Marina Castagnola, ritrovarsi tra pezzi di vita

Marina Castagnola, ritrovarsi tra pezzi di vita

Qualche volta rompere le regole significa semplicemente ampliarle ( Mary Oliver)

 

La libertà è quel filo da tessere, quel filo che ti conduce lontano perché ti permette di collegarti con te stessa, con la parte più profonda del tuo essere. Perché solo partendo dal “nosce te ipsum” di socratica memoria si arriverà lontano, dall’ altra parte della riva.  E cammineremo così tanto da vedere l’ alba.  E non ci sembrerà vero di andare in tutt’ altra direzione perché  dove stavamo, proprio dove stavamo non era il nostro posto, non era il nostro io.  Questo perché si avrà bisogno di terra nuova da irrorare, di nuove sensazioni ed emozioni da percepire. Ed ecco che bisogna ritrovarsi tra pezzi di vita, rimettendoli insieme come in una coperta di patchwork.  Perché è proprio così, arriva sempre il tempo di guardarsi  dentro, arriva sempre un momento nel quale  ti senti tremare come una foglia ma senti  e ti accorgi che sarà proprio la tua fragilità a darti quella spinta in più e quella forza per osare e spingerti più avanti. Ma si è sempre spinti e sospinti dal vento della passione, da quella volontà di essere nel mondo secondo la propria immagine. Perché si possono cambiare città, strade e lavori, ma poi ritorniamo sui nostri passi a specchiarci nel non fatto e non detto.  Ed ecco che c’ è chi come Marina Castagnola, una creativa doc che ha voluto spingersi oltre i propri orizzonti per arrivare dall’ altra parte della riva.  Nell’ incanto dei suoi stessi giorni che oggi trascorre nella sua bottega d’ arte a Pavia.  Oggi vive a Torricella Verzate sulle colline dell’ Oltrepò Pavese. Donna versatile, poliedrica, lungimirante, dalla spiccata personalità, dotata di quella fantasia e di quell’ estro creativo che ha tenuto dentro da tempo.  Sin da quando guardava sua mamma Gemma cucire i suoi manufatti, sin da quando poi lei stessa ha iniziato con il cucire delle salopette per suo figlio piccolo… E da lì è stato un crescendo di emozioni: ha incontrato un suo amico tappezziere ma più che un tappezziere un artista, che le ha permesso di entrare nel mondo delle stoffe e del riciclo creativo.  Poi partecipando ad una fiera di artigianato, si è accorta di quanto fossero belle alcune borse create con le proprie mani. E così ha voluto provare a creare le sue borse che oggi prendono il nome di WABI SABI bags. Dietro c’ è tutto un mondo ed una filosofia di vita che proviene dal lontano Giappone. Intanto Marina Castagnola ha studi biologici alle spalle e poi si è anche specializzata in ecologia.  Ha insegnato alle scuole superiori per ben ventisette anni ma appunto ha avvertito dentro di sé un richiamo, un fuoco sacro, qualcosa che volesse portarla lontano dalla routine quotidiana.  Un po’ come quando si è stanchi di ripetere le stesse lezioni ed è così che si è lanciata in una nuova avventura. Ed ecco che ha investito in una piccola bottega nel centro storico di Pavia, una bottega che è uno scrigno di bellezza e creatività. Le sue borse sono pezzi unici, irripetibili, dettati da gusto e raffinatezza. E c’ è tanto di Marina con la sua energia e forza vitale, con quel quid in più nel volersi dare nuove possibilità, con quel coraggio che poi libera. Basta semplicemente oltrepassare la soglia e Marina si è spinta oltre; ha sempre preferito conoscersi e andare incontro alle proprie esigenze emotive.  Perché è in questo modo che nascono i capolavori. Quelli fatti con la nostra testa e il nostro cuore. Oggi Marina Castagnola cuce creando le sue borse. Sono borse per intenditrici, per quelle donne che vogliono circondarsi di colori diversi, donne che vogliono osare e distinguersi. Non per il solo gusto di farlo ma per il desiderio di apparire diverse a se stesse.  Donne più libere, più volitive, più consapevoli nel voler ritrovarsi tra pezzi di vita.  Perché il compito di ognuno di noi e di ogni donna è proprio questo:  ritrovarsi come si può ritrovare un pezzo di stoffa, un fiore tra le pagine di un libro, una vecchia passione, un sogno di altri tempi. Ecco le borse di Marina Castagnola appaiono come borse d’ altri tempi, dal sogno romantico e a tratti retrò ma sicuramente unico e prezioso. Poiché lavorate pezzo dopo pezzo, passo dopo passo, le sue creazioni rappresentano un sapiente incontro tra bellezza ed artigianato, tra ciò che ancora non è e potrebbe essere. Le borse di Marina Castagnola racchiudono all’ interno quel mood  della filosofia giapponese ad indicarci la transitorietà della vita, in un viaggio verso la bellezza e la ricerca della perfezione. Perché poi è il sentimento di perfettibilità che porta all’ essenza creativa in quella tensione artistica che arriva alla distensione delle mani e del cuore.

