Era una notte ferma. Il mare a riva non riusciva a muoversi di un passo. Quand’ è così non è nemmeno mare, pare cielo ( Erri De Luca)
Bisogna avere una spada per trafiggere i nostri mostri e un pennello per dipingere i nostri sogni. Nella vastità del mare. Nuotiamo come in un liquido amniotico, poi usciamo fuori allo scoperto, poi rientriamo nel nostro guscio. Per paura di perderci. Abbiamo fame e sete e talvolta viviamo un po’ come in un deserto…A tutti noi capita un po’ di stare come in un deserto, che sia di parole, di gesti, di anima. Ecco, siamo e saremo sempre alla ricerca di noi stessi, della nostra anima. Non si finirà ami, non riusciremo a dormire, non riusciremo a rilassarci se non arriveremo al nostro sogno. Ed è così che arriva quel momento di mezzo dove qualcosa o qualcuno verrà a svegliarci. Come una carezza, uno schiaffo, un qualcosa che verrà a scuoterci dicendoci di sognare, di continuare a sognare per scoprire noi stessi, le nostre risorse, la nostra vera, grande forza. Ed è così che non avremo paura della vastità del mare perché ne saremo un tutt’ uno: in quel mare fluttueremo felici e liberi e godremo di tutti i misteri e gli insegnamenti che vorrà elargirci. Perché ci scoprirà degni. Miriana Tranchina ha scoperto nel tempo di essere degna ambasciatrice del mare, di essere quel prezioso frutto che va ad arricchire tutti gli altri. Fino ad arrivare a quel tramonto infuocato che scende nell’ anima e ci resta per sempre. Miriana Tranchina ha tutta la sua Sicilia nel blu degli occhi e nell’ anima. Originaria di Ustica, vive a Palermo. Il suo è un percorso artistico che ha visto scale da salire e da scendere, un po’ accidentato ma poi è riuscita ad arrivare dall’altra parte della riva a farsi illuminare dal faro, dallo stesso faro che illumina la sua bella isola. Sì, perché Miriana è letteralmente innamorata di Ustica e dei suoi paesaggi marini. Ed ecco che dopo aver viaggiato dentro di sé, ha sentito di dover allontanarsi per scoprirsi ancora. Ha sentito che avrebbe dovuto fare quel tuffo nei sogni, quel famoso tuffo di cui all’ inizio abbiamo tutti un po’ paura. Però grazie alla sua Ustica e alla sua crescente passione per la pittura, è entrata nella barca, come suo nonno soleva fare, ed è andata al largo. E non si è sentita più rinchiusa in una goccia ma è entrata direttamente nella vastità del mare. Arrivando così al cuore delle cose e della gente. E in fondo al suo stesso respiro. Perché ha iniziato ad ascoltarsi e a capire di poter e dover proseguire. Questo grazie al mare, alla bellezza e alla sua stessa tradizione familiare. Suo nonno era un personaggio di Ustica e a lui deve tutto. Ed intanto è tutto scritto nel suo stesso nome che è una derivazione del nome di Maria e dall’ ebraico-egiziano sta a significare goccia di mare. Miriana ha così iniziato a dipingere qualsiasi cosa, sui fogli, sui vestisti, sui volti delle persone. Difatti è passata dall’ essere una make up artist ad una artista a tutto tondo. Liberandosi completamente dalle pastoie e da una visione di vita più ristretta. Durante il lockdown, poi, ha fatto due chiacchiere con se stessa, in un momento dove tutto sembrava fermarsi compreso il tempo, ed è riuscita ad arrivare dall’ altra parte della riva. Oggi Miriana si dice estremamente grata nei confronti della vita e del dono dell’ arte ricevuto. Perché adesso questo suo dono è un viatico per scoprire la bellezza dentro e fuori di sé. Miriana ha iniziato a dipingere su tele come su sassi, realizzando anche murales. Quindi la stessa pittrice ha definito il suo percorso creativo come “Arte Mare”, un filone artistico ma anche artigianale perché si definisce una pittrice-artigiana. Un’ arte esclusivamente marina che va a riprendere particolari paesaggi marini, fotografando i luoghi caratteristici della sua Ustica. Mentre il simbolo di Ustica, la tartaruga marina, resta quell’ impronta distintiva e suggestiva come i tramonti che tanto ama ammirare e dipingere. Oggi Miriana non teme più quell’ onda che può travolgerla, adesso che ha raggiunto il giusto equilibrio con se stessa e con il mare. L’ arte l’ ha salvata, portandola a riva, perchè prima si è sentita naufragare… Poi grazie al tempo che detta le sue leggi insieme alla forza della vita, ha sentito quella spinta per riemergere e guardare l’ orizzonte. E tutto diventa poesia quando sapremo leggerla, e tutto diventa passaggio che vede sia le nostre crepe e ferite ma anche il modo per colmarle e guarirle. Perché tutto poi accade quando accade, nella vastità del mare e …dell’arte.
