente.
Raccontati tra passioni, lavoro, progetti…
Dopo aver conseguito tre lauree, una in lettere moderne, in lingue e in scienze religiose, ho scelto di insegnare religione a Rogliano in provincia di Cosenza; si è trattato di una scelta ponderata perché ho voluto stabilire prima di tutto un rapporto di comunicazione con i ragazzi a prescindere dall’ insegnamento teologico e dalla stessa didattica tradizionale. La materia religiosa permette di stabilire una comunicazione in più anche per gli argomenti e i messaggi da poter inoltrare.
Come e quando nasce la tua passione per la pittura?
Mi è sempre piaciuto disegnare dalle scuole elementari, ecco perché poi ho voluto indirizzare questa mia passione a uno studio specifico e così ho scelto di studiare al liceo artistico, è stato un continuum, ho sempre disegnato e dipinto…poi ho lasciato per trent’ anni per dedicarmi alle mie figlie. Nel 2018 ho ripreso i pennelli, le mie figlie mi hanno dato l’ input regalandomi un kit completo di pennelli e colori. Ed è così che durante la pandemia ho realizzato un’ opera intitolata La Via Crucis che adesso si trova presso il convento di Sant’ Antonio di Pietrafitta. Questa è una delle mie opere più importanti…Devo dire che sono stata ispirata da questa sofferenza generale a causa della pandemia…
La tua tecnica e il tuo stile?
Utilizzo molto gli acrilici secondo uno stile astratto e figurativo.
La tua fonte di ispirazione?
La natura, mi piace il particolare che l’ occhio distratto coglie, mi piace dipingere gli animali, gli alberi, le foglie, secondo le stagioni dell’ anima.
Un artista dell’ arte contemporanea che ti piace particolarmente?
Van Gogh, decisamente. Per la grazia e i colori delle sue opere spettacolari.
In che modo invece ti influenza la tua terra di Calabria?
Mi influenza molto e positivamente… Se io potessi imprimere in pittura gli odori della mia terra… gli odori del mosto, le ginestre, i ciclamini, il mare, i tramonti e la bellezza e genuinità della cultura contadina con lo scambio dei prodotti della terra…
Un tuo luogo del cuore?
Lorica che fa parte della Sila…
Prossimi progetti?
La pubblicazione della Via Crucis scritta e commentata con le mie quattordici opere … Poi dovrò partecipare ad una mostra che si terrà a Roma, in Campidoglio, non è ancora nota la data…Intanto è ancora in corso la mostra internazionale al Museo del Presente di Cosenza, mostra organizzata dall’ associazione Geni Comuni, alla quale ho partecipato insieme a sessanta artisti.
Altre passioni di vita?
Mi piace molto scrivere, ho pubblicato un romanzo, mi piace il teatro, la lirica…
Che cos’ è per te l’ arte?
Davanti alla tela bianca provo tensione, mi sento sfidata dalla tela anche se penso che l’arte sia senza regole e che ti permetta di percepire soprattutto le regole dell’ anima.
Come ti definiresti come donna e come artista?
Io vivo nel mondo dei sogni, mi astraggo, evado, la realtà è sempre tiranna; ho paura degli inquinamenti, non voglio che la mia anima sia inquinata da cattiveria e pregiudizi, inseguo la purezza dell’ anima; il mio essere donna è amare tutto ciò che mi circonda, dalla casa all’ ambiente, alla scuola…I sentimenti che mi rappresentano sono quelli dell’ empatia, della semplicità, mi piace percepire l’ altro con il suo vissuto, mi piace mediare e comprendere…
Un tuo motto di vita?
L’ oggetto dell’ arte non è riprodurre la realtà ma creare una realtà della stessa intensità ( Alberto Giacometti)
Per info: cell: 333-1280908 ; instagram mary scornaienchi ; pagina facebook Maria Scornaienchi artista