Elena Gentinetta, la bellezza dell’ anima

Elena Gentinetta, la bellezza dell’ anima

 La realtà non è mai come la si vede: la verità è soprattutto immaginazione ( R. Magritte)

 

Ci sono sirene che portano pace, foriere di messaggi d’ amore, buoni da condividere, e ci sono sirene che abbagliano per il solo gusto di farlo. Per accecare, per nascondere ciò che c’è di più vero, la verità appunto o la stessa anima… Il più delle volte facciamo errori di valutazione, e soprattutto non riconosciamo di avere un’ anima che può tutto. Ci lasciamo abbagliare, tuttavia, dalla materia, dall’esteriorità, da falsi miti e dalla voce di quelle sirene che ci confondono, distraggono e ci allontanano dalla via maestra. Ma quale potrebbe essere oggi la via maestra? Senz’ altro la bellezza, la bellezza che parla da sola, la bellezza dell’ anima. Senz’ altro può essere l’ arte che vive di altrettanta bellezza e confronto interiore e… ci salva. Pur iniziando qualsiasi cammino della nostra esistenza, l’ arte dispensa momenti di riflessione per sé e per gli altri. Oggi viviamo in un’ epoca oscura, difficilmente decifrabile e questo ci destabilizza e talvolta ci devasta interiormente.  In un’ epoca votata maggiormente all’ apparenza che della sostanza, artiste come Elena Gentinetta possono dare un contributo cospicuo al mondo dell’ arte e non solo.  Elena Gentinetta vive a Vigone, in provincia di Torino. Ha frequentato l’ Accademia di Belle Arti  e i suoi studi artistici l’ hanno condotta verso una propria scelta artistica che si è sempre distinta ed  evoluta nel tempo e in uno spazio personale nel quale opera da anni. Difatti si dedica al mondo dell’ arte da anni pur passando per altre esperienze lavorative.  La pittura di  Elena Gentinetta ricorda Magritte per lo stile surrealista, per le suggestive rappresentazioni e per l’impatto emotivo che da ciò ne deriva. Come la stessa artista ammette, sente di appartenere a quella fascia di persone sensibili non solo artisticamente ma  più umane e molto meno prese dai bagliori della vita moderna.  Un’ esistenza talvolta fatta di luci abbacinanti che non ti lascino vedere oltre ma è proprio di quell’ oltre che avremo veramente bisogno.  In un mondo alla rovescia, l’ artista Gentinetta cerca di sistemare un po’ le cose, lanciando messaggi che possano sensibilizzare ad un rilettura di se stessi.  L’ opera che veramente colpisce per potenziale intrinseco è sicuramente Influencer, un nome che è figlio dell’ era odierna, dell’ era  digitale, dell’ era dei social.  Con quest’ opera l’ artista ha inteso mettere in evidenza come non sempre si riesca ad appartenere ad un mondo fatuo, un mondo comunque incentrato sull’ apparenza e di scarso contenuto.  E l’ artista lo ha rappresentato attraverso tanti tentacoli che ti tirano giù e non ti danno voce, non ti garantiscono la giusta identità. Sulla scia della ricerca di sé, della bellezza e dei valori oramai perduti, le opere dell’ artista Elena Gentinetta inducono sicuramente alla riflessione.  Attraverso spunti ed immagini surreali, l’ artista riesce ad arrivare a ciò che non dovrebbe mai sfuggire e mancare ossia  la propria bellezza interiore, la bellezza in generale e la bellezza dell’ anima.  L’ artista Gentinetta ha all’ attivo molte opere e ha partecipato e continua a partecipare ad estemporanee anche per confrontarsi con altri artisti.   Ma è soprattutto una donna con le sue emozioni e dentro si porta un mondo, una “città metafisica” attraverso ciò che ha visto e visitato, ciò che pensa e sogna e attraverso appunto le sue visioni oniriche.  La straordinarietà risiede appunto nel valicare l’ ordinaria amministrazione e l’artista Gentinetta ci riesce benissimo. Delicata, profonda, ma anche indipendente e con un forte senso critico che la riporta alla realtà, a ciò che bene e a ciò che è male. La pittura oggi le restituisce serenità, energia positiva  e le rappresentazioni, a detta sua,  precedono quello  stato d’ animo concepito nel silenzio. In un tempo sospeso tra realtà e inconscio. Difatti nell’ artista Gentinetta tutto nasce prevalentemente dall’inconscio e dall’ interpretazione dei sogni, da quel mondo surreale ed onirico che tanto insegue  e che si incrocia con storie reali.  E viceversa. Un po’ per venirne a capo, un po’ per integrarsi ad una realtà contorta e disturbante. La sua arte è surreale ma ha anche funzione catartica, un modo per esorcizzare ciò che proprio non va come la guerra in atto e la poca condivisione, e l’ insana comunicazione. Elena Gentinetta predica  la conoscenza di sé, la ricerca di se stessi per arrivare ad una sorta di verità.  E crede nel cambiamento e nella trasformazione, nell’ eracliteo panta rei. In quel mutamento degno di nota dal quale sortire l’ effetto sperato, ossia arrivare alla bellezza, alla conoscenza e alla verità.  Tutto questo per ricercare, poi,  la propria bellezza dell’ anima.

