L’ artista è un ricettacolo di emozioni che vengono da ogni luogo: dal cielo, dalla terra, da un pezzo di carta, da una forma di passaggio, da una tela di ragno ( Pablo Picasso)
Liberarsi nell’ aria, sentire il pneuma, quel soffio, quell’ energia vitale che ci avvolge dalla testa ai piedi. Essere alla ricerca di un guizzo, di un coriandolo di luce, di un suono che si libera nelle corde della nostra anima e che ci riporta alla nostra infanzia, conducendoci poi in orizzonti lontani. Ecco, si dovrebbe vivere così, così totalmente le nostre emozioni, tra caos e silenzio, giorno e notte, bene e male. Al di là di tutto, istinto, comunicazione ed emozione restano processi introspettivi fondamentali nei quali ci muoviamo come nella vastità del mare senza talvolta accorgercene. Dovremmo intanto imparare dal mondo animale, emblema di una libertà primordiale. Un mondo che libera il suo istinto e che viaggia nello spazio e nel tempo. Da qui nasce la purezza dello sguardo perché poi per capirci e per comprenderci dobbiamo arrivare allo sguardo dell’ anima che parla di noi. E con lo sguardo, con l’ espressione dello sguardo davvero non si può fingere perché da qui passano i migliori sentimenti, emozioni, sensazioni. Non a caso il termine “respicere” dal latino vuol dire guardare l’ altro ma anche rispettarlo. Riuscendo a fare in modo che l’ altro possa comunicare liberamente i suoi pensieri, le sue idee, il suo mondo interiore. Tutto nella libertà di scegliere anche come porsi verso l’ altro. E…può capitare che si sia costretti ad indossare maschere a seconda della persona che abbiamo di fronte. Un po’ come in “Uno nessuno centomila di Pirandello”: uno è l’ immagine che ha di se stesso, centomila sono le forme che gli vengono attribuite dagli altri e nessuno perché l’ idea che ha di sé non coincide necessariamente con quella che gli altri hanno di lui. Questo ad indicare lo smarrimento dell’ identità e del malessere psichico. Intanto lo sguardo sul mondo può essere diverso da persona a persona, ma ciò che resta è la verità dello sguardo, la purezza dello sguardo. L’ artista Agata Spampinato ha voluto trattare il tema della malattia mentale attraverso opere di grande spessore artistico e psicologico. Tant’ è che nella sua arte pittorica ha inserito uno scenario nuovo e ricco di suggestioni come può essere il mondo circense. La sua mostra recente porta il titolo di Circus ed in questo modo ha voluto tratteggiare la figura del clown, un personaggio da comprendere e da analizzare, un personaggio unico che con libertà vive il gioco delle maschere al di là di disturbi psichici o semplici rimozioni dell’ anima. Ed è proprio su questo che vuole puntare l’ artista Spampinato ossia vuole che emerga il nostro lato più sincero e primordiale. Attraverso la libertà di comunicare emozioni. Intanto il tema Circus le ha permesso di ritornare alla sua parte bambina, a ciò che più la emozionava e continua ad emozionarla: una festa, la musica, una banda che suona, tra decori e luccichii per arrivare comunque ad esplorare il nostro mondo introspettivo. Il suo percorso artistico è stato anche un percorso catartico iniziato anni fa. Agata Spampinato vive a Roma con la sua famiglia, con suo marito Orazio e con i figli Giacomo, Lorenzo e Maria. Figlia di Giuseppe Spampinato, noto e apprezzato psicanalista, da suo padre ha appreso tanto insieme alle stesse dinamiche emotive, agli stessi step di psicoterapia e alla stessa arte di vivere. Le sue sono state lezioni umane oltre che lezioni di formazione professionale. Agata è vissuta in un mondo libero ma anche altamente legato a realtà psichiche, ed ecco che ha sentito il bisogno di delineare un suo percorso personale alla ricerca di sé e degli altri. Gli incontri fortunati e la presenza costante di una famiglia attenta e libera hanno fatto il resto. Una personalità in movimento la sua, piena di leggerezza e di contenuto nello stesso tempo, tra rigore e passione, tensione e distensione. Ecco perché l’ arte in tutte le sue forme riesce a liberare emozioni ancestrali, in quella che è la visione reale e surreale delle cose. Perché solo restando in equilibrio come un funambolo, si riesce a sondare il terreno del proprio mondo, del proprio essere, del viaggio attraverso se stessi per arrivare agli altri. E tra sogno e realtà, Agata Spampinato sa starci benissimo, riuscendo a dimorare tra le pieghe di un passato che ritorna prepotentemente. Tra esperienze di vita, emozioni, arte. Perché poi l’ artista è riuscita a raccogliere i suoi tasselli interiori proprio attraverso un percorso artistico costellato da tappe significative che le hanno permesso di esprimersi attraverso la purezza dello sguardo, il suo. In quella che è la libertà mentale di esprimere le proprie idee, i propri sogni e la propria consapevolezza in un viaggio senza fine. Un viaggio nel quale saremo i protagonisti indiscussi del nostro essere e del nostro essere al mondo.
