Ciro D’ Alessio, quando l’ arte chiama

Ciro D’ Alessio, quando l’ arte chiama

 

Lavoro come un giardiniere. Considero il mio atelier come un orto. Faccio innesti, irrigo per far nascere un mondo che rappresenti fiori, personaggi o cavalli, poco importa  (J. Mirò)

 

Ci sono tanti modi per vivere, tanti modi per sognare e per ringraziare la vita. Uno di questi è l’ arte poiché tende a celebrare la vita. Poi ci sono persone che non possono che chiamarsi artisti per il solo fatto di voler vedere oltre,  anche oltre se  stessi, oltre i colori, oltre i riflessi degli stessi colori. E hanno bisogno poi di fermarli.  E nonostante poi l’ ordinarietà della vita, l’ arte ti chiama per dare di più a te stesso e agli altri.  Perché ci sono cose, momenti, emozioni che vanno davvero fermati per essere amati e contemplati. Intanto essere artisti vuol dire vivere con  il vento della libertà tra le mani, e con lo stupore e la meraviglia negli occhi. E quindi quando la vita è troppa, troppa da gestire, troppa da amare e da contemplare, si ha bisogno di fermarla in qualche modo… E c’ è chi  la ferma in un pezzo di fotografia e c’ è chi la ferma nella musica come nella pittura e nell’ arte in genere. Ciò che è certo è che quando l’ arte ti chiama, bisogna seguirla. Come è successo all’ artista napoletano Ciro D’Alessio. Studi filosofici alle spalle, ha voluto presto intraprendere un percorso artistico dedicandosi alla pittura sin dall’ età di diciassette anni. Appassionato, lungimirante, colto di quella cultura che si acquista sui libri, innamorato della sua terra vibrante di storia e tradizioni, la sua attività artistica è l’ incarnazione pittorica dei colori partenopei, nonché mediterranei. Colori esplosivi di una natura accesa e luminosa insieme a paesaggi, figure umane, animali. E come dice il grande artista Mirò” : “l’ atmosfera favorevole alla tensione spirituale e artistica la trovo nell’ arte”. Nei dipinti dell’ artista Ciro D’ Alessio circola tanto colore, tanta luce, tanta  energia, pathos e forza emotiva. Sono figure  e atmosfere fluttuanti  le sue che ricordano per certi versi  i quadri di Monet, nelle sfumature e nella stessa luce che trascolora sulle cose.  Ed è questo che colpisce, questo eterno incanto dell’ arte dettato da luce e vibrazione, come una poesia recitata e una danza danzata. Perché poi è appunto tutto un inno alla vita, alla bellezza che non deve scomparire. Come nell’ opera “Icaro”: i colori partono dall’ alto con schegge di luce ad irrorare i passanti.  In quest’ ultima opera campeggiano colori pastello, dall’ azzurro all’ arancio, come nell’ opera di Monet  “Impressione, levar del sole”.  O come nell’ opera “Arena” che è tempestata da striature colorate a circondare un vecchio tempio che emana  storia e suggestioni e  alla stessa natura esplosiva. Ciro D’ Alessio celebra la sua terra che è così facile da illustrare e dipingere proprio per la grande potenzialità che la caratterizza, per la felice storia d’ amore che si instaura tra l’ uomo e la natura.  Una natura felix quella di Ciro D’ Alessio,  una natura che elargisce all’ uomo stesso una volontà di riacquisire vecchi valori e sentimenti di nostalgica bellezza. Un intreccio di colori esplosivi e vita che ti viene a cercare. Un po’ come quando l’ arte chiama. Attraverso la pittura, Ciro D’ Alessio cerca di afferrare quegli attimi fuggenti di quel soffio vitale che è la nostra storia. Attraverso  contorni che vanno oltre e che non sempre sono ben definiti per arrivare al panta rei, alla vera essenza ma anche al flusso di quell’ esistenza che ci vuole in continuo movimento. Pittura  dallo stile impressionista e formale la sua, tutto nasce da un bisogno di valorizzare il mondo sensibile, quel mondo  esterno del quale più che della forma, se ne  vogliono percepire vibrazioni, luce e sensazioni. Una pittura che tende a percepire la realtà in tutte le personali connotazioni, nella consapevolezza che la realtà stessa detti una suggestione maggiore al di là delle concezioni dettate dal tempo. Ecco che l’ arte pittorica di Ciro D’ Alessio ti sorprende, ti prende e ti conduce lontano.  Ma non lontano dalla realtà ma nel bel mezzo di quelle visioni che fanno parte di una vita in continuo divenire.  Perché la realtà è storia e viceversa in un connubio nel quale la natura, irrorata di luce, significa tutto, in una visione realistica che si coglie maggiormente con i sensi  più che con l’ intelletto.  Lì dove la materia va plasmata a seconda delle proprie sensazioni, energia psichica ed istinto. E l’ istinto non sbaglia perché è ciò che ci accompagna da sempre, è ciò che si inserisce nel nostro sguardo onirico, scavando all’ interno di noi stessi per approdare meglio in quella che è una autentica dimensione umana ed esistenziale. Lì  dove si tendono  a celebrare luoghi e sentimenti, nella elementarità della natura e della natura umana.

