Possiamo avere tutti i mezzi di comunicazione del mondo, ma niente, assolutamente niente, sostituisce lo sguardo dell’ essere umano ( P. Coelho)
In questa grande concatenazione di eventi che è la vita, alle volte restiamo fermi, seduti ad ascoltare il vento come la tempesta, lasciandoci anche accarezzare dai ricordi e sogni di bambina. Quei sogni che poi, nel tempo, riusciremo ad afferrare come un aquilone nei prati della nostra esistenza. Perchè è proprio nell’ infanzia che si compie il miracolo più grande, quel sogno che si realizza tra cielo e terra. Crescendo, incontreremo gente, ci confronteremo, ameremo, piangeremo ma rivolgeremo sempre il nostro sguardo al cielo. Da qui, ritrovando la nostra vera essenza, riusciremo ad andare verso lo sguardo degli altri. Incontreremo persone diverse, incontreremo occhi diversi perché tutti noi siamo uguali e diversi nella nostra unicità. Ma poi ci accorgeremo che lo sguardo è tutt’ altro. Perché lo sguardo è un’ apertura di finestra verso il cielo, è un’ aprire l’ anima al prossimo, è volare, è entrare nell’ anima degli altri. C’ è chi ascolta il vento che è “pneuma”, respiro, c’ è chi ama quel silenzio che ti lascia abbracciare il mondo, c’ è chi ha bisogno di esprimere gioia e tormento attraverso un valico con se stessi, attraverso qualcosa che sia purezza, identità e amore. Carla Roberta Brancia è un’ artista perché ha inteso da sempre confrontare la sua anima con foglio e matita. Questa esigenza l’ ha sentita sin da piccola ed oggi dalle sue mani escono capolavori. Le sue passioni sono sempre state il disegno, la scrittura, la poesia. Carla Roberta Brancia è nativa di Vibo Valentia, ha ricevuto numerosi apprezzamenti e premi in campo artistico, una laurea in Lettere e Beni culturali e, docente di Lettere, oggi insegna in una scuola primaria a Milano per sua scelta personale perché per lei prezioso è l’ incontro con i bambini. Dei bambini ama la purezza, l’ onestà e la bellezza di quel mondo che sta per nascere e crescere e che rompe le barriere di brutture, convenienze e falsità. Della sua Calabria ha portato con sé il mare e le sue sfumature dedicandosi al disegno come forma introspettiva. Carla Roberta Brancia, attenta scrutatrice dell’ animo umano, considerando l’ arte una terapia per se stessa, ama fotografare gli sguardi, che siano sguardi di donne, bambini, anziani. Sono tutti sguardi che parlano di sofferenza come di malinconia come di gioia, appagamento, malinconia e tormento esistenziale. L’ artista Brancia è prima di tutto una donna introspettiva, delicata, discreta ma anche molto determinata nel voler esprimere le sue emozioni attraverso un vissuto che sa di coerenza e coraggio. Sempre amante del disegno, di quel rapporto viscerale tra il foglio, la matita e la sua anima, nel profondo sentire, da due anni a questa parte ha voluto far conoscere la sua produzione artistica, prima chiusa in un cassetto come un diario segreto. Carla Roberta Brancia va oltre il rumore quotidiano e le normali sensazioni per scoprire un magma infinito dentro di noi, in quella che è uguaglianza e diversità. Difatti l’artista afferma: “Se pur con differenze millimetriche, siamo tutti uguali e diversi, siamo tutti simili per paura e debolezza. Ma se nell’ apparenza si scopre la diversità, nello sguardo si scopre la realtà”. I suoi disegni sono monocolore perché in primis l’ artista ama il carboncino e il chiaroscuro, questo per una forma di reticenza del colore nei confronti del foglio. E perché poi ci confessa che il colore è come se coprisse i sentimenti che scorrono tra i segni e le linee, nella stessa luminosità e mistero che scorre nello sguardo come nei movimenti del volto. Sguardi vividi e sinceri quelli dell’ artista Brancia che sa cogliere i particolari intensi come nel disegno del vecchio e malinconico pescatore che esce di notte e naviga con lo sguardo nel vuoto e rivolto all’ infinito, come se avesse mille vite da raccontare. Come quando disegna quel bambino povero che si lascia riscaldare da un bicchiere di latte, come quando disegna lo sguardo di tristezza e terrore di due fratelli africani… Sguardi rivisitati quelli dell’ artista Brancia perché fondamentalmente non ama ritrarre, quindi sono tutti sguardi che interiorizza e che celebra nell’ incanto del foglio che arriva alla matita, in un binomio inscindibile e salvifico. Tutto ciò si confonde e viene a sublimarsi nello sguardo del cielo e nello sguardo dell’ uomo. Ed è tutta qui la poesia, la scrittura, la delicatezza e la profondità dell’ artista.
L’ artista Carla Roberta Brancia in occasione della MilanFashionWeek insieme alle fotografie di Francesca Meana, ha esposto le sue opere nel noto atelier Chicchimavie di Maria Cristina Trombetti, in via Maroncelli, 9, a Milano. Quest’ ultimo non solo un atelier di moda ma anche una fucina d’ arte che ospita artisti ed eventi culturali. La serata del 22 febbraio del corrente anno ha visto la presenza dell’ artista Brancia con significative opere riguardanti l’ universo femminile. Si sono potute ammirare, così, una donna con un burka, una donna che sogna un abbraccio e un nudo di donna. Questo per rappresentare la chiusura e la libertà da ciò che fa male come la stessa violenza fisica e psicologica perpetrata alle donne. Tanti gli spunti di riflessione in una serata altamente culturale che ha visto la presenza di artisti e uomini di cultura. Per lanciare sempre più messaggi sulla bellezza, cancellando brutture e incomprensioni e unendosi in un abbraccio che possa valicare la rabbia e l’ inquietudine del nostro mondo contemporaneo. Sempre al passo con i tempi, l’ artista Brancia dà il suo significativo apporto in un’ epoca come la nostra alla deriva di valori e sentimenti. E il suo è davvero uno sguardo sul mondo, uno sguardo che scopre il velo e che ti inserisce di fronte alla realtà, qualunque essa sia. Perché sarà solo la verità dei fatti e dei “fatti interiori” a darci quel senso di appartenenza al mondo stesso. Affinchè possa prevalere onestà di intenti, bellezza e purezza.
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