Gianna Maniglia, il valore del tempo

Gianna Maniglia, il valore del tempo

Il tempo  non va misurato in ore e minuti, ma in trasformazioni ( F. Caramagma)

 

Bisogna essere un po’ come l’ aria, liberi di creare. Bisogna essere un po’ come l’ arte e la poesia, liberi di creare qualcosa di bello. Bisogna essere liberi di amare e di restituire alla vita quel sorriso che per prima ci ha donato. Bisogna essere grati alla vita e questo spirito di libertà e positività sicuramente ci accompagnerà nel tempo. E sicuramente sarà importante per noi fare qualcosa, qualcosa che ci possa far star bene e rallegrarci l’ esistenza. Perché noi saremo sempre i protagonisti  di una vita che ci saremo scelti, e ci capiterà anche di confrontarci con la nostra parte bambina, la parte più genuina ed unica. Quella parte di noi che ci vorrà persone felici, in equilibrio con noi e gli altri, in armonia con l’ ambiente e con tutte le nostre dinamiche, sia familiari che di lavoro. Naturalmente per arrivare ad uno stato di quiete e soddisfazione personale, occorre analizzarsi, scavarsi profondamente fino a trovare la sorgente, quel ruscello di acqua limpida alla quale dissetarci. Ed è così che nascono le idee migliori, i progetti, ed è così che ci si rinnova e reinventa, sempre con lo spirito giusto e con quella fantasia e creatività in più. Noi donne, poi, siamo così, così sensibili, così generose e amanti della vita ma dobbiamo sempre e comunque trovare il nostro centro, la nostra risorsa in più. Per sentirci ancora più vive e parte di un tutto. Gianna Maniglia ha trentotto anni e vive a Monteroni di Lecce, è sposata con Giorgio che lavora nell’ aeronautica militare e ha due splendide figlie, Federica di cinque anni ed Elena di un anno.  Una famiglia solida la sua, ricca di valori, bellezza e creatività. Come è bella lei, Gianna, bella dentro e fuori. Da subito comunica tanta positività, voglia di fare e quell’ entusiasmo fanciullesco, quel ridere con gli occhi, in quella ricerca di colori sempre più nuovi, sempre più suoi. Una donna che si è voluta reinventare e mettere in discussione, una donna che ha tutta la volontà di imparare, confrontarsi, sperimentarsi. E piena di vita qual è, ha voluto ascoltare la sua voce interiore,  quella che le diceva di non mollare, quella che le diceva di voler produrre bellezza, in un modo o nell’ altro. E poi Gianna il suo modo l’ha trovato, o meglio, il suo modus operandi, la sua dimensione insieme al suo spazio  interiore nonché esteriore che diventa uno spazio di tranquillità ed opportunità per conoscersi meglio. Perché la passione insieme all’ estro creativo può davvero ridarti quel senso della vita. Una vita, la sua, che si divide tra famiglia e impegni di lavoro. Gianna, dopo una laurea in Beni culturali ad indirizzo archeologico, avrebbe voluto continuare su questa strada ma nel corso degli anni, ha potuto appurare che è una strada difficile e, almeno in Italia, priva di sbocchi lavorativi. Ed è così che indipendente  e autonoma qual è sempre stata, ha lavorato in vari settori ma non riusciva a capire quale sarebbe potuto essere il suo cammino, una strada dove sentirsi più se stessa ed in linea con le sue passioni e predisposizioni culturali ed emotive. Ed è così, come spesso avviene, quando si vuole cercare qualcosa di bello e di buono per sé e per gli altri, arriva un’ idea, un’ emozione, un progetto di vita. Un po’ come una farfalla che ti vola intorno o…  in una serata di pioggia, quando sei sola a meditare accendi la tua candela per illuminare una pagina di un libro o ciò che più ti piace, un colore, una linea, un decoro. Sta di fatto che Gianna ha conosciuto il mondo del restyling e se n’ è innamorata perdutamente. Ha iniziato a frequentare corsi  come l’ ultimo di interior design che le interessa molto e da qui le si è aperto un mondo. Proprio “Da bruco a farfalla” ha intitolato i suoi manufatti, lavori di recupero secondo lo stile shabby, uno stile che, nella lingua inglese, sta per consunto, o decapè, una tecnica di finitura che mira a ottenere un effetto invecchiamento che lasci intravedere le venature del legno e il colore della vernice sottostante. Ciò che colpisce, comunque sia, è il valore del tempo che Gianna Maniglia dà al suo lavoro di restyling del mobile. Sottolineando il principio e la filosofia che nessun pezzo è troppo vecchio, anzi custodisce in sé una potenzialità, una storia che il nuovo  non avrebbe. E, in medio stat virtus, è così che Gianna riesce a coniugare il vecchio ridandone nuova vita e possibilità. Una possibilità che sa di stile, ricerca, raffinatezza. In questo modo si dovrebbe guardare alla vita: con fiducia, stupore e bellezza, quella bellezza in più che ognuno di noi possiede ma che occorrerebbe tirar fuori al momento giusto.

