Giovanni Vinci, passaggi e paesaggi d’ arte

Giovanni Vinci, passaggi e paesaggi d’ arte

Così il pennello sta alle mie dita come l’ archetto al violino, e assolutamente per mio piacere ( Vincent van Gogh)

 

Bisognerebbe vivere prima di capire.  Bisognerebbe seguire i segnali della propria interiorità, di quell’ essere interiore che il più delle volte detta le sue leggi. Possiamo vivere una vita ordinaria fatta di quel lavoro scelto ed inseguito nel tempo ma poi ci si accorge che non è tutto poiché si ha bisogno di altri segni, di altre parole o colori che possano attraversare i nostri passaggi e paesaggi interiori. Siamo nati per lasciare un’ impronta, una traccia che parla di noi, un qualcosa che va oltre il nostro vivere ordinario e la nostra quotidianità. Ecco perché abbiamo bisogno di straordinarietà. E quando, per esserci, e lasciare una traccia nel tempo, ci si appella alla bellezza e all’ arte, si è davvero sulla strada maestra. Su quella strada che chiede soltanto di essere attraversata in pensieri, azioni, sogni e colori. E qualsiasi cosa, qualsiasi emozione se assorbita dal nostro essere, se rilasciata in un’opera d’arte, ha il suo valore inestimabile. Giovanni Vinci è un medico infettivologo che vive a Catania con la sua famiglia, con sua moglie Francesca e suo figlio Vincenzo. Una professione, la sua, che porta avanti brillantemente. Ma per adempiere ancor meglio alle sue mansioni, ha bisogno di rifugiarsi tra tele e pennelli.  Un modo per ascoltarsi, per ritrovarsi e per fermare il tempo. Appassionato di fumetti, la sua passione per la pittura ha trovato ancor meglio la sua connotazione in epoca covid, un periodo che ha portato ad un momento di riflessione per tutti. Un momento nel quale si è stati quasi costretti ad analizzarsi, in un tempo sospeso, lì dove davvero si è avuta la possibilità di ascoltarsi con maggiore intensità.  E nel caso del nostro medico, si è trattato di una ulteriore rivelazione, una conferma importante. Un modo per ricordarsi anche degli studi artistici liceali, un modo per riappropriarsi di quella parte mancante, di quella voce che lo invitava a riprendere una strada per certi versi  già conosciuta. L’ arte pittorica per Giovanni Vinci è ora come ora un passaggio obbligato che conduce in posti ed emozioni uniche.  Attraverso luoghi e scorci della sua Sicilia ma anche ritratti di persone comuni e personaggi famosi.  Giovanni Vinci ha iniziato copiando le opere di Caravaggio, quest’ ultimo un pittore tra i più rivoluzionari, maestro del primo barocco e del naturalismo. Dell’ illustre Caravaggio, al nostro medico pittore piace il sapiente gioco di luce, l’aver voluto rappresentare scene sacre talvolta con crudo realismo. Ammiratore di tutto ciò, l’ artista Vinci ama il contrasto tra  luci intense ed ombre che si riflettono nelle opere caravaggesche. In un lento fluire ma anche in un appassionato divenire, in un’ armonia che unisce i  contrasti, le opere di Giovanni Vinci sono lanci nell’ attimo presente che vuole essere fermato nella più profonda essenza interiore. Ecco come i suoi passaggi, i suoi ritratti diventano paesaggi interiori. Per la luce che riesce a dare alle cose, ai soggetti, alle figure. Il suo stile figurativo sembra comunque andare oltre. Oltre la semplice tecnica per tendere il più possibile al naturalismo e realismo. Attento ai dettagli, sembra non farsi sfuggire i piccoli momenti.  E ciò che piace intanto del nostro medico pittore è la sua empatia, la sua versatilità e lungimiranza. Nella percezione artistica, il suo voler andare oltre è coinvolgente ed invita ad analizzare il nostro tempo, ciò che appunto può condurci alla luce, alle sfumature, alla salvezza. Il dinamismo che compare nelle opere invita, se non altro, a riflettere sui nostri passaggi terreni che, vissuti ed elaborati, possono diventare paesaggi d’ arte. Perché ognuno di noi ha sempre qualcosa da dire e da dare e la pittura di Giovanni Vinci è un aprire lo sguardo all’ orizzonte,  a ciò che di rilevante può esserci. Il suo è un inno alla vita  che si concentra nell’ entità artistica. Il mare e le suggestioni della sua terra siciliana fanno il resto insieme alle classiche ed affascinanti “teste di moro”. Tutto ciò guardando alle tradizioni e ai costumi di una terra dal patrimonio umano ed artistico inconfondibile. Giovanni Vinci ritrae di tutto, animali, barche, persone comuni come personaggi famosi che hanno lasciato un’ impronta  sin dalle memorie di gioventù. Perché poi l’ arte è sempre quella sonda gettata nelle memorie, in quella terra fertile dove tutto è possibile, vero, tangibile. Giovanni Vinci attrae con la sua pittura proprio perché resta uguale a se stesso, senza voler trasformare ed alterare niente, piuttosto cercando di valorizzare gli attimi e le presenze. Nel rispetto di ciò che è il tempo e nella reale visione dell’ uomo.

