Igor Paluselli, nel tempo e nell’ anima del legno

Igor Paluselli, nel tempo e nell’ anima del legno

…Ma io accanto a me, ho trovato anche una vita lenta, una vita che a volte si stanca a stare al passo con chi corre, una vita che ha bisogno di piccole pause… ( Gio Evans)

 

Tutto parte da una lenta ricerca su se stessi fino a confondersi con la materia, fino a voler comprendere di quale sostanza siano fatti i nostri sogni.  E ci accorgiamo di essere natura intanto che si apre un nuovo giorno, intanto che rinasciamo, lavoriamo, viviamo.  Essere in connessione costante con la natura ci aiuta a conoscerci, a comprendere davvero chi siamo o vorremmo essere. La natura è quel campo neutro nel quale ci si può rivedere, risentire, ritrovare. Persino abbracciare un albero, accarezzare una foglia può restituirci quel respiro e quel giusto cammino, quella volontà di scoperta e sperimentazione. Diventare natura. Abbracciarne il mistero. Tutto questo ci condurrà in sentimenti di contemplazione, gratitudine e cura dello sguardo. Guardare, poi, è anche rispettare o almeno dovrebbe andare così, di pari passo. Poi quando dalla natura, oltre ad esserne  grati, si apprende così tanto da farne un lavoro, allora sì che si chiude un cerchio e che si può dire anche di dare un senso alla propria vita! Igor Paluselli è un artigiano del legno, così ama definirsi anche se il suo artigianato segna quel confine labile con l’ arte che sconfina nella bellezza delle cose e nel voler trasmettere messaggi di vita. Igor Paluselli  vive a Ziano di Fiemme, in Trentino, con la sua famiglia, la moglie Stefania che si occupa di turismo e i figli Anghelina, Nikita e Serghey. Una tradizione familiare la sua che si basa sul rispetto e la passione per la natura.  Con suo papà Giuseppe, anch’ egli artigiano del legno e tuttora suo fidato collaboratore,  ha sempre avuto un bel legame, una bella intesa. Suo padre l’ ha condotto nel mondo dell’ artigianato. Da piccolo veniva avvolto dal profumo del legno e giocava con i trucioli fino poi a capirne l’ importanza e il valore.  Dalle leggi della natura ha imparato tanto fino ad attuare una ricerca anche su un ramo, a studiare le radici di un albero, immergendo le mani nella terra. E partendo dai disegni di quando era ragazzo, oggi è arrivato ad essere uno scultore del legno. Di quel legno che, se l’ ascolti, ti parla soprattutto quando intorno c’ è silenzio.  Ed Igor Paluselli oltre ad essere legato alla sua terra d’ origine, e avere un rapporto viscerale con la materia-legno, riesce magistralmente a celebrarla attraverso il suo operato, la sua energia, il suo pathos, la sua crescente passione. Diventa così un tutt’uno con il suo blocco  o pezzo di legno dal quale riesce a trarne una storia. La stessa storia che gli viene raccontata dai suoi committenti con i quali instaura un rapporto di fiducia e stima reciproca. Il nostro artigiano, oggi come allora,  si lascia sedurre dallo stesso profumo del cirmolo, legno più frequentemente utilizzato e ammirato nel corso del tempo.  Tutto mentre dà forma attraverso l’ abbozzo.  Quel momento nel quale si è faccia a faccia con il materiale ligneo che all’ inizio si affida alle sue mani sapienti e che poi emana tutta l’ energia vitale. Fino a voler farsi scoprire, fino a  desiderare quella forma data.  E il legno è davvero un materiale semplice ma ricco di sentimento e di valore intrinseco. Un materiale caldo che ti avvolge in termini fisici ed emotivi. Ed è sempre il tempo del legno, una materia antica quanto l’ uomo e intramontabile. Igor Paluselli con il legno dal quale si lascia abbracciare, crea di tutto, dai trofei di gara ad opere artigianali per cerimonie.  Dal disegno all’ idea, dunque, quell’ idea che si scolpisce man mano nelle venature del legno fino alla stessa colorazione della quale si occupa sua sorella Lara… talvolta fino all’ aggiunta di materiali diversi come la corda, il plexiglass, il ferro corten. Diventa così tutto un trionfo di profumi e colori, da mattino a sera.  Il nostro artigiano sembra immergersi come nell’ inizio dell’ alba e nella fine di un tramonto. Fino ad arrivare a quello che è un piacere tattile e mentale insieme. Sì, perché si lascia completamente trasportare da tutti i processi di lavorazione ai quali si dedica con cura e dedizione, sperimentandosi ed emozionandosi costantemente.  Perché poi è proprio da qui che nasce tutto, da un pezzo di legno  solido e magari ricurvo, da un pezzo che ti guarda e ti trasferisce tutta la responsabilità di un lavoro delle mani e del cuore. Tra scalpelli e mazzuola,  si parte dalla materia per arrivare alle cose del mondo che continueranno a parlare. Cose che una materia come il legno fermerà nel tempo e nell’ anima.

