Manuela Nogara, essere ombra, essere luce

Manuela Nogara, essere ombra, essere luce

Non c’ è arte senza coscienza di sé e la coscienza di sé e lo spirito critico sono tutt’ uno ( Oscar Wilde).

 

Talvolta ci si sofferma su un particolare, talvolta ci si innamora della luce come dell’ ombra ma si è sempre inclini a voler raggiungere la propria dimensione umana. Perché magari si sta bene maggiormente con quel colore addosso piuttosto che con un altro. Perché semplicemente quel colore può connotare la nostra personalità. Dal colore, poi, si può passare ad altro, ad un’ idea,  ad un pensiero così avvolgente che il solo pensarlo appaga mente e spirito. E quindi così  lo si insegue come un aquilone nel prato…Che cosa poi spinge le persone a fare determinate scelte? Si hanno mille stimoli ma da quel pensiero che poi si consolida nel tempo si arriva alla scelta, il voler scegliere veramente chi siamo. La scelta ti conferisce identità, dobbiamo scegliere chi essere. Ne parla anche il filosofo Kierkegaard…per arrivare al nostro essere si passa per la scelta. E poi c’ è l’ arte che può riconnettersi alla tua parte autentica e ti permette di essere te stessa. Quindi l’ arte può essere una scelta che caratterizza la tua esistenza e la tua personalità. Come è successo a Manuela Nogara, una donna sensibile e attenta ai suoi processi interiori. Una donna che tende a comprendersi e a capirsi sempre più per il solo fatto di voler arrivare ad una propria centralità ed identità. E l’ essere passata attraverso un percorso artistico ha certamente aiutato i suoi passaggi interiori.  Manuela Nogara ha origini siciliane ma ha vissuto per un periodo  a Torino dove, a suo tempo, si è trasferita la sua famiglia d’ origine.  Oggi si trova a Bologna con il suo compagno con il quale ha aperto una società per vendita di materiali per tatuatori… Insieme si sono sperimentati e hanno fatto tanti sacrifici perché poi ti trovi a fare i conti con la realtà. Intanto dentro di te comincia a sbocciare qualcosa di nuovo che fa rima anche con una nuova filosofia di vita e con una personale dimensione umana. Perché è questo di cui abbiamo bisogno: appartenere ad un’ idea appartenendoci. Manuela anche se ha alle spalle studi economici-aziendali, ha sempre sentita viva dentro di sé la passione per il disegno. Una passione crescente che ancora oggi l’ accompagna fino a sfociare nella ritrattistica. E sempre tesa a voler raggiungere un proprio spazio interiore, una propria autonomia intellettuale e artistica, Manuela si è soffermata sulla tecnica del ritratto. E pur seguendo dei corsi nel settore, oggi appunto pensa di voler specializzarsi nella tecnica antica quanto affascinante che è il ritratto. Questo per una sua propensione all’ introspezione, per una sua volontà di scoprire l’ animo umano e per una volontà intrinseca di andare oltre. Di voler scoprire luci ed ombre di ciò che ci circonda ma soprattutto delle persone. Che cosa dà quel sorriso che è luce e che cosa dà quel buio che è ombra? Il ritratto diventa un po’ come una fotografia e come nella tecnica della fotografia, ci si sofferma sull’ attimo fuggente, su quel sorriso, su quell’ abbozzo di sorriso, quello sguardo, quel particolare…Tutto  ciò per voler disegnare e dipingere l’ animo umano.  E attraverso il disegno e la pittura, Manuela Nogara sta iniziando a capirsi, a scoprirsi e ciò che più l’ affascina è il mistero dell’ essere luce e ombra.  Da qui, da questa voluta ricerca interiore parte anche la sua ricerca artistica. Una storia e una ricerca che parte da lontano…Difatti Manuela restava incantata nell’ ammirare sua madre Francesca mentre dipingeva i suoi quadri creando pigmenti e miscelando polveri colorate. Da qui ha vissuto tutto con una magia, in uno spazio libero nel quale restare al sicuro, in un raggiungimento del proprio obiettivo che portasse a qualcosa di unico, di nuovo e di prezioso.  E così Manuela oggi realizza ritratti che sono “pezzi di fotografia”, pezzi di storia da voler raccontare. Perché la vita va vissuta ma anche raccontata. Oltre che dalle storie, dunque, Manuela resta affascinata dal gioco di luci ed ombre. Non a caso ama Caravaggio perché nelle opere dell’ artista campeggiano contrasti molto forti tra luci ed ombre.  Difatti ci confessa di aver ammirato Il Narciso di Caravaggio in una mostra e di aver provato quella che si chiama la classica sindrome di Stendhal. E ciò capita a persone sensibili e votate all’ arte, al gusto estetico, alla bellezza. La sua volontà  continua di sperimentazione e di ricerca l’ hanno condotta nel punto magico nel quale oggi si trova. Nel punto nel quale l’ arte ti chiama e senti come un richiamo e non puoi fare a meno di seguirla. Perché sarà proprio lo spirito artistico ereditato nel tempo a salvarti e a renderti autentica nel tuo essere speciale. Fino ad essere ombra, fino ad essere luce.

 

 

Raccontati tra esperienze di vita, lavoro, passioni…

Da dieci sono a Bologna con il mio compagno, intanto a Torino ho frequentato il liceo economico aziendale e mi sono laureata in economia aziendale e marketing. Ma ho sempre avuto la passione per il disegno, ho sempre lavorato per capire che cosa mi piacesse fare…Ho fatto di tutto…dalla barista  alla scaffalista, dall’ animatrice nei villaggi turistici fino a lavorare negli studi di commercialisti. Oggi lavoro in una società di vendita di materiali per tatuatori, poi mi sono specializzata in tricopigmentazione del cuoio capelluto…  Tuttavia al di là del lavoro in sé, avevo bisogno di riconnettermi con me stessa e quindi mi sono rifugiata nella pittura e nel disegno.

Come nasce la tua passione per la ritrattistica?

Mi piace ritrarre perché mi piace quello che mi trasmette uno sguardo, mi piace cogliere l’ emozione, capire se c’ è rabbia e tristezza in uno sguardo…Un’ amica mi chiese il ritratto di una bimba come anche una coppia di amici…Ho iniziato con un corso di disegno e poi mi sono approcciata al ritratto che mi è piaciuto tanto…

Tecnica e materiale di utilizzo?

Utilizzo matita a grafite in bianco e nero e poi sono passata alla pittura ad olio. Amo i contrasti molto forti di luce e ombra, come nell’ arte caravaggesca.

La tua fonte di ispirazione?

Gli animali, poi mi affascinano la storia delle persone…

Come ti definiresti come persona e come creativa?

Sono alla ricerca di me stessa, mi sento sia forte che fragile, versatile; mi piace sperimentare, sono introspettiva, vado oltre…

Altre passioni di vita?

Mi piace andare per musei e mostre, mi piace leggere di psicologia.

Che cos’ è l’ arte per te?

L’ arte mi aiuta ad ascoltarmi, a rigenerarmi…

Un ricordo legato all’ arte?

Il ricordo è legato a mia mamma Francesca che dipingeva miscelando polveri per creare i  giusti pigmenti… sono stata affascinata da questo intruglio di porzioni che buttava sulla tela…

I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti rattrista?

La condivisione e l’ altruismo mi rasserenano; l’ odio,  la superficialità, l’ ipocrisia mi rattristano…

Un tuo motto di vita?

L’ arte è la via che porta fuori da noi stessi.

 

Per info:  cell 348-8618352;  Instagram_manuelanogara_

 

 

 

 

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