Enrico Roberti, un artista a metà strada tra Escher e De Chirico

Enrico Roberti, un artista a metà strada tra Escher e De Chirico

Per quanto paradossale possa sembrare, non è meno vero che la vita imiti l’ arte più di quanto l’ arte non imiti la vita ( Oscar Wilde)

 

Tutto parte da un’ idea. La parola, dall’ etimologia greca, affonda le radici nel verbo “idein”  che significa vedere, percepire ma, nello stesso tempo,  sta anche  per aspetto e forma. Già  tutto ciò pone sul piano di un bilancio tra anima e ragione, visibile ed invisibile, reale ed immaginario. Già tutto questo apre poi al logos, al confronto, al  dialogo, alla passione, all’arte stessa.  L’ arte può essere un’ idea  che si concretizza in forma.  Come un pensiero ricorrente che domina un po’ tutta la scena. Ed è bello e costruttivo adagiarsi in un mondo che non sia un solito mondo; è bello e costruttivo adagiarsi un po’ sulle scale dell’ architettura di Escher…Enrico Roberti è un artista che sembra aver iniziato un dialogo incessante e piacevole con Escher. In quella che è la geometria dell’ anima del mondo.  Sfidando la razionalità, attraverso metamorfosi, paradossi, visioni alquanto distorte della realtà che poi defluisce in atmosfere oniriche. Per provocare e stimolare l’ attenzione dello spettatore, mettendo alla prova la percezione soggettiva nel continuo divenire delle cose. Ecco, Enrico Roberti si può definire un nuovo Escher ma a colori. Sempre appassionato di questo artista dell’ arte moderna, però si sente a metà strada perché incline anche alla concezione artistica di De Chirico… Enrico Roberti vive ad Anagni con la compagna e i figli piccoli. Si occupa principalmente di regia grafica. Difatti alle spalle ha studi di grafica pubblicitaria e oggi lavora per eventi, show e televisione. Tanta grafica, la passione per il colore ed il gusto estetico l’ hanno portato poi ad esprimersi anche nell’arte pittorica. La sua vita è sempre stata incentrata sul disegno e sulla geometria che poi trova la sua massima espressione in quello che definisce astrattismo geometrico.  Apprezzato artista, ha partecipato a personali e collettive, da Frosinone a Bergamo, da Bologna a Pescasseroli.  Le sue opere perlopiù rappresentano costruzioni impossibili, geometrie interscambiabili con lo spazio che le crea. A metà strada tra Escher e De Chirico, quindi, per la propensione alla distorsione della realtà per arrivare a conoscerne il mistero. Le ambientazioni  di De Chirico, non a caso esponente della pittura metafisica, tendono ad andare oltre la natura fisica, la realtà, il visibile. Ed è ciò che prevale anche nelle opere di Enrico Roberti. Opere intessute di atmosfere oniriche senza spazio e tempo. In una precisione imprecisa tanto da essere un ossimoro continuo. Sono opere, le sue, che travalicano il senso dello spazio circoscritto e vanno oltre il quadro stesso per l’ idea di infinito che le motiva profondamente. Ciò che piace dell’artista  Enrico Roberti, vivace intellettualmente, poliedrico, aperto,  è proprio il trovarsi a metà strada tra  Escher e De Chirico. Piace il suo volgersi da un lato e dall’ altro, tra illusioni ottiche e atmosfere oniriche. Tra un cielo che sembra voler restar sospeso per aspettare l’ infinito. Più matematico e geometrico Escher, più onirico ed introspettivo De Chirico, sta di fatto che entrambi amano giocare con la percezione della realtà. Enrico Roberti fa altrettanto poiché ama esplorare il sogno, il mistero, la razionalità.  Comunque sia, le sue opere riconducono a serene sensazioni, a messaggi di armonia ed equilibrio con le cose del mondo. Nell’ artista Roberti, dunque, convivono bene le due anime, una più votata alla ragione, l’ altra più incline alla riflessione. Sono opere labirintiche che tendono ad arrivare all’ infinita percezione di sé. Difatti è un po’ tutto frutto di esplorazione interiore, studio e ricerca costante. Nella predisposizione a voler assorbire il più possibile  i colori e il caos emotivo per conoscersi e conoscerne meglio aspetti esistenziali. Nell’ urgenza di trovare una collocazione e sistemazione a quanto ci circonda.  Amante della natura, dallo sguardo libero e attento,  sembra voler guardare il mondo quasi dall’ alto, da un’ altra prospettiva.  Per poi calarsi nei paesaggi urbani che dipinge, attraverso i colori dei suoi  stessi stati d’animo.  Tante le opere suggestive…Nell’ opera “Il barlume della ragione”, l’ artista rappresenta  il caos attraverso reticoli geometrici mentre una minuscola porta custodisce poi la ragione. Nell’ opera  “I Sogni”  si intravedono costruzioni, attraverso un pezzo di cielo, un’ autostrada, una barca  e una scala che conduce appunto ai sogni.  Tutto come in una geografia o geometria dell’ anima, nel continuo fluire degli avvenimenti talvolta complessi che l’ arte riesce a districare e sciogliere in colori e bellezza infinita. Tra sogno e realtà, tra cielo e terra.