Raccontati tra esperienze di vita, lavoro, passioni…
Dopo studi psicopedagogici, mi sono iscritta a psicologia ma non ho continuato il percorso perché ha iniziato ad interessarmi il campo dell’ arte. Ed è così che nel ’99 sono divenuta la prima allieva della pittrice Margherita Pavesi Mazzoni; ho vissuto a Mentepulciano in una casa nei pressi di casa sua…Tutto nel silenzio e nella contemplazione della natura. Ho appreso tanto da lei, poi è arrivato l’ amore, i figli, ma con la collaborazione della pittrice Mazzoni, sono riuscita a partecipare a tre mostre collettive. Successivamente mi sono rimessa in discussione continuando gli studi artistici a Roma nel 2015, presso l’ atelier, scuola di arte Martenot, sotto la guida della giovane maestra Valentina Mastracchio con la quale ho raggiunto una sempre più crescente consapevolezza. Ed è così che nel settembre del 2021 ho aperto il mio studio d’ arte a Roma… un percorso emozionante ma devo dire che molto mi ha trasmesso anche mio padre, uno psicanalista di grande umanità e professionalità! Devo tanto alla mia famiglia d’ origine: la mia è una famiglia che mi ha insegnato ad essere libera e a provarmi fino in fondo nelle mie personali scelte di vita.
Ci parli di Circus, la tua prima mostra collettiva?
Ho voluto affrontare il tema della malattia mentale attraverso il tema Circus, un modo per comunicare le nostre emozioni ed ascoltarci di più. Mi piace lo scenario circense, i pagliacci, i giochi, la festa…amo molto il gioco delle maschere perché bisogna avere la libertà di scegliere come porsi verso l’ altro. Alle volte siamo costretti a portare maschere a seconda delle persone che incontriamo sulla nostra strada. Ma ci sarà sempre qualcosa che non ci tradirà mai ossia il nostro sguardo: gli occhi parlano e sono lo specchio dell’ anima.
La tua tecnica e il tuo stile pittorico?
Il mio è uno stile figurativo, tutto con olio su tela e carboncino…mischio un po’, poi inserisco la foglia colorata, la foglia d’ oro zecchino per dare quel tocco di divinità e antichità in più…
Che cos’ è l’ arte per te?
L’ arte è contemplazione, un modo per riempirsi di bellezza, la ritrovo in tutto, nel creato, nel contemplare e godere di ciò che ci offre la natura. Nasce tutto dalla nostra interiorità che ci collega ai nostri archetipi, anche l’ individuo è arte: bisogna ascoltare il nostro istinto primordiale che va liberato…
Come ti definiresti come donna e come artista?
Passo dal silenzio al fracasso, sono sempre alla ricerca di un equilibrio e cerco di utilizzare il mio tempo per raccontare qualcosa di me…
Prossimi progetti?
Sto lavorando sulla leggerezza, la leggerezza del corpo e della mente…
Che cosa ti emoziona di più e ti rende felice?
Il contatto con le persone…decisamente.
Per info: cell: 392-6144469; Agatarte-Agata Maria Spampinato Artista