La ragione non sovrasta mai l’ immaginazione, mentre l’ immaginazione spodesta frequentemente la ragione ( B. Pascal)
Abbiamo bisogno di contenuto, di saper appartenere a qualcosa oltre che a qualcuno. Abbiamo bisogno di affondare le dita in quelle scatole dei ricordi per rivederci poi in uno specchio. Perché poi abbiamo bisogno di essere uguali a noi stessi e di non tradirci mai. Anzi, abbiamo bisogno di essere in linea e coerenti anche con quanto si faceva un tempo. Perché nella famosa scatola oltre ad esserci i ricordi, ci siamo noi con le nostre emozioni e, più passa il tempo, e più le emozioni diventavano autentiche. Questo perché abbiamo bisogno di aggrapparci a qualcosa che possa ridarci la serenità che meritiamo, questo perché abbiamo bisogno di sorridere alla vita dopo aver maturato quell’ esperienza tale che ci porterà a dire di essere persone libere. C’ è da dire poi che le donne hanno una marcia in più nell’ ammettere di non essere mai arrivate abbastanza proprio perché hanno insita quella volontà di esplorazione, di sensibilizzazione nei confronti dell’ altro e di voler appartenere ad un mondo proprio. Ma soprattutto hanno quell’ esigenza che parte da dentro, quella volontà di fondare e dare un nome a ciò che si realizza. Sì, perché la donna in particolar modo, ha bisogno di dare un nome, un segno, una linea, un omaggio al suo essere donna. Avvertendo, così, l’ esigenza primordiale di ricompensarsi per tutta l’ energia profusa e per tutti i periodi bui che ha vissuto. E quindi che cosa può succedere ad una donna che vuole brillare ed espandere la sua bellezza anche agli altri? Accendere una luce è il modo migliore per assicurarsi di vivere da protagoniste la propria vita. Sulla scia di quella bellezza della quale eravamo capaci soprattutto un tempo quando bastava la luce di una candela ad illuminarci il viso e l’ anima. Elisa Giovannini è originaria di Civita Castellana in provincia di Viterbo ma oggi vive a Vetralla. Elisa è una donna che ha maturato molta esperienza in campo lavorativo, così tanta che poi ha voluto trovare un proprio modus operandi, un modo tutto suo di fondare qualcosa che potesse appartenerle. E ci sono cose che davvero ci appartengono da tempo, sono quei segnali di luce che attraversano la nostra vita solidificandosi e sciogliendosi a seconda del tempo e di come vanno le cose. Perché è proprio di questo che vogliamo parlare e non soltanto di una candela ma della persona che la anima, dandole una conformazione diversa dal solito. My Angel Candle Lab è il nome che Elisa ha dato alle sue candele, candele davvero originali che racchiudono il sogno in un bicchiere. Sì, perché Elisa è arrivata in punta di piedi al suo sogno, donna responsabile e matura qual è con quell’ istinto ed estro artistico appreso in famiglia. Figlia di una ballerina di origine inglese, ha respirato quell’ aria artistica e creativa in un’ atmosfera tale da regalarle quello spirito positivo e propositivo che la contraddistingue. Una donna libera Elisa, una donna che si è fatta da sé anche tra mille ostacoli e periodi difficili. Ecco perché oggi non ha sentito altro che l’ esigenza di accendere una candela. Una candela che possa donare speranza perché la luce è speranza e nel buio illumina. Ma non soltanto questo: una candela è anche voler donare bellezza perché oggi rispetto a ieri le candele si decorano e profumano. Elisa propone una varietà di candele ma sono soprattutto candele realizzate con cere vegetali come la cera di soia, la cera di palma e la cera di oliva. Con l’ ausilio di stampi, viene tutto impreziosito da decorazioni particolari come fiori, bouquet e, con esse, essenze profumate come la lavanda, il cocco, gli agrumi. Poi abbiamo le candele “alla panna” in un bicchiere…Sono candele che oltre a dare atmosfera e ad illuminare, ti permettono di sognare, ricreandoti lo spirito. Perché se è vero come è vero che sono le piccole cose a dare la felicità, la candela, frutto di creatività che nasce dalle mani e dalla fantasia di colei che la crea, appartiene a tutto un sogno di una vita. Un percorso che arriva alle sue tappe, un momento di gioia e di profonda condivisione, come un sogno in un bicchiere che sa di buono e di bello. E si sa, creare e sognare hanno sempre un po’ quella radice di irrazionalità che ci spinge ad essere noi stessi, soprattutto e semplicemente noi stessi.
