La terra siamo noi, fatti di argilla e di un soffio venuto da lontano, a riempire e poi scappare via ( Erri De Luca)
Come diceva il filosofo Hume, non esiste un io stabile e permanente che rimane nel tempo: noi siamo mutevoli e mutevoli sono i nostri passi, le emozioni e le sensazioni in costante movimento. Ci accorgiamo di non essere gli stessi nel corso degli anni, ci trasformiamo e ci modelliamo come si modella l’ argilla. E come l’ argilla nelle nostre mani è il tempo che ci relaziona al nostro spazio e tempo interiore. Ci mescoliamo alla materia, alla materia dei nostri sogni e dei nostri sentimenti. E può capitare di diventarne un tutt’ uno, dando importanza e riponendo fiducia in quello che può essere un atto creativo, un atto salvifico. Arrivando a un’opera, un’ opera d’ arte. Abbiamo bisogno più che mai di vere e proprie opere d’ arte, di qualcosa che ci stimoli i sensi e ancor più i sentimenti. Marisa Sasso è una scultrice, crea opere fatte a mano in terracotta con ingobbi e smalti, restando comunque ancorata anche alla pittura. Come ogni artista, la nostra scultrice ha una sua filosofia di vita ma è soprattutto un’ educatrice ai sentimenti poiché, attraverso le sue opere, riesce a smuovere i moti dell’ anima. Marisa Sasso vive a Treviso, è un ‘ insegnante di scuola primaria in pensione, e oggi si occupa di scultura dando vita a meravigliosi manufatti in terracotta. Profondamente ispirata al genere figurativo, si sofferma in particola modo sui volti, sull’ espressione dei volti. Attraverso le stesse impressioni che le persone le hanno trasmesso nel tempo. Essendosi sempre dedicata ai ritratti anche in pittura, crea volti sensazionali, unici, volti così intensi ed espressivi che sembrano parlare, voler dirti qualcosa. Come un messaggio da inoltrare ai posteri. Con quell’ aura di mistero e cura dei particolari intrinseci all’ opera stessa. Quasi figure mitologiche, volti che si elevano a mezz’ aria negli oscuri tempi moderni, sicuramente figure che vogliono sopravvivere alle intemperie della vita. Figure che incantano e ti scuotono emotivamente. Volti antichizzati che tendono a creare un suggello tra presente e passato. Marisa Sasso dalla grande sensibilità artistica, continua a lavorare la terracotta, lasciando intravedere sui volti delle crepe, dei tagli, come delle ferite. Ad indicare quasi la caducità del tempo e come si può essere fragili e vulnerabili nei confronti della vita stessa. Volti d’ angeli, volti di donne sognanti, volti di bambini con l’ innocenza e il candore nello sguardo. Volti talvolta tumefatti e talvolta levigati a seconda del proprio movimento interiore. Quasi impressionano le opere di Marisa Sasso per la loro valenza emotiva. La sua è scultura ma anche pittura poiché sono opere che poi colora a suo piacimento… La sua passione per la terracotta continuerà a condurla lontano. E tra argilla, ingobbi e smalti , Marisa Sasso si ritrova ogni volta. Come sulla riva di un lago a raccogliere le sue stesse emozioni, tenendo le mani incollate nella terra, ascoltando il respiro e le sensazioni che la terra emana mentre la si lavora. Passione, grande senso artistico e una fedeltà alle leggi della vita se pur mutevoli. Tutto ciò le conferisce una personalità unica e sola, in continuo divenire. Sensibilità, raffinatezza, gusto per l’ antico fanno delle sue opere dei capolavori scultorei. Sono statue e volti che infondendo serenità o meno, sembrano comunque implorare pace e amore. Questa è l’ impressione che arriva ma come dice la stessa artista, ogni cosa è da reinterpretare a seconda dello sguardo dello spettatore che nota un particolare anzichè l’ altro a seconda del proprio movimento interiore. Perché poi è proprio questo che si nota nelle opere di Marisa Sasso. Nel lento fluire delle cose del mondo, compariamo noi con le nostre emozioni. Tra smalti, argilla e ingobbi, Marisa Sasso si sente al posto giusto nel momento giusto. Con una progettualità sempre in itinere, riesce ad arrivare in fondo a se stessa per conoscersi per poi riemergere attraverso i suoi stessi stati d’ animo. Intanto diventa un tutt’ uno con la sua argilla, una materia che si lascia modellare, comprendere, accarezzare. Un materiale perfetto che diventa uno strumento di espressione e verità, quella che tutti cerchiamo per interpretare le sfumature della vita. Perché poi come l’ argilla nelle nostre mani è il tempo.
Raccontati tra esperienze di vita, passioni, lavoro…
L’ arte è sempre stata parte della mia vita da bambina fino all’ adolescenza. Ho sempre sperimentato materiali e realizzato opere soprattutto in pittura. Ho una laurea in Pedagogia con indirizzo etica e filosofia. Ho insegnato presso una scuola primaria, poi sono stata distaccata a Scienze della formazione presso l’ università di Padova. Ho gestito i laboratori di animazione per l’indirizzo Educazione dell’ immagine: un’ esperienza che mi ha dato tanto in termini di creatività…tant’ è che poi ho riversato la passione creativa in pittura e scultura. E così ho seguito corsi di pittura, mosaico, cartapesta con maestre come Raffaella Tassinari e Paola Scibilia.
Come si evolve la passione per la scultura?
Sono seguita da tempo dalla scultrice Elena Ortica, una persona di grande umanità, frequento il suo laboratorio di scultura e mi è piaciuto sperimentare e una volta andata in pensione, ho pensato di dedicarmi a qualcosa che mi piacesse fare, ed eccomi qui con le mie creazioni e la volontà sempre viva di sperimentare.
Che cosa ti è piaciuto e ti piace della scultura?
La scultura mi conduce alla ricerca e al confronto…Sono cambiata attraverso la scultura.
Tecnica e mezzo di utilizzo?
Utilizzo stampi con il gesso per poter sperimentare varie tecniche, oppure parto dal blocco di argilla per dare vita all’ opera, dipende poi dal progetto… Mi piace sperimentare e diversificare. Nel modellato ricerco variazioni materiche e cromatiche, sperimento la gomma lacca, gli acrilici, il colore attraverso gli ingobbi.
Quale fase della lavorazione attira maggiormente la tua attenzione?
La fase embrionale ossia la fase nella quale bisogna cogliere la forma, le dimensioni che dovrà avere l’ opera nel complesso, tutte scelte molto importanti…
La tua fonte di ispirazione?
Il genere umano, il genere figurativo, un genere che avevo anche in pittura, tant’è che ho realizzato spesso ritratti; il volto umano è per me grande fonte di ispirazione.
Che cosa provi nel dare vita alle tue creazioni?
Mi emoziono.
I tuoi volti appaiono feriti, talvolta incompleti…perché?
Una ferita, una crepa ti lascia immaginare e quindi va riempita con l’ emozione che ti dà, con ciò che si ha dentro.
Prossimi progetti?
Parteciperò a dei progetti nell’ autunno, poi sono sempre legata a due associazioni trevigiane come il “Grecale” e “Arte Studio” di Treviso.
Che cos’ è l’ arte per te?
L’ arte non deve far vedere soltanto ma deve provocare emozioni ed immaginazione.
Un tuo luogo del cuore?
Il mio laboratorio…
I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti rattrista?
La ricerca del profitto mi rattrista non poco, mi rasserena molto il sentimento di condivisione.
Un tuo motto di vita?
Credi in te stesso, sii visionario!
Per info: 347-0913150; Instagram marisa_sasso_atelier