Vivi ogni giorno come se fosse l’ ultimo per dare un senso alla tua vita ( Seneca)
Il vero lusso è il tempo, non bisogna perderlo. Si rinasce poi ogni volta che si riprende in mano la propria vita. Facciamo giri immensi prima di arrivare alla meta ma la vera meta è arrivare a se stessi, a conoscersi. Che cosa vogliamo davvero? Apparire o essere? Bisognerebbe vivere come se fosse l’ultimo giorno della nostra vita e, per agire così, bisognerebbe eliminare il superfluo, focalizzando l’attenzione sulle emozioni autentiche, concentrandoci su ciò che ci rende sereni ed in armonia con ciò che ci circonda. Sembra strano ma per vivere appieno le emozioni della nostra vita, talvolta dovremmo chiederci se ciò che facciamo oggi è ciò che vorremmo veramente fare, se fosse davvero l’ ultimo giorno della nostra esistenza. Noi siamo i veri protagonisti di un film che si chiama vita, e tutti i fotogrammi appartengono ad un nostro vissuto emozionale. Di questo ed altro ancora è convinta Valentina Agostini, donna ed artista in continuo divenire. Ma soprattutto una persona che ha capito l’ importanza del nostro tempo interiore. Nata a Rapallo, cresciuta a Milano, per vicissitudini familiari e per studio, ha poi girato un bel po’, da Roma alla Puglia, a Venezia, poi a New York. Poi a Genova dove vive oggi con i suoi figli di dodici, dieci, otto e sei anni: Eugenia, Goffredo, Gabriele ed Adelmo. Figli che non sono soltanto la luce dei suoi occhi ma che le insegnano a vivere. La famiglia originaria ha un museo a Milano, il MAS ( Museo Arte Scienze), gestito da sua madre e suo zio. Museo fondato da suo nonno, il noto Gottfried Matthaes, al quale deve tanto in termini emotivi ed artistici. Incoraggiata a proseguire in campo artistico da sua madre e suo zio, la pittrice ha avuto alcune vicende dolorose nella sua vita, non ultima la separazione dal padre dei suoi figli. Oggi l’artista è una counselor che approfondisce il tema delle emozioni. Ma poi un episodio scatenante l’ ha segnata per sempre. E da qui ha sentito il bisogno di sublimare il dolore arrivando al campo dell’ arte. Naturalmente l’ aria artistica che ha respirato in famiglia l’ ha aiutata a crescere emotivamente ed artisticamente. E poi ti trovi di fronte ad una scelta, ad un bivio: continuare a vivere una vita ordinaria, fatta di quotidianità, con preoccupazioni, rituali quotidiani, alti e bassi o passare dall’ altra parte della strada? Lì dove ci si può trovare una maggiore connessione con se stessi e poi con gli altri. Ecco perché poi Valentina Agostini ha voluto scegliere la via dell’ arte, insieme a tutto ciò che comporta seguirla. Ossia maggiori emozioni, maggiore introspezione e volontà di ricerca interiore. In un certo qual senso, la sua strada, il suo percorso artistico è stato tracciato da una famiglia appassionata e competente in campo artistico. Ma la scelta è poi caduta su di lei, sul voler appunto sperimentare da autodidatta una propria visione artistica, un proprio sentire, un proprio sperimentare. Ed ecco che da quel pezzo di vita che ti segna profondamente può sorgere una fonte, un terreno fertile che conduce alla conoscenza di sé. L’ artista Agostini sembra vedere il mondo due volte. Questo perché entra nelle figure due volte per scandagliarle l’anima. Artista autodidatta, attraverso il suo stile astratto-figurativo sembra voler arrivare all’ immagine rimarcandola, segnandola nel tempo. I suoi sono colori accesi che però si elevano con delicatezza in quello che è il messaggio subliminale. Valentina Agostini è una donna dalla spiccata sensibilità artistica, una donna che ama sperimentarsi esplorando a fondo le cose della vita. Una donna resiliente che si inventa ogni volta e che reagisce ogni volta. Nelle opere talvolta apparentemente complesse, si nasconde poi semplicità e chiarezza di intenti e ciò vuole tendere ad un bisogno di amore ed amicizia. Una donna empatica l’ artista ma anche mutevole perché sempre alla ricerca di emozione da analizzare per poi fermare in pittura. Il suo è un genere pittorico che attrae l’attenzione dello spettatore poiché molto ad effetto, inducendo alla meditazione. Nell’ opera The kiss appaiono due volti che si avvicinano per un bacio. Ecco qui si avverte tutta l’ emozione ed il brivido dell’ avvicinamento, preludio all’ amore stesso. In un’ altra opera dai tratti più surreali, si possono ammirare braccia e mani che sostengono la testa che sembra voler espandersi come nell’ atto di liberare i pensieri, le idee, le emozioni. Quelle che non si riescono a sostenere perché troppe, quelle che sono difficili da analizzare. E tendono a disperdersi nell’ infinito. Per arrivare in un atro tempo di esplorazione. Mentre la luna sta a guardare, sua grande fonte di ispirazione, l’artista è in continuo fermento di idee e progettualità. Immersa nel mondo dell’ arte dal quale si sente salvata, protetta e capita, in relazione agli eventi, l’arte pittorica invita all’ ascolto emotivo e a riconoscere il tempo prezioso che viviamo. Perché ciò che conta davvero è il tempo, il nostro tempo interiore.
