Il disegno è la sincerità nell’ arte. Non ci sono possibilità di imbrogliare. O è bello o è brutto ( S. Dalì)
Panta rei, tutto scorre, come in un film, come in un fiume, come nel tempo. Si nasce con una stella che detta le sue leggi, tra storia, esistenza e leggenda personale. Poi ci sono le leggi innate della nostra esistenza interiore. Segni, talvolta profondi, linee, colori disegnano e delineano il nostro cammino. Soltanto con il passare del tempo ci accorgeremo che quelli erano i segnali giusti e giusti eravamo noi in quel momento a seguirli. La nostra natura interiore insieme alla capacità di intravedere e vedere bellezza arricchiranno il nostro quadro d’ autore, il nostro profilo umano, la nostra sete di conoscenza. Per arrivare a tutto ciò, bisogna essere coerenti con le proprie scelte di vita. Essere coerenti nell’ attraversare il buio come la luce. Essere se stessi, conoscendoci fino in fondo, nelle profondità delle nostre radici e delle nostre memorie. In questo modo il nosce te ipsum di socratica memoria avrà un senso. Come la stessa bellezza. Come l’ arte che all’ interno conserva leggi di sacrale bellezza. L’ arte, il fare arte ci permette di dimenticare l’ insensato ed il malsano accadere delle cose quando avvengono. Ma la vera arte dovrebbe evocare bellezza ed amore universale. E non può e non deve perdersi in circuiti oziosi che vengono ad essere frutto di immaginazioni insulse e vacue. L’arte non può abbandonarsi ad una stereotipata versione del reale. Non si può assolutamente paragonare un’opera di Raffaello come può essere Lo sposalizio della Vergine o la Trasfigurazione o lo stesso Autoritratto all’ ultima provocazione di Maurizio Cattelan. Non possiamo definirla arte ma provocazione appunto. E allora dov’è il vero volto dell’ arte? Dov’ è nascosto? Fondamentalmente si può trovare nel rispetto, nello studio e nella ricerca costante, nella bellezza universale e nella sacralità dell’ arte stessa. Di questo ed altro ancora disquisisce l’ artista Nicola De Luca. Un personaggio conosciuto e apprezzato dai più con una grande esperienza umana ed artistica alle spalle. Superata la settantina, l’artista resta coerente e fedele a se stesso. Di origine calabrese, nasce nel ’53 in provincia di Catanzaro, a Torre di Ruggiero dove vive e lavora. Sin da ragazzo ha seguito la sua vocazione, il suo voler riprodurre fedelmente ciò che vedeva, un modo per fermare il tempo come in una fotografia. In questo modo è riuscito a conoscersi fino in fondo e fino a vivere d’ arte. Dopo gli studi liceali, si laurea in architettura ma sempre presente e vivo è il desiderio di fermare stati d’ animo attraverso un personale sguardo artistico. E da qui la stessa evoluzione artistica è costellata da incontri fortunati e dalla volontà di scoperta e ricerca continua e costante nel tempo. Tant’ è che unisce al lavoro in architettura la passione per la fotografia, generando un’ arte figurativa a carattere grafico e pittorico. Tutto ciò con devozione e fiducia nella bellezza. Sempre. Ecco ciò che trapela dalle opere di Nicola De Luca: il rispetto, la sapienza, l’ infinita volontà di conoscenza. L’ artista predilige artisti come Raffaello Sanzio al quale si ispira per le sue figure femminili. Oggi l’ artista si sofferma su questo filone per scoprire non soltanto la bellezza femminile così leggiadra, così estremamente romantica, nostalgica e senza tempo ma anche per inoltrare messaggi alle future generazioni. Affinchè possa mantenersi intatto il vero volto dell’ arte. De Luca da sempre attivo sul suo territorio e oltre, fa parte di numerose associazioni e fondazioni; ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti ed è alla stregua di grandi artisti come il disegnatore Omar Galliani. Difatti si reputa soprattutto un disegnatore proprio perché tiene