Quando uomini e montagne si incontrano, grandi cose accadono ( W. Blake)
Siamo natura, siamo terra, argilla, alberi, foglie. Siamo il respiro della natura solo se riusciamo a posare il capo su di essa. Le radici si riversano nelle emozioni, le emozioni si riversano nei retaggi familiari. Il territorio e il vissuto emozionale insieme al quotidiano si intrecciano e si influenzano a vicenda. Siamo ciò che viviamo, ciò che respiriamo, ciò per cui lottiamo. Sempre ed intensamente…C’ è chi si nutre di passione, di tradizioni, di mare, di vento, di bellezza. Tale inclinazione compare sin dagli albori, sin dalla nostra infanzia. Perché è qui che si gettano le basi per un futuro emozionale, è qui che il seme cresce per diventare albero. Questo ed altro ancora è stato percepito e fatto suo dalla nostra ceramista e restauratrice Giulia che ha dato vita al brand Enygma, un nome che è tutto un programma. Giulia vive a Bagnoli sul litorale flegreo, pur avendo vissuto per anni a Bacoli. La mediterraneità e il valore partenopeo si diffondono brillantemente nella sua attività ceramica. La bella Napoli, fulcro di fermenti creativi ed artistici, croce e delizia, contrasto e bellezza infinita, è la sua continua fonte di ispirazione. Insieme al mare, alle sue onde, ai colori, alle sfumature, alle emozioni che sanno di gioia e sofferenza ma che sono il seme per piantare l’ albero. E di questo Giulia ne è consapevole, pur essendo una giovane donna che ha imparato nel tempo non soltanto a gestire le emozioni ma a darle una forma. Attraverso la sua arte ceramica che le ha infuso una passione crescente, ora come ora, si sente al posto giusto nel momento giusto. Ma con una famiglia di artisti alle spalle, l’ aria che se ne respirava e si respira tuttora, diventa così salubre e preziosa da invitarla a continuare nel cammino. Al suo brand ha dato il nome di Enygma, un nome che si avvolge di mistero e che la stessa Giulia ci rivela che abbia avuto origine dallo stesso Nygma o l’ Enigmista, personaggio nemico di Batman… La nostra ceramista è anche una restauratrice, lavoro questo del restauro appreso da suo nonno in bottega. Giulia si destreggia benissimo tra cornici e pezzi di ceramica. Sì, perché sua madre, avendo una galleria d’ arte, l’ ha stimolata anche in questo percorso. Sembra vivere due vite Giulia proprio sensibile a qualsiasi percezione artistica. Una eredità spirituale ed artistica che ha trovato terra fertile nello sguardo di una giovane ceramista appassionata, versatile, profonda. Ma Giulia ha saputo guardarsi dentro tant’ è che dà molta importanza al famoso “nosce te ipsum” di socratica memoria. E…tra le sfumature di un’ intervista che diventa un quadro d’ autore, lancia un messaggio utile per tutti ed in particolar modo per i giovani. Invita, dunque, a conoscersi a fondo, attraverso anche il dolore, se necessario, per poi arrivare ad intraprendere la strada maestra. Quella per la quale siamo veramente portati, con quella luce in più che la illumina. Ecco proprio così si sente Giulia, illuminata e grata a questa forma d’ arte che le permette di esprimersi ed elevarsi. Come l’ albero, come l’ albero della vita. Come l’ albero che ha radici profonde per bere dalla terra e rami per elevarsi verso l’ alto. Non a caso definisce “alchemici” i suoi alberi perché trasmettono l’ idea di una trasformazione profonda e magica. Particolari sono anche le sue sfere che si aggrappano agli alberi stessi… Sono opere che sembrano muoversi poiché hanno davvero all’ interno quel movimento interiore che traspare. Nel lavoro delle mani, Giulia lascia andare tutta la sua essenza d’ artista. Accettando di buon grado una sfida nuova, un nuovo scenario dopo altre esperienze pregresse. La sua ceramica ha l’ unicità delle radici partenopee. Sono manufatti che colpiscono perché trasmettono gioia di vivere ma anche saggezza antica e raffinata ironia nell’ intendere le cose della vita. Tutto frutto anche della passione per la natura, sua musa ispiratrice. Ma la nostra Giulia ama anche scrivere, ecco perché le sue creazioni sono a metà strada tra cielo e terra, sogno e poesia. Una forma, la sua, che diventa essa stessa poesia, tra le varie fasi della lavorazione ceramica, attraverso la quale ritrova puntualmente se stessa.