 

 

Raccontati tra esperienze di vita, passioni, lavoro…

Sono oramai più di trent’ anni che lavoro nel settore artigianale come artigiano intagliatore e scultore  del legno….Ho frequentato tre anni di istituto d’ arte a Pozza di Fassa e successivamente tre anni di scuola professionale in Val Gardena. Mio papà intanto è scultore del legno ed ha iniziato questa attività da giovanissimo…Da piccolo io entravo in laboratorio e lo osservavo lavorare, poi ho iniziato a disegnare e a prendere in mano gli scalpelli. Dopo la scuola in Val Gardena, ho aperto una società insieme a mio padre e mia sorella Lara, poi abbiamo continuato noi figli anche se mio padre tuttora  ci assiste per altri progetti. Mi ha motivato sicuramente una grande passione, se non ci fosse stato papà prima ad instradarmi, sarebbe stato più difficile l’ inserimento in questo settore.

Che cosa ti ha trasmesso tuo papà in termini di passioni di vita?

Sicuramente la passione per la natura, siamo entrambi dei grandi camminatori ed osservatori della natura. Quando ero piccolo andavo con lui ed osservavo la natura, osservavo una radice per capire cosa sarebbe diventata…Mio padre mi ha trasmesso il piacere di lavorare e la fiducia che si instaura nel tempo…

Quale fase della lavorazione attira maggiormente la tua attenzione?

Mi piace la fase dell’ abbozzo, quando inizi il lavoro dal niente, quando prendi un pezzo di legno in mano ed inizi ad estrapolarne la forma. La rifinitura è la fase più difficile perché poi un’ opera non è mai finita come dicevano i miei maestri della Val Gardena…

Legni utilizzati?

Il cirmolo,  amo il l profumo che emana… la mattina, quando rientro in laboratorio, lo risento, poi c’ è il tiglio…

Che cosa ti piace del legno?

La morbidezza, la versatilità…

Che cosa crei esattamente?

Opere scultoree, trofei di gara, poi mi piace realizzare soggetti sportivi, quadri, opere per anniversari.

La tua fonte di ispirazione?

La  natura in primis, poi le storie di vita dei miei committenti che esprimono i loro sentimenti… come ad esempio un alpinista che fa una dichiarazione di matrimonio alla sua amata in alta quota o due moschettoni che si intrecciano per gli amanti di arrampicata.

Un tuo pensiero sull’ artigianato…

Nel mio campo, il lavoro fatto a mano è ancora richiesto perché sa di tradizione familiare, territorio, memoria. Dovrebbe essere così per ogni forma di artigianato ma non sempre è così perché oggi ci sono macchine a controllo numerico, i pantografi che sfornano in serie… Poi occorre una predisposizione al lavoro artigianale, è un lavoro di pazienza, concentrazione, ispirazione.

Come ti definiresti come persona e come artigiano?

Sono abbastanza solitario anche se ho tanti amici, sono anche empatico, però evito il caos. Di solito sono un iperattivo anche perché pratico sport come alpinismo, mountain bike, sci di fondo ma quando entro  in laboratorio, mi avvolge come una sorta di calma,  il tempo si ferma, ci sono io e i miei pezzi di legno…

Un fotogramma importante per essere oggi la persona che sei…

Quando ho visto la fiducia negli occhi di mio papà…

Un tuo motto di vita?

Essere più che apparire!

 

 

 

Per info: cell 348-7332580; instagram paluselliartelegno; facebook  Arte legno di Paluselli Igor;   www.artelegnopaluselli.it

 

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *