Francesco Ciccarelli, dal fuoco all’ arte

Francesco Ciccarelli, dal fuoco all’ arte

Ogni bambino è un artista. Il problema è poi come rimanere un artista quando si cresce (P. Picasso)

 

Ascoltare il fruscio di una foglia nel vento, ascoltare la natura, bagnarsi di pioggia e di sole entrando dentro una propria leggenda personale, una leggenda che sia a contatto con la storia e con la natura. Ecco, si dovrebbe vivere così, seguendo il proprio istinto, il proprio flusso di pensieri, la propria forza mentale, il proprio fuoco sacro.  La natura stessa non può essere soltanto attraversata ma anche compresa attraverso lo sguardo dell’ intelletto. Ed ecco che il fuoco diventa logos, intelligenza, creatività. Fuoco, arte, acqua e terra…per comprendere ciò, bisogna fidarsi della natura, del proprio istinto e di un personale processo conoscitivo, qualcosa che possa passare per le esperienze di vita, per il proprio apprendimento e che possa consolidarsi poi in quella che è una forma d’ arte. Siamo nati per questo: vivere, amare, appassionarsi ad un progetto, lavorare affinchè la propria vita diventi una vera e propria opera d’ arte! E tutto si costituisce anche intorno ai buoni sentimenti, al rispetto per la storia stessa e per i propri passaggi interiori.  Ed è in questo modo che si diventa artisti perché si ha il coraggio di andare oltre, di indagare, di esplorare e di arrivare al pathos,  all’ atto creativo ed artistico dopo una continua ricerca all’ interno di se stessi. Ciò e altro ancora è avvenuto per Francesco Ciccarelli, un artigiano-artista, una persona che fondamentalmente crede che l’ arte non si inventi ma che sia anche e prima di tutto frutto di studio ed acquisizione tecnica. Naturalmente tutto proiettato nello spazio-tempo nel quale viviamo e nella storia personale nella quale ci immergiamo ogni volta. E si passa così ad essere interpreti e protagonisti di altre storie di vita. Francesco Ciccarelli è prima di tutto un fabbro e poi un artista in continuo divenire. Questo perché ha voluto imparare il processo artigianale in bottega e suo maestro è stato proprio suo padre Carlo che l’ ha condotto per mano verso un mestiere antico quanto affascinante. E si può immaginare come tutto possa essere assorbito da un ragazzo come Francesco, rispettoso e desideroso di imparare. E poi assistere alla magia del fuoco, di come il fuoco possa creare e forgiare la materia ferro, sarà stato come entrare in una dimensione fluttuante, in continuo divenire.  Una dimensione quasi surreale poiché tanto è lo stupore e la meraviglia che ne derivano. Francesco Ciccarelli è originario di Isola del Liri in provincia di Frosinone, di quell’ angolo di Lazio che diventa poi un trampolino di lancio per nuove avventure. Difatti per lavoro si è spostato  perlopiù da Roma a Firenze. A quest’ ultima città resta molto legato perché è sempre rimasto incantato dallo scrigno di storia e arte che contiene.  Tanto da voler conoscere la storia di personaggi illustri come Lorenzo de’ Medici fino a venire a conoscenza del suo fabbro Niccolò Grosso che prestava il suo servizio un po’ ovunque. Tant’ è che fu definito Mastro Caparra perché non rinunciava mai al suo compenso neanche dinanzi all’ illustre Lorenzo de’ Medici. Dal fuoco all’ arte, questa storia ha dato vita al suo brand che ha denominato proprio Mastro Caparra, un modo per intrecciare il passato al presente, un modo per lasciare intendere che l’ artigianato non potrà e non dovrà mai scomparire. Quello del ferro poi è davvero un mondo pieno di fascino, leggenda e storia!  Vari i riconoscimenti e le menzioni importanti,  ecco che Francesco Ciccarelli nella sua officina che diventa anche una fucina culturale perché dove c’ è storia e artigianato c’ è cultura, dà vita a numerosi pezzi di arredamento per interni ed esterni. E realizza di tutto, dalle lanterne ai tavoli ai mobili. Tutto attraverso uno stile sobrio che soltanto l’ artigianato del ferro battuto può dare ma anche raffinato ed elegante. Il segreto è unire la manualità alla stessa abilità e alla stessa passione. Ed è così che dal fuoco viene fuori la passione vera, quella che si trova sul campo, passo dopo passo, pezzo dopo pezzo. Attraverso una ricerca e uno studio reiterato nel tempo. E persona empatica, intelligente e versatile qual è, tutto ciò fa del nostro artigiano un artista. Perché poi artista si diventa nel tempo, ascoltando il vento, percependo vibrazioni diverse, amando la natura e ciò che essa può offrire. E il fuoco è quell’ elemento naturale dal quale apprendere e dal quale può scaturire storia, arte e tradizione. Con quello sguardo vivo e complice rivolto al futuro.

 

Raccontati tra esperienze di vita, lavoro, passioni…

Ho iniziato con gli studi commerciali ma già all’ età di tredici anni, andavo in bottega da mio padre che fa il fabbro tuttora…Successivamente è esplosa questa mia passione  ma nel tempo mi sono distaccato dall’ essere un classico fabbro perché la mia stessa passione è sfociata nell’ arredamento…Adesso ho clienti storici, quindi mi occupo di lavori ordinari  e di lavori di  interior ed exterior design  del ferro battuto ma anche di sculture in ferro…La nostra officina è dietro casa, da piccolo ero incuriosito dagli attrezzi,  i miei sono lavori fatti a mano su commissione. Devo dire che il mio è stato un processo molto lungo, Ho iniziato a farmi conoscere attraverso i social e fiere di settore.

Perché il nome di Mastro Caparra?

Avevo bisogno di un marchio pubblicitario di una certa importanza…Ho scoperto che Niccolò Grosso, uno dei più grandi fabbri del rinascimento fiorentino alla corte di Lorenzo de’ Medici, fu soprannominato Caparra perché chiedeva il compenso pur davanti all’illustre Lorenzo de’ Medici e pur realizzando altri lavori in giro come fabbro…Difatti era famoso per la creazione di lanterne come di altri lavori a Palazzo Pitti e Palazzo de’ Medici. Un aneddoto particolare che mi è piaciuto perché mi piace molto la storia rinascimentale e fiorentina.

Quali sono le fasi di lavorazione principali e quali catturano maggiormente la tua attenzione?

Le fasi sono semplici, la forgia a carbone, l’ incudine e il martello…Il ferro si scalda alla forgia, si utilizza  incudine e martello, poi dipende tutto da ciò che si vuole creare, dallo spessore del materiale…Poi ciò che mi appassiona è il fuoco e come il fuoco possa forgiare e creare…quando il fuoco è incandescente, bisogna avere poi abilità e manualità nell’ utilizzare il ferro incandescente con guanti appositi, mani, martello e pinze. Poi devo dire che la fase che più mi affascina è quella di progettare il lavoro in base alle esigenze del cliente.

Perché hai scelto di lavorare il ferro?

Forse perché ho avuto la possibilità di conoscerlo sin da piccolo e di crescere con esso…Devo dire che nelle mie lavorazioni inserisco anche l’ ottone, il rame, il vetro, il legno, mi piace abbinare il ferro ad altro materiale.

Che cos’ è per te l’ artigianato?

L’artigianato è arte, è la fase embrionale dell’ arte. L’ artigianato resiste perché è entrato nella storia: il lavoro del fabbro è un lavoro antico, il fabbro realizzava utensili per combattere, utensili per la cucina…

Prossimi progetti?

Sto progettando una nuova scultura…

I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti rattrista?

Mi fanno star bene la musica, i concerti e il sentimento del rispetto, senza di quest’ ultimo mi rattristo e sto davvero male. La redenzione è un altro sentimento che mi racconta, cerco di imparare dagli errori, ed in questo modo mi rassereno e mi collego alla parte più autentica di me stesso.

 

Per info: cell: 340-3390391; pagina facebook Mastro Caparra di Ciccarelli Francesco;

www.mastrocaparra.com

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