Claudio Di Forti, dallo spazio alla luce

Claudio Di Forti, dallo spazio alla luce

Quando mi chiedono in che cosa credo, rispondo che io credo nell’ architettura. L’ architettura è la madre delle arti. Mi piace credere che l’ architettura collega il presente con il passato e il tangibile con l’ intangibile ( Richard Meier)

 

Durante il percorso della nostra vita, ci si accorge che niente vale davvero, se non si creano meraviglie per la mente e per il cuore. Poi si possono fare mille cose ma ciò che più attrae è arrivare al cuore delle persone. Attraverso il rispetto e la meraviglia, un binomio sacro e proficuo. Coltivare tutto ciò è come dilatare il tempo. E non basteranno mai i luoghi che vorremmo conoscere insieme ai pensieri e ai modi di fare della gente. I luoghi che viviamo influenzano o meno il nostro benessere, raccontano chi siamo e definiscono la nostra impronta e identità. Intanto la parola architettura deriva dal latino “architectura” ed è proprio l’ arte di organizzare lo spazio. Tutto  è segno e segnale che esplode e che ha bisogno di essere organizzato. Un po’ come un campo da coltivare, un quadro da dipingere, una pagina da scrivere. Invece la parola architetto, dal greco,  è formata da due  radici: archè, principio e tecton che vuol dire artefice, costruttore. Claudio Di Forti è un architetto ed interior designer. Originario di San Cataldo, vive e lavora a Caltanissetta. All’ architetto siciliano interessa proprio questo: poter creare e riempire gli spazi altrui, sempre nel rispetto delle esigenze del committente. Claudio Di Forti si laurea ad Enna in Architettura-Ingegneria civile.  Oggi lavora in un’ azienda di Caltanissetta che produce pitture decorative. Da qui, ha avuto un orizzonte aperto sul campo dell’ interior design. Apprezzato architetto di esterni ed interni, dà importanza e priorità al paesaggio e all’ ecosostenibilità, fattore oggi da tener ben presente rispetto a ieri. Perché poi tutto cambia, anche il modo di fare architettura oggi non è lo stesso poiché si ha maggiore volontà di esplorazione. Ciò deriva dal fatto di dover fare i conti con altre aspettative e stili di vita, sia perché il mondo sta cambiando per la crisi climatica sia per nuove esigenze abitative. Claudio Di Forti punta i riflettori sull’ equilibrio fondamentale tra  spazi esterni ed interni poiché si influenzano a vicenda, puntando all’equilibrio tra ombra e luce e prediligendo materiali naturali come la pietra e il legno. Ciò che colpisce del suo modus operandi è proprio il voler andare oltre, oltre i segni, le linee per approdare all’ anima di un progetto o l’ altro. Oltre il mondo sensibile, oltre la natura per arrivare alla metafisica dell’architettura ossia a quel passaggio importante che vede l’ esploratore-architetto intento ad esplorare l’intelligibile, con ciò che non  necessariamente si tocca ma che si può immaginare per poi realizzare attraverso un percorso interiore. Un’ abitazione, poi, è l’ anima di chi la occupa e la vive. E bisogna necessariamente tener conto di tutto: del luogo, dello spazio, della luce, del paesaggio. E Claudio Di Forti è un architetto che non tralascia niente, anzi con devozione e cura, cerca di inserire tutto in quel circuito di connessione e comunicazione buona tra utente ed ambiente.  Di entrambi gli aspetti ha massimo rispetto. Dalla personalità empatica, ammette di convivere con le due anime, una più chiusa e meditativa e l’ altra più estroversa ed aperta. Questo perché pone grande attenzione ad ogni cosa, andando, come si suol dire, dal particolare all’ universale. Perché oggi fare architettura non è soltanto erigere muri o abitazioni ma diventa una filosofia di vita. Attraverso una metodologia molto più aperta al confronto con il pubblico. Profondamente ispirato dalla sua terra siciliana, l’ architetto Di Forti cerca sempre di inserire nella sua architettura le peculiarità, gli aspetti veri di una terra che sprigiona costantemente una sua energia, un suo pathos e modus vivendi. Si definisce anche un sognatore il nostro architetto poiché il sogno diventa quel motore imprescindibile, un modo per educare all’ emozione, altrettanto determinante. E poi c’ è la luce che coordina tutto il resto e che diventa aria che respiriamo e dalla quale si snoda tutto in un’ intrinseca progettualità. Ecco come dallo spazio si arriva sempre a qualcos’ altro ma soprattutto si arriva alla luce, fondamentale requisito da tener presente. Perché poi è proprio così che bisogna intendere la nostra vita ed il nostro abitare, in maniera più naturale possibile per raggiungere maggiori standard qualitativi e maggiore serenità e benessere. Attraverso una costante ricerca sulla persona, sulla luce e sullo spazio.