Raccontati tra lavoro, progetti, passioni…
Ho frequentato il liceo linguistico, ho lavorato in un residence, poi ho lavorato come baby sitter, poi come consulente di immagine…
Come nasce la tua passione per la pittura?
Nasce da un insieme di coincidenze, intanto ho frequentato una scuola di trucco, ho truccato per cortometraggi, mi sono anche occupata di bodypainting e bellypainting… Ma prima di tutto, sono sempre stata innamorata della mia Ustica, l’ ho sempre considerata la mia zona confort, il mio porto sicuro; la mia è stata anche una famiglia di pittori da parte di mia nonna materna… C’ è da dire che in qualunque posto mi trovassi, staccavo tutto e mi mettevo a disegnare, sui fogli, sui vestiti…Ho avuto un rapporto altalenante con l’ arte, i corsi di estetica non erano altro che vie di fuga perché mi negavo la volontà di dedicarmi completamente all’ arte. Ma durante il lockdown è uscito fuori quello che sentivo veramente e nel 2020 ho iniziato a dipingere, è stato l’ anno decisivo, un’ avventura alla ricerca di me stessa. Nello stesso anno ho organizzato la mia prima mostra espositiva, su tele e sassi con colori acrilici, a seguire altre mostre…
Come mai hai scelto di realizzare opere esclusivamente in versione marina?
Mio nonno era un pescatore, un personaggio famoso dell’ isola… ho vissuto molto il mare…Essendo legata alla mia isola, sono innamorata del mare e dei tramonti e delle sfumature del mare. Quando dipingo il mare, sono felice, sono io…La mia fonte di ispirazione è il mare. Ho intitolato Arte Mare il mio filone artistico, la tartaruga che è simbolo di Ustica è il mio logo. Dipingo molto paesaggi marini: il faro, la torre, lo Scoglio del Medico, uno scoglio più piccolo rispetto all’ isola…
Che cosa realizzi esattamente?
Dipingo su sassi, tele, ceramica, legno, vetro…Maggiormente mi sto concentrando sulle tele-borse. Ma ho realizzato anche dei murales su mio nonno, poi su paesaggi marini.
Che cos’ è il mare e l’ arte per te?
Ho una finestra sul mare ed è facile ispirarmi…il mare è come l’ arte per me: è respiro, è vita! Pablo Neruda sul mare diceva: “Perché l’ amore, mentre la vita ci incalza, è semplicemente un’ onda alta tra le onde”. Occorrerebbe cavalcare per continuare a vivere. Con il mare ho un rapporto particolare, ne resto affascinata ma ne ho anche paura. Ho rischiato di annegare tre volte, ma poi mi accadeva il miracolo della pace interiore. Adesso con il mare ho raggiunto il giusto equilibrio.
Che cosa ti emoziona della tua terra di Sicilia?
Mi emozionano i tramonti della mia terra in ogni stagione dell’ anno come il buon cibo. Sono molto legata alle sfumature e ai dettagli.
Devi ringraziare qualcuno?
Devo molto a mio nonno che mi ha sempre incoraggiata e al mio compagno Mauro…
Come ti definiresti come donna e come artista?
Sono cambiata attraverso l’ arte, quando dipingo vedo la mia felicità e la mia gratitudine; sono una persona umile, grata ed empatica.
Altre passioni di vita?
La poesia.
Prossimi progetti?
Una mostra ad Ustica per questa estate dove presenterò una collezione di mie tele, una sorta di galleria.
I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti rattrista?
Mi fa star bene il sentimento di gratitudine e condivisione, c’ è bisogno di un sorriso da dare e da ricevere, mi rattrista l’ invidia, la competizione, l’ indifferenza…
Un tuo motto di vita?
Ti devi il mare per tutte quelle volte in cui sei stata rinchiusa in una goccia.
Per info: cell: 366-8650115; ArteMare di Miriana Tranchina
Bellissima intervista, piena di sentimenti e sensazioni piacevoli.