 

Raccontati tra passioni, lavoro, progetti…

 Ho frequentato il liceo linguistico, intanto sono sempre stata appassionata di bellezza ed arte. Poi mi sono laureata in Beni culturali ad indirizzo archeologico. In seguito, ho capito che il mondo dell’ archeologia è molto penalizzato dal punto di vista lavorativo e quindi mi sarei dovuta spostare dall’ Italia ma non me la sono sentita…E, quindi, essendo sempre una persona indipendente, ho fatto di tutto, ho lavorato come baby sitter, come segretaria, in negozi di abbigliamento ma non c’ era niente che mi appassionasse veramente…

Come nasce la tua passione per il restyling?

Mi è sempre piaciuta la manualità, mi è sempre piaciuto andare nelle fiere e nei mercatini del mobile. Smanettando nel web, ho iniziato a seguire una pagina di restyling e di arredo. Mi è sempre piaciuto riadattare al nuovo qualcosa che ha già una vita. Sono sempre  quella che vuole aggiustare tutto, e che vuole recuperare tutto…Il vecchio, il cosiddetto vintage, ha una potenzialità enorme rispetto al nuovo perché ha una storia da raccontare. Il restyling è ridare vita a qualcosa di più vecchio, lo stile, poi, è un secondo passaggio…

Come definiresti il tuo stile?

Uno stile classico moderno: linee classiche con colori moderni, dal tortora al rosa, amo i fronzoli, non con lo stile antico ma più moderno.

Quali sono le fasi salienti del restyling e qual è la  fase del restyling che ti affascina di più?

La fase finale della patinatura è la fase che più mi affascina. Dopo la visione della struttura del mobile, avviene la pulitura, poi la verniciatura a pennello.  Ci sono varie fasi di vernice a seconda del colore utilizzato, tra una fase e l’ altra bisogna far passare un po’ di tempo…Dopo la laccatura del mobile a colore pieno, poi si prosegue a seconda dello stile: se si tratta di uno stile shabby, vado a carteggiare, se poi è un semplice stile laccato, vado a coprire tutto, con sfumature o meno e bagni di colore…

Che cos’ è per te la creatività?

Un modo per tirare fuori quello che abbiamo dentro, ci sono varie forme di creatività, io lo faccio attraverso i colori…Mi piace dare una identità alla creatività!

Prossimi progetti?

Sto seguendo un corso di interior design, mi piace molto oltre allo stesso arredo, mi piace studiare la locazione del mobile, sono innamorata della casa, veramente la casa è il centro della vita di ognuno di noi…Poi vorrei frequentare un corso di tappezzeria, mi piacciono molto le sedie e le poltrone antiche, sono opere d’ arte!  Il mio sogno? Aprire una bottega…

Come ti definiresti come donna e come creativa?

Come  donna e come creativa sono molto positiva, sono entusiasta, mi piacciono le novità, non mi fermo mai…Sono una persona innamorata della vita, mi piace fare tutto, il mio sogno è quello di trasmettere il mio entusiasmo alle mie bambine che coinvolgo attraverso la mia creatività!

Che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti rattrista?

Mi fa star male l’ indifferenza,  l’ amico vero si è un po’ perso per strada, sta mancando il rapporto umano con le persone… mi fa star bene la mia famiglia e… la condivisione.

Un tuo motto di vita?

Tutti noi possiamo riuscire in qualcosa, basta volerlo!

 

Per info: cell: 388-1539103; pagina facebook Da Bruco a Farfalla – Trasformazioni shabby- di Gianna Maniglia

 

 

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