Teresa Bellini, come l’ arte, il tempo, la vita

Teresa Bellini, come l’ arte, il tempo, la vita

L’ oggetto dell’arte non è riprodurre la realtà, ma creare una realtà della stessa intensità ( A. Giacometti)

 

Sentiamo il vento che viene a sussurraci parole d’ amore, percepiamo il movimento delle cose, dalla velocità alla lentezza.  Perché la vita ha le sue onde che vanno e vengono, i suoi dubbi, le sue gioie, le sue incertezze. Una mistura, una contraddizione, un lungo viaggio è la vita. Ma va pur sempre vissuta secondo la propria immagine, secondo il proprio profilo umano e il proprio personale sentire.  Perché poi non è da tutti percepire ciò che sta dietro il velo delle cose, compenetrarsi nella propria esistenza, scavando nei propri stati d’ animo; non è da tutti voler vivere non solo per il gusto di farlo ma per dare un’ impronta di sé nel tempo. Perché il tempo come la vita può fagocitarci e quindi bisogna viverlo al meglio, bisogna esserne protagonisti indiscussi. Bisogna scoprirlo il tempo, amarlo fino a dipingerlo. Ci sono momenti e tratti del tempo che chiedono di essere vissuti ed è così che ci si abbandona totalmente per viverli poiché si avverte un certo cambiamento, un modus operandi diverso, una luce che affiora… E niente è più come prima, si cerca di cambiare pelle e di cambiare vita, di immergersi in aspetti nuovi come in nuove letture, in nuovi colori, in nuovi viaggi. E viaggiando nel tempo e nell’ arte non si potranno che conoscere meraviglie, tesori straordinari e quel furor vitae, quel coraggio delle emozioni che meraviglierà noi per primi.  E che cos’ è il tempo se non un tempo interiore? E magari qualche magia ci travolgerà come l’ arte, il tempo, la vita. Teresa Bellini vive a Padova con la sua famiglia. Ha studiato lingue orientali a Venezia e ha vissuto per qualche anno in Cina,  ha lavorato a lungo per una società di traduzioni, poi ha fatto la mamma e poi… Ha sentito quella voce interiore che le diceva di fare qualcosa per sé, qualcosa di straordinario, appunto fuori dall’ ordinario, qualcosa che potesse cambiarle la vita e arricchirle lo spirito. Ha seguito il suo istinto Teresa  fino a diventare l’ apprezzata artista che è oggi. D’ impulso ha preso in mano colori e pennelli e come un battito d’ali ha percepito l’ assoluta e unica vocazione per l’ arte. Perché si può fare ed essere di tutto nella vita ma solo scavandosi dentro, si trova quella sorgente d’ acqua, solo andando oltre, si trova l’ infinito intorno a sé. Oggi si dice una donna realizzata, più consapevole e soddisfatta anche grazie al fuoco sacro dell’arte che l’ ha così rapita in pochi anni  da bruciare tutte le tappe.  Una donna e  un’ artista che si porta dentro un magma, una luce, un tripudio di colori e canti. Una donna che ha voluto squarciare il velo di una vita ordinaria e ha voluto ricompensarsi e sanare parte della sua vita, colmarla di quelle pietre del mosaico che mancavano per sentirsi parte integrante di un tutto. La sua è una pittura astratta, capace di percepire emozioni e ricordi vicini e lontani, capace di analizzare la sua parte introspettiva. E ammette di avere un rapporto viscerale con i colori, un rapporto derivante da particolari stati d’ animo che vanno vissuti fino in fondo, vanno nutriti, elaborati, amati. Teresa è così, una donna diretta, vera, sincera, empatica, riflessiva ed aperta alla vita nello stesso tempo. Una donna che ammette di astrarsi dalla realtà, quella realtà che diventa difficile da accettare, magari ricca di troppe informazioni, magari troppo scarna di veri sentimenti o troppo pesante, appunto. Colpisce per la sua personalità in continuo divenire, per quel coraggio in più che altro non è che il coraggio delle proprie emozioni. Una donna e un’ artista che ha saputo ringraziare la vita, nonostante tutto, nonostante i segni nel tempo e nel cuore. Ed è di questo che si ha veramente bisogno, di un cambiamento, di un battito d’ ali, di un’ idea, di un incontro, di un nutrimento.  In questa danza di emozioni che è la vita, nel passaggio tra Eros e Thanatos, tra rigore e passione, tra inconscio e ragione. E come nell’ opera di Klimt “ Le tre età della donna”, l’ artista Teresa Bellini sembra delineare le sue mutazioni attraverso un personale percorso sia esistenziale che artistico perché la vita come la donna ha davvero tre età. L’ età della ragione e del tempo che passa inesorabile, l’ età dell’ amore e l’ età della tenerezza. Tutte questo per arrivare a quel senso di appagamento o felicità spirituale.