 

Raccontati tra esperienze di vita, lavoro, passioni…

Sono sempre stata una ribelle, sono sempre stata anacronistica, sono sempre stata capace di imporre la mia visione… Tutte le scelte che ho fatto sono scelte di libertà. I miei sono stati studi classici, mi sono laureata in biologia con lode, poi mi sono specializzata in ecologia e ho lavorato a contatto con i boschi della pianura padana. Ho insegnato per ventisette anni alle superiori chimica e scienza della terra e biologia….Ma poi ho sentito che avevo bisogno d’ altro. Ho interiorizzato una frase di Goethe che dice: “ Fai il primo passo quando hai in mente qualcosa perché hai l’ universo che si organizza per te” e quindi ho voluto provarmi in un settore diverso, un settore che ha a che fare  con la creatività.

Come nasce e si evolve la tua vena creativa?

Ho sempre avuto un estro creativo forse sviluppatosi nel tempo…Mi piaceva vedere mia mamma cucire, la vedevo all’ opera e ho imparato tanto da lei, poi ho iniziato a cucire delle salopette per mio figlio, ho iniziato a realizzare vestiti per lui e per me. A suo tempo ho seguito corsi con maestri d’ arte, ho iniziato facendo la decoratrice di interni e così ho aperto una bottega d’ arte nel centro storico a Pavia. Ma devo dire che mi sono catapultata nel mondo delle stoffe grazie ad un amico tappezziere molto particolare perché mi ha fatto conoscere stoffe davvero pregiate. E quindi ho iniziato a realizzare dei vestitini per neonati e poi ho partecipato ad una fiera di artigianato:  ho conosciuto due signore che realizzavano borse in tessuto…ne ho presa una per me e ho iniziato a prendere stoffe in casa e a riciclare. Ho tanto interiorizzato il concetto del riciclo creativo. Oggi assemblo  stoffe a mo’ di patchwork per realizzare le borse  WABI SABI bags.

Il materiale di utilizzo?

Sono stoffe pregiate talvolta dipinte, sono stoffe Rubelli di Venezia e manici in pelle provenienti da un noto consorzio toscano che si occupa di tintura vegetale su pellame.

La tua fonte di ispirazione?

Mi ispira molto la filosofia giapponese, WABI SABI è quel modo transitorio, instabile, ma anche essenziale  di intendere le cose. Le mie borse sono transitorie e non sono perfette come è imperfetta la vita. La parola wabi vuol dire povertà e semplicità  e sabi  sta per quella bellezza nata dal passare del tempo. Mi ispira un po’ tutto…la natura, un’ immagine, un quadro.

Che cos’è per te la creatività?

Per me la creatività è un’ energia che proviene dall’anima, è un’ energia divina, è acqua che scorre…

Come ti definiresti come donna e come creativa?

Una persona coraggiosa ma anche una foglia che trema, un coacervo di luce ed ombra…

I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti rattrista?

Mi rattrista assistere al massacro della natura con macchinari giganteschi, il contrario, immergermi nella natura mi rasserena, i rapporti sinceri e la sana comunicazione mi fa star bene.

Un tuo motto di vita?

Sii fiduciosa perché anche se non lo vedi, c’ è dell’ altro.

 

 

Per info: cell: 333 420 2933; pagina facebook WABI SABI bags

 

 

 

 

Un pensiero riguardo “Marina Castagnola, ritrovarsi tra pezzi di vita

  1. Complimenti Marina! È da tempo che ti seguo e ammiro le tue creazioni: sono “luminose”. Passerò nella tua bottega!

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