 

Raccontati tra esperienze di vita, lavoro, passioni…

Ho una formazione filosofica, mentre studiavo però mi sono appassionato alla pittura e quindi, poi, ho deciso di lasciare in sospeso gli studi per dedicarmi alla pittura. A diciassette anni ho cominciato a dipingere e a ventisette ho deciso di fare il pittore. Ho iniziato come autodidatta per poi seguire alcune direttive di pittori anziani, pittori paesaggistici come Antonio Villani e Antonio Gravina. Dopo un po’ di tempo, ho interiorizzato quello che  è il mestiere del pittore…Ho iniziato realizzando copie di pittori impressionisti, da Monet a Renoir,  omaggi a questi grandi artisti che insegnano molto…

La tua fonte di ispirazione?

La natura, la vibrazione nella natura, nella luce solare. Cerco di rappresentare sempre la natura, il Mediterraneo, lì dove la luce è fonte e rompe le forme più che definirle.

La  tua tecnica pittorica?

Pittura ad olio in primis e pittura ad acrilico.

Come definiresti il tuo stile pittorico?

Intanto sono partito da una pittura tonale che è quella tipica napoletana per arrivare alla massima potenza del cromatismo, in una dialettica del colore che arriva alla dinamicità interiore e alla bellezza. Definirei il mio stile impressionista informale. Mi ispiro a qualcosa del mondo esterno, informale, perché non è importante restituire i contorni particolari ma essere esposti alla natura, questo è ciò che più mi appartiene…E ogni volta che mi espongo ad un paesaggio, più che alle forme preferisco arrivare alle sensazioni e vibrazioni. Sono molto antiplatonico: tra spirito e materia per me non c’ è differenza. Penso che  l’ arte debba occuparsi di quegli aspetti ai quali non arriva l’ idea. Intanto un’opera d’arte non concettuale  la ritengo più interessante; personalmente tendo ad una pittura che si collega con la realtà, con la vita, con il mondo.

Che cos’ è l’ arte per te?

Per me l’ arte è libertà interiore, realizzazione di ciò che sono.

Prossimi progetti?

Negli ultimi anni ho partecipato a diverse mostre, ci saranno anche delle mie mostre personali prossimamente ma vorrei concentrarmi  anche sul lavoro della mia bottega d’ arte a Pozzuoli.

Come ti definiresti come persona e come artista?

Come artista sono fantasioso ed estroverso ma sono anche una persona rigorosa e metodica.

Altre passioni di vita?

Mi piace passeggiare nella natura, nelle città d’ arte, andare  per musei; mi piace la filosofia, la musica classica, la poesia.

I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti rasserena e che cosa ti rattrista?

L’ amicizia, la convivialità, il dialogo, il perdono sono sentimenti che mi rasserenano; il contrario mi rattrista come anche l’ intransigenza e il senso di superiorità.

Un tuo motto di vita?

Prendo a prestito una frase di Nietzsche:” Fratelli, vi prego, amate la terra, non vogliate cercare mondi oltre il mondo”.

 

 

Per info: cell: 338-1149308; pagina facebook : Ciro D’ Alessio Pittore;  instagram: ciro_dalessio_painter

 

 

 ( Le risposte alle domande dell’ intervista all’ artista Ciro D’ Alessio non sono prettamente sue risposte letterali ma frutto di una mia rielaborazione stilistica   R.O.)

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *