Quella volta fu come mai e come sempre. Andiamo lì dove nulla v’ è che attende e troviamo tutto ciò che sta attendendo ( Da cento sonetti d’ amore di Pablo Neruda)
Bisogna avere fiducia in ciò che ancora non è accaduto ma che è dentro di noi. Bisogna credere in qualcosa che avverrà pur sempre in nostra compagnia. Ma per tutta questa fede e fiducia, intanto che si attende, diventa opportuno porsi bene, seguendo il proprio istinto. Fiutando le stagioni in arrivo ed inserendosi in un contesto a metà strada tra cielo e terra, materia ed emozioni. Perché poi saranno proprio le nostre emozioni a prendere vita e ad evolversi sotto il nostro sguardo. E lì assisteremo al miracolo della mente in corrispondenza delle mani e viceversa. Quindi se anche una passione può restare in embrione per un po’, poi sarà destinata a sbocciare interamente. Come è accaduto a Teresa Sindaco, pittrice e creativa di candele. Una vita, la sua, in continuo cammino verso la bellezza e la creatività. Una passione ed un senso artistico che ha sentito evolversi continuamente. La pittura in primis, una passione crescente che è arrivata per caso partendo da disegni e bozzetti. Poi complice il papà che le regalò da ragazzina i primi pennelli, Teresa ha visto materializzarsi un sogno. Ma soprattutto si è vista destreggiare tra colori ed emozioni, fino a che tutto si è tramutato anche nell’ esperienza lavorativa dell’arte pasticcera. In questo settore ha lavorato per molto tempo instancabilmente. Fino poi a decidere di interrompere per darsi ad un’ altra passione crescente ossia quella dell’arte delle candele. Pittrice, ex pasticcera e candelaia oggi, Teresa Sindaco ha ancora tanta energia e tanta volontà di crescere artisticamente. Intanto vive nella bella città di Taranto, sua continua fonte di ispirazione. Oggi passa dalla tela ad una creazione di una candela, così, spontaneamente, liberamente, e con molta maestria. Sì perché vuole sentirsi finalmente libera di andare incontro all’ arte e alla creatività nel migliore dei modi. Senza tradire la sua essenza di donna e di artista. Teresa Sindaco è una donna versatile, sensibile, attenta, riservata ma anche empatica, dall’ intelligenza emotiva che la rende libera e la spinge ad andare lontano. Se lontano vuol dire continuare a rappresentare in pittura un particolare della sua città o una candela realizzata in cera di soia, a seconda della forma che le si vuole dare. In questo periodo natalizio è alle prese con alberelli e casette che assomigliano a quelle realizzate in pan di zenzero e glassa. Tale ne è la perfezione e la somiglianza che ci si può davvero confondere. Ecco perché non può che piacere una personalità come quella di Teresa che oltre ad essere in continua evoluzione, si è sempre fidata della sua stessa aura creativa ed artistica che da sempre l’ ha circondata. E ancora oggi, pur avendo lasciato il mondo del cake design perché la sottoponeva a turni di lavoro faticosi e non troppo gestibili, con lo stupore di una ragazzina, si sta dedicando a ciò che ancora le fa sorridere il cuore. Perché poi tutto parte davvero dalle emozioni e dai nomi che riusciamo a dare ai nostri sentimenti. Ma Teresa Sindaco è riuscita ad ascoltarsi, ad accettare un cambiamento dietro l’ altro… E proprio un nuovo stato d’ animo l’ ha condotta oggi nella realizzazione di candele riconoscendone la bellezza nei piccoli dettagli. Non a caso alle sue creazioni ha dato il suggestivo nome di “Lumea”. Le candele sono un prosieguo chiaro e ben definito di una passione creativa che non accenna a diminuire. Anzi, trova la sua nuova dimensione. E oggi Teresa è libera di essere finalmente se stessa fino in fondo e potrà avvertire tutto il mood del Natale con le sue stesse candele e con un nuovo modo d’ essere. Sempre alla ricerca del bello e di se stessa. Un modo per essere sempre all’ altezza dei suoi sogni, se sognare vorrà dire ricercare quello spazio libero di comunicare con se stessa prima di tutto e poi con gli altri. Nelle creazioni di Teresa c’ è molto di sé, molto della sua nuova consapevolezza maturata nel tempo. E oggi se accende una sua candela è anche per creare quel tramite tra presente, passato e futuro. Perché senza tradizione, senza un retaggio culturale, non si può conoscere il resto. Dando forma ad una candela, diamo forma alla nostra luce interiore. Ecco perchè la creatività è uno stato d’ animo.
