Ho pensato che l’argilla deve sentirsi felice nelle mani del vasaio ( J. Fitch).
Come la carta è la terra sulla quale incidere, lasciare un segno, una traccia di sé. Si avverte questo bisogno antico di lasciare una traccia di sé, un modo per coltivarsi, per essere qui ed ora, per sentirsi di più. E attraverso le altalene della vita ed i lunghi giri che la vita stessa propone, si apre poi un sipario ed inizia a presentarsi una scena nuova. Ci si accorge anche che quel posto scelto diventa linfa vitale, qualcosa di necessariamente utile per entrare in connessione con la parte più profonda di sé. Perché quel posto che sembra affondare le radici nella terra sembra creato apposta per noi. Si possono maturare esperienze ma poi, con il fluire del tempo, ci si rende conto che si ha bisogno d’ altro e magari ci si accorge che quel lavoro non ci è mai appartenuto veramente poiché non ricalca la nostra vera identità. Ed ecco che poi ci si affida, ci si dedica a qualcosa di più profondo, a qualcosa che magari ci è appartenuto da sempre ma si sarebbe soltanto dovuto rivelare di più ai nostri occhi. Un po’ questo è accaduto ad Alessandra Angoli, una donna che, nel tempo, si è accorta che nella vita voleva fare altro. Pur essendo stata per anni una contabile, ha poi voluto rompere il guscio che tratteneva la sua vera identità. Ha avuto il coraggio di ascoltarsi Alessandra, difatti oggi si dedica a tutt’ altro dopo aver dato vita al brand e al laboratorio creativo che prende il nome di “ Officina del recupero” Arte e restauro creativo di Alessandra Lab. Un nome quest’ ultimo che è tutto un programma. Anche perché oltre ad occuparsi di restyling, Alessandra Angoli si occupa oggi di ceramica grezza. Dando vita alle varie linee come Linea Materia. Una nuova avventura che si radica in nuovi, trasversali percorsi per dare luce in toto alla propria identità artistica. Alessandra Angoli vive ad Agliana in provincia di Pistoia con la sua famiglia, il marito e i figli che sono influenzati dallo stesso spirito creativo della madre. Alessandra, intanto, è riuscita ad uscire fuori dai condizionamenti, da schemi e stereotipi comuni. Sentiva di voler andare oltre, ed ecco che oggi, nel suo laboratorio, oltre ad occuparsi di restyling, ha avvertito il bisogno di lavorare l’ argilla, arrivando alla prima fase della lavorazione ceramica, lasciandola appunto allo stato grezzo. Una scelta maturata nel tempo. Proprio perché nel dedicarsi al restauro, ha visto intrappolate foglie e quant’ altro sotto strati di gesso ed oro antico. E quindi ha sentito il bisogno di voler dare libertà e naturalezza alle sue opere, restituendo all’ arte ceramica tutta la forza e l’ energia di ciò che compare spontaneamente in natura. Sì, perché oggi la materia grezza è ciò che l’ affascina particolarmente e con la quale ha intrapreso un dialogo speciale. Alessandra Angoli sembra parlare davvero con la materia, con la creta modellandola piano, accarezzandola ed incidendola nello stesso tempo. Ma soprattutto restituendole quel campo libero lì dove si sprigiona tutta la forza della creazione, nell’ essenzialità dello stile primitivo. Ed ecco che l’ artista sembra davvero unirsi alla materia, alla terra che è humus creativo. A piedi nudi, danzando anche sotto la pioggia, tra sole e vento che accarezza e scalfisce la roccia nello stesso tempo. Prendendo sempre spunto proprio dalla terra dalla quale nasce l’idea che coltiva la materia. Le mani fanno il resto modellandola e conferendole quella forma che nasce spontanea. Alessandra Angoli è un’ artista in continuo divenire, dalla spiccata sensibilità. Un’ artista lungimirante, versatile, consapevole, brillante. Alessandra Angoli ama il contatto con la natura e ne assorbe tutta l’essenza primordiale. Anche se dopo aver attraversato le sue ombre, è arrivata a caricarsi di luce ed energia vitale, l’ artista Angoli avverte sempre più un bisogno crescente di lavorare la terra e lasciare una traccia di sé. In un connubio perfetto con la natura, riesce a riproporre opere che, come le foglie, celebrano un loro sentire insieme ad una personale visione delle cose. Alessandra Angoli, attraverso la creatività, è riuscita ad approdare in un porto sicuro, prendendo in mano le redini della sua vita. E questo grazie alla sua crescente passione per l’ arte, per l’ argilla, per la lavorazione della stessa. Guardando verso l’ orizzonte, verso la natura che le procura emozione infinita, è riuscita ad intraprendere un incessante dialogo con la terra cruda, con ciò che riesce a modellare emozioni, in un sapere antico che sa di nostalgiche presenze. Le sue opere come le sue suggestive lampade sono un richiamo a ciò che si è lasciato in disparte ma che grida la sua primordiale bellezza. Opere che sembrano piegate dal vento e dal sole, mentre l’ artista le riempie di pneuma, di quel soffio vitale che le attraversa tutte. In un passaggio lento e virtuoso. Fino ad arrivare alla traccia di sé nella terra.