Raccontati tra passioni, lavoro, esperienza di vita…
Ho avuto una vita un po’ turbolenta ma devo dire che non mi sono mai fermata; dopo il diploma in ragioneria, ho lavorato nell’ azienda di famiglia per nove anni. Poi ho voluto aprire a Vetralla un negozio di biancheria e abbigliamento, e poi decisi di chiudere per fare altro. Quindi iniziai una scuola per diventare tecnico dei servizi sociali. Stare nella società per aiutare gli altri mi è sempre piaciuto. Ho trovato lavoro a Ronciglione in una casa famiglia per minori, qui ho lavorato per un anno e mezzo per poi lavorare per quattro anni come autista di pulmini di scuolabus a Vetralla…
Come nasce la tua vena creativa?
Mia madre era una ballerina di origine inglese, ha lavorato a Roma con Pippo Baudo, tra teatro e spettacolo, e non potevo che respirare aria artistica…Intanto mi piaceva studiare storia dell’arte. Ho frequentato le scuole medie annesse all’ istituto d’arte e ho iniziato ad imparare la tecnica pittorica con olio a tempera, la geometria…poi ho praticato danza classica moderna e ho continuato a dipingere nel tempo libero…
Perché sei arrivata alla creazione di candele?
Sono sempre stata curiosa e con la volontà di apprendere nuove tecniche artistiche, sono sempre stata affascinata dalle candele, si è trattato di un piccolo esperimento che volevo fare per me. Ho iniziato a produrre candele e pubblicarle sulla mia pagina facebook da ottobre fino a Natale, è stato un bel periodo…
Questo tuo estro creativo ti ha cambiata in qualche modo?
Sono rimasta sorpresa da tutta questa mia creatività, quando lavoro resto in una bolla, mi ha migliorato la vita.
Materiale e tecnica di utilizzo?
Utilizzo cere vegetali, cera di soia, cera di palma, cera di oliva con essenze come gli agrumi, il cocco, la lavanda… Si scioglie la cera, si aggiungono colori ed essenze e si frulla, ad una certa temperatura si lavora e poi si solidifica…C’ è la candela nel bicchiere che mi piace di più perché mi permette di spaziare di più…
Quali sono le candele più gettonate?
Oltre alle “candele con la panna” nel bicchiere, piacciono le candele con mazzi di fiori nei vasi, le candele a bouquet, i segnaposti, le bomboniere…
La tua fonte di ispirazione?
I fiori… soprattutto margherite, rose, peonie, mi ispiro molto alla natura.
Che cos’ è per te una candela?
Una candela per me è luce, è speranza, nel buio illumina…
Come ti definiresti come donna e come creativa?
Dinamica, la noia mi uccide; sono una persona libera, diretta, portata ad aiutare gli altri…non ho pregiudizi.
Altre passioni di vita?
Viaggiare, ho viaggiato molto, ho una passione per le rose, in giardino ne ho cinquantatrè; mi piace il cinema, il teatro, gli spettacoli, i musicals.
I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti rasserena e che cosa ti rattrista?
Mi rattristano l’ ipocrisia, l’ opportunismo; mi rasserena la condivisione ma anche la solitudine, sto bene con me stessa.
Un tuo motto di vita?
Non mollare mai! Se cadi, rifletti e alzati!
Per info: 342-6457883; pagina facebook My Angel Candle Lab