Raccontati tra esperienze di vita, passioni, lavoro…
Ho avuto un’ educazione rigida, da adulta ho frequentato la scuola alberghiera, ma è prevalsa la passione per la pittura. Tant’è che a diciotto anni ho partecipato ad una mostra itinerante in giro per la Puglia. Ho vinto molti premi classificandomi ai primi posti. Nell’ arco del tempo, ho provato a lavorare anche come pasticcera e devo dire che mi si è aperto un mondo… Avevo già due figli… sono arrivata al mondo della pasticceria prima dei quarant’ anni. Sono un’ esteta, un amante del bello. Dopo le scuole medie, mio padre mi comprò i pennelli e le tele per dipingere… Faceva il falegname e frequentava un pittore del tarantino ed era pertanto un appassionato di pittura. Passione che mi ha tramesso, difatti dai disegni poi sono passata alla pittura che continua ad essere il mio filo conduttore. Ho fatto la pasticcera per sedici anni, ho iniziato a lavorare in una pasticceria di Talsano, poi ho continuato in un’ altra pasticceria a carattere stagionale. Da poco però ho lasciato questo lavoro perché non me la sono sentita, è un lavoro faticoso che, con l’ età che avanza, non è più gestibile. Ecco perché poi sono nate le candele, per continuare a non spegnere il mio estro creativo. Pur avendo oggi la passione per le candele, non tralascio però la pittura, ho sempre un pennello tra e mani…
Perché proprio le candele?
Ne adoro profumi e forme, mi hanno sempre affascinato. E …in rete ho visto girare tanti lavori di candelaie, davvero meravigliosi. E così mi son detta di provare a cambiare indirizzo e… devo dire che mi sono trovata molto bene in questa nuova dimensione.
Cosa puoi dirci delle tue candele?
Acquisto tutto dal Sud della Francia; sono candele in cera di soia completamente naturali. Anche le fragranze sono francesi, nel periodo natalizio profumano di biscotto, di vaniglia, cannella, pino e di boschi. Non amo troppo le candele colorate, le mie hanno colori naturali.
Qual è la fase della lavorazione delle candele che ti emoziona di più?
Quando tolgo lo stampo e vedo la candela pronta e bella.
La tua fonte di ispirazione?
Dato il periodo, il Natale mi ispira molto, realizzo casette, alberelli, palline. Sarà il primo Natale con le mie candele…
Prossimi progetti?
Continuare a fare quello che sto facendo, mi piacerebbe aprire uno spazio tutto mio.
Che cos’ è per te la creatività?
Una crescita emotiva, uno stato d’ animo.
Taranto, la tua città, è per te fonte di ispirazione?
Sì, direi di sì, mi influenza positivamente con il suo mare, i suoi vicoli, le sue tradizioni…
I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti rattrista?
Mi rattrista l’ indifferenza; mi rasserena l’ armonia tra mente e mani, quando ogni gesto diventa presenza e ogni creazione racconta una parte di me. La gioia è nella possibilità di trasformare un’ emozione in materia, luce e colore.
Un tuo motto di vita?
C’ è un tempo per amare e c’è un tempo per creare e a volte coincidono.
Per info: cell: 338-2673886; instagram lumea_heartmadecandels