Raccontati tra esperienze di vita, lavoro, passioni…
Vivo nella casa di mia nonna, creo nel suo stesso laboratorio perché mia nonna era una sarta… i miei sono stati studi ed esperienze lavorative influenzate dalle tradizioni familiari. Mio nonno aveva un’ azienda tessile. E pur essendo stata sempre orientata per studi artistici, dopo gli studi di ragioneria, ho voluto far parte dell’ azienda di famiglia con il ruolo di contabile. Ma poi, con il tempo, qualcosa in me si è ribellato…non mi sentivo più me stessa.
In che modo?
Ho voluto seguire il mio istinto e quindi ho iniziato a restaurare mobili facendo dei lavori di restyling, partendo da casa mia. E da qui ho iniziato a sistemare il mio laboratorio.
Precisamente quando?
Verso fine febbraio, si tratta di un progetto giovane…avevo bisogno di dare una sistemata al mio piano di lavoro e quindi ho avuto l’ input a provare, prima con il restyling di mobili fino ad arrivare alle “sculture di luce”, lampade che sono lavorate a mano, davvero pezzi unici!
Come sei passata dal restyling alla ceramica?
Ho iniziato a creare Materia Natura pensando a tutte le foglie che ho liberato dopo anni di restauro…le vedevo intrappolate sotto strati di gesso e oro antico…Ho avvertito il bisogno di spogliarle, restituendo loro tutta la forza del grezzo… Non volevo avere limiti, quindi ciò che unisce il restyling alla ceramica per me è il grezzo perché non ha filtri…
Che cosa crei esattamente?
Lampade, piantane che definisco “sculture di luce”: hanno sempre qualcosa in più, una crepa, una piega, come un drappo di tessuto… qualcosa di non replicabile, tutto con argilla minerale, lasciandole allo stato grezzo per via della sola essicazione all’ aria. Le mie creazioni non hanno finiture… Tutto questo per me è più naturale ed incisivo.
Che cos’ è per te la creatività e quanto ti emoziona?
Già toccare la materia mi emoziona perché riesco a modellarla…passando dalla terra all’ idea e dalle mani alla forma. Mi sembra di rinascere ogni volta…perché tutto nasce dal movimento sulla materia nel sentirla viva. Creatività è una connessione profonda con noi stessi, è libertà di poter inserire nelle tue opere ciò che stai provando… c’è la soddisfazione della restituzione tra me e la materia…Quindi tanta emozione!
La tua fonte di ispirazione?
La terra, la natura, insieme ad una riflessione profonda! Tutto ciò che nasce in maniera naturale mi dà ispirazione…una nuvola, un albero, una radice. Tutto filtrato da un’ introspezione del nostro sguardo sul mondo; questo avviene anche per i nostri pensieri, più profondi allo stato grezzo e quindi meno artefatti!
Come ti definiresti come donna e come creativa?
Istintiva, riflessiva, libera, estemporanea, molto naturale…
Prossimi progetti?
Sto lavorando ad alcune linee in terracotta, sto lavorando su alcune varianti…
Tre fotogrammi importanti della tua vita per essere oggi la persona che sei…
Il diventare madre mi ha scavata e trasformata profondamente dandomi una luce nuova…poi la connessione profonda con mia nonna materna che mi ha trasmesso la forza per affrontare la vita. L’ ultimo fotogramma ma non per questo meno importante, è stato il momento dell’ ascolto, mi sono ascoltata per arrivare a fare ciò che ho sentito.
Un tuo motto di vita?
Dobbiamo ascoltare di più ed imparare dal ciclo naturale delle cose!
Per info: cell: 351-4466677; Instagram lab_officinarecupero
Rossella ha fatto un lavoro incredibile: è riuscita a tradurre in parole l’essenza stessa della mia ricerca. Spesso è difficile spiegare perché scelgo il grezzo o cosa significhi per me la materia, ma in questa intervista ho ritrovato esattamente il mio spirito e la visione dietro Officina del Recupero. È un racconto autentico, vero e profondo che rende onore a ogni singola traccia che lascio sull’argilla. Grazie di cuore per aver saputo leggere così bene dentro la mia arte.