Monica Abbondanzia, come il vento e il mare è la donna

Monica Abbondanzia, come il vento e il mare è la donna

Lontano, intorno, il mare uguale attende, in giochi d’ onde-isole di sole, ombre di nubi- d’ esser separato da me… (Jimenez)

 

Bisogna essere luce che diviene nel tempo, profumo, sudore, sole e tempesta. Bisogna attraversarsi per arrivare alla nostra vera essenza. Bisogna esserci. Sentirsi, percepirsi, conoscere le pieghe della propria interiorità permette di arrivare ad altri lidi, in confini di incommensurabile contenuto e bellezza. Perché tutto può essere statico e tutto è in movimento solo se proviamo a fare un balzo in avanti, soltanto se proviamo ad essere veramente noi stesse. Noi donne, poi, siamo come foglie al vento, un vento che ascoltiamo e fiutiamo anche da lontano, in un’ alternanza di luci e colori che soltanto noi possiamo conoscere. In uno specchio che parla anche delle nostre origini, cultura, retaggi, storia personale. Tutto sta a volersi guardare dentro. E anche il dolore, ad esempio, può diventare arte se riusciremo ad attraversarci per conoscerci ed arrivare al nostro centro, alla nostra vera essenza. Le donne, poi, sono come il mare…Le donne sono mare in tempesta e onde calme che si increspano in perle di luce.  Onde che si avvicinano e allontanano: guerriere della luce e sovrane del tempo le donne perché tutto sanno e ricordano nelle pieghe della loro anima. Le loro stesse esistenze sono affreschi puri dell’ anima. Perché le donne sono totali, totali come un quadro, un tramonto, un mistero.  Donne che si cercano e ricercano per arrivare dall’ altra parte della spiaggia, dove non c’ è né rumore né silenzio. Ecco perché le donne sono totali, perché si lanciano nel fuoco come nella luce. Con istinto, passione, intelligenza e cuore. Donne forti, delicate, senza una vera bellezza se non quella interiore, sono le donne dell’ artista Monica Abbondanzia. Da sempre appassionata d’ arte, la sua ricerca artistica inizia nel 2013. Oggi vive a Pescara con la sua famiglia, con suo marito  Vincenzo, ingegnere, e con sua figlia Brigitta di diciassette anni. A Pescara ha frequentato il liceo artistico seguendo poi il percorso delle decorazioni murali arrivando successivamente alla pittura emozionale. Una tappa finalmente inseguita e raggiunta la sua proprio perché sentiva di voler andare oltre, di voler dare spazio a quella che si può definire libertà di espressione e libertà emozionale. Ed è così che l’ artista Monica Abbondanzia si è tuffata in quel mare di emozioni per dare vita alle sue opere  attraverso uno stile figurativo gestuale che le permette di spaziare nella tela e con la tela. Come se fosse davvero in un mare aperto. Difatti ha iniziato proprio dal mare, dalle emozioni che il mare le ha sempre trasmesso. Al mare ha rivolto il suo sguardo per placare la sua ansia e le sue paure e dal mare è riemersa, come rigenerata, con un altro sguardo rivolto alle stesse donne. Ed è l’ universo femminile che campeggia  nelle opere di  Monica Abbondanzia, non per semplice  apparenza o per far parlare di sé, per un’ innata esigenza emotiva. Sono donne che parlano con lo sguardo, con il mistero celato dentro ognuna di loro, attraverso pennellate di colore che sono petali che protendono verso un orizzonte futuro. Perché le donne di Monica Abbondanzia sono donne che si scavano dentro e che desiderano cambiare rotta senza la paura di perdersi. Sono donne che provocano la  luce, andando oltre, in quello spazio metafisico che arriva all’ infinito e all’ infinito essere. Perché poi è qui che bisogna giungere: alla nostra vera conoscenza interiore.  Donne eteree, vestite con i colori del cielo e dell’ aria, donne che vogliono esistere al di là del tempo, donne che vogliono esserci al di là di tutto e di tutti. Un messaggio forte e chiaro  quindi quello dell’ artista Abbondanzia perché riesce in primis a trasmettersi quelle emozioni che hanno da sempre connotato uno stile fluttuante, gestionale, emozionale, in quella che può essere una rivoluzione interiore. Consapevole di tutto ciò, Monica Abbondanzia, artista in continuo divenire, inserisce la donna in uno spazio senza tempo affinchè si possa finalmente percepirne l’ essenza. Attraverso macchie di colore che ricordano il pittore romantico Constable lì dove la natura raffigurata in questo caso è la donna stessa. Ma l’ artista confida di ispirarsi anche anche al pittore Giovanni Boldini, un pittore che ha sempre inseguito il mistero delle cose che trasmutano nella luce. Il suo fil rouge, nonostante tutto,  è un costruire la donna attraverso la fluidità delle emozioni. Attraverso una primavera dell’ anima, un panta rei per arrivare al cuore e ai sogni della vita, delle donne e dell’ amore.  E…sono tante le stesse donne che Monica Abbondanzia ha conosciuto e con le quali, nel tempo,  ha stabilito empatia e stima reciproca tale da attirare poi collaborazioni importanti. Un modo per allargare confini culturali ed artistici, un modo per andare oltre l’ essere donna e sconfinare in orizzonti unici di totale bellezza. Attraverso uno sguardo attento alle dinamiche interiori, attraversando l’universo femminile così come si può attraversare la luce, il mare, le onde. Perché come il vento e il mare è la donna.

