La creazione è la rivoluzione più grande e più pura di tutte, e alla fine costringe tutto il resto a seguire i suoi passi (C. Bukowki)
Se ci fa stare meglio, dobbiamo sognare. Se ci fa stare meglio, dobbiamo correre, amare, creare. Dobbiamo fare ciò che ci fa stare meglio perché si vive una volta sola. E, individuando la strada da percorrere, si riesce anche a vivere molto di più. Dobbiamo quindi squarciare quel velo di tristezza e di apatia, dobbiamo seguire un filone artistico o creativo che sia; dobbiamo lasciarci guidare dal nostro istinto, da qualcosa che è più in alto di noi. Qualcosa che apparentemente non riconosciamo, qualcosa di unico che potrà cambiarci la vita, goccia dopo goccia, poco alla volta. Perché la vita va seguita lentamente, alle volte lasciando predominare quell’ istinto irrazionale. E scalando anche le montagne se occorre, dobbiamo arrivare alla meta, perché lo dobbiamo a noi stesse. Sì, perché noi donne abbiamo un universo da portare dentro, alle volte è anche un po’ scomodo perché è fatto di sentimenti contrastanti ma veri, unici, che possano toccarsi con il palmo della mano. Questo perchè abbiamo bisogno di certezze tangibili accompagnate da borse ampie e capienti per contenere tutti i nostri sogni. Alle volte sono sogni semplici, alle volte sogni articolati. Perché noi donne siamo così: semplici e complesse nello stesso tempo e siamo belle per questo. Abbiamo una bellezza che ci contraddistingue insieme ad una forza unica e risorse uniche da tirar fuori. E talvolta restiamo anche meravigliate dinanzi a quanto siamo riuscite a fare, a quanto siamo riuscite ad ottenere ma… soltanto da noi stesse. E quali esseri sensibili e intelligenti che siamo, ciò che più conta, ciò che più ci interessa è lasciare un’ impronta di noi. Per vivere giorni diversi, giorni con più bagliori perché noi donne abbiamo bisogno di luce che ci illumina e… di contenere tutti i nostri sogni in una borsa. Di sapere di appartenere a qualcuno o a qualcosa. Silvana Guerra è una donna di cinquantuno anni, originaria di Cerea in provincia di Verona. Vive a Gazzo Veronese ed è madre di due figli. Una donna sensibile Silvana, di quella saggezza antica che dà spunti di riflessione. Da piccola guardava il sole salire dalla sua finestra e tutto questo la incantava. Sua madre raccoglieva i bottoni e oggi le è rimasta una scatola di latta piena di bottoni. E oggi anche Silvana continua a mettere i suoi di bottoni nella scatola di latta. Oggi cuce fantastiche borse grazie anche al riciclo creativo. La sua creatività è anche un modo per avere dei ritmi lenti, dei ritmi di vita più salutari e consapevoli. Difatti si va sempre di fretta come a voler afferrare al volo il meglio della vita ma non si capisce appieno che, soltanto camminando con maggiore lentezza, si otterranno più cose, più successi, soprattutto più successi interiori. Perché ciò che più conta è piacere a se stesse. E noi donne in questo siamo ancora una volta complicate o semplici ma comunque sia, estremamente sincere. Soprattutto quando avremo a che fare con quel qualcosa chiamato creatività. Ed è così che Silvana, portando dietro il suo bagaglio creativo sin dai banchi di scuola dove ha imparato l’ arte del ricamo e dell’ uncinetto, ha voluto mettersi alla prova nel campo del cucito. E questo non è stato del tutto difficile perché ha sempre seguito ed ammirato sua madre Densa, un nome originale che Silvana commenta con amore ed orgoglio. Non a caso parla spesso di sua madre come di una musa ispiratrice, come di una donna che le ha trasmesso il senso della vita oltre ad insegnarle tutto. Si cambia certo, il dolore e la vita con tutte le sue dinamiche ci cambiano. Si va dritte per la propria strada anche se ci sono sempre quei colpi bassi che proprio non ti aspettavi… Ma ciò che più conta è non tradire se stesse e la propria essenza. E come riannodare quel filo quando si spezza un po’? La creatività, il mondo creativo possono certamente venirci incontro, dandoci una mano, una spinta emotiva. Il resto, poi, è tutto nella nostra testa e nel nostro cuore. E noi donne lo sappiamo bene, sappiamo che se motivate, riusciremo a fare meraviglie perché riusciremo a guardare il mondo con occhi diversi, con occhi meravigliosi e puri. Ed è questo che ci rende grandi. E poi ci accorgeremo che non avremo bisogno di grandi cose ma di piccole e semplici cose. Come avremo bisogno di portare tutti i sogni in una borsa. E…i sogni migliori sono quelli che si sognano sia di giorno che di notte. Sempre e comunque, senza timore di non farcela perché una stella ci sarà sempre a guidare il nostro cammino, a dire che cosa è bene e che cosa è male e a lasciarci vivere il mondo con quel pizzico di poesia in più.