(n.d.r. Giulia chiede di restare ancora dietro le quinte, dietro il nome Enygma poiché vuole provarsi ancor più nell’ arte ceramica prima di uscire completamente allo scoperto. Noi rispettiamo questa sua volontà).
Raccontati tra esperienze di vita, lavoro, passioni…
Da piccola disegnavo ma ho anche sempre scritto. A Miseno studiavo sulla spiaggia, sono stata fortunata…Dopo il diploma in Scienze umane con indirizzo economico sociale mi sono iscritta a Lettere moderne. Ma non sono riuscita a terminare gli studi poiché sono subentrate altre passioni come quella per la cucina, mia nonna paterna era bravissima…Sono diventata una sommelier, ho lavorato in un’ enoteca ma poi l’ arte mi ha chiamata…
In che modo?
Mia mamma ha una galleria d’ arte in Via Manzoni a Posillipo, valorizzando perlopiù artisti emergenti ma la galleria, a suo tempo, ha ospitato artisti del calibro di Spinosa e Longobardi. Intanto mio padre è un orafo ma in famiglia siamo specializzati in cornici…mio nonno mi ha insegnato l’ arte del restauro. Poi è successo che ho conosciuto la nota ceramista Lucia Vecchiarelli che mi ha voluto con lei iniziandomi all’ arte ceramica. Oggi ho il mio spazio nel suo laboratorio artistico a Napoli…E così, continuando a fare cornici e restauro, ho voluto crearmi il mio mondo parallelo al quale mi sto dedicando completamente.
Che cosa ti piace ed emoziona della lavorazione della ceramica?
Mi piace e mi emoziona il dare forma a un’ idea. Mi affascina, poi, l’ immediatezza. Lavoro a lastre, creo lo spessore e poi il modello; lavoro tutto a mano. La manipolazione è ciò che mi piace di più.
Che cosa provi quando lavori la ceramica?
Mi immergo così tanto fino a provare sentimenti di gratitudine e libertà.
La tua fonte di ispirazione?
Il mare…quando vivevo a Bacoli, avevamo una discesa privata che portava sulla spiaggia… Devo dire che mi ispira la natura tutta. Ma gli alberi hanno qualcosa in più: le radici ti trattengono saldi a te stesso, i rami ti elevano verso l’ alto.
Che cos’ è Napoli per te?
-Ci pensa un po’-. Mia mamma una volta portò a casa un cofanetto pieno di cartoline realizzate negli anni ’90. Dietro una di queste c’ è scritto: “Napoli, il canto che porti dentro mi strazia e mi rincuora senza parole”.
Come ti definiresti come persona e come artista?
Aperta, sensibile, ambivalente…Mi piace conoscere l’ aspetto introspettivo delle persone.
Altre passioni di vita?
Mi piacciono le piante, mi piace prendermene cura; scrivo poesie, sono appassionata di fotografia…
Fin dove ti ha portato l’ arte ceramica?
Mi ha portato in Corea con l’ associazione Pandora… Lucia Vecchiarelli mi ha chiesto di collaborare al progetto “Microcosmo fluido”. Io ho partecipato con le mie “Sfere del tempo”. Il mio prossimo progetto mi vedrà molto probabilmente ad agosto a Cava dei Tirreni, in provincia di Salerno, con l’ associazione Matres.
I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti rattrista?
L’ indifferenza, soprattutto tra i giovani, mi rattrista molto. Invece un sentimento che mi permette di ritrovarmi è la malinconia perché mi porta alla sensibilità e alla curiosità verso me stessa. La mia raccolta di poesia si intitola “Malinconia d’ amore”.
Complimenti per il tuo spessore, anche data la tua giovane età…
Grazie, cerco di essere me stessa fino in fondo-
Un tuo motto di vita?
“Sicut superius ita inferius”. Per dire che in un modo o nell’ altro l’ individuo riflette l’ universo.
Per info: cell: 338-9558623; Instagram e.nygma_4