 

Raccontati tra esperienze di vita, studi,  passioni…

Ho frequentato il liceo artistico a Pescara, poi mi sono specializzata in grafica pubblicitaria, ho studiato tecnica dell’ affresco presso l’ istituto superiore di Arte e Restauro di Roma. Ho cercato sempre di coltivare la passione per la pittura ma poi ho intrapreso il percorso della decorazione murale…Ho decorato palazzi antichi dell’ ottocento, affreschi rinascimentali, ho dipinto volte di sessanta metri quadri… Con il tempo però consapevole di venire a contatto più con una estrema tecnica che con l’ arte pittorica, ho sentito l’ esigenza di approfondire la stessa arte pittorica. E arrivata nella provincia lombarda per esigenze di lavoro di mio marito, ho frequentato una scuola d’ arte per approfondire la realizzazione pittorica emozionale.

Come si è evoluta nel tempo la tua passione pittorica?

Ho iniziato con un lavoro di introspezione, analizzandomi, e così è iniziata la mia libertà emozionale che poi ho trasmesso in pittura. Ho iniziato con la realizzazione degli astratti del mare perché per me il mare rappresenta la profondità d’ animo attraverso l’increspatura di emozioni,  la calma, con il  movimento delle onde, i colori e le sfaccettature. Ho iniziato a dipingere  e ad ispirarmi al mare con opere astratte sul  mare soltanto nel 2021: è stato uno strumento per parlare delle emozioni che ho dentro…

Come definiresti il tuo stile pittorico?

Figurativo gestuale, la mia è una pittura gestuale: la pittura richiede spazio e movimento.

Tecnica scelta?

La mia è una tecnica mista: passo dall’ acrilico all’ olio alle malte con cemento, dipende dall’ effetto che intendo dare al dipinto.

La tua fonte di ispirazione?

Il mare, il vento inteso come cambiamento, il coraggio delle emozioni, lo stesso dolore che diventa opportunità per conoscersi, l’ universo femminile…

Sono molte le donne e i volti di donna che dipingi…come vedi l’ universo femminile?

Le mie donne sono donne in quanto tali, ciò che cerco di rappresentare è la bellezza intrinseca, non viene messo in luce soltanto l’ aspetto estetico ma cerco di dare loro aspetto interiore.  Le mie sono donne forti e vulnerabili nello stesso tempo, donne emotive ma anche rivoluzionarie. La maggiore rivoluzione è quella interiore, le donne solitamente cadono nei buchi neri dei nostri retaggi, della nostra cultura…

Le donne che hai conosciuto e con le quali hai legato?

Sono tutte donne ricche di fascino e cultura con le quali è nata una collaborazione anche in occasione delle mie prossime esposizioni.  Parliamo di Maria Gabriella Ciaffarini, concertista e direttrice di orchestra; Isabella De Massis, mezzo soprano; Maria Zaccagnini, giornalista pubblicista e curatrice di rubriche d’ arte.

Prossimi progetti?

Ho quattro mostre in programma, una a dicembre a Potenza presso la FinecoBank, due mostre tra maggio e giugno presso il Museo archeologico di Potenza e presso il Museo del mare di Matera. E per finire un’ altra mostra in autunno prossimo…Saranno mostre che vedranno la collaborazione con Maria Gabriella Ciaffarini, Isabella De Massis,  Maria Zaccagnini e il digital artist Manuel Dominioni. L’ arte e in questo caso la mia pittura vedrà il binomio di poesia e  musica.

Un tuo artista di riferimento?

Il pittore Giovanni Boldini, mi è sempre piaciuto  perché focalizza l’ attenzione sulle donne nella sua massima bellezza attraverso la tecnica “del non finito” ma lascia dei vuoti per lasciare spazio all’ interpretazione, per leggerezza e per direzionare lo sguardo verso lo spettatore…

Che cosa è per te l’ arte?

Equilibrio, vita, dà il senso alla mia vita.

Come ti definiresti come donna e come artista?

Come donna cerco di far quadrare tutto, di non trascurare nulla e di dare  un po’ a tutto la sua importanza, dagli affetti al lavoro; come artista cerco di fare quello che amo, cerco di essere un’ artista positiva…

Un tuo motto di vita?

Prendo a prestito una frase di Albert Camus: “Ho compreso, infine, che nel bel mezzo dell’ inverno vi era in me un’ invincibile estate”.

 

Per info: www.monicaabbondanzia.com ; pagina facebook Monica Abbondanzia

 

 

 

 

 

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