 

 

Raccontati tra esperienze di vita, lavoro, passioni…

Ho il mio laboratorio d’ arte ad Anagni dove vivo…e lavoro come tecnico video occupandomi di regia grafica ed installazioni multimediali per grandi eventi. Tutta la mia carriera professionale ha influito e continua ad influire sulla mia arte. Ho studiato grafica digitale e stampata per poi iniziare a lavorare come operatore video.  Ho realizzato filmati e documentari con una grande passione per la fotografia fino a realizzare video su grandi impianti.

Quando hai sentito il bisogno di dedicarti poi all’ arte pittorica?

Il bisogno nasce da un desiderio di disegnare… da bambino disegnavo tanto, crescendo ho imparato a dipingere, appassionandomi alla geometria e all’ architettura.

Come definiresti il tuo stile pittorico?

Astrattismo geometrico.

Materiale e tecnica di utilizzo?

Legno ed acrilico. Il legno aiuta a rendere più calde le mie opere. Talvolta il legno è riciclato. Lavorando nel settore degli eventi, mi rapporto con falegnami che mi regalano pezzi di legno. Ho riciclato anche la spalletta di un palco…

La tua fonte di ispirazione?

La passione per l’ arte di Escher l’ ho portata dietro in tutti i miei studi artistici. Ne ammiro l’ illusione ottica. C’ è un’ opera di Escher che rappresenta un triplo riflesso di una città, è un quadro che provo sempre a rifare.  Ho sentito anche l’ influenza di De Chirico perché ho anche realizzato quadri più paesaggistici e poetici…Mi ispirano la natura, il cielo, la luna, le stelle, la notte…alcune mie opere sono ispirate ai sogni che ritengo siano un grande motore di creatività.

Sei quindi più geometrico alla Escher o più introspettivo alla De Chirico?

Convivono in me i due aspetti, sia geometrico che introspettivo. Vivo in un limbo tremendo che non sempre è facile da gestire.

Un tuo luogo del cuore?

Viaggio tanto, il mio richiamo è un qualsiasi viaggio, non ho precisamente un luogo del cuore.

Prossimi progetti?

Oltre alla pittura, mi occupo anche di elaborati grafici con l’ ausilio dell’ intelligenza artificiale della quale si parla tanto…ma tengo a precisare che non sostituisce il messaggio introspettivo che tendo a dare all’ opera. Dunque vorrei concludere la collezione di elaborati grafici che rappresenteranno in tutto dodici animali, dal polipo alla giraffa…Intanto molto probabilmente ad aprile parteciperò alla personale di pittura presso la villa comunale di Frosinone.

I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti rattrista?

I sentimenti che mi rasserenano sono la gentilezza, la semplicità, il rispetto, la natura perché coerente, la libertà dell’ individuo. Mi preoccupa la mancanza di presa di coscienza, la banalità, la disattenzione per gli altri.

Un tuo motto di vita?

Da sempre rimango affascinato davanti ad una qualsiasi idea, ad ogni modo di reagire ed interpretare la propria arte e quella degli altri…attingendo dalle persone e da me stesso ogni forma di ispirazione…

 

 

 

Per info: cell: 348-5412973; Instagram enriart; pagina facebook EnriArt ( Enrico Roberti)

 

 

 

 

 

 

 

 

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