 

Raccontati tra passioni, esperienze di lavoro, progetti…

Ho viaggiato molto, ho una laurea in lingue orientali, tra la fine degli anni ’80 e gli inizi degli anni ’90 ho vissuto in Cina, tra Pechino,  Shanghai, Hong Kong… Ho lavorato poi  per venti anni in una società di traduzioni, poi mi sono dovuta ritirare perché avevo i bambini piccoli…Solo in seguito alla loro crescita, ho sentito il bisogno di iscrivermi ad un corso di pittura, questa esigenza è stata sempre dentro di me  tant’ è che ho sempre espresso la creatività in molti modi, dalla cucina all’ arredamento. Ed è così che ho frequentato molti corsi di pittura, poi ho approcciato la pittura astratta e mi si è aperto un mondo…Durante il lockdown è esplosa questa passione che ancora mi accompagna!

Perché hai scelto la pittura astratta?

Ho avuto una vita complessa, ho vissuto momenti  che mi hanno segnata ma anche fortificata… La pittura astratta mi permette di essere istintiva e di esprimere al meglio le tante emozioni che ho dentro, a differenza del genere figurativo che impone maggiori regole… Tuttavia  mi piace in particolar modo copiare i quadri d’ autore, da Chagall a Klimt a Magritte. In questo modo, esercito maggiormente la pazienza, diversamente, sono una furia e mi lascio travolgere da colori ed emozioni.

La tua fonte di ispirazione?

La musica che spesso metto su anche quando dipingo, la natura, l’ acqua, i colori che noto anche per strada, un vestito, un particolare, un semplice colore che mi fa venire in mente un ricordo. Parto  sempre da un colore e da un fondo materico, poi tutto il resto è gestualità ed istinto.

Qual è la tua corrente pittorica di riferimento?

Vado dall’ astrattismo americano a Klimt e Schiele, i miei artisti preferiti.

Prossimi progetti?

Intanto ho partecipato a varie collettive, da Lecce a Milano, da Genova a Venezia. A breve partirò per Barcellona per conto di una galleria di Toronto e presenterò un’ opera con fiori astratti. Poi entro l’ anno parteciperò ad una collettiva a Madrid e ad una collettiva a New York.

Che cos’ è l’ arte per te?

L’ arte per me è una fantastica possibilità di dare una rappresentazione diversa della realtà. Ho avuto la fortuna di avere questa sorgente dentro di me e di dare un apporto diverso per esprimere il mio mondo interiore.

Che tipo di donna sei?

Con l’ età sono diventata più consapevole… sono una donna molto riflessiva, empatica, libera, talvolta critica nei confronti di me stessa, comunque sia, molto indipendente. Sono tendenzialmente una persona curiosa e aperta alla vita.

Altre passioni di vita?

Nuotare, leggere, viaggiare…

Quali sentimenti ti emozionano di più?

L’ amore e l’ amicizia.

Quali sono invece i sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti rattrista?

Mi fa star bene notare che c’è comunque una bella gioventù che sta crescendo, mi fa star male assistere ai problemi della società, dal cambiamento climatico alla nostra situazione politica.

Un tuo motto di vita?

“Bisogna fare tutto il bene possibile, amare la libertà sopra ogni cosa e non tradire mai la verità”. Questo lo dice Beethoven ed è ciò che penso anch’ io!

Per info: cell: 348-5218490

www.teresabelliniart.it ; instagram teresabellini_art

 

 

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