I colori, come i lineamenti, seguono i cambiamenti delle emozioni ( P. Picasso)
Bisogna guardare al cambiamento. Riflettersi nelle onde del mare e sognare un cambiamento per poi arrivare ad essere persone nuove. Bisogna lasciarsi cullare dal vento e da una nuova primavera in arrivo e seguire il proprio istinto. Bisogna salvare e salvarsi, raccogliere i nostri pezzi durante il cammino; bisogna avere fede e fiducia nelle nostre mani, nel nostro sguardo, nei nostri pensieri. Bisogna raccogliere le idee esattamente come si farebbe con un mazzo di fiori e procedere, andare avanti e crederci fino in fondo. Bisogna avere quell’ energia vitale che ti scorre dalla testa ai piedi. Bisogna contemplare un tramonto che si tuffa infinitamente nel mare della nostra terra come bisogna contemplare un’ effigie greca che sa di bellezza eterna. Ed essere così soddisfatti di far parte delle meraviglie del mondo…E bisogna essere felici di essere e sentirsi al posto giusto nel momento giusto. Come bisogna essere felici di essere donne fino in fondo, donne che si reinventano, donne che sfidano la sorte, donne che vogliono rimettersi in discussione. E per far questo bisogna sentirsi qui e altrove. Nell’ hic et nunc, rivolgendo il proprio sguardo al passato, al proprio percorso artistico ed introspettivo. Perché poi ciò che muove i nostri passi è da condursi al nostro vissuto di esperienze ma anche ad un vissuto interiore. L’ importante è anche elargire bellezza a piene mani perché quando si è mossi da sogni e bellezza, non possono che venir fuori meraviglie. E ogni cosa cospirerà a favore affinchè si raggiungano i risultati sperati. Noi donne, poi, abbiamo una marcia in più perché riusciamo ad ascoltare i battiti della natura come del nostro cuore. E quando la terra chiama bisogna far di tutto per seguirla. Per appartenervi ed essere protagonisti indiscussi e magari sublimarla con l’ arte e una passione crescente. Geraldine Pizzitutti è una donna in continua evoluzione, una donna che ha voluto rimettersi in discussione ma soprattutto una donna che si ascolta costantemente. Dallo sguardo attento e curioso, vanta una cospicua esperienza in campo archeologico. Di origine romana, oggi vive a Trebisacce, in Calabria, insieme a suo marito Angelo Miniaci. La coppia ha due figli, Francesco di ventiquattro anni e Adriano di ventuno anni. Un matrimonio solido il loro, fondato su valori e progetti comuni. Intanto Geraldine, sempre appassionata di decori, disegni e colori, dopo il periodo covid, un periodo che ha messo in discussione un po’ tutti, inducendoci alla riflessione su vari aspetti della vita, ha pensato di dare una virata alla sua vita professionale. E non solo, ha trasmesso questa ventata di novità e freschezza anche a suo marito che ha sempre lavorato nel settore marketing. E…ora lavorano fianco a fianco nel mondo della ceramica, dando vita a Zietta Ceramiche, un laboratorio di arte ceramica ed uno spazio espositivo nel cuore di Trebisacce. A pochi metri dal meraviglioso mare della Calabria, quell’ angolo di mare che si affaccia sullo Ionio e che ha dei colori spettacolari che vanno dal turchese al verde mela. Colori che vengono impressi nella lavorazione ceramica che va dalle mattonelle all’ arredo casa ai gummila, tipici vasi della tradizione calabrese. Ed è questo che affascina di Zietta Ceramiche, questo voler coniugare tradizione ed innovazione, modernità ed antichità. Tutto con buon gusto e raffinatezza, nella passione che pervade e che si tocca con mano. E Geraldine mentre decora ha quell’ aria sognante, insieme a quella volontà di ritrovarsi in mezzo ai colori e ad una natura che fa da cornice e da perenne ispirazione. Un mix esplosivo dunque, un affiatamento nella vita e nel lavoro, un voler guardare nella stessa direzione insieme alla determinazione e alla perseveranza di farsi portavoce di unicità e sperimentazione, tradizione e bellezza. Nell’ intento comune di migliorare e di lasciare un’ impronta del proprio passaggio su questa terra. E per far ciò bisogna seguire istinto e passione incessantemente. E anche quando la terra chiama, bisogna seguirla, bisogna seguire istinto, vocazione, passione e risorse della propria terra. La parola terra deriva da “humus” che fa rima anche con umiltà e per guardare lontano è un elemento fondamentale. Maestria, audacia, professionalità, competenza fanno di Zietta Ceramiche una realtà in continua crescita perché attenta e ricettiva ai cambiamenti come alla tradizione locale. Perché soltanto lanciando uno sguardo al passato e all’ antichità, si può vivere un presente fatto di quel contenuto storico e sociale dai valori indissolubili che si legano alla propria terra di appartenenza.