a precisare che tutto nasce dai segni, dalle linee e da quella che potrebbe essere definita una precisa onestà di intenti. Ecco il leit motiv, il filo conduttore delle sue opere. Alcune delle quali in bianco e nero come tracce d’ inchiostro e sequenze di un film storico. Nicola De Luca riesce a delineare sentimenti antichi sospesi tra cielo e terra, in un’ aura di pacifica connessione con se stesso. E il senso dell’ arte converge in una nostalgica presenza che aleggia sull’ esistere talvolta precario e stanco. Ecco che artisti come Nicola De Luca insegnano ad andare avanti percorrendo e ripercorrendo quei sentieri antichi densi di valori e forgiati all’ interno di tradizioni e documentazioni. Perché l’ arte non è soltanto bellezza ma anche disciplina. Pellicole fotografiche, sequenze, volti di donne con espressioni senza tempo, immagini che si susseguono come in un film, immagini chiaroscurali che aspirano a diventare luce e movimento, nell’ arcano segreto di bellezza. Nicola De Luca è tutto questo poiché ha avuto il coraggio di guardarsi dentro attraversando i graduali passaggi interiori e le personali verità più profonde. Nei meandri di un vissuto che diventa memoria storica solo se lo vogliamo. Se riusciamo come è riuscito il nostro artista a scoprire il vero volto dell’ arte.
Raccontati tra esperienze di vita, lavoro, passioni…
Alle scuole medie ho iniziato a colorare e a dipingere, ero il leader della materia di educazione artistica-sorride-. A Reggio Calabria ho abitato in una pensione per studenti per frequentare il liceo artistico “Mattia Preti”. Qui ho avuto un impatto duro, anche se mi ha aiutato molto il maestro Leo Pellicanò; questo comunque non è successo alla facoltà di architettura alla quale mi sono iscritto nel ’72. Durante gli studi universitari ho continuato a dipingere. Ho lavorato poi da architetto, alle volte mi sono dedicato alla professione, alle volte all’ arte. Dal ’93 ho iniziato ad esporre in piccole personali e collettive e dal 2003 ho tenuto centinaia di mostre sul territorio locale e nazionale. Ho insegnato discipline artistiche e oggi continuo con la mia produzione grafica. Sono nato disegnatore, ho avuto anche fasi di produzione pittorica ma ho più disegnato che dipinto.
Un’esperienza artistica che ricordi particolarmente?
Nel 2011 ho partecipato alla Biennale di Venezia tenuta da Vittorio Sgarbi. Ho partecipato con l’ opera “Mediterranea” nel Padiglione Italia per la Calabria. Un’ esperienza meravigliosa!
Perché hai scelto il disegno?
Mi soddisfa maggiormente il disegno, utilizzo la grafite perché è un materiale che mi permette di giocare su diverse gradazioni, dal bianco al nero. La linea è essenziale nel disegno, nei miei segni c’ è una gestualità continua…
Come definiresti il tuo stile?
Figurativo-anacronistico.
La tua fonte di ispirazione?
Ultimamente mi ispiro ai fotogrammi, al cinema, al tempo che scorre come se fosse un film. Mi ispiro alle figure femminili della vita reale, sono donne comuni di una bellezza comune. Cerco di dare quell’ espressività in più.
Prossimi progetti?
A maggio alla fiera del libro di Torino sarà presente “Eretico!”, il romanzo storico di Giuseppe Mercurio. Io ho disegnato la copertina. Intanto sto lavorando per una personale e curo “Chiaravalle Arte”, manifestazione estiva con artisti da tutta Italia.
Che cos’ è l’ arte per te?
Dobbiamo riprenderci l’ arte. Le cose devono cambiare…l’ arte deve comunicare qualcosa che vuoi veramente raccontare. Bisogna cercare di comunicare attraverso la bellezza.
Come ti definiresti come persona e come artista?
Penso di essere una persona generosa in tutti i sensi.
Altra passione di vita?
La fotografia.
Un libro che stai leggendo e ti sta appassionando?
Nostalgia della bellezza di Angelo Crespi.
Per info: 328-5930164; www.nicoladeluca.it