Perchè volare? Semplice. Non sono felice a meno che non ci sia un po’ di spazio tra me e la terra ( R. Bach)
Nel lento fluire delle cose, ci si accorge di voler essere di più, di voler quasi sdoppiarsi, di voler quasi annullarsi per rinascere ancora. Perchè la vita come l’ arte è una continua ricerca su se stessi, una continua nascita e rinascita. Ma per vivere al meglio, occorre conoscersi sempre di più e, come diceva il filosofo Spinoza, bisognerebbe vedere il mondo in “sub specie eternitatis”, ossia cogliere tutto in un’ unica veduta d’ insieme. Per raggiungere un desiderio o una speranza di armonia. E si è sempre saputo e detto che se si riuscisse a volare in un modo o nell’ altro, si acquisirebbe quel coraggio e quella marcia in più. Franco Bianchi, in arte Garuda, è un artista toscano, di Cinquale, in provincia di Massa-Carrara. Un artista di spessore, lancia un messaggio che, sotteso o meno, ha un buon riscontro di pubblico. Alla ricerca del segno e della rifrazione della luce, fino ad arrivare alla propria identità, l’ artista ha iniziato il suo percorso artistico con dei volti messi insieme da macchie di colore come tasselli di un mosaico. Poi più che disegnare o tratteggiare linee o dipingere, ama vedere l’ arte dall’ alto. Questo grazie all’ esperienza del volo e alla fotografia in volo. Dal paramotore all’ autogiro, una volta riuscito a salirci, ha voluto un po’ come fermare l’ immagine del cielo, fotografando dall’ alto i panorami che prendevano forma e colore diverso ogni volta. Difatti la sua arte nasce dal voler dare emozioni dall’ alto a noi che siamo sulla terra ferma. Il volo e la fotografia l’ hanno spinto a determinare e definire il suo linguaggio artistico. Ma poi l’ ispirazione è continuata nel tempo fino ad arrivare ad un manifesto e da qui anche all’ arte del celebre artista del neorealismo italiano, Mimmo Rotella. Un artista sui generis tant’è che strappava i manifesti per poi dipingerli. Intanto ciò che più attira la sua attenzione nel tempo è lo strappo dal quale intravedere il volo stesso. Tant’è che poi l’ artista Bianchi ha pensato di sovrapporre delle foto strappandole. Decostruire per poi costruire il proprio concept, da qui deriva il suo modus operandi in una visione globale. Dallo strappo quindi la ricerca dell’ assoluto, dell’ emozione pura, del volo, del sogno, dell’ unione tra terra e cielo. Un po’ come nel famoso taglio del Fontana per arrivare alla luce, allo spazio. Tutto tra rigore e passione, in un dare e un avere, unendo l’ arte della fotografia alla materia artistica. Una crepa che lascia guardare l’ infinito, un’ insenatura dalla quale si può guardare il mondo. In Garuda, non a caso mitica creatura a metà uomo e a metà uccello, si sente e percepisce una sete di infinita conoscenza. E si sa, per imparare a volare, non basta la maestria del volo ma la stessa volontà di conoscenza. Un percorso che scaturisce dalla formazione all’ Accademia di Belle Arti di Firenze e alla Florence Accademy of Art. Da qui nascono le sue opere che sono strappi visti dall’ alto come Lucca e Piazza Anfiteatro, il Pontile Verticale, la Barca lungo costa e i Parcheggi Interrotti. La sua fonte di ispirazione resta comunque il paesaggio della sua terra toscana come la spiaggia, il mare, le barche, gli ombrelloni…La sua arte pittorica diventa gestualità, nel pathos crescente che conduce alla ricerca. Una frammentazione della materia per arrivare al logos che si apre come nella scia di un’ elica. Intanto l’ anima del volo arriva alla materia artistica in un incontro pacifico, essenziale, intenso e vibrante. Questo è ciò che colpisce sulle prime dell’ arte di Garuda, il voler arrivare ad un accordo, comunque sia, tra spazio e tempo interiore. Tra mondo sensibile, ossia ciò che vede anche attraverso l’ atto fotografico e ciò che vede attraverso le increspature dello strappo che unisce, conferendo valore ad un paesaggio o all’ altro. L’ artista Garuda ha avuto il coraggio del volo ed è ciò che si intravede nelle sue opere che hanno un quid in più, un potere ascensionale. E dall’ alto la vita acquista un’ altra dimensione, tendendo all’ infinito, all’ infinita emozione di sentirsi parte di un tutto. Ciò che emoziona è anche la sua generosità nel voler fotografare la bellezza dall’ alto per poi inoltrarcene l’ essenza. Un artista del volo e del particolare, dei dettagli che caratterizzano il passaggio e il paesaggio. Tra l’ altro è così, l’ arte vista dall’ alto fa davvero la differenza.
Raccontati tra esperienze di vita, passioni, lavoro…
Il mio lato artistico è nato soltanto dopo aver lavorato nella ditta dei miei genitori, poi ho voluto continuare a studiare…Arrivato ai ventisei anni, ho trascorso l’ estate in Inghilterra, a Londra, per imparare l’ inglese ma mi sono trovato anche alla National Gallery e sono rimasto folgorato da un’ opera di Monet. E così sono voluto entrare in Accademia di Belle Arti a Firenze per poi andare alla Florence Academy studiando pittura e disegno.
Come si sviluppa la tua passione artistica?
Nasce nel 2012 dalla foto sulla verticale e dai lavori dell’ artista Mimmo Rotella dal quale sono stato molto ispirato…Ho voluto unire le mie foto sovrapponendole per poi strapparle, arrivando così al risultato. L’ ispirazione nasce quindi dall’ unione di due foto ma anche dal volo e dallo strappo insieme, dalla fotografia e dall’ arte materica.
Tecnica di utilizzo?
Sovrappongo due foto diverse, ne strappo una parte e sotto si presenta altro, poi intervengo con l’ acrilico, le colle e il bitume. Talvolta intervengo anche con una bruciatura sulla foto sovrapposta. Per quanto riguarda le foto, le stampo su carta da manifesto.
La tua fonte di ispirazione?
Mi piacciono i contrasti, i colori caldi e freddi, il bosco e l’ incendio, il mare mosso e il mare calmo. Mi ispira la natura e le emozioni che provo. Quando sono in alto, anche una nuvola diventa più interessante dell’ altra.,,
Fino a che punto sei legato alla tua terra toscana?
Sono molto legato alla mia terra. Viareggio, le Apuane sono meravigliose, la Versilia, la serie di ombrelloni magari messi in maniera maniacale, le Cave di Carrara… sono legato a tutto questo!
Prossimi progetti?
A settembre ci sarà una mia personale a Pietrasanta e a Lucca parteciperò ad una collettiva.
Punti d riferimento in arte?
Da Goya a Rembrant, da Sartorio a Bacon.
Che cos’ è per te l’ arte?
L’ arte è ciò che stupisce. Dovrebbe avere la funzione di presentare una condizione nuova, fino a provocare un movimento interiore e una qualche emozione.
Come sei cambiato negli anni e come ti definiresti?
Sono cambiato molto dai tempi dell’ accademia, acquisendo maggiore maturità, sono un riflessivo, quando capita un sognatore…
I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti rattrista?
La libertà, l’ impegno, la critica costruttiva sono per me sentimenti buoni, Mi fanno male l’ ignoranza, la superficialità, la prevaricazione, l’ ingordigia.
Un tuo motto di vita?
Ritornare a vivere ogni volta!
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Per info: facebook garuda.art; instagram garuda_art