Raccontati tra passioni, lavoro, esperienze di vita…
Sono laureata in archeologia, ho studiato ceramiche antiche, ero una delle disegnatrici delle ceramiche antiche…Ho lavorato negli scavi archeologici di S. Omobono sotto il Campidoglio a Roma, abbiamo individuato il primo tempio di Roma… Negli anni ’90 poi fui mandata anche nel sito archeologico di Broglio di Trebisacce. Ho insegnato rilievo archeologico dal 2009 al 2011 presso l’ università della Calabria. Dal 2003 al 2013 ho lavorato in Libia presso il sito archeologico Cirene con l’ università di Santa Maria Capua a Vetere. Davvero tante esperienze in questo campo…
Come nasce la tua passione per l’ arte ceramica?
Mi sono appassionata a disegni, decori, abbiamo ricostruito forni ceramici di epoca antica e lì ho iniziato a lavorare sull’ argilla, poi il lavoro di archeologa era molto sacrificato e insieme a mio marito abbiamo pensato di mettere su un laboratorio di ceramica a Trebisacce. Si è trattato di un vero e proprio cambiamento. Trebisacce è un paese di mare sullo Ionio, mi è piaciuto subito sia il paese che la gente, ed è così che abbiamo investito in questo progetto a due! E possiamo dire che il bilancio dopo un anno è positivo! Il colore del mar Ionio è l’ emblema di Zietta ceramiche. Si riprendono spesso squarci di mare con le barche dei pescatori tra sogno e realtà…
Quale la tecnica adoperata e quale fase di lavorazione ti affascina di più?
La tecnica è quella vietrese e la fase di lavorazione preferita è la decorazione, è sempre quella che mi affascina di più.
Quali sono i vostri prodotti ceramici?
Andiamo dai tavoli alle mattonelle ai rivestimenti all’ arredo casa, dai vasi ai piatti alle bomboniere ma riprendiamo anche pezzi di antica tradizione ceramica come le terrecotte dette i “salaturi” per conservare alimenti sotto sale e le “gummila”, tipici vasi per conservare l’ acqua.
La vostra fonte di ispirazione?
C’ è tanta Calabria nelle nostre creazioni ma c’ è anche Roma- sorride- perché io e mio marito amiamo visitare anche mosaici romani e greci…Ed è tutto rivisitato in chiave moderna secondo i canoni delle tradizioni passate.
Prossimi progetti?
Migliorarci, migliorare la nostra attività. E ai nostri figli vogliamo insegnare che bisogna avere il coraggio del cambiamento, del voler mettersi alla prova; soltanto in questo modo si scoprono risorse nuove e ci si sente davvero persone nuove! Difatti io e mio marito abbiamo scoperto un modo nuovo di stare insieme, ed è come una rinascita, e questo anche dopo venticinque anni di matrimonio!
Passioni che vi accomunano?
Ci piace viaggiare, camminare, scopriamo borghi, ci piace il cinema, il teatro, leggere tanto.
Come ti definiresti come donna e come artigiana?
Sono sempre un’ entusiasta della vita, mi piace provare, poi una volta presa una decisone, vado avanti. Come artigiana mi definisco un tecnico del colore.
I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti rattrista?
Mi rattrista lo sfilacciamento dei rapporti sociali, mi fa star bene avere il mio tempo per tutto, mi piace lavorare con calma, e ho riscoperto il valore della familiarità delle piccole cose. Mi fa star bene riappropriarmi del mio tempo anche per una lezione di chitarra!
Un tuo motto di vita?
Mi piace riportare un detto abruzzese: “Chi gira lecca e chi sta a casa si secca”. Bisogna uscire dal proprio guscio per avere visioni di altri mondi e per costruirne uno proprio!
Per info: cell: 347 381 2375; pagina facebook Zietta Ceramiche