 

Raccontati tra esperienze di vita, passioni, lavoro…

Ho frequentato il liceo artistico a Catania, ho sempre disegnato, sono stato un appassionato di fumetti e di acquerelli… Mi sarebbe piaciuto frequentare una scuola di fumetto,  sembrerà strano ma poi, anche in maniera impulsiva,  ho deciso di iscrivermi alla facoltà di medicina. Questo perché sono stato colpito dall’ episodio di un medico che aveva soccorso una mia amica…Durante la specializzazione in infettivologia, dal ‘94 al ’99,  ho lavorato presso studi pubblicitari come anche nel 2006 presso Il calcio Catania magazine, realizzando vignette satiriche. Intanto per tredici anni sono stato medico di pronto soccorso, poi ho vinto il concorso in malattie infettive…oggi sono un infettivologo con la passione per l’ arte pittorica.

Come e quando nasce la passione artistica?

Ho sempre continuato a realizzare fumetti, nel 2016 ho vinto il concorso Comicon a Roma poi ho iniziato a copiare il Caravaggio con un monitor ad alta definizione collegato al computer. Ciò mi ha permesso di realizzare opere di grandi dimensioni come Santa Caterina d’ Alessandria e tante altre. Realizzare una copia mi restituisce lo stesso piacere che secondo me prova un musicista che suona qualcosa di un compositore famoso.

Materiale di utilizzo?

Prima utilizzavo l’ acrilico, adesso utilizzo la pittura ad olio perchè mi permette di ritoccare e riprendere il lavoro là dove si è lasciato.

Come definiresti il tuo stile pittorico?

Figurativo e realista.

Che cos’ è l’arte per te?

Un modo molto piacevole di conoscere se stessi. Arte è una parola molto grande, l’ arte è creazione, è qualcosa di divino, è la capacità dell’ uomo di creare attraverso la propria interiorità.

La tua fonte di ispirazione?

Fotografo paesaggi riproducendo l’ immagine su tela. Rappresento persone comuni come un vecchio anziano seduto ad un bar… Ogni cosa è dettata dalla tradizione siciliana con le sue suggestioni e calde atmosfere.

I tuoi luoghi del cuore?

La mia Catania, poi adoro Palermo  e Castronovo di Sicilia, un paesino sempre in provincia di Palermo. Qui porto le mie tele per dipingere…

Artisti famosi che hanno attirato la tua attenzione nel tempo?

Richard Estes, artista del fotorealismo con il suo capolavoro  Pharmacy, poi anche Egon Schiele e naturalmente  Caravaggio con l’ uso estremo della luce e dei contrasti.

Prossimi progetti?

Ho acquistato un aerografo per essere più preciso, per spingere il realismo nel migliore modo possibile in ambito figurativo. Ho in mente di riprendere la tradizione siciliana con dipinti figurativi e di reinterpretare opere dell’ antichità in chiave moderna. Sto lavorando all’ opera Giuditta e Oloferne…

Tre fotogrammi per essere oggi la persona che sei…

Gli anni universitari, il periodo covid che mi ha cambiato interiormente, l’ incontro con mia moglie e l’ essere diventato padre.

Un tuo motto di vita?

Nec spe, nec metu ( né con speranza, né con timore), un detto  riferito a Caravaggio. Bisognerebbe vivere senza riporre molta speranza, né con eccessiva  paura… bensì con una certa atarassia.

 

 

Per info: Instagram giovannivinci8

 

 

 

 

 

Un pensiero riguardo “Giovanni Vinci, passaggi e paesaggi d’ arte

  1. Leggere questa intervista è stato davvero emozionante.
    Giovanni Vinci riesce a trasmettere, attraverso le sue parole e la sua arte, una sensibilità rara e autentica.
    Mi ha colpito tantissimo la frase: “L’arte è la capacità dell’uomo di creare attraverso la propria interiorità”, perché nelle sue opere si percepiscono davvero anima, luce ed emozione.
    Un medico che cura attraverso la scienza e un artista che arriva al cuore attraverso i colori: una combinazione meravigliosa.
    Persone così lasciano il segno, sempre.

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