La luce non ha paura del buio, ma è il buio che teme la luce perché quando essa si accende il buio scompare ( Silvia Zoncheddu)
Nel continuo movimento del tempo, in un’ esistenza che richiede maggiore attenzione perché talvolta vilipesa, oltraggiata, incompresa, l’ arte è sicuramente una componente importante per provare a capirsi e a riappropriarsi della propria identità e del mondo. Che cosa può aspettarci se non riusciremo a nutrirci di verità e bellezza? Occorre farsi qualche domanda poiché non si può vivere soltanto l’ ordinarietà della vita ma bisogna sforzarsi di andare oltre. Verso la straordinarietà per andare oltre i nostri stessi confini e per arrivare alla libertà del cuore e all’ umanità. Ecco, oggi si sta perdendo davvero quel profilo umano, quel concetto essenziale ed esistenziale di arrivare al bene e al cuore degli altri. Ma quando si assurge all’ arte allora? Certamente quando si va oltre e quando si trova la luce oltre, oltre se stessi. Oltre il buio che vuole accecarci, rendendoci privi di quella voce interiore che può indurci a riflettere sulla nostra vera condizione umana. Giacoma Venuti, in arte Giko, è un’ artista molto apprezzata, tanti i riconoscimenti e le mostre alle quali ha partecipato: è stata all’ estero per lunghi periodi dove appunto ha tenuto mostre di rilievo sempre riguardanti l’ aspetto umano, esistenziale e sociale. L’ artista Giacoma Venuti aspira fondamentalmente a svegliare le coscienze sopite, ad affondare le mani nella storia e nella nostra leggenda personale semplicemente attraverso una sentita volontà di introspezione. Per arrivare a comprendere la possibilità di riuscire a liberarci dai condizionamenti, dalle costrizioni, dai preconcetti e pregiudizi. Intanto la nostra artista ammette che il periodo pandemico sia stato un fattore scatenante per iniziare un nuovo percorso artistico e stilistico. Lì dove siamo stati un po’ tutti sospesi nel tempo, incapsulati e relegati nel corpo e nella mente in uno stato surreale, tra morsi di angoscia e difficoltà a riappropriarci della nostra stessa condizione umana. Dunque siamo stati come obbligati a riflettere sulla nostra esistenza e sulla precarietà della vita ma siamo stati anche stimolati a trovare un varco di luce dentro di noi attraverso nuovi modus operandi. Nel caso dell’ artista Venuti, si è trattato di un momento di grande presa di coscienza, un modo per voltare pagina ma soprattutto un modo per liberarsi dai confini mentali. Perché quando è tutto fermo e sospeso nel vuoto esistenziale, dobbiamo appellarci necessariamente alla nostra voce interiore la quale deve spaziare ed elevarsi ad una dimensione di vita più giusta e più vera. L’ artista Giacoma Venuti sarà così presente a Salemi presso il Museo della Mafia con la sua esposizione dal titolo “Confina Menti” che si terrà dal 17 dicembre al 31 marzo 2023. La sua vuole essere una provocazione, un modo per stimolare e svegliare le coscienze sopite dalla negligenza e da una condotta non umana ma talvolta disumana. Tutto questo squarciando il velo della paura e dell’intolleranza. Le sue opere talvolta tratteggiate da reticolati e labirinti intendono offrire allo spettatore l’ idea di una non appartenenza a noi stessi, di una disconnessione, di una trappola dalla quale avere la forza di uscire elevando lo spirito e sublimando le nostre idee e concezioni di libertà. Giacoma Venuti va verso la luce, la luce oltre il buio e oltre se stessi, oltre quel torpore esistenziale che ci vuole oppressi e sfiduciati. Un modo anche di richiamare l’ attenzione al rispetto della natura umana e della natura stessa affinchè non sparisca come nell’ opera “Eclissi di foglia”. Per il manifesto della mostra “Confina Menti”, non a caso l’ artista ha scelto di rappresentare un cervello, anche qui una provocazione affinchè non sia soltanto una materia grigia ma qualcosa di più profondo che possa spingerci a riflettere, a suggerire idee e progettualità per un vivere comune che ponga in primo piano emozioni e sentimenti veri che possano liberarci da quel senso di provvisorietà che ci opprime e destabilizza. A tutto vantaggio, invece, di quel senso di libertà e autonomia interiore, nella leggerezza del volo affinchè il cuore non resti intrappolato alla soglia del dolore ma trovi il suo modo per arrivare all’ arte e alla bellezza. Perché è questo che manca insieme al coraggio di andare oltre e di arrivare alla luce. Aprire i cuori contro ogni forma di violenza è il leitmotiv delle opere di Giacoma Venuti che, non a caso, rappresenta voli d’ angelo e presenze angeliche che allontanano il buio e vanno verso la luce. Da olio su tela, Giacoma Venuti è arrivata a scoprire altri materiali, in quella che è l’ elaborazione fisica dell’ opera. Tant’ è che l’ artista per arrivare alla luce opera sulla stessa tela nera, su base nera per liberare la luce oltre al comune naufragare, al comune non esserci o non esserci abbastanza. Il cuore è più sincero della mente, questo è l’ altro messaggio che l’ artista vuole inoltrare. Perché il bene esiste e possiamo arrivarci tutti, volando sui nostri confini e sui confini della mente.
Rossella Oricchio, giornalista e scrittrice