Come nasce la tua passione creativa?
Mi è sempre piaciuta la creatività sin dalle scuole elementari: si realizzavano giornalini della scuola con una stampante vecchia, noi ragazzine poi lavoravamo all’ uncinetto, a maglia, al ricamo. Da qui sono sempre stata motivata a proseguire…mia mamma era una brava sarta, da ragazza, al ritorno da scuola, andava ad imparare da altre sarte. Si chiamava Densa, perché era densa di nome e di fatto, i suoi insegnamenti sono stati preziosi per me, avrei voluta tenerla con me ancora…Poi mi sono avviata e ho appreso l’ arte del cucito tramite tutorial vari, ma prima ancora, nel 2017 ho iniziato facendo hobbistica, decoupage, ghirlande con materiali di recupero, pantaloni, maglie, carta. Oggi utilizzo la mia macchina da cucire e faccio anche ricamo…
Che cosa realizzi?
Pochette, borse, zaini…nel periodo natalizio mi piace creare ghirlande e paesaggi natalizi con feltro e pannolenci…
Materiale di utilizzo?
Jeans di recupero, ecopelle, gobelin, velluto, cotone, canapa…poi inserisco anche i bottini, ho una passione particolare per i bottoni!
Il lavoro più originale realizzato da poco?
Ho realizzato una sorta di patchwork ricamando un pupazzetto su un tovagliolo da ristorante…
Dove trovi l’ ispirazione giusta?
Nel web, guardando le borse, gli accostamenti, i colori…
Quali sono i tuoi colori preferiti?
La gamma dell’ azzurro e del blu.
Prossimi progetti?
Sto realizzando uno zaino con Frida Kahlo, immagine femminile molto gettonata e uno zaino con un albero della vita con tutti i bottoni colorati…
Che cos’ è per te la creatività?
Entro nel mio mondo magico, stacco dai problemi quotidiani…di sera, fino a quando non prendo sonno, mi capita di studiare mentalmente quello che dovrò fare il giorno dopo, alle volte non riesco nemmeno a dormire per pensare a ciò che potrei realizzare, perché non c’ è realizzazione più grande nel veder realizzare il proprio capo dalla a alla zeta!
Come ti definiresti come donna e come creativa?
Mi ritengo una donna semplice, diretta, sensibile…A questa età, poi, non vale la pena essere frenetiche…da giovane avevo sempre fretta, quando sono venuti a mancare i miei cari, ho capito che non vale la pena affannarsi. Se potessi tornare indietro, starei più tempo con i miei genitori…
Altre passioni di vita?
Mi piace il giardinaggio, il contatto con la natura, coltivo il mio giardino e vedo il passaggio delle stagioni…
I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti rattrista?
L’ invidia, la cattiveria, l’ ipocrisia, l’ egoismo mi rattristano…creare mi fa star bene perché vivo nel mio mondo e sogno ad occhi aperti e poi… sogno di essere sempre serena con me stessa…
Un tuo motto?
Vivi e lascia vivere.
Per info: cell: 347/3235785; pagina facebook Il Filo Infinito