Raccontati tra esperienze di vita, passioni, lavoro…
Ho origini tedesche e studi linguistici alle spalle. Ho studiato lingue al Foscari di Venezia, poi è arrivato il mio primo figlio… Per vicende familiari ho viaggiato un po’, la mia famiglia ha un museo privato, il MAS a Milano, io vivo a Genova con i miei figli…Oggi sono counselor, da tempo approfondisco il tema delle emozioni soprattutto quelle legate al mondo dell’ infanzia. Mi sono specializzata con il metodo Montessori, poi ho in progetto di studiare coaching legato all’ arte che realizzo.
Quando nasce la tua passione pittorica?
Ho sempre disegnato, l’ ho sempre fatto come hobby nei momenti di relax. Nei vari corsi di approfondimento con le emozioni, si è parlato di arteterapia…anche perché una giovane donna del nostro corso si era ammalata gravemente ed era sul punto di morire. Questo episodio mi ha cambiato la vita e ho iniziato a dipingere pensando a questa donna …Da qui, mi sono messa in contatto con le mie emozioni e ogni volta ho visto nascere una mia opera…
Come definiresti il tuo stile pittorico?
Non mancano le figure, quindi un figurativo-astratto.
Materiale di utilizzo?
L’ acrilico, sperimento vari tipi di acrilico ma mi piacerebbe anche tornare ai colori ad olio.
La tua fonte di ispirazione e che cosa ti emoziona profondamente?
Mi ispira qualsiasi cosa, le piccole cose mi emozionano perché penso siano le più importanti…i fiori, le piante, il bosco, la natura, la musica che ascolto sempre quando dipingo. Al centro, poi, ci sono le relazioni umane: i figli, mia madre, gli amici…
Come ti definiresti come donna e come artista?
Fluttuante, aperta, accogliente, sempre in via di esplorazione.
Tre fotogrammi decisivi per essere oggi la persona che sei…
La maternità, gli studi incentrati sulle emozioni e su come aiutare gli altri, la figura di mio nonno che mi stimolava ad essere una persona felice.
Prossimi progetti?
Il nove maggio per un mese, parteciperò alla collettiva presso la galleria Dantebus di Firenze; poi sarò presente a Milano, a settembre, presso la galleria di San Babila e il dieci settembre terrò una personale al MAS di Milano.
I sentimenti che ti raccontano: quale sentimento in assoluto ti rasserena e quale ti rattrista?
Mi rasserena la gentilezza, mi rattrista la sopraffazione.
Un tuo luogo del cuore?
Camogli, vicino Genova…a casa di mio nonno.
Un tuo motto di vita?
Prendo a prestito un motto di mio figlio Gabriele: “la paura serve ad avere coraggio”.
Per info: Instagram siamolaluna ; cell: 340-8048065
Valentina è una pittrice di grande talento, il suo impegno quotidiano e il suo amore per l’arte, il suo profondo legame alla famiglia (dal nonno materno ai suoi quattro figli) e il suo senso di appartenenza alla stessa, la sua gioia di vivere porteranno Valentina ad una continua evoluzione artistica.
Nelle pennellate piene di colori vivaci, nei tratti dei volti stilizzati, si legge il senso della vita per Valentina, che riesce sempre a trasmettere grandi emozioni.