 

 Raccontati tra esperienze di vita, passioni, lavoro…

Ho conseguito una laurea in Architettura-Ingegneria civile ad Enna, per poi inserirmi nell’ albo degli architetti. Titolo della tesi:  “L’ aeroporto nel Borgo Chinisia. Progetto di un AvioClub tra restauro e riqualifica infrastrutturale”.  Ho lavorato e lavoro ancora in un’ azienda di Caltanissetta  che produce pitture decorative. Questa esperienza mi ha permesso di conoscere il mondo decorativo e affacciarmi così all’ interior design.

Che cosa ti è piaciuto e ti piace dell’ architettura?

Per indole ho sempre avuto una passione viscerale nel creare spazi e giocare con i colori, luci, ombre. Da piccolo ho sempre passato il tempo a disegnare mobili, tavoli, sedie, case…

Come è cambiato negli ultimi anni il modo di fare architettura?

L’ architetto di una volta era chiamato per fare case e muri, adesso dopo aver progettato le mura di casa, l’ architetto deve fare i conti con il paesaggio, con l’ ecosostenibilità, il committente, le normative vigenti.

Quando si può parlare di buona architettura?

La vera essenza di una buona architettura si relaziona con il paesaggio prima che con il clima. Intanto un interno che funziona bene, si deve necessariamente rapportare all’ esterno che deve essere altrettanto all’ altezza.

Quali sono i materiali che utilizzi per riempire al meglio uno spazio?

Il modo di costruire siciliano è il modo di costruire mediterraneo: c’ è un forte rapporto tra interno ed esterno, c’è sempre un patio o un pergolato che dia ombra al living…Utilizzo la pietra, il legno, la carta: più è sincero il materiale, più l’ ambiente è di qualità. Bisogna sempre considerare la condizione climatica e quindi il caldo e l’ ombra come la luce. Utilizzo la pietra locale, l’ arenaria, la pietra lavica, la pietra di Catania.  Diventa  elemento prioritario rispettare le esigenze del territorio  valorizzandolo.

Una tua definizione di architettura…

L’ architettura è la scienza di vedere oltre, andando oltre il segno, oltre il discorso sensibile, per arrivare all’ anima.

Prossimi progetti?

Ho progetti a Enna, Palermo e Roma, poi sto sperimentando un progetto di food design…

Fino a che punto è importante la luce?

La luce viene ad essere un elemento di fondamentale importanza; un architetto è chiamato a fare i conti con la luce. Sempre.

Come ti definiresti come persona e come professionista del settore?

Sono un sognatore prima di tutto, una  persona  talvolta solitaria ma anche empatica, dipende dagli stati d’ animo e da chi ho di fronte… Come professionista, mi caratterizza la sartorialità dell’ architettura ossia cercare di fare sempre un progetto su misura, andando incontro alle esigenze del committente, ascoltandolo il più possibile e filtrando  ogni cosa con il mio modus operandi.

La tua fonte di ispirazione?

Sono per me fonte di ispirazione  i grandi architetti del ‘ 900,  poi mi ispira la musica, l’ arte, il cinema…

I tuoi luoghi del cuore?

Il mare, ma soprattutto l’ entroterra siciliano,  la campagna di Caltanissetta con gli uliveti

Altre passioni di vita?

L’arte, la buona cucina, il design.

Che cosa ti emoziona in assoluto?

Mi emoziona quando un mio progetto illumina gli occhi di chi ne usufruirà.

Un tuo motto di vita?

Sembrerà scontato ma è proprio così: se puoi sognarlo, puoi farlo!

 

 

 

 

Per info: instagram clarch_d40; facebook Claudio Di Forti ; www.claudiodifortiarchitetto.it

 

 

 

 

 

 

 

Un pensiero riguardo “Claudio Di Forti, dallo spazio alla luce

  1. Complimenti! Un’intervista che risalta la passione e l’attenzione che l’architetto mette nei suoi progetti.

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