 

Raccontati tra esperienze di vita, lavoro, passioni…

Ho frequentato l’ istituto d’ arte per la sezione legno a Saluzzo in provincia di  Cuneo. Facevo ritratti alla amiche prima di prendere il treno  che mi portasse da scuola a casa, facevamo un po’ a gara  a disegnare anche con mia sorella… Mi allenavo così in disegno e scultura. Ho frequentato l’ Accademia di Belle Arti a Torino per la sezione pittura e scultura in legno. Ho seguito costantemente il maestro Giovanni Nervo del quale serbo ancora  un buon ricordo. Intanto ho lavorato sedici anni in fabbrica, sono stati anni devastanti, poi ho provato ad impaginare libri di medicina, ho lavorato come illustratrice per una casa editrice, ho provato anche a dipingere i miei disegni su ceramica…

Come nasce e si evolve la tua passione per la pittura?

Ho imparato  anche a scolpire il marmo; la passione per la pittura è subentrata poco alla volta, ma devo dire che è più facile trovare una tela che un pezzo di marmo- sorride-. Mi piace molto di più dipingere che scolpire, trovo che sia più rilassante e terapeutico, almeno per me è così.

Come definiresti il tuo stile pittorico?

Surreale, uno stile derivante da  immagini ipnagogiche, oniriche. Tra reale ed irreale.

Materiale di utilizzo?

Olio su tela all’ inizio, poi sono passata all’ acrilico.

A quale opera resti più affezionata?

Resto più affezionata all’ opera Influencer.

Come nasce?

Mi stavo addormentando davanti alla tv  e, tra sonno e veglia, in uno stato meditativo,  ho  intravisto la Ferragni che pubblicizzava uno shampoo e da qui nasce l’opera Influencer. Naturalmente è  una provocazione perché questo mondo dell’ apparenza  proprio non mi piace, preferisco i contenuti, la sostanza.

La tua fonte di ispirazione?

Adoro dipingere le nuvole, il mare ma anche il verde della campagna… Mi piace ammirare i campi pieni di rotoballe, mi sembrano cose surreali…tanto mi piacciono.  Vado spesso alla ricerca di dettagli, elementi che sono fuori posto.  Un albero di mele tutte su  in alto senza una foglia, ecco per me  questo è qualcosa di fuori posto tanto è particolare. Sono un’ indagatrice della natura, cerco la bellezza dei particolari come un fiore dai colori diversi… Bisogna osservare quello che ci circonda…

Riferimenti di grandi artisti che hanno attirato la tua attenzione nel tempo?  

Magritte, Bosh. Di quest’ ultimo mi piacciono i dettagli.

Artisti in famiglia?

Mio papà Bruno era manutentore di macchine industriali ma riusciva a fare ogni cosa artistica gli venisse in mente come  lavorare la ceramica raku. Era  anche un appassionato di fotografia, pittura e scultura. Mio nonno Serafino amava copiare le cartoline…

Altre passioni di vita?

Preparo dolci, mi piace andare a cavallo, amo gli animali.

 

Prossimi progetti?

Vorrei organizzare delle mostre tra Fossano, Mondovì e Torino…Intanto dal 17 al 19 ottobre esporrò  le mie opere nell’ ambito della fiera nazionale Mais e Cavalli a Vigone.

Un tuo motto di vita?

Tutto scorre.

 

 

Per info: cell: 392-2845342

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *